Categoria: Trekking | Hiking
Giornata Mondiale dell’Ambiente. Per il CAI “non differibile l’impegno concreto per la tutela”
Il Club alpino italiano invita i propri Soci e tutti gli amanti della montagna a compiere azioni concrete per ridurre l’impatto delle attività umane sugli ecosistemi, a partire dal contenimento dell’inquinamento da plastica. Il tutto per sensibilizzare le Amministrazioni pubbliche sull’urgenza di politiche di tutela dell’ambiente concretamente rivolte alle generazioni future.
Milano, 1 giugno 2023
Ogni anno il 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 15 dicembre 1972 con la Risoluzione 2994 e celebrata per la prima volta nel 1973.
Sono trascorsi dunque 50 anni di impegno alla sensibilizzazione del pubblico di ogni latitudine. “Beat Plastic Pollution” (“Sconfiggi l’inquinamento da plastica”) è lo slogan dell’edizione 2023 della Giornata.
«Mai come in questo momento in cui l’emergenza prodotta dai cambiamenti climatici è di tutta evidenza, la celebrazione di questo evento mondiale non dovrà ricadere nella banalità ripetitiva», afferma il presidente della Commissione centrale Tutela ambiente montano del Club alpino italiano Raffaele Marini. «Sotto il termine “ambiente” si racchiudono molti concetti connessi e interdipendenti per cui affrontare il tema proposto per il 2023 richiede un approccio metodologico, un forte contributo scientifico, la grande disponibilità dei Governanti ad ascoltare e l’impegno globale dei cittadini a modificare comportamenti e abitudini consolidate».
L’inquinamento causato dalla plastica | Ogni anno l’Onu stima che 19-23 milioni di tonnellate di plastica vadano ad inquinare fiumi, laghi e mari. Ancor più grave e incidente è l’evolversi delle microplastiche, sulla cui diffusione anche nel cibo, nell’aria e nell’acqua, ci sono segnali molto preoccupanti e parallelamente disinteresse da parte di molti Governanti.
Arrivando alla situazione sulle montagne, Marini si chiede: «quante bottiglie di plastica troviamo ancora lungo i nostri sentieri? Quanti recipienti di plastica rinveniamo alla base delle più frequentate salite alpinistiche? Quanti contenitori di plastica non vengono riciclati correttamente? Quante micro discariche ritroviamo ancora ai margini dei villaggi montani? Tutto questo compromette nel breve e ancor più nel lungo termine l’ambiente montano, deteriora gli ecosistemi che lo caratterizzano, modifica e riduce i servizi ecosistemici che questi ecosistemi generano a favore della collettività».
Passare all’azione concreta | Per il Club alpino italiano questo è il momento di passare all’azione concreta, con l’impegno reale di tutti.
«Il Cai per la sua capillare presenza sui territori può essere vettore di iniziative tangibili coerenti con il tema della Giornata mondiale 2023», evidenzia Marini. «Partendo dai comportamenti dei singoli Soci durante lo svolgimento delle proprie attività, alla scelta dei materiali tecnici, alla responsabilizzazione dei gestori dei rifugi sino ad una capillare sensibilizzazione delle Amministrazioni pubbliche, ad iniziare da quelle territoriali, che hanno in capo la responsabilità della gestione del ciclo dei rifiuti. La plastica, pur rappresentando un grande pericolo per la salubrità dell’ambiente, racchiude potenzialità molto elevate di stimolo all’economia circolare e alla cultura del riciclo e del non abbandono Nel momento in cui il tema della sostenibilità effettiva assume sempre maggiore centralità nelle politiche nazionali ed europee, gli abitanti della montagna, i cittadini tutti e, fra essi, i Soci del Cai non possono voltare la testa altrove».
Gli articoli 9 e 41 della Costituzione, con l’inserimento della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i suoi principi fondamentali, rappresentano oltre a un valore sociale di alto profilo, anche e soprattutto un’indicazione forte per impostare, conclude Marini, «politiche di tutela dell’ambiente concretamente rivolte alle generazioni che verranno, per loro consegnare un ambiente almeno non peggiore di quello che oggi abbiamo sotto gli occhi. E le generazioni future bussano già con forza alle nostre porte per chiedere rispetto dei loro ideali e delle loro attese».
La Presidenza generale del Cai, con il delegato al Coordinamento delle attività ambientali Mario Vaccarella, ribadisce «l’impegno costante del Sodalizio nelle tematiche ambientali, trasversali a tutto quanto viene svolto dalle nostre strutture tecniche, nel giusto equilibrio fra ambiente naturale ed esseri viventi. Opportuno quindi, richiamare l’articolo 1 del nostro Statuto, che, quando recita che fra gli scopi del Cai c’è “la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”, indica la strada, cercando di diffondere una visione inclusiva e rispettosa dei territori».
Il portale che racconta la montagna. Ecco il nuovo “Lo Scarpone”
Rappresenta la forma più contemporanea dell’utilizzo della rete, con articoli giornalistici che cavalcano l’attualità, passando per la WebTV, i podcast, i diari di viaggio, le rubriche e le curiosità.
Milano, 30 maggio 2023
Dopo il rilancio del periodico cartaceo, il bimestrale “La Rivista del Club Alpino Italiano”, è il momento de “Lo Scarpone“, che diventa un vero e proprio portale online dedicato alla montagna. La “Rivista” punta sull’approfondimento con l’obiettivo di diventare un oggetto da collezione, “Lo Scarpone” rappresenta la forma più contemporanea dell’utilizzo della rete, con articoli giornalistici che cavalcano l’attualità, passando per la WebTV, i podcast, i diari di viaggio, le rubriche e le curiosità.
Il direttore responsabile è Andrea Greci. Il curatore del portale delle pagine social correlate è Pietro Lacasella. La WebTv è curata da Nicoletta Favaron, i podcast sono a cura di Sofia Farina e gli itinerari di Luigi Dodi. Il progetto editoriale è di Marco Albino Ferrari, con Pietro Lacasella e Andrea Greci.
“Si tratta di due mondi che comunicano con voci diverse, eppure nascono e si alimentano dalla stessa matrice culturale dello storico Sodalizio, come ci ricorda l’unità grafica che li contraddistingue, e che risulta evidente accostando le due testate”, commenta il Direttore editoriale e responsabile editoriale del Club alpino italiano Marco Albino Ferrari.
Nel dettaglio
Oltre agli articoli giornalistici, la home page offre una serie di contenuti multimediali: A partire dai podcast. La loro presenza segna un passaggio importante, perché il Cai sta diventando produttore di serie inedite, come quella ideata con il MuSe di Trento sugli animali delle montagne italiane (in arrivo tra breve); e poi il Diario di viaggio, attraverso il quale verranno seguite giorno per giorno alcune spedizioni, dalle Alpi ai luoghi più lontani (c’è allo studio persino una “gita” al Polo).
Anche la continua proposta di itinerari escursionistici e alpinistici caratterizzerà il nuovo corso del portale, che nasce con l’obiettivo di diventare anche un grande deposito di suggerimenti e vademecum con descrizioni targate Cai-Infomont.
Senza dimenticare la pagina dedicata a “Conoscere la montagna”, un vero e proprio motore di ricerca (basato su tag potenziati) dedicato agli articoli arretrati, alla biblioteca e all’emeroteca, e al database degli Itinerari del Cai, realizzati anch’essi in collaborazione con Infomont (ogni settimana vengono proposti cinque itinerari, che andranno ad arricchire l’archivio).
Infine, c’è la pagina dedicata al “Mondo Cai”, una grande bacheca che dà accesso alle iniziative del Sodalizio, dalle singole sezioni ai lavori della Sede Centrale. Ogni socio si potrà così sentire calato nell’universo multiforme del Club, rimanendo costantemente informato.
La stampa nazionale alla scoperta del Sentiero Calabria



Otto giornalisti delle principali testate nazionali, tre giorni di cammino sulle antiche orme dei boscaioli, un patrimonio paesaggistico poco noto e fuori dai consueti circuiti turistici. Il viaggio stampa organizzato dai tre Enti Parco -Aspromonte, Sila, Pollino – ha messo in luce le grandi potenzialità del Sentiero Calabria, che in 654 km attraversa tutto l’entroterra della regione, dalle alture di Reggio Calabria alla frazione di Lorica, tra foreste secolari, grotte carsiche e incontri con gli ultimi carbonai d’Italia.
23 maggio 2023_ Il Sentiero Calabria – 654 km lungo la dorsale della regione – non è solo un cammino: è un’idea, un filo teso attraverso il territorio. Una conversazione che finalmente unisce le voci di tanti borghi dimenticati, imprenditori tenaci, operatori del turismo e abitanti. Lo hanno sperimentato gli otto giornalisti delle principali testate nazionali – Corriere.it, Il Sole 24 Ore, Il Giornale, Elle, Dove, Touring, Outdoor Magazine, Montagna TV -, che hanno partecipato a un viaggio stampa di tre giorni, lo scorso weekend.
Gli ospiti, accompagnati dai Funzionari del servizio Promozione del Parco Nazionale dell’Aspromonte Giorgio Cotroneo e Sabrina Scalera, sono stati accolti, durante il loro viaggio, dal Direttore del Parco Nazionale Aspromonte Giuseppe Putortì, dal dott. Giovanni Aramini e dalla dott.ssa Anna Maria Corea del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, dal commissario Alfonso Grillo e dal Direttore Francesco Maria Pititto, una volta giunti al Parco Nazionale delle Serre. Giunti al Parco Nazionale della Sila hanno incontrato il Direttore Ilario Trecosti, e infine al Parco Nazionale del Pollino sono stati accolti dal Funzionario Carmelo Pizzuti.
Nei prossimi giorni i loro diari di viaggio, resoconti e consigli racconteranno a un pubblico più ampio questo percorso lontano dalle rotte più battute.
La storia del Sentiero Calabria, inaugurato pochi mesi fa, si fonde con la riscoperta di un territorio a lungo trascurato, ma dalle grandi potenzialità sul piano del turismo e dell’accoglienza. È la prima volta che un percorso valorizza nella sua totalità la diversità paesaggistica della Calabria, unendo i Parchi Nazionali dell’Aspromonte, della Sila e del Pollino ed il Parco Regionale delle Serre. Il progetto, realizzato dalla Regione Calabria con gli Enti dei quattro Parchi Nazionali, ha dato vita a un’unica avventura da vivere a passo d’uomo, in 34 tappe ben strutturate, e si candida a diventare uno dei trekking più interessanti d’Italia.
Di tappa in tappa, il viaggio ha permesso di scoprire i panorami molto vari della Calabria, ma anche il suo patrimonio gastronomico, tra masserie, agriturismi, ristoranti e produttori. I partecipanti sono partiti dall’Aspromonte, percorrendo il tratto da Gambarie a Piani di Carmelia, attraverso boschi e torrenti impetuosi, per poi raggiungere, sulle orme dei boscaioli, Mongiana – con le sue ferriere borboniche – e la Serra San Bruno, dove hanno incontrato gli ultimi carbonai d’Italia, eredi di una tradizione quasi scomparsa.
Il giorno dopo si sono addentrati nella Silva Brutia, antico nome romano della Sila, un vero dedalo di montagne, boschi secolari e corsi d’acqua. Qui, dopo una tappa al Centro visite Antonio Garcea, polo di eccellenza dedicato alla didattica e l’educazione ambientale, e una sosta a Silavventura – dedicato a tutti gli sport praticabili in montagna, i giornalisti hanno potuto ammirare i Giganti della Sila, ovvero gli altissimi alberi secolari dell’omonima riserva naturale, un tesoro naturalistico. Infine, il terzo giorno, spazio al Pollino, un’oasi ricca di strapiombi, gole e massi erratici, con visita alla Grotta di San Michele Arcangelo, un vero “libro” naturale di storia del neolitico.
Tre giorni di cammino, incontri e scoperte hanno permesso ai giornalisti di apprezzare l’idea da cui nasce il Sentiero Calabria: tanti luoghi speciali, paesaggi e testimonianze storiche disseminati in un’area molto vasta si uniscono per la prima volta in un percorso coerente, che si snoda lungo tutta la regione, e compongono una visione unica.
“Sentiero Calabria”: tutta la regione, a piedi, in un unico cammino
Una nuova proposta che si aggiunge ai percorsi più importanti: con i suoi 654 km, il Sentiero Calabria attraversa tutto l’entroterra della regione, dalle alture di Reggio Calabria alla frazione di Lorica, inoltrandosi nei tre parchi (Aspromonte, Sila, Pollino) e nella riserva delle Serre. In un’unica soluzione si passa dal mare alle catene montuose, dagli altopiani alle foreste, dai monoliti rocciosi alle cascate. Si incontrano antichi monasteri, santuari, necropoli e grotte preistoriche, tra una merenda con i pastori e un pranzo in masseria.
E’ nato il Sentiero Calabria, un cammino di 654 km che percorre tutta la dorsale della regione, e si candida ad essere “the next big thing” in termini di riscoperta dell’ecoturismo lento. Per la prima volta, un cammino unisce i Parchi Nazionali dell’Aspromonte, della Sila e del Pollino ed il Parco Regionale delle Serre in un’unica avventura da vivere a passo d’uomo, in 34 tappe ben strutturate.
Un progetto, realizzato dalla Regione Calabria con Enti dei quattro Parchi Nazionali.
L’iniziativa rende merito a una regione che viene sempre più valorizzata sul piano turistico: la Calabria è stata “scoperta” anche oltreoceano, essendo l’unica meta italiana citata dal Time nella sua prestigiosa guida “The World’s Greatest Places Of 2022”, come destinazione ambita per gli appassionati di percorsi storici e naturalistici.
In nessun’altro luogo d’Italia si passa attraverso panorami tanto diversi: è come fare il giro del mondo e al tempo stesso viaggiare nel tempo. Un giorno si passeggia tra monoliti e “meteore” come quelle della Grecia e della Cappadocia, tra monasteri scavati nella roccia, e un altro si cammina tra gigantesche felci preistoriche e montagne aspre e selvagge che ricordano la Scozia. Si attraversa l’altopiano più esteso d’Europa, ci si inoltra nei canyon scavati dai torrenti come negli Usa, si sente il profumo della macchia mediterranea e si incontrano daini e pavoni in libertà. Si scopre una civiltà antichissima, passando dagli insediamenti neolitici agli edifici con influenze bizantine, si scopre la religiosità popolare nei santuari e ci si ferma nelle masserie per gustare i prodotti locali. Ovunque si viene accolti dall’ospitalità dei calabresi, che portano in tavola formaggi di montagna, selvaggina, pasta tradizionale, vini del territorio.
Diario di viaggio: 4 aree naturalistiche uniche | Il Sentiero Calabria è stato completato nel 50esimo anniversario della Convenzione per la Protezione del Patrimonio Mondiale Unesco – tra i quali, dall’anno scorso, si annoverano le antiche faggete dei parchi nazionali dell’Aspromonte e del Pollino. È come un’arteria che percorre la regione in senso longitudinale. Il punto di partenza è il tratto calabrese del Sentiero Italia, a cui si aggiungono percorsi e piste interne: collega l’intero territorio regionale in 34 tappe strutturate in modo da valorizzare borghi, mete e servizi di accoglienza.
· L’Aspromonte | Si parte dalla punta estrema della regione per attraversare l’Aspromonte, che si erge come un’isola tra lo Ionio e il Tirreno. Se il versante ionico appare aspro e selvaggio, quello tirrenico è un verdeggiante susseguirsi di piane, valli, forre e cascate. Alle sue falde sorge la Valle delle Grandi Pietre, monumenti naturali in arenaria, modellate dal clima. Dal punto di vista naturalistico si tratta di una terra antichissima, con gigantesche felci preistoriche e picchi sorvolati da aquile reali. Molto tipici sono i “monoliti” dalle forme suggestive e gli insediamenti rupestri che possono ricordare le Meteore della Cappadocia. L’Aspromonte custodisce monasteri, forti, masserie, insediamenti agricoli. Particolarmente affascinante e leggendario è il Santuario di Polsi, meta di migliaia di pellegrini ogni anno.
· Le Serre | Posizionate tra l’Aspromonte e la Sila, le Serre sono un gruppo montuoso ricco di paesaggi unici, con un ampio altipiano che digrada verso il Mar Ionio e vari tratti pianeggianti nella parte centrale. Abbonda di corsi d’acqua e sorgenti, che formano torrenti impetuosi, gole strette e cascate, come quella del Marmarico, con 90 metri di dislivello. Molto particolare l’area dei monti Mammicomito e Consolino, sede di antiche miniere. Nelle foreste, tra alberi monumentali si aggirano mufloni, daini, caprioli, istrici, rapaci notturni, ma anche pavoni selvatici. All’interno dell’area protetta troviamo anche la secolare Abbazia dei Monaci Certosini di Serra San Bruno, ancora in attività, aree archeologiche come le ferriere Borboniche di Mongiana. Nel parco vivono e lavorano gli ultimi carbonai d’Italia, eredi di una tradizione quasi scomparsa.
· La Sila | Ci troviamo nel più grande altopiano d’Europa, nel cuore della Calabria: 1.700 chilometri quadrati, un’altitudine media di 1300 metri. Coperta di alberi, soprannominata da sempre “Gran Bosco d’Italia”, la Sila è stata sfruttata per millenni per il legname. È la mitica dimora di Silvano, dio della foresta, a cui si consacrava la pece estratta dagli alberi locali usata per incatramare le navi che solcavano il Mediterraneo nell’antichità. Abitata dal neolitico, la Sila è stata un crocevia di popoli, e conserva traccia di una cultura sedimentata nei millenni. In epoca bizantina ha accolto molti monaci basiliani, che hanno lasciato molte testimonianze, come Santa Maria del Patire, vicino Rossano, e successivamente è stata abitata da normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e Borboni. Tutte influenze che si ritrovano nella cultura locale.
· Il Pollino | Situato al confine tra Calabria e Lucania, il Pollino è costituito da vari massicci, e si caratterizza per il susseguirsi estremamente vario di pianori, strapiombi di rocce, massi erratici, grotte e gole. Il territorio del Parco mostra una notevole complessità geologica, e dal 2015 fa parte della rete Europea e Mondiale dei Geoparchi come Geoparco Globale UNESCO. Anche dal punto di vista della flora e della fauna il Pollino è un’area unica nel Mediterraneo. Qui si trova un sito preistorico tra i più importanti d’Europa, la Grotta del Romito: su una parete si trova l’incisione di un antico bovino, il bos primigenius, testimonianza eccezionale dell’arte rupestre. Il passato riemerge anche a Laino Borgo, dove sono stati trovati importanti resti di necropoli.
Il progetto | Il Sentiero Calabria è stato realizzato dalla Regione Calabria con gli Enti dei Parchi Nazionali del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte, insieme al Parco Naturale Regionale delle Serre. Questa proposta è sostenuta dai fondi del Programma Operativo della Regione 2014/2020 – Azione 6.6.1, e punta alla promozione di un turismo ecosostenibile, compatibile con il territorio e accessibile a tutti. Questo cammino rappresenta, idealmente, la prima tappa di un progetto ancora più ambizioso, che punta a identificare tutti i percorsi calabresi, anche minori, per unirli in una mappa sentieristica che raggiungerebbe i 1.600 km di sviluppo, da percorrere rigorosamente a piedi.
Biella ospita l’Assembea nazionale dei delegati 2023 del CAI
Sabato 20 e domenica 21 maggio circa 600 Delegati interverranno nella città che diede i natali al fondatore del Cai Quintino Sella. All’ordine del giorno l’elezione di un Vicepresidente generale e la premiazione dei vincitori del concorso fotografico “Le donne muovono le montagne” e del Riconoscimento Paolo Consiglio. Porterà il proprio saluto il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Milano, 15 maggio 2023
Si svolgerà a Biella sabato 20 e domenica 21 maggio nella cornice di “Cittadellarte – Fondazione Pistoletto”, l’Assemblea nazionale dei Delegati 2023 del Club alpino italiano.
I lavori della mattina di sabato (inizio ore 9) prevedono l’intervento del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, che porterà il proprio saluto ai circa 600 Delegati previsti.
Elezione di un Vicepresidente generale
All’ordine del giorno dell’assemblea l’elezione di uno dei tre Vicepresidenti generali che compongono il Comitato direttivo centrale. Il Vicepresidente Giacomo Benedetti (iscritto alla Sezione Uget Val Pellice) è in scadenza di mandato ed è rieleggibile per il prossimo triennio. Oltre a lui, sono candidati Angelo Ennio De Simoi (iscritto alla Sezione di Feltre) e Carlo Alberto Garzonio (iscritto alla Sezione di Firenze).
Sguardo rivolto al futuro
I lavori toccheranno tutti i progetti e le tematiche che vedono impegnato il Club alpino italiano in questo particolare momento storico, tra crisi climatica, rilancio dell’alpinismo, coinvolgimento dei giovani nella governance dell’associazione, rifugi e rete sentieristica.
«Biella è la città natale di Quintino Sella, che quasi 160 anni fa, il 23 ottobre1863, fondò il nostro Club», afferma il Presidente generale del Cai Antonio Montani. «Avremo quindi modo di immergerci nella nostra storia e nei nostri valori fondanti, con lo sguardo però rivolto al futuro. Sono tante le questioni sulle quali il Cai intende impegnarsi e dare il proprio contributo, per rendere da un lato la propria proposta sempre più attuale e attrattiva, dall’altro per posizionarsi come valido interlocutore della politica e della società civile, promuovendo una nuova etica della frequentazione della montagna e mostrando la direzione da seguire per lo sviluppo turistico sostenibile delle Terre alte».
Premiazioni e onorificenze
Nel corso dell’assemblea saranno premiati i vincitori della prima edizione del concorso fotografico “Le donne muovono le montagne”, dedicato al ruolo delle donne nello sviluppo delle comunità montane e nella tutela delle risorse naturali, e dell’edizione 2023 del Riconoscimento alpinistico “Paolo Consiglio”, rivolto a spedizioni di carattere esplorativo o di elevato contenuto tecnico, organizzate da piccoli gruppi di alpinisti a prevalente composizione giovanile nell’anno precedente.
I Delegati saranno poi chiamati a votare la proposta di nomina a Socio onorario di Pierluigi Airoldi e di Gabriele Arrigoni.
L’Assemblea dei Delegati 2023 è organizzata dalla Sezione di Biella, che quest’anno celebra il 150esimo anniversario della fondazione. Per onorare la ricorrenza, la Sezione ha programmato un “Fuori Assemblea”, denominato “La montagna entra in città. La città inventa la montagna”, aperto all’intera cittadinanza: il calendario di eventi, che si terranno da venerdì 19 a domenica 21 maggio, trasformeranno Piazza Duomo in una vera “cittadella della montagna”.
Il programma di “La montagna entra in città. La città inventa la montagna” è disponibile sul sito cai.it
‘Montagna si scrive stampatello’, un romanzo per ragazzi di Davide Longo

Milano, 2 maggio 2023
A Davide piacciono i documentari, Costanza della 3a B e le parole che brillano. Detesta arrivare in ritardo, le cabinovie, ma soprattutto le aquile, che in montagna possono gettarsi in picchiata dall’alto e strapparti i capelli – così dice. Davide si fa mille domande e ce la mette tutta per capire gli adulti, ma a volte proprio non ci riesce. Papà si è fatto una nuova famiglia, i nonni litigano come cane e gatto e la mamma… be’, lei è mitica, ma ha sempredelle idee un po’ strampalate. Come questa gita in montagna, un trekking musicale di cinque giorni, sulle Dolomiti.
Un viaggio emozionante alla scoperta della natura
Davide e la sua mamma sono i protagonisti di Montagna si scrive stampatello, l’esordio nella letteratura per ragazzi di Davide Longo, appena uscito per la collana “I caprioli” di Salani Editore e Club alpino italiano.
Il romanzo, arricchito dalle illustrazioni di Isabella Grott, racconta un viaggio emozionante alla scoperta della natura per ritrovarsi, uno di quei viaggi che cambiano la vita. Immersi nei mutevoli paesaggi di alcune delle montagne più belle della terra, mamma e figlio impareranno a cogliere sfide apparentemente impossibili: quelle grandi che cambiano il modo di vedere il mondo e quelle piccole che cambiano noi e chi ci sta intorno.
«È il cielo più grande che ho visto, questo che abbiamo sulla testa. Quello sopra il balcone di casa nostra in confronto è un tovagliolo e quello sopra casa dei nonni appena un foglietto», sono le parole del piccolo Davide riportate nella quarta di copertina del libro. «Fa freddo, anche se c’è il sole, ma questo è naturale: come si fa a riscaldare un cielo così grande? È una questione di metratura. Sono cose geometriche e di calore che la mamma mi ha spiegato».
Da una delle voci più interessanti del nostro panorama letterario, un racconto sul tempo che ci concediamo, per imparare come si affrontano le salite e come mollare il freno in discesa, assaporando la leggerezza del lasciarsi andare. Un dialogo profondo e divertente tra genitore e figlio che mette in luce tutte le complesse sfumature che colorano la crescita.
Montagna si scrive stampatello (144 pagine) è acquistabile in libreria a un prezzo di 14,90 euro. Per i soci Cai sarà disponibile a un prezzo scontato su store.cai.it
Davide Longo nasce a Carmagnola nel 1971. Nel 2001 pubblica il suo primo romanzo. Nel 2014 ha inizio la serie detective di successo che ha come protagonisti Arcadipane e Bramard, pubblicata da Einaudi. Del 2017 è la sceneggiatura per il film Il Mangiatore di Pietre interpretato da Luigi Lo Cascio. Vive a Torino e, quando può, nella sua casa di montagna in Valle Varaita. Da tempo insegna scrittura alla Scuola Holden. I suoi libri sono tradotti e pubblicati in molti paesi.
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Frequentazione della montagna di domani e Sentiero Italia CAI. Il Club Alpino Italiano al Trento Film Festival

Venerdì 5 maggio si terranno l’incontro “Il futuro del Cai”, con l’intervento del Presidente generale Antonio Montani, e la proiezione in anteprima mondiale del film sul Sentiero Italia CAI “La lunga bellezza” di Luca Bergamaschi, co-prodotto dal Club alpino italiano. Come ogni anno il Cai presenterà le ultime novità della propria produzione editoriale.
Milano, 28 aprile 2023
Si intitola “Il futuro del Cai. Dialogo con il presidente” l’evento dedicato al Club alpino italiano in programma al Trento Film Festival.
Venerdì 5 maggio alle 19 in Piazza Cesare Battisti a Trento (in caso di pioggia, Sala Calepini in via Calepini, 1), il Presidente generale Antonio Montani spiegherà come il Club alpino italiano intenda farsi portavoce di un nuovo modo di rapportarsi con le montagne, alla luce di crisi climatica, pressione turistica e spopolamento. L’incontro fa parte del programma di “Un’ora per acclimatarsi”, rassegna dedicata alla montagna e ai suoi fragili equilibri ambientali e sociali organizzata nell’ambito del festival.
«La situazione attuale impone una riflessione sul fatto che sia gli amanti della montagna che i frequentatori occasionali devono cambiare il proprio modo di approcciare le Terre alte. La frequentazione deve essere sempre più rispettosa, tutti noi dobbiamo cambiare le nostre abitudini e il nostro stile di vita se vogliamo davvero contribuire a ridurre quegli impatti che hanno portato all’innalzamento delle temperature. Allo stesso tempo, una frequentazione davvero sostenibile deve garantire un valore aggiunto a chi in montagna vive e lavora tutto l’anno. Una montagna storicamente antropizzata come quella del nostro Paese, infatti, deperisce se viene abbandonata», afferma il Presidente generale Antonio Montani. «Sono temi, questi, di strettissima attualità per il nostro Sodalizio, sui quali intendiamo discutere e avanzare proposte in occasione del 101° Congresso del Cai, intitolato “La montagna nell’era del cambiamento climatico”, che si terrà a Roma i prossimi 25 e 26 novembre».
Montani interverrà anche, nella serata di venerdì 5 maggio, all’evento “Grandi maestri per grandi scuole” (ore 21, Teatro Sociale). Condotta da Tamara Lunger e Pietro Lacasella, la serata racconterà l’affascinante storia di celebri nomi dell’alpinismo che s’intreccia con quella delle scuole di alpinismo, sci alpinismo e arrampicata libera del Cai-Sat, per capire il passato e immaginare il futuro dell’andare in montagna.
Il film sul Sentiero Italia CAI “La lunga bellezza”
L’edizione di quest’anno del festival vede anche l’anteprima mondiale di “La lunga bellezza” di Luca Bergamaschi (Italia, 2023, 54 minuti), film dedicato ai quasi 8000 km del Sentiero Italia CAI. Prodotto da Club alpino italiano e MaMi Films, il documentario sarà proiettato venerdì 5 maggio alle 15:15 al Multisala Modena (Sala 2).
Il Sentiero Italia CAI è stato percorso dai protagonisti, Hélène, Vito ed Eugenio, che si sono messi in cammino separatamente, in tre grandi tappe: Isole e Sud, Appennino e Arco alpino. Dal loro racconto l’incontro con uomini e donne che hanno deciso di restare e di resistere, tenaci sognatori incapaci di abbandonare la bellezza delle loro terre. Insieme nel film, per scoprire un’Italia inedita, dal grande valore naturalistico, paesaggistico e culturale. Le opportunità dirette e indotte dal Sentiero Italia CAI, tra percorrenza, accoglienza e tutela, rappresentano una concreta possibilità di rinascita dei territori attraversati, grazie a un turismo lento e sostenibile, in grado di favorire le economie locali.
La proiezione sarà preceduta dagli interventi del regista Luca Bergamaschi e di Anna Sustersic e Giovanna Prennushi con la loro esperienza di cammino. Modera il giornalista Filippo Di Donato. Al termine della proiezione seguirà dibattito con regista e partecipanti.
Il trailer del film è visualizzabile sul Canale Youtube del Cai.
Le ultime novità della produzione editoriale del Cai
Come ogni anno, il Club alpino italiano porterà a Trento le ultime novità della propria produzione editoriale. Si inizia mercoledì 3 maggio alle 17,30 (Salotto letterario di Montagnalibri in piazza Duomo) con la presentazione de Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista di Alberto Rollo, uscito lo scorso febbraio per la collana “Passi” di Ponte alle Grazie e Cai. Il libro racconta la storia di un uomo di pianura e di metropoli – l’autore stesso – che ha sempre guardato alla montagna come valico, come salita, come percorso verso il cielo. Per Alberto Rollo il camminare verso l’alto rappresenta un’avventura che non si è mai trasformata in prestazione sportiva, ma che ne ha nutrito l’immaginazione e il sentimento.
Dialogherà con l’autore il giornalista Carlo Martinelli.
Il giorno successivo, giovedì 4 maggio alle 16,30 (T4 Future, Piazza Fiera) toccherà alla letteratura per ragazzi con Montagna si scrive stampatello di Davide Longo, appena uscito per la collana “I caprioli” di Salani Editore e Club alpino italiano. Il romanzo racconta un viaggio emozionante del piccolo Davide e della sua mamma sulle Dolomiti, alla scoperta della natura per ritrovarsi, uno di quei viaggi che cambiano la vita. Immersi nei mutevoli paesaggi di alcune delle montagne più belle della Terra, madre e figlio impareranno a cogliere sfide apparentemente impossibili: quelle grandi che cambiano il modo di vedere il mondo e quelle piccole che cambiano noi e chi ci sta intorno.
L’autore presenterà il suo libro in un evento pensato per i bambini a partire dagli otto anni.
Sempre giovedì 4 maggio (ore 18, palazzo Roccabruna) si terrà un evento dedicato a Giovanna Zangrandi, scrittrice, giornalista e partigiana italiana da riscoprire attraverso due suoi libri appena ripubblicati. Ne I giorni veri, la cui nuova edizione è da pochi giorni in libreria per la collana “Passi” di Ponte alle Grazie e Cai, la Zangrandi racconta la svolta improvvisa che la sua vita ebbe dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, che la portò a diventare, in pochi giorni, da insegnante di scienze naturali a staffetta partigiana. Colta dall’urgenza di partecipare alla lotta di Liberazione, si unisce alla brigata Pietro Calvi e diventa un tassello fondamentale nel trasporto di informazioni, armi e documenti nella zona di Cortina. Vive per quasi un anno nascosta nei boschi e tra le rocce, nelle cucine amiche e nei fienili. É ambientato nei giorni della Resistenza anche Il campo rosso, ristampato dal Cai all’inizio di quest’anno per la collana “Personaggi”, durante i quali Giovanna Zangrandi aveva immaginato la propria vita dopo la guerra insieme all’uomo che amava, il comandante partigiano Severino Rizzardi. Il suo sogno era costruire un rifugio su una sella a 1800 metri di quota, con un’ampia vista verso le Marmarole, il lontano Comelico e i bastioni argentati dell’Antelao. Tutto sembrò svanire con l’improvvisa morte di Severino, a causa di un’imboscata dei tedeschi, il 26 aprile 1945, quando mancava un soffio alla fine delle ostilità. Con forza esemplare, tuttavia, Giovanna si lanciò presto nell’avventura di realizzare un rifugio sulla Sella Pradònego, con pochi manovali e muratori, per poi condurlo in proprio: l’attuale Rifugio Antelao, di proprietà del Cai Treviso.
L’evento prevede gli interventi di Camilla Valletti, Roberta Fornasier (curatrice dell’archivio Zangrandi) e letture dal vivo.
La mostra “ALPS. Comprendere le montagne”
Il Club alpino italiano cura infine una delle sezioni della mostra “ALPS – Comprendere le montagne”, inaugurata ieri alle Gallerie di Piedicastello. Curata dal Direttore editoriale e responsabile delle attività culturali del Cai Marco Albino Ferrari e dalla coordinatrice “Cai Cultura” Pamela Lainati, la sezione affronta il tema di come lo sguardo del Sodalizio abbia influito sul paesaggio delle Alpi, partendo dall’attribuzione di senso che l’uomo ha dato alle alte quote a iniziare dal XIX secolo, più precisamente dal 1863, anno di fondazione del Sodalizio. I quattro approfondimenti riguardano la storia dei rifugi, i sentieri e la micromobilità in quota, l’alpinismo e la nuova etica della montagna in tempo di crisi climatica.
K2 1954, la posizione del Cai è stata precisata nella ‘Relazione dei Tre Saggi’ del 2004
Milano, 27 aprile 2023
A seguito del fraintendimento sorto a seguito della delibera del 25 marzo scorso, il Comitato centrale di indirizzo e controllo del Club alpino italiano, con la delibera del 26 aprile 2023 avente per oggetto “Posizione del Cai sulla vicenda K2”, conferma che la posizione ufficiale del Sodalizio sull’intera vicenda relativa alla spedizione sul K2 del 1954 è stata precisata nella cosiddetta “Relazione dei Tre Saggi” del 2004.
La delibera del Comitato centrale di indirizzo e controllo del 25 marzo 2023 (“Posizionamento del Cai sugli ulteriori sviluppi della vicenda K2”), la quale, se decontestualizzata, può prestarsi a letture equivoche, aveva l’unico scopo di rispondere alle richieste del Socio Francesco Saladini.
Il Comitato centrale di indirizzo e controllo del Club alpino italiano, dunque, ribadisce che, sotto il profilo storico-critico, vista l’esigenza di fare completa chiarezza sulla vicenda, sorta nel 50esimo anniversario della spedizione, la “Relazione critico-storica della salita al K2”, meglio nota come “Relazione dei Tre Saggi”, ha portato a un definitivo chiarimento in merito alla questione della conquista del K2 del 31 luglio 1954, quando Achille Compagnoni e Lino Lacedelli raggiunsero la vetta con il supporto dell’intero gruppo.
Nel documento i tre saggi, Fosco Maraini, Alberto Monticone e Luigi Zanzi, giunsero alla conclusione che l’ossigeno era stato utilizzato fino in vetta. Le testimonianze e i documenti confermavano le indicazioni di Walter Bonatti sui luoghi del campo IX e del bivacco e sugli orari.
Per la Giornata Mondiale della Terra, una passeggiata sul Cammino di San Francesco di Paola, per i monti di Marano Principato
Galleria fotografica (Google photo)
Per la Giornata mondiale della Terra, che ricorre oggi, 22 aprile 2023, e per #escursionitramoglieemarito, Lauretta ed io, siamo andati a fare una breve passeggiata, partendo da sopra il parco degli Elfi a Marano Principato, nel tratto tra Cerisano e San Fili (non sono certo ma forse è la zona del piccolo Altopiano di Acquabianca e di Masseria Silo) del Cammino di San Francesco di Paola. Un po’ di sole, una bevuta di acqua fresca alle due fontane presenti, quella con la statua di San Francesco (conosciuta anche come Tre Fontane) dove abbiamo lasciato la macchina e quella – secondo le indicazioni dei cartelli CAI – da “supprissata“, ma senza supprissata!
Buon cammino a tutti e viva la Natura!





