Milano, 22 aprile 2025,
Il Presidente generale Antonio Montani e il Club Alpino Italiano si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Papa Francesco.
Nel suo pontificato, con l’enciclica “Laudato Sì” e con la lettera “Laudate Deum”, ha più volte richiamato l’urgenza di custodire la “casa comune”, invitando a un cambiamento culturale e spirituale capace di contrastare la crisi climatica e ambientale.
Un messaggio profondamente vicino ai valori del nostro Sodalizio e all’impegno quotidiano per la tutela della montagna e del territorio.
Tag: CAI
Escursionismo naturalistico e culturale per tutti, torna “In cammino nei Parchi”
Sabato 8 e domenica 9 giugno Club alpino italiano e Federparchi organizzano oltre 70 escursioni sui sentieri delle Aree protette di tutta Italia per promuovere la conoscenza del territorio montano, il rispetto per la natura e l’attenzione alle tradizioni locali.
Milano, 6 giugno 2024
Torna la giornata nazionale “In cammino nei Parchi”, arrivata alla 12esima edizione, con la quale Club alpino italiano e Federparchi promuovono la realtà naturalistica e culturale delle montagne e dei Parchi d’Italia, da scoprire camminando sui sentieri.
Sabato 8 e domenica 9 giugno sono in programma oltre 70 escursioni ed iniziative in 16 regioni, rivolte a turisti, visitatori ed escursionisti interessati alla conoscenza del territorio montano delle Aree protette del nostro Paese, alla cura e al rispetto per la natura e all’attenzione per le tradizioni locali, dalle Alpi agli Appennini.
Tutti gli appuntamenti avranno al centro i sentieri: dall’escursione conoscitiva all’uscita di manutenzione del fondo dei percorsi o della segnaletica, fino ad arrivare all’inaugurazione di un tracciato ripristinato.
«La giornata nazionale “In cammino nei Parchi” promuove l’escursionismo naturalistico e culturale per tutti, mettendo al centro i territori e le popolazioni che li abitano», afferma Filippo Di Donato, coordinatore del Gruppo di lavoro del Cai “Parchi e Aree protette”. «Lo slogan dell’evento è “Sentieri per conoscere”: invitiamo tutti a scoprire i paesaggi e le meraviglie delle montagne e dei Parchi d’Italia camminando in liberà e incontrandosi sui sentieri, per condividere un’appagante giornata in ambiente, partecipando anche da protagonista».
Simbolo di questa giornata è il Sentiero Italia Cai che, partendo da Santa Teresa Gallura in Sardegna arriva a Muggia, in provincia di Trieste, dopo aver percorso la dorsale appenninica e l’arco alpino, toccando il territorio di tutte le regioni italiane. «Il Sentiero Italia Cai attraversa gran parte dei Parchi Nazionali del nostro Paese e un buon numero di Parchi Regionali, con i quali il Cai ha sottoscritto intese, oltre a siti Unesco e territori che rientrano nella Rete Natura 2000», evidenzia Di Donato. «Con questa giornata intendiamo promuovere inoltre l’armonizzazione della segnaletica dei sentieri su base nazionale utilizzando lo standard del Cai (segnavia rosso-bianco-rosso), per renderne più agevole la percorrenza».
«La giornata dedicata alle escursioni nelle Aree protette, che i soci del Club alpino italiano frequentano tutto l’anno, assume un significato più profondo edizione dopo edizione», dichiara Mario Vaccarella, delegato ai Parchi del Comitato direttivo centrale del Cai. «L’acquisizione della consapevolezza di frequentare e vivere in aree di pregio ambientale deve avere come conseguenza la comprensione da parte di tutti, dagli amministratori ai cittadini, dell’importanza di tali territori, ricchi di biodiversità e di ecosistemi da tutelare, che vanno difesi dagli attacchi scriteriati a cui spesso assistiamo e valorizzati realmente e maggiormente. L’organizzazione, da parte del Cai, di un secondo Master sulla gestione delle aree protette insieme a Touring Club Italiano e a Fondazione Campus, vuole rappresentare un ulteriore contributo del nostro Sodalizio a questo settore strategico».
Coordina le iniziative il Gruppo di lavoro del Cai “Parchi e Aree protette”.
Le singole escursioni sono organizzate dalle Sezioni, dai Gruppi regionali e dagli Organi tecnici territoriali del Cai.
Per tutte le informazioni: www.cai.it/in-cammino-nei-parchi-2024
In Calabria ==>

Il Club alpino italiano al Salone Internazionale del Libro di Torino
Milano, 6 maggio 2024
Anche quest’anno il Club alpino italiano avrà il proprio stand al Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma a Lingotto Fiere da giovedì 9 a lunedì 13 maggio (Padiglione 2 – Stand J161).
I visitatori troveranno tutte le pubblicazioni edite e co-edite dal Sodalizio: dalla manualistica alle guide, dalla cartografia ai saggi e alla narrativa, per adulti e ragazzi. Allo stand sarà inoltre distribuito materiale informativo e promozionale sulle attività del Cai e sui vantaggi derivanti dal tesserarsi.
Attenzione al mondo della scuola | Nella giornata di giovedì 9 maggio, un’attenzione speciale sarà riservata al mondo della scuola, con i referenti del Gruppo di lavoro Cai-Scuola che metteranno a disposizione di scolaresche e insegnanti i materiali illustrativi con le novità relative alle progettualità del Sodalizio rivolte al mondo della scuola.
«Presenteremo il nuovo video promozionale che mostra le molteplici sfaccettature delle nostre iniziative che proponiamo a docenti e alunni degli istituti di ogni ordine e grado e il nuovo portale Cai-Scuola, in fase di ultimazione», afferma Giacomo Benedetti, Vicepresidente generale del Club alpino italiano con delega al Cai-Scuola. «Allo stand metteremo inoltre a disposizione delle scolaresche dei visori con i quali ragazzi e ragazze potranno immergersi negli ambienti montani che i loro coetanei hanno visitato insieme agli Accompagnatori delle nostre Sezioni in tutta Italia».
Presentazioni editoriali | Il Cai proporrà inoltre due presentazioni nella “Sala della Montagna”, allestita nello stand Trentino (Padiglione Oval) e gestita da Trentino Marketing in collaborazione con il Trento Film Festival.
Venerdì 10 maggio alle 19:30 Andrea Zannini, dialogando con Enrico Camanni, presenterà il suo Controstoria dell’alpinismo, edito da Laterza in collaborazione con il Club alpino. Nel saggio l’autore illustra un nuovo punto di vista sulle Alpi e sulla storia della frequentazione dei territori montani, ricostruendo decine di salite compiute tra Seicento e Ottocento da cacciatori, raccoglitori di cristalli, artigiani, garzoni di monasteri, notabili di villaggi e religiosi. L’obiettivo di Zannini è mostrare come l’alpinismo non sia stato inventato «né dai curiosi illuministi settecenteschi né dalle borghesie europee in ascesa, ma trova le sue radici nella cultura e nella società alpina, e i suoi “inventori” nelle popolazioni che hanno abitato le nostre Alpi».
Sabato 11 maggio alle 11:45 toccherà al volume Le ossa della Terra. Primo Levi e la montagna, pubblicazione del Museo nazionale della montagna di Torino che accompagna l’omonima mostra attualmente in esposizione. Oltre ai testi dei curatori e alle immagini dei documenti e delle opere esposte, il catalogo accoglie contributi di Enrico Camanni, Massimo Gentili Tedeschi, Giuseppe Mendicino, Alessandro Pastore, Marco Revelli e Domenico Scarpa.
Il Salone Internazionale del Libro di Torino | Il Salone del Libro riunisce ogni anno a Torino tutta la filiera del libro (case editrici, scrittori, librai, bibliotecari, agenti, illustratori, traduttori e lettori), dando vita a un grande festival internazionale della cultura: quest’anno sono previsti 2.000 ospiti da ogni parte del mondo per un totale di 1.200 eventi, con i quali coinvolgere la comunità di lettrici e lettori di ogni età che incontreranno autrici e autori italiani e internazionali, e avranno modo di scoprire le opere delle case editrici presenti.
Per tutte le informazioni: www.salonelibro.it
Montagnaterapia, cinema ed editoria: il Cai al Trento Film Festival
Tra fine aprile e inizio maggio nel capoluogo trentino in programma la proiezione del filmato targato Cai “Cambiamenti in quota”, le anteprime nazionali dei film “Monte Corno” e “Marmolada 03.07.22” e le presentazioni dei libri “La vita negli occhi” e “Controstoria dell’alpinismo”.
Milano, 23 aprile 2024
Il Club alpino italiano, in occasione del prossimo Trento Film Festival, presenterà le potenzialità curative della montagna, con un evento intitolato “Montagnaterapia”, in programma sabato 4 maggio alle 17 presso la Sala della Filarmonica (via G. Verdi, 30).
L’appuntamento prevede la proiezione del filmato “Cambiamenti in quota” di Alessandro Beltrame, che racconta tre dei progetti attivi in tutta Italia che prevedono la frequentazione della montagna a scopo riabilitativo-terapeutico: “Di passo in Passo”, a cura di Asst Spedali Civili Brescia con il Cai Sem Milano; “Diabtrekking”, a cura di Associazione Jada, ospedale di Cuneo e ospedale Regina Margherita di Torino con il Cai Cuneo; “Contaminiamoci”, a cura di Associazione Italiana Persone Down sezione Potenza con il Cai Potenza.
Saranno presenti in sala i protagonisti di questi progetti (volontari Cai, operatori professionali e pazienti) che, con le loro testimonianze, racconteranno quanto gli ambienti montani siano terreno fecondo per la trasformazione personale.
A partire dagli anni ’90, il Club alpino italiano si è unito a enti, aziende sanitarie e associazioni per progetti che utilizzano la montagna come strumento terapeutico per affrontare disagi mentali, dipendenze, disabilità fisiche, cognitive e malattie specifiche. Il Cai, con oltre 150 Sezioni coinvolte che mettono a disposizione un accompagnamento qualificato, ha esteso oggi il proprio sostegno anche ai gruppi a rischio sociale. Questo approccio bio-psico-sociale sposta l’attenzione dalla malattia alla promozione della salute, contrastando l’isolamento e l’apatia emotiva.
Interverranno il Presidente generale del Cai Antonio Montani, il regista Alessandro Beltrame, Ornella Giordana, componente del Struttura operativa di Accompagnamento solidale in montagnaterapia ed escursionismo adattato e Marco Peruffo, alpinista con diabete di tipo 1.
“Monte Corno – Pareva che io fussi in aria” | Il Trento Film Festival ospiterà l’anteprima nazionale del documentario “Monte Corno – Pareva che io fussi in aria” (Italia, 2024, 72 minuti), diretto da Luca Cococcetta e prodotto da Visioni Future. Il Cai è main sponsor del film, che vede inoltre il contributo della Direzione generale Cinema e audiovisivo.
A 450 anni di distanza, la pellicola ripercorre fedelmente la storia e l’avventurosa salita del 19 agosto del 1573, che portò Francesco De Marchi sulla vetta rocciosa del Corno Grande, nel massiccio del Gran Sasso, realizzando un’impresa epica per il suo tempo: raggiungere una cima per la curiosità di salire quella che lui riteneva essere la montagna più alta d’Italia.
Intrecciato alla ricostruzione in fiction, il film contiene un racconto documentaristico, in cui esperti e conoscitori dell’impresa, come Vincenzo Brancadoro, gli storici Stefano Ardito e Roberto Mantovani, l’alpinista Hervé Barmasse e il geologo Mario Tozzi, parlano della figura storica di De Marchi direttamente dai luoghi della scalata alla vetta del Gran Sasso.
Il film è stato selezionato nel programma “ALP&ISM” del Trento Film Festival, sezione dedicata ai più spettacolari film di alpinismo, arrampicata e avventura, e concorrerà per il premio del pubblico al miglior film di alpinismo Rotari.
La presentazione ufficiale è in programma mercoledì 1 maggio alle ore 19 al Multisala Modena. Interverranno il regista Luca Cococcetta e l’attore Massimo Poggio, interprete di De Marchi, che, insieme alla troupe, ha girato tutto il film a quasi 3.000 metri di altitudine, senza ricorrere a controfigure o a scene girate in studio.
“Monte Corno” sarà proiettato anche sabato 4 maggio alle 15, sempre al Multisala Modena.
“Marmolada 03.07.22” | Anteprima italiana anche per “Marmolada 03.07.22” (Italia, 2023, 76 minuti), documentario scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon e prodotto da Cineblend con il contributo del Cai.
Il film ospita il racconto corale dei soccorritori dell’immane crollo che, lungo i pendii della Marmolada, da Punta Penia al Fedaia, ha travolto diverse persone, uccidendone undici, nel luglio del 2022.
Il lavoro mette insieme interviste, materiale di repertorio inedito e riprese attuali, in un unico linguaggio narrativo che restituisce l’impotenza dell’uomo di fronte alla forza di una natura ferita e stravolta.
“Marmolada 03.07.22” fa parte del programma “Orizzonti vicini” del festival, dedicato ad autori, produzioni, storie e protagonisti del Trentino Alto Adige.
Proiezioni lunedì 29 aprile alle 19 al Supercinema Vittoria e venerdì 3 maggio alle 21:15 al multisala Modena.
Editoria | Saranno due i libri della produzione editoriale targata Club alpino italiano che avranno un proprio spazio al Trento Film Festival: sabato 27 aprile alle 10:30, presso il Salotto letterario di MontagnaLibri in Piazza Duomo, Jacopo Merizzi presenterà il suo “La vita negli occhi”, in uscita proprio a fine aprile per la collana “Personaggi” edita dal Cai.
Sassista nell’anima e strenuo difensore della Val di Mello, l’autore, dialogando con Fausta Slanzi, racconterà la sua professione di guida alpina, la passione per l’archeologia e, soprattutto, le sue avventure in giro per il mondo, che lo hanno portato dalle gelide pareti dell’Antartide alle calde falesie di Yosemite, dalle ghiacciate gole della Valmalenco a un’Albania congelata nel tempo, dalle profonde grotte delle Apuane alle caverne del Chiapas in Messico.
Martedì 30 aprile alle 16, sempre presso il Salotto letterario di MontagnaLibri in Piazza Duomo, sarà il turno del libro “Controstoria dell’alpinismo” di Andrea Zannini, edito da Editori Laterza e Cai.
Dialogando con il giornalista Fabrizio Torchio, Zannini illustrerà un nuovo punto di vista sulle Alpi e sulla storia della frequentazione dei territori montani, ricostruendo decine di salite compiute tra Seicento e Ottocento da cacciatori, raccoglitori di cristalli, artigiani, garzoni di monasteri, notabili di villaggi e religiosi. Nel libro l’autore intende mostrare come l’alpinismo non sia stato inventato «né dai curiosi illuministi settecenteschi né dalle borghesie europee in ascesa, ma trova le sue radici nella cultura e nella società alpina, e i suoi “inventori” nelle popolazioni che hanno abitato le nostre Alpi».
Il progetto K2-70 del Cai promuove la prima missione glaciologica sul K2
22 aprile, giornata mondiale della Terra. L’importanza dello studio sui ghiacciai per avere informazioni cruciali sull’evoluzione del clima globale.
Milano, 17 aprile 2024
Un team italo pakistano studierà per la prima volta neve e ghiaccio del Karakorum per comprendere gli impatti dei cambiamenti climatici sulla regione e preparare una futura missione Ice Memory sul ghiacciaio Godwin-Austen, ai piedi del K2: questa una delle ambiziose iniziative che fanno parte del progetto K2–70 di Club Alpino Italiano dedicato alla celebrazione del 70° anniversario della prima salita del 1954. Ice Memory è un progetto di ricerca internazionale riconosciuto dall’UNESCO con un duplice obiettivo: raccogliere e conservare campioni di ghiaccio prelevati dai ghiacciai di tutto il mondo che potrebbero scomparire o ridursi moltissimo a causa del riscaldamento globale. L’Italia è tra i capofila del progetto, sotto la guida del dell’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISP-CNR) e l’Università Ca’ Foscari Venezia, assieme alla Fondation Université Grenoble Alpes (FR).
Per la pima volta delle alpiniste italiane e pakistane – Federica Mingolla, Silvia Loreggian, Anna Torretta, Cristina Piolini, Samina Baig, Amina Bano, Nadeema Sahar, Samana Rahim assieme alla dott.ssa Lorenza Pratali, alpinista e ricercatrice dell’Istituto di Fisiologia del Cnr esperta in medicina di montagna – partiranno insieme per una spedizione destinata a lasciare un’impronta importante nella storia dell’alpinismo italiano, non solo per l’impresa sportiva ma soprattutto per l’esperienza umana, il valore e il lascito che rappresentano il cuore di questo progetto. E in occasione di questo giubileo di platino il progetto del Cai desidera lasciare un’eredità importante perché celebrare la conquista del K2 significa anche ricordarne il valore scientifico: nel 1954 Ardito Desio guidò, oltre agli alpinisti, un gruppo di ricerca sulla geografia, geologia e topografia dell’area. Oggi, a 70 anni di distanza e in occasione della Giornata Mondiale della Terra – la più grande manifestazione ambientale del pianeta, in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia – la spedizione K2-70 ribadisce l’importanza dell’esplorazione scientifica e supporta un team composto da scienziati italiani e pakistani che lavoreranno sul ghiacciaio Godwin-Austen. L’intento è studiare per la prima volta la neve e il ghiaccio di quella regione così cruciale per gli equilibri del subcontinente indiano.
La missione, che partirà dall’Italia a metà giugno e durerà circa 40 giorni, con 10 giorni di attività di ricerca in campo, è organizzata dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche e dall’Università Ca’ Foscari Venezia, entrambi enti co-fondatori della Ice Memory Foundation, assieme a EvK2CNR, con il supporto della Environmental Protection Agency del Gilgit-Baltistan, Fondazione Università Ca’ Foscari Venezia, con il contributo del CAI e del Ministero dell’Università e della Ricerca.
L’obiettivo principale della spedizione scientifica è quello di valutare la fattibilità di una perforazione profonda nel Karakorum pakistano. In quest’area solo il ghiacciaio di Guliya, ubicato nel Tibet settentrionale, è stato perforato in passato. Il team estrarrà alcune carote di ghiaccio superficiali arrivando fino a 12-15 metri di profondità nella porzione più elevata del ghiaccio Godwin-Austen, ad una quota compresa tra i 5500 e 6000 metri. Inoltre, sarà misurata la temperatura nel ghiacciaio, saranno raccolti campioni di neve per verificare la presenza di contaminanti e saranno svolte delle indagini geofisiche per comprendere la conformazione del terreno e del ghiacciaio. Grazie al progetto internazionale Ice Memory, questo eccezionale campione di ghiaccio contenente informazioni sul clima e sull’ambiente himalayano del passato potrebbe essere conservato in Antartide in una ‘biblioteca’ dei ghiacci pensata per le future generazioni di scienziati, che non avranno più a disposizione i ghiacciai così come li vediamo oggi, a causa del cambiamento climatico.
«Quest’anno festeggiamo il 70esimo anniversario della spedizione sul K2 affiancando, come avvenne nel 1954, la ricerca scientifica alla salita delle otto alpiniste», afferma Antonio Montani, Presidente Generale del Club Alpino Italiano, organizzatore del progetto K2-70. «La riduzione dei ghiacciai è una tematica sempre più stringente e il Cai è in prima fila, accanto alla scienza, per accrescere la consapevolezza sulla gravità della crisi climatica e per sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di porre l’attenzione all’ambiente e la sostenibilità al centro delle proprie politiche».
«La situazione dei ghiacciai del Karakorum è certamente molto differente da quella apparsa agli occhi di Ardito Desio e dei suoi ragazzi, in quel lontano 1954. Ed è per questo che, oggi forse più di allora, è fondamentale proseguire lo studio di questi straordinari ambienti, vere e proprie sentinelle degli attuali cambiamenti globali» continua Carlo Barbante, direttore dell’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche, professore all’Università Ca’ Foscari Venezia e vicepresidente della Ice Memory Foundation.
Il progetto della spedizione è organizzato da Cai con EvK2CNR, associazione che si occupa di ricerca scientifica e tecnologica in alta e altissima quota, che organizza anche la missione: «Ardito Desio trentacinque anni fa fondò EvK2Cnr, che da allora si è impegnata per realizzare le sue idee scientifiche in Karakorum e Himalaya con benefici anche per lo sviluppo sostenibile delle popolazioni locali. Insieme all’Agenzia delle Nazioni Unite UNDP, grazie al supporto dell’Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo, nei prossimi mesi EvK2Cnr pubblicherà l’inventario degli oltre 13200 ghiacciai del Pakistan, la più importante risorsa d’acqua dolce del continente asiatico. Questo è il presente. L’incontro con Ice Memory è una formidabile opportunità per comprendere il clima del passato e per guardare al futuro di queste regioni” dichiara Agostino Da Polenza, presidente di EvK2Cnr e capo spedizione: il 15 giugno partirà con le atlete per il Pakistan per la grande scalata, con arrivo al campo base il 29 giugno dove cominceranno le attività alpinistiche e l’acclimatamento, per poi tentare la vetta nella seconda metà di luglio.
Il gruppo sarà guidato da Jacopo Gabrieli, ricercatore del Cnr, e dalla guida alpina Paolo Conz, assieme a due tecnici della Gilgit-Baltistan-Environmental Protection Agency, che da anni collaborano sul ghiacciaio del Pakistan con il supporto di EvK2Cnr, e Maurizio Gallo, ingegnere e guida alpina di EvK2Cnr. Opererà per una decina di giorni a monte del campo base avanzato del K2, in un campo remoto allestito appositamente per gli scienziati a una quota di circa 5.600 metri. La ricerca si svolgerà in un’area di circa 20 chilometri tra i 5.500 e i 6.000 metri di quota.
Persone
Jacopo Gabrieli | Jacopo Gabrieli ha studiato Chimica presso l’Università di Padova, e ha conseguito un dottorato in Scienze ambientali dalle Università di Venezia e Grenoble. È ricercatore presso l’Istituto di Scienze Polari del CNR, dove ha trascorso anni studiando gli archivi climatici contenuti nei carotaggi del ghiaccio. Alpinista sia per lavoro che per passione, Jacopo ha partecipato a importanti progetti di ricerca che coinvolgono i ghiacciai alpini, così come in Groenlandia, Antartide e Svalbard.
Paolo Conz | Paolo Conz è nato e vive a Feltre, nella parte meridionale delle Dolomiti. Ha intrapreso le sue prime avventure alpinistiche da adolescente, prediligendo le montagne di casa, le selvagge Dolomiti Bellunesi. In seguito, è diventato Guida Alpina, Istruttore di Soccorso Alpino ed Elisoccorritore. Ha partecipato alle missioni Ice Memory su Grand Combin, Monte Rosa, Gran Sasso, Svalbard.
Riccardo Selvatico | Riccardo Selvatico è un fotografo e videomaker che ha fatto della passione per le immagini il suo lavoro. Nato a Venezia nel 1974, si è avvicinato alla fotografia dopo la laurea in Economia del Turismo a Ca’ Foscari. Oltre alla fotografia, si dedica anche al videomaking. Il suo campo d’azione è l’intero mondo dell’outdoor con particolare attenzione all’alta montagna. Durante l’inverno, ormai dal 2013, segue la produzione televisiva di Coppa del Mondo di sci alpinismo.
Organizzazioni
Ice Memory | L’iniziativa Ice Memory mira a raccogliere, salvare e gestire carote di ghiaccio da ghiacciai selezionati attualmente in pericolo di degrado o scomparsa, con l’obiettivo di preservare le informazioni che contengono per decenni e secoli a venire. Negli ultimi decenni, i glaciologi hanno osservato gli effetti dell’aumento delle temperature sui ghiacciai di alta montagna e la conseguente perdita di dati scientifici insostituibili. I dati provenienti sia dai ghiacci polari che non polari sono essenziali per comprendere l’evoluzione del clima e dell’ambiente nel passato, così come per anticipare i cambiamenti futuri. Di fronte a questa allarmante osservazione, i glaciologi Jérome Chappellaz e Carlo Barbante hanno deciso di agire lanciando l’iniziativa Ice Memory nel 2015. Margit Schwikowski (PSI) e scienziati di oltre 10 nazioni si sono uniti a loro nel 2017. Il comitato esecutivo dell’UNESCO ha riconosciuto l’importanza di salvaguardare questo patrimonio scientifico tramite due decisioni nel 2017 e nel 2018, e incoraggiando le nazioni a supportare pienamente l’iniziativa Ice Memory. Questo passo importante ha rappresentato un capitolo decisivo per il nostro team. Nel 2021, 7 importanti istituzioni scientifiche hanno creato la Fondazione Internazionale Ice Memory, situata presso la Fondazione Universitaria di Grenoble: il CNRS, l’IRD, l’Università Grenoble Alpes e l’Istituto Polare Francese (IPEV) in Francia; il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l’Università Ca’ Foscari Venezia in Italia; e l’Istituto Paul Scherrer (PSI) in Svizzera.
Isp-Cnr | La missione dell’ISP è contribuire ad accrescere la qualità della ricerca scientifica e tecnologica dell’Italia nelle regioni polari e fornire un contributo alle conoscenze sui cambiamenti globali anche a sostegno delle politiche ambientali italiane ed europee e nello sviluppo di nuove tecnologie e metodologie di indagine. L’Istituto si propone di essere un punto di riferimento:
− Scientifico della ricerca polare del CNR, con ampie connessioni con le Università e con gli enti pubblici e privati nazionali ed internazionali, in grado di offrire competenze multidisciplinari e tecnologie essenziali allo studio ed alla salvaguardia dell’ambiente;
− Tecnico–scientifico, in grado di fornire il più qualificato contributo al Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, al Programma di Ricerca in Artico ed alla Commissione Europea attraverso lo sviluppo di attività di ricerca e di monitoraggio; − per la cooperazione e la ricerca interdisciplinare polare anche attraverso lo sviluppo di incontri, pubblicazioni, opportunità di ricerche ed attività complementari, proponendosi come interfaccia con la società;
− Per la standardizzazione della qualità delle misure e dei metodi di elaborazione, per lo sviluppo di misure coordinate e finalizzate a comuni piani di ricerca e/o a comuni obiettivi generali;
− Per la formazione della futura generazione di ricercatori nelle scienze polari.
Ciò consentirà di comprendere meglio i cambiamenti climatici in atto negli ambienti Artici ed Antartici ed i possibili sviluppi futuri sia a livello polare che globale. Gli studi affrontano tematiche di ricerca inerenti sia aspetti chimici/geochimici che fisici in un approccio multidisciplinare per la salvaguardia di ambienti estremi vulnerabili. Le ripercussioni su tali dinamiche sono ancora poco conosciute e richiedono un approccio multidisciplinare e di lungo termine per ricerche integrate.
Università Ca’ Foscari Venezia | Ca’ Foscari è un’università pubblica, fondata il 6 agosto 1868 come Scuola Superiore di Commercio e riconosciuta oggi a livello nazionale e internazionale per risultati della ricerca e qualità della didattica, di stampo internazionale e interdisciplinare. La comunità universitaria conta oltre 23.000 studenti e studentesse, e 1.400 persone tra docenti e staff, da tutto il mondo. La sede principale è in un grande palazzo gotico nel cuore di Venezia, affacciato sul Canal Grande, e altre sedi sono diffuse nel centro storico veneziano, a Mestre e a Treviso. L’Università Ca’ Foscari Venezia fa parte di EUTOPIA, un’alleanza tra dieci università europee, e la nostra comunità di Alumni conta 80.000 contatti in tutto il mondo. E’ co-fondatrice della Fondazione Internazionale Ice Memory.
Escursionismo, un’unica segnaletica sui sentieri. Intesa tra Cai e Feder.Cammini
Le due associazioni uniscono le forze per completare e mantenere le vie, gli itinerari e i cammini italiani, utilizzando gli standard del Cai per una segnaletica chiara e uniforme.
Milano, 27 marzo 2024
Club alpino italiano e Feder.Cammini (Federazione delle Vie, Itinerari e Cammini Italiani) hanno stipulato un protocollo d’intesa triennale che ha come obiettivo l’uniformità della segnaletica dei percorsi escursionistici, la manutenzione della rete sentieritstica, lo sviluppo di progetti che favoriscano e incrementino l’escursionismo su sentieri, vie e cammini come pratica sostenibile e rispettosa degli ambienti che vengono frequentati.
Le due associazioni collaboreranno per completare e mantenere la rete delle vie e dei cammini italiani utilizzando gli standard del Cai per la segnaletica orizzontale e verticale. Il segnavia rosso-bianco-rosso, già adottato come riferimento nelle normative di molte Regioni, consente infatti di superare la babele di simboli geometrici di vario colore presenti localmente.
Sui tracciati compresi nella rete dei Sentieri Europei saranno apposti, in aggiunta alla segnaletica Cai, anche i “segnavia europei”, nel rispetto dei criteri stabiliti dall’ERA (European Ramblers Association) per l’identificazione dei sentieri internazionali a lunga percorrenza.
«Una segnaletica chiara e uniforme su tutti i sentieri e i cammini italiani è determinante per facilitare la frequentazione dei camminatori, sia italiani che stranieri. Per questo motivo il Cai mette a disposizione la sua pluridecennale esperienza per formare tutti i volontari che si occupano della segnatura e della manutenzione della rete sentieristica», afferma il Presidente generale del Club alpino italiano Antonio Montani. «Con Feder.Cammini, a cui ci lega una grande sintonia d’intenti, intendiamo poi lavorare insieme su un altro aspetto che ci sta a molto a cuore: il supporto e la facilitazione dell’accoglienza nelle strutture ricettive presenti lungo i percorsi escursionistici».
Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente della Feder.Cammini Andrea Lombardi: «sono moltissime le persone e le associazioni che monitorano i tracciati delle vie, degli itinerari e dei cammini italiani; seguono la manutenzione e la cura delle infrastrutture, della segnaletica e delle ospitalità ricettive in sinergia con gli enti locali e le istituzioni. Collaborare con il Cai è cruciale per poter garantire un sistema di segnaletica coerente e ben definito su tutti i sentieri e cammini. Inoltre, è essenziale fornire una formazione uniforme ai volontari e facilitare l’accoglienza nelle strutture ricettive presenti lungo i cammini Italiani».
Il protocollo prevede inoltre l’elaborazione di un progetto congiunto per recuperare e valorizzare vie, itinerari storico-culturali e cammini, con particolare riferimento a quelli cosiddetti “minori”, e la possibilità di organizzare incontri e attività con le scuole, sia in aula che in ambiente, attraverso le realtà locali delle due associazioni.
Il Cai condanna il “laricidio” di Cortina d’Ampezzo
“L’azione – ossia il taglio degli alberi – non deve far dimenticare l’intenzione di tale abbattimento”, nota il Comitato scientifico centrale del Club alpino italiano.
Milano, 29 febbraio 2024
Il Club alpino italiano prende posizione sull’inizio dei lavori per la costruzione della nuova pista da bob a Cortina d’Ampezzo, cominciati con il taglio di 500 larici secolari. Lo fa, sposando appieno la visione del Comitato scientifico centrale sul tema, espressa in un articolo che condividiamo qui.
“L’azione – ossia il taglio degli alberi – non deve far dimenticare l’intenzione”, nota il Csc. Infatti, se è gravissima la perdita, in termini di naturalità del territorio e del paesaggio, va pure ricordato che i “parchi a larice” da secoli sono soggetti a tagli per l’utilizzo di legname nell’edilizia e nell’industria del mobile. Tagli però, ben diversi da quello a raso effettuato in questo caso, senza alcun rispetto delle procedure forestali. La questione più importante, è il motivo – l’intenzione – che sta dietro a tale abbattimento.
Il problema vero, è la costruzione dello Sliding Centre di Cortina. Un’opera contro cui si sono espressi in molti, fra comuni cittadini, associazioni e comitati civici, e anche lo stesso Comitato Olimpico Internazionale. Un’opera che, mutuando le critiche mosse dal CIO, è da ritenere intempestiva rispetto al cronoprogramma predisposto per le Olimpiadi invernali 2026, enormemente costosa (verosimilmente poco meno di un centinaio di milioni di euro), non sostenibile quanto al suo mantenimento in futuro, sostanzialmente inutile (vista la disponibilità di altri impianti già funzionanti e considerato il ristrettissimo numero di praticanti delle discipline sportive interessate). Il tutto senza considerare l’ulteriore consumo di suolo (diversi ettari) che l’opera comporta, problematica questa che già vede il Veneto posizionarsi ai primi posti fra le regioni italiane.
“Eppure dovrebbe rappresentare un importante monito il rudere della pista da bob di Cesana Torinese, in Val di Susa, costruita per le Olimpiadi invernali di Torino del 2006 e ormai abbandonata da oltre 16 anni. Ma, evidentemente, anche in questo caso la storia non è magistra vitae. Per alcuni le “strategie di adattamento” ai cambiamenti climatici (meglio: al riscaldamento globale) consistono non già nel perseguire nuove modalità di frequentazione e valorizzazione del territorio e dell’ambiente, di minore impatto e coerenti con le mutate condizioni, bensì nell’investire nuove ingenti risorse pubbliche per continuare ad assicurare, nonostante tutto, le ormai sorpassate modalità di fruizione, anche se ciò comporta l’adozione di soluzioni ancora più impattanti ed energivore”, scrive ancora il Comitato scientifico centrale.
“E nel frattempo… i boschi del Veneto e del Trentino, già devastati da Vaia (ottobre 2018) e ulteriormente feriti dalle piste forestali realizzate per i conseguenti lavori di esbosco, muoiono per la parassitosi da bostrico, la cui pullulazione trova spiegazione certamente nell’enorme quantità di legname a terra a seguito degli schianti provocati da quella tempesta, ma senza dubbio anche nelle mutate condizioni climatiche della montagna – nota ancora – così, l’immagine di sé che prossimamente darà Cortina d’Ampezzo e in genere la montagna veneto-trentina, rischia di essere quella di un territorio alpino pressoché privo di boschi, ma “ornato” da strutture arrugginite di metallo e cemento, a perpetuare il ricordo di tempi ormai irrimediabilmente passati”.
“Il taglio dei larici, non solo sconvolge il paesaggio: in un’epoca in cui gli alberi servono per tirare via l’anidride carbonica dall’atmosfera, noi li tagliamo per progetti insostenibili invece di piantarli. Una follia data dall’antropocentrismo dilagante e becero di cui soffre l’uomo di oggi. Un vero e proprio atto di prepotenza”, ha dichiarato il Coordinatore Attività ambientali, parchi e ASviS Mario Vaccarella.
Giornata internazionale della montagna 2023. L’impegno del CAI per il ripristino degli ecosistemi montani
Il Club alpino italiano evidenzia l’importanza della “Citizen Science” per raccogliere dati scientifici sull’ambiente e promuovere la consapevolezza e la partecipazione di appassionati della montagna sul valore della biodiversità e del capitale naturale dei territori montani.

Milano, 9 dicembre 2023
Anche quest’anno, in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, il Club alpino italiano rilancia il tema scelto dalla FAO: “Ripristinare gli ecosistemi montani”. Questa scelta mette in luce la volontà di includere pienamente le montagne nel Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi 2021-2030, co-guidato dalla FAO e dal Programma ambientale delle Nazioni Unite.
Il valore degli ecosistemi montani
Le montagne ricoprono circa il 27% della superficie terrestre e ospitano circa la metà degli hotspot di biodiversità del mondo, fornendo acqua dolce a circa la metà dell’umanità. Scrigni di biodiversità animale e vegetale, sono inoltre luoghi di multiculturalità dove convivono comunità con lingue e tradizioni diverse.
Gli effetti del cambiamento climatico minacciano da tempo l’ambiente montano, che è particolarmente fragile. Crisi idrica e rapido aumento delle temperature costringono anche chi abita queste aree ad adattarsi o a migrare. Il Cai ha approfondito il tema nel 101° Congresso nazionale, (Roma, 25 e 26 novembre 2023).
Secondo il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, fino all’84% delle specie montane endemiche sono già a rischio di estinzione, mentre si prevede che specie animali e vegetali montane diminuiranno e probabilmente andranno incontro all’estinzione.
Nonostante ciò i territori montani ospitano una varietà di ecosistemi che continuano a fornire servizi vitali, non solo al miliardo di persone che li abitano, ma anche a una grandissima quantità di donne e uomini che vivono in aree pianeggianti e che usufruiscono dei servizi ecosistemici delle montagne.
Inoltre, quando sono in buono stato di conservazione ed efficienti, gli ecosistemi montani mitigano gli impatti dei cambiamenti climatici e gli effetti ad essi correlati.
La Giornata Internazionale della Montagna 2023 è quindi un’opportunità per aumentare la consapevolezza sull’importanza degli ecosistemi montani e richiedere soluzioni che rafforzino la resilienza, riducano la vulnerabilità e aumentino la capacità delle montagne di adattarsi alle minacce quotidiane e agli eventi climatici estremi.
Il Cai e la “Citizen Science”
Il 101° Congresso del Cai ha riservato una particolare attenzione al tema del ripristino degli ecosistemi montani, in particolare per quanto riguarda le modalità attraverso le quali chi frequenta le montagne può dare il proprio contributo per mitigare le conseguenze della crisi climatica e di attività umane.
A questo proposito il Cai ritiene che, oltre a vivere la montagna in sicurezza e nel rispetto ambientale, il coinvolgimento delle persone nella raccolta di dati scientifici relativi all’ambiente, ovvero la “Citizen Science” (scienza partecipata), sia uno strumento utile per migliorare la consapevolezza sull’importanza della conservazione della biodiversità e del ripristino degli ecosistemi dei territori montani e delle aree protette.
«L’impegno a favore dell’ambiente montano è da sempre nel DNA del Cai grazie al lavoro volontario dei nostri 346 mila soci, un valore che si concretizza anche attraverso progetti di Citizen Science», afferma il Presidente generale Antonio Montani. «Abbiamo avviato il progetto “Acqua Sorgente”, con l’obiettivo di identificare, classificare e monitorare le sorgenti d’acqua che si trovano nell’ambiente montano di tutto il territorio nazionale. Anche chi frequenta la montagna potrà contribuire alla raccolta di informazioni sulle sorgenti in modo semplice ed efficace attraverso un’App e strumenti messi a disposizione dalle sezioni Cai sul territorio. Con questi dati specifici su portata, conducibilità e temperatura realizzeremo un monitoraggio utile per capire lo stato di salute delle sorgenti d’acqua nei territori montani, oggi minacciate dalla crisi climatica, la cui presenza è irrinunciabile per ogni ecosistema in salute. Grazie ai valori che uniscono i nostri soci e alla propria capillarità territoriale, il Cai rappresenta una opportunità concreta per la realizzazione di questo tipo di progettualità per la salvaguardia dell’ambiente montano».
Il progetto “Acqua Sorgente” ad oggi conta più di 100 mila fonti d’acqua geo-localizzate, una importante base di partenza realizzata con informazioni provenienti da 20 database regionali e da 3 database nazionali. Dati che verranno incrementati nel tempo grazie all’impegno dei cittadini che parteciperanno al progetto.
Le scuole italiane sul Sentiero Italia CAI
Dal 2 al 7 ottobre si svolgerà la “Settimana nazionale del Sentiero Italia Cai per la Scuola italiana”, durante la quale gli alunni coinvolti nei progetti formativi portati avanti da 21 scuole di ogni ordine e grado insieme a 20 Sezioni locali del Club alpino italiano di 11 regioni percorreranno le tappe dell’itinerario escursionistico che unisce tutto il PaeseMilano, 28 settembre 2023.
Sei giorni che vedranno centinaia di bambine e di bambini, di ragazze e di ragazzi, percorrere, insieme ai loro insegnanti, le tappe del Sentiero Italia Cai in 11 regioni, con la varietà di ambienti naturali, di ecosistemi, di panorami e di tracce storiche della presenza umana che le caratterizza.
Queste sono le caratteristiche della prima edizione della “Settimana nazionale del Sentiero Italia Cai per la Scuola italiana”, in programma dal 2 al 7 ottobre, che il Club alpino italiano organizza per veicolare tra gli alunni degli istituti di ogni ordine e grado la conoscenza dell’itinerario escursionistico che unisce tutte le regioni italiane.
Le escursioni in programma fanno parte di 21 progetti formativi che coinvolgono altrettante scuole di 11 regioni, insieme alle 20 Sezioni territoriali del Cai a loro più vicine, a supporto dei quali la Sede centrale del Club alpino italiano ha stanziato quest’anno 50mila euro grazie ai fondi straordinari del Ministero del Turismo.
Sono progetti che prevedono incontri in aula e uscite in ambiente incentrati sul valore naturale, culturale e sociale che caratterizza i luoghi attraversati dal Sentiero Italia Cai e sull’importanza di una loro frequentazione attenta alla natura, alla storia e alle tradizioni che questi ambienti custodiscono.
Le Sezioni che stanno portando avanti i progetti formativi sono quelle di Barge, Biella, Torre Pellice, Val Germanasca, Valle Vigezzo e Venaria Reale in Piemonte, Monfalcone, XXX Ottobre di Trieste e Val Natisone in Friuli Venezia Giulia, Genova Sampierdarena e La Spezia in Liguria, Brescia e Vittuone in Lombardia, Belluno in Veneto, Viareggio in Toscana, Fermo nelle Marche, Roma nel Lazio, Salerno in Campania, Castrovillari in Calabria e Sassari in Sardegna.
«Il Sentiero Italia Cai è depositario di un patrimonio di paesaggio culturale e ambientale da trasmettere alle nuove generazioni, che deve diventare per il mondo della Scuola elemento di riconoscimento e di esperienza», affermano Francesco Carrer (coordinatore del Gruppo di lavoro Cai-Scuola) ed Eugenio Iannelli (consigliere centrale Cai e componente del Gruppo di lavoro Cai-Scuola). «Tutte le classi partecipanti saranno accomunate nell’esperienza del camminare, autentica forma di educazione civica che permette di sviluppare socialità, solidarietà nei confronti dei compagni, accettazione di regole condivise, responsabilizzazione verso se stessi e gli altri».
Le classi coinvolte hanno ricevuto un kit informativo con materiale audiovisivo sul Sentiero Italia Cai e sono state assistite nella preparazione dell’escursione dagli esperti delle Sezioni Cai.
Trekking e salute, il CAI ne parla alle pendici dell’Etna
Sabato 30 settembre la Commissione centrale medica organizza un convegno nazionale a Nicolosi (CT), per sviluppare sotto diversi punti di vista il tema del camminare in montagna, con un’attenzione particolare alle escursioni di più giorni. Previsti oltre 120 partecipanti.

Milano, 25 settembre 2023
Si intitola “Il trekking” il convegno nazionale che la Commissione centrale medica del Club alpino italiano, in collaborazione con la Società Italiana di Medicina di Montagna e della Società Italiana di Montagnaterapia, organizza sabato 30 settembre ai piedi dell’Etna, presso il Centro congressi comunale di Nicolosi, in provincia di Catania (inizio lavori ore 9).
Un tema, quello del camminare sui sentieri montani, che sarà sviluppato sotto diversi punti di vista, iniziando dalla preparazione fisica e psicologica per affrontare un’escursione di più giorni, come quelle che si possono intraprendere lungo le tappe del Sentiero Italia CAI (al quale sarà dedicato uno specifico intervento).
Con gli oltre 120 partecipanti previsti, saranno approfonditi gli effetti positivi per la salute dell’escursionismo, la corretta alimentazione e la tipologia di attrezzatura da avere con sé ai fini della prevenzione.
Ampio spazio sarà dedicato al trekking per i portatori di alcune patologie, disabilità o fragilità, con le modalità secondo cui questa attività può rappresentare uno strumento riabilitativo, terapeutico e di supporto alla prevenzione e al disagio.
«Appuntamenti come quelli di Nicolosi hanno l’obiettivo di confrontarsi per ottenere indicazioni, linee guida e consigli che, se seguiti, possono permettere a una fascia sempre più ampia di persone di frequentare i sentieri in ragionevole sicurezza, con benefici per la salute di ognuno», afferma la Vicepresidente generale del Club alpino italiano Laura Colombo. «Come Cai intendiamo mettere tutti nelle condizioni di poter godere dei benefici fisici, fisiologici e psicologici assicurati dal camminare immersi nella natura degli ambienti montani».
«La pratica del trekking, che permette di coniugare l’attività fisica con la frequentazione degli ambienti naturali, è sempre più diffusa per la necessità crescente delle persone di ritornare a una vita semplice, di ritrovare un dialogo con se stessi, di consolidare o creare nuove amicizie ma anche solo per “sentirsi in forma”», afferma la presidente della Commissione centrale medica del Cai Carla D’Angelo. «Da queste premesse vogliamo confrontarci, all’interno e all’esterno del Cai, per condividere le potenzialità dell’attività del trekking rispetto alla prevenzione e promozione della salute e indicare le regole fondamentali per affrontare in sicurezza un’esperienza di escursionismo di più giorni su lunghi percorsi. Siamo convinti che l’andare a piedi su sentieri di montagna migliori il benessere psicofisico delle persone».
Il convegno di Nicolosi, rivolto principalmente ai soci del Cai ma aperto a tutti (partecipazione gratuita previa iscrizione) intende rappresentare dunque un’occasione per acquisire utili informazioni grazie ai numerosi interventi del programma, da parte dei componenti della Commissione centrale medica e di quelle periferiche del Cai e da componenti della Società Italiana di Medicina di Montagna e della Società Italiana di Montagnaterapia, con le quali è condivisa una sezione della giornata.
Per iscriversi compilare l’apposito form disponibile qui.