Guardia Piemontese, 1 maggio 2024

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Una giornata, quella del Primo Maggio, che non si poteva stare a casa. Scartiamo la Sila perché magari meta ambita e scegliamo la costiera tirrenica. Saliamo da San Fili e poi scendiamo dai tornanti della vecchia strada della Crocetta. Poco prima di Paola c’è già fila per San Francesco di Paola (niente in confronto alle fila chilometrica che ha trovato chi è sceso all’ora di pranzo), ma c’è poco da aspettare e così guadagniamo il via libera per Guardia Piemontese. Arrivati in paese incontriamo poche persone, peccato non c’è un bar né aperto né chiuso. In compenso, ci sono scorci particolari come quelli dei carruggi e dell’Angrogna (si dice anche da noi andare in una ngrogna). Le due belle chiese di S. Domenico e S. Andrea sono aperte e le visitiamo. Puntata d’obbligo anche alla Torre, simbolo di Guardia. E in ultimo, la Porta del sangue, a testimonianza delle persecuzioni dei Valdesi di lingua occitana. Siamo fortunati, e troviamo anche aperto il Centro di cultura “Gian Luigi Pascale” e un disponibilissimo signor Fiorenzo che ci fa da guida nel museo che ha creato lui stesso nel 2011.
Ci sarà magari anche altra occasione per fare i percorsi valdesi sulle montagne vicine, ricche di flora e fauna, che collegavano le comunità valdesi di Calabria.
Intanto buon Primo Maggio e conosciamo e amiamo la nostra Calabria.
Buone cose e buoni passi.
LaVuretta e Geniale

Sulle strade della Presila, tra Rovito e Celico, 28 aprile 2024

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Cosenza 27 aprile 2024

Cappella del Rosario – Chiesa di San Domenico Cosenza

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San Lucido, 27 aprile 2024

Album foto (telefoniche)

Oggi, sabato 27 aprile, complice la piacevole temperatura in rialzo, i sottoscritti LaVuretta e Geniale, che siamo noi, lasciamo Cosenza e ci dirigiamo a San Lucido. La scelta odierna è dovuta al fatto che ieri ad Aiello, nostro paese di origine, è iniziato il novenario per la festa del 5 maggio prossimo e siccome le Sacre Reliquie di San Geniale (estratte dalle catacombe di San Lorenzo in Roma) furono donate nel 1667 al Cardinale Alderano Cybo dal Rev. Marco Antonio Oddo, Vescovo di Gerusalemme e Cardinale Vicario di Roma, insieme anche a quelle di San Lucido Martire, abbiamo seguito la particolare suggestione ed eccoci a San Lucido, paesone assai attrattivo, da cui si gode il panorama sul mar Tirreno e sulla Catena Costiera. Giro di prassi nel centro storico, visita alla chiesa di San Giovanni Battista, patrono della cittadina, dove c’era in procinto la celebrazione di un matrimonio, presenti diverse opere di Pascaletti, e poi il castello Ruffo, che però non è visitabile. Facciamo tappa anche alla chiesa dell’Annunziata, e poi, indicataci da una cordiale ragazza, troviamo anche la più antica chiesetta della Pietà, nascosta in mezzo al centro storico. PaninA fatta in un negozio di prodotti tipici (farcitura pecorino e salame io, e pecorino e pomodori secchi muglierma), che abbiamo mangiato sulla panoramica guardando il mare (i genti facevano i bagni) e bevendo la birricella fresca. Ci siamo viziati un po’ e per concludere anche un cannolo alla ricotta per me e una sfogliatella per LaVuretta. Da San Lucido abbiamo solo guardato l’eremo di Monte Persano, primo nucleo abitato del paese (ma per la storia consultate internetto), dove andremo qualche altra volta. Non resta che tornare in città, a Cosenza.
Per ora è tutto, buone cose e alla prossima.
Vostri LaVuretta e Geniale

Saracena, 25 aprile 2024

Saracena 25 aprile 2024 | Vale lo stesso se è giovedì e non sabato fare un’uscita targata “escursioni tra moglie e marito”? LaVuretta e Geniale pensano di sì e partono per andare a Oriolo, ma strada facendo si pentono (solo una dilazione) e dirottano verso Saracena. Con poco meno di un’oretta da Cosenza, ecco il paese che sorge ai piedi dell’Orsomarso. Arrivati, non sento bene il navigatore e invece di andare a destra, vado a sinistra e per poco con l’auto non ci orbichiamo in una stretta vinella. Qualche manovra e riesco a girarmi e tornare sui nostri passi e parcheggiamo in piazza XX settembre. Caffè di rito e giro a zonzo per il centro storico: la chiesa di San Leone, patrono di Saracena e i vari vicoli. È ora di pranzare ma non troviamo aperto il ristorante indicatoci e così ci viene in soccorso Luciano che ci consiglia il bar in piazza che fa toast (meglio di niente) che mangiamo con le solite due birricelle, e in aggiunta, offerto dalla signora del bar pasticceria, assaggiamo il buonissimo moscato di Saracena (solo un bicchierino, ma poi compriamo anche una bottiglia) e per finire ci sta un bel gelato artigianale. Ci propongono anche un giro ad un laghetto e alla grotta di San Michele Arcangelo, ma è un anello di circa 8 km e siccome è già pomeriggio lo rimandiamo ad altra data. Però c’è ancora altro da visitare. Scendiamo nella parte bassa per la chiesa di Santa Maria del Gamio, che troviamo aperta per lavori di preparazione della festa del Santissimo Crocefisso del 5 maggio. Il signor Leone molto disponibile ci apre il museo e la cripta che custodisce un crocefisso del ‘600. Ci sarebbe altro da vedere come il convento dei Cappuccini e la chiesa di Santa Maria delle Armi. Completeremo in futuro. Intanto vogliate gradire le foto telefoniche che abbiamo scattato.
Buone cose a tutti e alla prossima.
Vostri LaVuretta e Geniale

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S. Stefano di Rogliano, 21 aprile 2024

Santuario di S. Liberata

Fuscaldo, 20 aprile 2024

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Oggi, sabato 20 aprile, slittamento di escursioni tra moglie e marito al pomeriggio. Dunque, niente paninA, perché “siamo andati già mangiati”. Tappa, scavallando la Catena Costiera e guardando il mare, a Fuscaldo, paese bello, denominato dei 100 e più portali e in verità molti davvero superbi (qui c’era una scuola di scalpellini), altrettanti bei palazzi, scorci di vicoli suggestivi, diverse chiese (però chiuse), centro storico, almeno nel pomeriggio, spopolato… Insomma, paese da visitare! E siccome un po’ schicciuliave, fatta la camminata nel paese che ha dato i natali a Vienna, madre di San Francesco nostro, non potevamo, sulla via del ritorno a Cosenza, non passare da Paola. Eccezionalmente, c’era la S. Messa nella vecchia chiesa e così ci siamo trattenuti per la celebrazione religiosa.
Buone cose e alla prossima.
LaVuretta & Geniale

Dipignano & Paterno, 16 aprile 2024

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San Martino di Finita, 13 aprile 2024

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Stamattina, sabato 13 aprile anno domini 2024, sul calendario era S. Martino Papa e… cchi fai? A San Martino di Finita non vai?
E così, anche se i santi sono due Santi Martino diversi, poco importa, abbiamo colto – noi medesimo che siamo noi LaVuretta e Geniale – la suggestione e siamo andati in questo piccolo paese arbreshe.
Come in tutti o nella maggior parte dei paesi calabresi, i pochi abitanti che si incontrano sono cordiali e accoglienti e quando diciamo loro che è un diletto del sabato girare per paesi in cui non siamo mai stati, ci ringraziano. E noi ringraziamo loro per i sorrisi.
Il caffè del bar di fronte alla chiesa era ottimo, e anche il panino dell’alimentari collegato era buono (schiacciata e formaggio) accompagnato dalle due classiche e immancabili birricelle.
Visita alla chiesa di S. Martino e anche a quella cd del borgo aperta dalla signora Lina. Approfondimento dei costumi del luogo grazie alla ragazza del negozio di alimentari che ci ha mostrato i costumi albanesi che indossano nelle varie manifestazioni e per le vallje.
Purtroppo, molte case sono abbandonate, ma il luogo ai piedi di monte Serra Nicolino, è molto rilassante. Insomma, abbiamo passato un paio di ore piacevoli. Non abbiamo fatto in tempo a visitare il santuario della Madonna della Misericordia che si trova in una frazione più in basso nei pressi del torrente Finita, affluente del Crati. E neanche S. Maria le Grotte che vedremo prossimamente. A volte qualcuno chiede: ma che c’è da vedere qui o lì? C’è tutto o forse niente. Dipende da quello che si cerca. Alla prossima e buone cose a tutti.

Paola, 6 aprile 2024

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Riprendono le escursioni tra moglie e marito del sabato. Oggi 6 aprile, avevamo pensato di fare tappa a S. Martino di Finita e S. Maria le Grotte (tra le prossime volte), ma per il doppio compleanno del 27 marzo e del 2 aprile non c’eravamo andati a trovarlo e così il richiamo del Nostro San Francesco di Paola è stato più forte.
Siamo partiti da Cosenza con 20 gradi, belli sbracciati, ma a Paola c’erano 15 gradi con leggero ventariello, ma si stava più che bene.
Visita alla chiesa vecchia e alla nuova, Romitorio, ponte del bruttabbestio, e Cucchjarella con bevuta e provvista. Salutiamo San Francesco e ci inoltriamo nel rione Cancello, poco sotto al Santuario, dove ci facciamo la solita panina con schiacciata calabrese e auricchio piccante più la birricella., consumate are Tti di Paola. Mare calmo (facevano i bagni) e sole, LaVuretta e Geniale, Geniale e LaVuretta.
Bella la preghiera di San Francesco che parla di Pace.
A tutti buone cose. Alla prossima