Salone del Libro di Torino 2026. “Barche di sabbia” nelle mani di Alessandro Masi, Amara Lakhous e Dario Brunori

Torino – Alessandro Masi, storico dell’arte e segretario generale della Società Dante Alighieri. Amara Lakhous, scrittore e docente universitario, voce tra le più lucide della letteratura della migrazione. Dario Brunori, il cantautore calabrese che ha costruito la sua arte sul confine tra ironia e profondità umana. Sono loro i destinatari simbolici di “Barche di sabbia – Reportage di un viaggio tra il deserto e il mare” (Edizioni Expressiva), il volume del giornalista e scrittore Emanuele Armentano consegnato venerdì 15 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino: tre sguardi diversi, tre mondi uniti dalla stessa consegna.

C’è un momento in cui una storia smette di essere un libro e diventa un fatto civile. È quello che è accaduto venerdì 15 maggio, quando la presentazione, condotta dalla funzionaria della Regione Calabria Imma Guarasci e con l’intervento della scrittrice e dirigente scolastica Assunta Morrone, ha trasformato lo spazio fieristico in un luogo di riflessione condivisa. “Barche di sabbia” racconta la storia vera di Abubacarr Conteh e Ousman Susso, due quindicenni gambiani partiti da Serrekunda nel 2014 con uno zaino in spalla e il sogno di diventare calciatori in Italia. Dal Gambia al deserto del Sahara, dalla Libia alle acque del Mediterraneo: un viaggio durato due anni, narrato con la precisione del reportage e la tensione di un romanzo, che si apre con la strage di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023 e che porta con sé la prefazione di mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio e vicepresidente della CEI, e la presentazione di Mimmo Lucano, sindaco di Riace e deputato europeo.

Sul palco, le parole nel video di Abù e Susso hanno raggiunto chi era presente con la forza semplice e dirompente della verità. «Ci siamo ripromessi di non fare più il bagno in mare. Molti dei nostri amici sono morti lì. Ora riposano sotto le acque. Per noi è una mancanza di rispetto fare il bagno sopra di loro». Una frase che nessuno ha dimenticato.

“Barche di sabbia” non è un libro sulla migrazione. È un libro sulla responsabilità. Su quello che scegliamo di vedere e su quello che preferiamo non sapere. Abù e Susso esistono, hanno un nome, una storia. E questo, alla fine, è l’unica cosa che conta.

La festa del libro di Torino 2026

di Carmelina Sicari

Sì, apre a Torino il Salone del Libro e dunque il suo trionfo.

Perché la nostra civiltà, e non solo, è su di esso fondata. Al centro un eroe: lui, don Chisciotte, impazzito per i libri, che si identifica con loro e attraverso il mondo predicando gli ideali nei libri appresi. Il netto opposto rispetto a Don Ferrante, che nella sua biblioteca raccoglie piuttosto l’erudizione imperante ed autori come il Cardano.

Nihil humanum a me alienum puto

È il motto del libro, città aperta alla poesia, alla scienza, alla virtù, al vizio. Voci, voci. Il sermo dei grandi oratori, i lamenti dei poeti; Redde codicillos, grida Catullo a Lesbia, e la voce severa di Cicerone ammonisce: Quousque tandem abuteris.

Voci, ma sorprendente è anche la vita proteiforme del libro, capace di rinnovarsi con aggiunte, prologhi, interventi. Come la canzone di Aspromonte, si adatta al territorio con eroi del posto e coinvolge il lettore di ogni epoca. La vita misteriosa del libro è testimoniata dalla diffusione in Calabria fino a qualche anno fa de I reali di Francia, tanto che molti portano ancora il nome dei personaggi come Fioravanti. Santi ed eroi popolari.

La Calabria al Salone del Libro di Torino 2024

Salone Libro Torino, la vicepresidente inaugura lo stand Calabria: “Offriamo un’immagine nuova della nostra regione nel panorama nazionale e internazionale”

Fonte sito Regione Calabria
“Da oggi, e per altri quattro giorni, rappresenteremo la Calabria al Salone internazionale del libro. Racconteremo la cultura della nostra terra legata alla storia, all’arte, all’archeologia con un programma fittissimo di oltre 200 appuntamenti comprendenti 85 incontri e con la presenza di oltre 220 autori, editori, giornalisti, rappresentanti istituzionali. Con la nostra presenza a questo importantissimo appuntamento letterario, nel quale troveranno spazio 41 case editrici e 20 autori calabresi, vogliamo rappresentare e veicolare i valori della nostra terra anche alle nuove generazioni. Per questo oggi inauguriamo lo stand della Regione Calabria ospitando i bimbi dell’Istituto scolastico Gino Strada di Torino, che sono il nostro presente ma anche, e soprattutto, la nostra speranza. Consegniamo ai bambini di questo importante istituto comprensivo, diretto da Oscar Maroni, che rappresentano virtualmente tutti i bimbi calabresi, il presente e il futuro della nostra bellissima regione”.
Lo ha detto la vicepresidente della Regione Calabria, con delega all’istruzione e alla cultura, alla cerimonia di inaugurazione della XXXVI Edizione del Salone Internazionale del Libro, in programma a Torino fino al prossimo 13 maggio, che ha registrato grande partecipazione e forte curiosità allo stand della Regione Calabria. Il padiglione, con una capienza di oltre 200 metri quadri, ospiterà i corners di accoglienza del pubblico, un ampio spazio incontri, il bookshop in cui ogni casa editrice avrà un adeguato spazio personalizzato, l’angolo per l’ascolto degli audio libri, uno spazio relax, videowall su cui si potranno seguire gli incontri in diretta e visionare brevi video prodotti dalle case editrici.
Uno stand con un concept stilistico che lascia predominare il blu (colore istituzionale dell’ente Regione) alternato ad altri colori caldi e intensi rappresentativi della Calabria.
La kermesse si è aperta con la presentazione del libro di Pier Vincenzo Gigliotti “Aria d’estate” (La Rondine Edizioni).
“La Regione Calabria – ha evidenziato inoltre la vicepresidente – si candida ad essere ancora una volta protagonista del Salone, superando anche i numeri già lusinghieri della scorsa edizione. Esploriamo l’incanto della Calabria. La partecipazione della Regione al Salone di Torino è una presenza consolidata nel tempo che fa della Calabria una delle principali protagoniste tra le presenze istituzionali. Voglio ringraziare tutti quelli che, insieme a me e al presidente Roberto Occhiuto, hanno contribuito a realizzare tutto ciò con la convinzione che la Cultura riveste un ruolo fondamentale nel programma di governo della Giunta regionale e con l’obiettivo di contribuire tutti insieme ad offrire un’immagine nuova della Calabria nel panorama nazionale e internazionale”.


Il Club alpino italiano al Salone Internazionale del Libro di Torino

Milano, 6 maggio 2024
Anche quest’anno il Club alpino italiano avrà il proprio stand al Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma a Lingotto Fiere da giovedì 9 a lunedì 13 maggio (Padiglione 2 – Stand J161).
I visitatori troveranno tutte le pubblicazioni edite e co-edite dal Sodalizio: dalla manualistica alle guide, dalla cartografia ai saggi e alla narrativa, per adulti e ragazzi. Allo stand sarà inoltre distribuito materiale informativo e promozionale sulle attività del Cai e sui vantaggi derivanti dal tesserarsi.
Attenzione al mondo della scuola | Nella giornata di giovedì 9 maggio, un’attenzione speciale sarà riservata al mondo della scuola, con i referenti del Gruppo di lavoro Cai-Scuola che metteranno a disposizione di scolaresche e insegnanti i materiali illustrativi con le novità relative alle progettualità del Sodalizio rivolte al mondo della scuola.
«Presenteremo il nuovo video promozionale che mostra le molteplici sfaccettature delle nostre iniziative che proponiamo a docenti e alunni degli istituti di ogni ordine e grado e il nuovo portale Cai-Scuola, in fase di ultimazione», afferma Giacomo Benedetti, Vicepresidente generale del Club alpino italiano con delega al Cai-Scuola. «Allo stand metteremo inoltre a disposizione delle scolaresche dei visori con i quali ragazzi e ragazze potranno immergersi negli ambienti montani che i loro coetanei hanno visitato insieme agli Accompagnatori delle nostre Sezioni in tutta Italia».
Presentazioni editoriali | Il Cai proporrà inoltre due presentazioni nella “Sala della Montagna”, allestita nello stand Trentino (Padiglione Oval) e gestita da Trentino Marketing in collaborazione con il Trento Film Festival.
Venerdì 10 maggio alle 19:30 Andrea Zannini, dialogando con Enrico Camanni, presenterà il suo Controstoria dell’alpinismo, edito da Laterza in collaborazione con il Club alpino. Nel saggio l’autore illustra un nuovo punto di vista sulle Alpi e sulla storia della frequentazione dei territori montani, ricostruendo decine di salite compiute tra Seicento e Ottocento da cacciatori, raccoglitori di cristalli, artigiani, garzoni di monasteri, notabili di villaggi e religiosi. L’obiettivo di Zannini è mostrare come l’alpinismo non sia stato inventato «né dai curiosi illuministi settecenteschi né dalle borghesie europee in ascesa, ma trova le sue radici nella cultura e nella società alpina, e i suoi “inventori” nelle popolazioni che hanno abitato le nostre Alpi».
Sabato 11 maggio alle 11:45 toccherà al volume Le ossa della Terra. Primo Levi e la montagna, pubblicazione del Museo nazionale della montagna di Torino che accompagna l’omonima mostra attualmente in esposizione. Oltre ai testi dei curatori e alle immagini dei documenti e delle opere esposte, il catalogo accoglie contributi di Enrico Camanni, Massimo Gentili Tedeschi, Giuseppe Mendicino, Alessandro Pastore, Marco Revelli e Domenico Scarpa.
Il Salone Internazionale del Libro di Torino | Il Salone del Libro riunisce ogni anno a Torino tutta la filiera del libro (case editrici, scrittori, librai, bibliotecari, agenti, illustratori, traduttori e lettori), dando vita a un grande festival internazionale della cultura: quest’anno sono previsti 2.000 ospiti da ogni parte del mondo per un totale di 1.200 eventi, con i quali coinvolgere la comunità di lettrici e lettori di ogni età che incontreranno autrici e autori italiani e internazionali, e avranno modo di scoprire le opere delle case editrici presenti.
Per tutte le informazioni: www.salonelibro.it

“Ciellini ad Arcavacata” al Salone del Libro

La notizia dell’apertura della fase testimoniale della causa di beatificazione di don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, rappresenta un’occasione per rivisitare la storia del movimento e delle sue comunità, diffuse non solo in Italia. Una presenza originale e incisiva quella di CL, guardata con sospetto e aperta avversione dalla stampa laica e di sinistra, negli anni Settanta e Ottanta attraversati dal terrorismo, da violente contrapposizioni ideologiche, da imponenti moti di contestazione.
Il libro di Mario De Filippis, Ciellini ad Arcavacata, (Cosenza, Editoriale progetto 2000, pagine 152, molto illustrato), ricostruisce la formazione di una vivace, combattiva comunità ciellina nel cantiere dell’Università della Calabria, che inaugura il suo primo anno accademico nel 1972. Alcuni giovani ricercatori, appartenenti al movimento di don Giussani, giungono in Calabria per partecipare alla nascita di questo importante centro di ricerca e formazione, istituito dopo un acceso dibattito nazionale tra le migliori menti della politica del tempo (Riccardo Misasi, Giacomo Mancini, Beniamino Andreatta), con il proposito dichiarato di condurre la regione fuori dalla sua arretratezza storica. L’Università della Calabria sorge con un impianto di campus anglosassone, il primo del genere in Italia, dotato di un Centro residenziale che ospiterà studenti e docenti, e servizi di mensa e trasporto. Un luogo che per la prima volta riunisce i giovani di questa regione, riducendo sensibilmente l’emigrazione verso le tradizionali città universitarie, un esperimento sociologico e culturale di grande portata.
Anche il mondo cattolico si interessa al progetto, papa Paolo VI sceglie un suo amico personale, mons. Enea Selis, come arcivescovo di Cosenza, nella cui diocesi ha sede il nuovo ateneo, per seguire con un’attenzione particolare questa importante realtà giovanile.
Nelle pagine di Ciellini ad Arcavacata si ripercorrono questi anni così fecondi e carichi di promesse, attraverso il racconto della vita della comunità, un gruppo di giovani in un percorso di fede, di testimonianza, di lettura della realtà. Si tratta di giovani, a volte baldanzosi come tutti i ragazzi, a volte impreparati alle sfide poste dal dibattito politico e culturale. Nel contesto di un campus in crescita, in una regione interessata da un processo di trasformazione non sempre governato nel modo migliore.
Un ricco apparato di documenti, foto e schede accompagna e aiuta il lettore a entrare in anni ormai così lontani: chi erano i primi ciellini (1976-1989) che ad Arcavacata portarono il verbo di don Giussani? Come facevano a conoscere tutto del Samizdat russo e del sindacato polacco Solidarność? Perché venivano preferiti i canti alpini a quelli goderecci silani? Dove erano i luoghi della caritativa cosentina? Cos’era il raggio e chi vi partecipava? E la diaconia? Come si traduceva l’esperienza del movimento in un contesto come quello calabrese?
Dopo quasi quarant’anni, un recupero della memoria di una presenza significativa all’Unical. Il volume di Mario De Filippis, è suddiviso in otto capitoli, con schede e illustrazioni. Oltre alla presentazione l’editore Demetrio Guzzardi ha firmato dei testi, pubblicati in appendice, in cui ricorda l’esperienza di solidarietà verso i terremotati dell’Irpinia e il recupero della figura di don Carlo De Cardona, il prete cosentino che nei primi anni del Novecento, fu l’animatore intrepido del Movimento sociale cattolico, nato dopo la promulgazione
della Rerum novarum di Leone XIII.
L’AUTORE DEL VOLUME | Mario De Filippis è nato a Cosenza nel 1961, si è laureato in Storia all’Università della Calabria. Docente di materie letterarie nella scuola superiore. Ha già al suo attivo diversi volumi sulla storia politica del Novecento cosentino. Con l’Editoriale progetto 2000 ha pubblicato «Una provincia fuorilegge?». Momenti dello scontro fra Destra e Sinistra in Calabria Citeriore (1999) scritto a due mani con Carmen Ambriani e Storia, società, istituzioni, fede e pietà popolare a Marano Marchesato. La Chiesa parrocchiale di Santa Maria del Carmelo (2000). Giornalista pubblicista, collabora con quotidiani, periodici e siti online.

Salone internazionale del libro di Torino (Lingotto Fiere) – Stand della Regione Calabria (padiglione Oval, U138-V137), domenica 12 maggio 2024, ore 19.00, presentazione del volume Ciellini ad Arcavacata, introduce e coordina Demetrio Guzzardi (direttore Editoriale progetto 2000), intervengono: Carmen Ambriani (Universitas Vivariensis), Rino Giovinco (direttore Biblioteca comunale di Bisignano), Andrea Gualtieri (giornalista la Repubblica), Mario De Filippis (autore del saggio).
L’incontro lo si può seguire in diretta sulla pagina facebook del Sistema Bibliotecario Lametino.

Gianfrancesco Solferino al Salone del Libro di Torino 2023

Lo storico dell’arte Gianfrancesco Solferino che ha partecipato al Salone del Libro di Torino è stato intervistato da Ugo Floro. Parla dei tesori della Calabria, molte volte sconosciuti o abbandonati. Dal minuto 4.15 circa al minuto 4.30 cita anche Aiello Calabro, che vanta un centro storico di grande interesse e che non è conosciuto dalla maggior parte dei calabresi. Ma c’è sempre occasione per rimediare. Aiello vi aspetta: “bbuonivenuti!

La Montagna a 360 gradi, il CAI al Salone del Libro di Torino

Da giovedì 18 a lunedì 22 maggio, presentazioni e incontri con l’obiettivo di promuovere le novità editoriali del Sodalizio. Occhio di riguardo anche a “La Rivista del Club Alpino Italiano”.


Milano, 16 maggio 2023

Da giovedì 18 a lunedì 22 maggio, il Club alpino italiano torna al Salone Internazionale del libro di Torino. Uno stand di 24 metri quadrati dedicato alle novità editoriali del Sodalizio, con le presentazioni delle opere uscite negli ultimi mesi e un corner riservato al Sentiero Italia CAI. Senza dimenticare la presenza di un catalogo composto da opere e saggi che guardano, a 360 gradi, alla cultura della montagna e delle Terre alte. Lo stand è inserito all’interno della “Sala della montagna” (padiglione Oval, stand Trentino, W38), la cui programmazione è stata affidata a MontagnaLibri | Trento Film Festival, in collaborazione con il Premio ITAS del Libro di Montagna.
Oltre alla cultura delle Terre alte, spazio anche all’attenzione per l’impatto ambientale. Si tratta di uno stand votato alla sostenibilità: tutti i suoi arredi sono riutilizzabili nel tempo.
Il programma delle presentazioni
In primo piano, “La Rivista del Club Alpino Italiano”. Il nuovo progetto editoriale, con reportage, riflessioni, immagini e notizie dedicate alle Terre alte, verrà presentato dal direttore Andrea Greci, giovedì 18 maggio alle ore 14.30.
Gli appassionati e i visitatori potranno immergersi nella produzione editoriale, ascoltando gli autori e le presentazioni dei libri Cai. Si comincia venerdì 19 maggio alle 10.45 con “La montagna si scrive stampatello”. All’incontro parteciperà l’autore Davide Longo. Edita in collaborazione con Salani, l’opera racconta il viaggio del piccolo Davide e della sua mamma sulle Dolomiti, alla scoperta della natura per ritrovarsi.
Sabato 20 maggio alle 14.30 è prevista la presentazione de “Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista”. L’autore, Alberto Rollo, dialogherà con lo scrittore Alessandro Mari. Il libro, edito in collaborazione con Ponte alle Grazie, racconta la storia di un uomo di pianura e di metropoli (come si definisce lo stesso Rollo), che ha sempre guardato alla montagna come valico, come salita, come percorso verso il cielo. 
Domenica 21 maggio alle 11.45, invece, è il giorno della presentazione dedicata a un personaggio capace di esprimere al meglio la cultura e la storia delle Terre alte. Giovanna Zangrandi è una scrittrice, giornalista e partigiana italiana, da riscoprire attraverso due libri pubblicati da poco: “I giorni veri” e “Il campo rosso”. Nel primo, la Zangrandi racconta la svolta improvvisa che la sua vita ebbe dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, che la portò a diventare staffetta partigiana. Nel secondo, l’autrice narra la costruzione del rifugio Antelao, il progetto di vita immaginato per il dopoguerra insieme all’uomo che amava, il comandante partigiano Severino Rizzardi, purtroppo ucciso prima di potervisi dedicare. Edite in collaborazione con Ponte alle Grazie, entrambe le opere sono oggetto di un dialogo tra la giornalista Camilla Valletti, la professoressa Francesca Sensini e lo scrittore Giuseppe Mendicino. 
“Quest’anno saremo presenti con uno stand innovativo, realizzato all’insegna del minor spreco possibile, completamente riutilizzabile, con l’obiettivo di rendere la presenza del Club alpino italiano il più ecosostenibile possibile. Per quanto riguarda il patrimonio culturale espresso dalle nostre presentazioni e proposte editoriali, si tratta di opere che rientrano nella cultura di montagna in senso più vasto. Allo stesso tempo, la presenza del Cai è rafforzata del suo catalogo, con le guide e i saggi, parte fondamentale dello scaffale ideale del Sodalizio”, ha dichiarato il Direttore editoriale e responsabile delle attività culturali del Club alpino italiano Marco Albino Ferrari.
“Ci fa piacere intervenire nello spazio del Trento Film Festival, che al Salone cura gli incontri sulla montagna. Un’occasione che dimostra ancora una volta la forza di una cordata sempre più stretta tra il Cai e il Festival di Trento”, conclude Ferrari.

Progetto 2000 al Salone del Libro di Torino

Da giovedì 18 maggio a lunedì 22 maggio 2023 nello stand della regione Calabria – Padiglione Oval – W174 – X173 Editoriale Progetto 2000 sarà presente con i suoi libri e due proposte.

Ogni anno il titolo del Salone del libro di Torino, ci interroga su quali testi portare all’attenzione dei lettori che visitano lo stand della Regione Calabria. E annualmente cerchiamo di essere in linea con quanto gli organizzatori torinesi propongono. Per i 35 anni del Salone, è stato scelto Attraverso lo specchio, per capire l’appena ieri e trovare nuove modalità per incamminarsi verso il futuro.

La scelta operata dalla casa editrice Progetto 2000 di Cosenza, è stata quasi obbligata, ricordare quello che 80 anni fa i nostri padri hanno vissuto sulla loro pelle: la guerra, l’odio, l’internamento e i bombardamenti. 

Editoriale Progetto 2000 sarà a Torino con due proposte davvero significative: l’anteprima nazionale dello spettacolo teatrale Nina. Guten Morgen Ferramonti, liberamente tratto dal libro di Nina Weskler, Con la gente di Ferramonti. Mille giorni di una giovane ebrea in un campo di concentramento e poi il saggio reportage di Roberta Fortino, 1943 Cosenza bombardata …e la morte attivò dal cielo, sui bombardamenti che hanno interessato la città di Cosenza nella primavera-estate del 1943. Non dimenticare il nostro appena ieri è un imperativo.

Nina. Guten Morgen Ferramonti Spettacolo teatrale con l’attrice Lara Chiellino e la regia di Dora Ricca Sabato 20 maggio 2023 – ore 20,00 – in anteprima nazionale

L’adattamento teatrale, come il racconto da cui è tratto, si sviluppa su un lungo periodo. Nina Weksler scrive durante la prigionia e dopo la liberazione testimoniando con generosità di questo periodo della propria vita. Nina nel 1941 a Milano, fu arrestata dalla polizia fascista e destinata al campo di concentramento più grande d’Italia: Ferramonti di Tarsia. Nel passaggio dal racconto scritto alla scena, i molti dettagli della storia si trasformano in emozioni, sguardi, parole, gesti e azioni dell’unica attrice in scena che ci lascia vedere e intravedere, una moltitudine umana dei tanti internati, portatori di costumi, lingue, culture e professioni diverse.  Questo mondo ebraico disperso da secoli di storia europea, per un progetto infame della storia recente, si è visto ricongiungersi in questo sperduto lembo di terra di Calabria. Accanto a questi ritratti si descrivono con poesia e malinconia il rapporto con il territorio, sia paesaggistico che culturale, in un’esperienza unica, e indimenticabile per gli oltre 2.000 internati, che si sono salvati grazie a questo internamento così geograficamente lontano dai campi nazisti di sterminio, come: Dachau, Auschwitz, Berghen-Belsen, Buchenwald.

«…nessuno ci maltrattava, al contrario. Gli italiani nemici o non, sono sempre umani. Si chiamava sì, campo di concentramento, era circondato da filo spinato, ma solo dopo molti anni dovevo sapere, capire esattamente che cosa fosse questo Ferramonti, è vero eravamo prigionieri, privati della nostra libertà e la prigionia non è facile, e nemmeno la vita collettiva forzata. Ma non soltanto nessuno veniva ucciso, qui, come succedeva nei campi di concentramento dei nazisti, …nessun sadismo, nessun odio, nessuna crudeltà imperavano qui». 

1943 COSENZA BOMBARDATA…e la morte arrivò dal cielo
saggio-reportage di Roberta Fortino
Domenica 21 maggio 2023 – ore 15,45 

Nella storia recente di Cosenza, non c’è data come quella di lunedì 12 aprile 1943 che possa raccontare un episodio più drammatico; nessun cosentino avrebbe mai pensato che in un giorno di primavera dal cielo piovessero bombe e morte. Nessuno fu risparmiato, dai più piccoli agli anziani, ai negozianti, agli artigiani a quelli che lavorando alle ferrovie, erano tutti intenti a trasportare le persone dalla città capoluogo ai vari paesi che fanno da corona a Cosenza. Per i cosentini in quell’estate 1943 allontanarsi dalla città fu l’unica via di scampo, cercando un rifugio nei paesi circostanti, tra parenti e amici. Le bombe e la morte fecero scappare tutti; anche gli oggetti più sacri e venerati presero la via di un rifugio sicuro: la venerata icona della Madonna del Pilerio fu portata a Pietrafitta dai frati minori e il miracoloso Crocifisso della Riforma fu messo in salvo dall’incendio che distrusse quasi tutto della chiesa e del convento dei cappuccini, portato a piedi e in spalla da padre Daniele Gil, nel santuario della Madonna della catena a Laurignano. Anche la preziosa Stauroteca fu messa in salvo e, per paura delle distruzioni e delle ruberie, di nascosto fu portata a Roma e custodita nei Musei Vaticani.

L’autrice di questo volume, da bambina, trovò nei pressi della sua abitazione a Donnici, un proiettile inesploso con cui si mise a giocherellare e solo l’intervento di uno zio che le tolse di mano l’ordigno e la pietra con cui stava cercando di aprirlo, ha evitato il peggio. Le bombe lanciate e non esplose, degradano molto lentamente, rimanendo attive per decenni; purtroppo continuiamo a convivere con un passato, a volte tragicamente presente, una vera discarica bellica sotto i nostri piedi: vengono rinvenuti ogni anno 50 mila ordigni inesplosi. Dovremmo far nostro il preambolo dello Statuto dell’Onu che recita: «Salvare le future generazioni dal flagello della guerra».