L’Associazione Parchi Permanenti ringrazia ANAC per la sospensione della nuova normativa che, da dicembre a oggi, aveva già generato perdite del 40% nel segmento dei viaggi di istruzione e dei centri estivi.
Roma, 1 marzo 2024 – L’Associazione Parchi Permanenti Italiani, aderente a Federturismo – Confindustria, esprime soddisfazione e ringrazia ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione – per la revoca temporanea della norma che, da dicembre 2023, obbligava le istituzioni scolastiche e i Comuni ad avvalersi del MEPA – la piattaforma digitale del Ministero delle Finanze per l’acquisto di beni e servizi da parte delle amministrazioni pubbliche – per l’acquisto delle attività ludico/ricreative, inclusi i biglietti di ingresso a parchi tematici, avventura, acquatici, faunistici, oltre che a cinema, teatri e musei. La norma era contenuta nella delibera ANAC 582 del 13 dicembre 2023 che, pur avendo l’obiettivo di migliorare la trasparenza e l’efficienza nel processo di organizzazione e selezione degli acquisti di beni e servizi da parte di soggetti pubblici, obbligava tanto le scuole quanto i parchi a lunghe e farraginose procedure di accreditamento e iscrizione al portale che, in molti casi, hanno già disincentivato la chiusura degli accordi per la stagione 2024. Il settore dei parchi trova in quello degli studenti uno dei segmenti di pubblico più rilevanti del settore grazie a gite scolastiche e centri estivi. Maurizio Crisanti, Segretario Nazionale Associazione Parchi Permanenti Italiani dichiara: “I parchi divertimento sono da sempre tappa elettiva dei centri estivi, basti pensare ai parchi avventura e ai parchi acquatici, che rinfrescano i pomeriggi più caldi. Allo stesso modo, molti viaggi di istruzione includono la visita di parchi faunistici, come bioparchi e acquari, o di parchi a tema che offrono contenuti didattici e formativi. Il settore propone alle scuole anche laboratori sulla sostenibilità, iniziative per la formazione del gruppo classe e l’inclusività, lo sviluppo dell’autostima e tante attività ludico sportive che hanno un’importante ricaduta sul benessere sociale”. Il segmento fino allo scorso anno valeva circa 15 milioni di euro di incassi, a fronte di circa 600.000 ragazzi di età generalmente compresa tra i 5 e i 18 anni, a cui si aggiungono accompagnatori, corpo docente e un indotto rappresentato da trasporti, sistemazioni alberghiere e ristorazione. “Finalmente è prevalso il buon senso, grazie anche alle segnalazioni della nostra come di altre organizzazioni di categoria del turismo – aggiunge il Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani, Luciano Pareschi – i dati ad oggi dimostravano già una preoccupante flessione del 40% delle prenotazioni da parte delle scuole, destinata ad aumentare con l’entrata nel vivo della stagione. Era necessario un intervento di semplificazione della procedura per non penalizzare tanto il diritto delle nostre imprese di salvaguardare gli introiti, quanto il diritto dei giovani di divertirsi e di accedere ai contenuti didattici disponibili nelle strutture del comparto”. La richiesta di sospendere la norma è stata presentata nel mese di gennaio dall’Associazione Parchi Permanenti Italiani, insieme alle associazioni dei dirigenti scolastici e ai sindacati confederali a tutela delle segreterie scolastiche, preoccupati anche degli episodi di malfunzionamento e rallentamento del portale MEPA che spesso compromettono le procedure di acquisto: nelle scorse settimane, ad esempio, un problema tecnico ha annullato alcune visite didattiche a Venezia. “Questo meccanismo – conclude Pareschi – rischiava di complicare le procedure. Sarebbe stato un ulteriore colpo per un settore che continua ad investire per garantire un’offerta sempre più competitiva e di qualità, che si traduce anche in nuove opportunità formative e di divertimento sano e sicuro per i nostri giovani. È quindi auspicabile una maggiore elasticità nella gestione degli ingressi, che incoraggi e consenta di effettuare gli acquisti in un’ottica di investimento, nell’interesse economico non solo dei parchi ma del Paese stesso”.
Si è concluso oggi, con le due escursioni sul Colle del Telegrafo,il terzo Raduno nazionale di escursionismo adattato del Club alpino italiano “A ruota libera”. Quasi 400 partecipanti, tra cui oltre 60 persone con disabilità.
La Spezia, 10 settembre 2023
Quasi 400 persone hanno partecipato alla terza edizione del Raduno nazionale di escursionismo adattato del Club alpino italiano “A ruota libera”, organizzata nelle giornate di ieri e di oggi a La Spezia. Una vera festa della montagna inclusiva, che ha dimostrato come il Club alpino italiano nelle sue attività non intenda lasciare indietro nessuno.
Stamane si sono svolte le due escursioni in programma sul Colle del Telegrafo, nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, alle quali hanno partecipato 62 persone con disabilità insieme ai loro accompagnatori e a persone interessate al tema dell’accessibilità nell’ambiente montano.
21 di loro, con mobilità ridotta, sono state accompagnate sulle Joëlette (carrozzine monoruota pensate per persone con disabilità motoria, in grado di percorrere i sentieri grazie all’aiuto di almeno due accompagnatori), 4 hanno partecipato con i tandem Mtb e 5 con le handbike Mtb. Le altre, con altre tipologie di disabilità, non necessitavano di ausili con i quali essere accompagnate.
Il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha inviato un messaggio di saluto ai partecipanti, evidenziando l’importanza di momenti di partecipazione e inclusione come il 3° Raduno nazionale di escursionismo adattato del Cai. «Oggi la sfida che abbiamo davanti a noi è esattamente questa: mettere in campo azioni concrete per garantire a ogni persona la possibilità di vivere una vita piena, dignitosa e partecipata, come ci chiede la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Momenti di incontro e di festa come questo sono, quindi, fondamentali per assicurare tale diritto a tutte e a tutti», ha scritto il ministro nella lettera. «Vi sono, quindi profondamente grata e mi complimento per l’iniziativa che avete promosso e che saprà regalare momenti di gioia e spensieratezza ai partecipanti e agli accompagnatori, ma soprattutto per l’impegno e la passione che vi guidano».
Il lungo serpentone colorato degli escursionisti stamattina si è immerso nella vegetazione di pino marittimo, leccio, corbezzoli ed erica arborea, con panorami che spaziavano dal Golfo de La Spezia e il litorale aspro delle Cinque Terre.
«Ringrazio i nostri volontari che, con il proprio impegno e la propria passione, rendono possibile un’attività meravigliosa come l’accompagnamento sui sentieri delle persone con disabilità, rendendo la montagna sempre più inclusiva», ha affermato il Presidente generale del Cai Antonio Montani. «La Montagnaterapia è un nostro fiore all’occhiello, che continuerà a crescere insegnandoci che ognuno di noi, nessuno escluso, deve cercare di raggiungere e magari superare il proprio limite. Dove si collochi questo limite non è importante».
Il Raduno si è aperto nella giornata di sabato con i partecipanti che sono stati coinvolti in un tour in battello nel golfo de La Spezia e in un tour guidato del centro storico della città.
Nel corso della due giorni sono intervenuti portando il proprio saluto l’on Maria Grazia Frija, Deputato e vicesindaco de La Spezia, il sindaco Pierluigi Peracchini, l’assessore comunale allo Sport Marco Frascatore, l’assessore comunale alle Politiche Sociali Lorenzo Brogi, il direttore del Parco Nazionale delle Cinque Terre Patrizio Scarpellini e l’assessore regionale alla protezione civile Giacomo Raul Giampedrone.
Per il Club alpino italiano erano presenti il presidente generale Antonio Montani, la vicepresidente generale Laura Colombo, la referente per la Montagnaterapia della Commissione centrale escursionismo Ornella Giordana, il coordinatore del Gruppo giovani Stefano Morcelli, il presidente del Cai Liguria Roberto Manfredi e il presidente della Sezione de La Spezia Alessandro Bacchioni.
La terza edizione di “A ruota libera” è stata organizzata dal Cai La Spezia, insieme alla Commissione centrale escursionismo e al Gruppo regionale Liguria del Club alpino italiano, con il supporto del Parco Nazionale delle Cinque Terre, della Regione Liguria e del Comune de La Spezia.
Escursione partecipata quella di domenica 20 agosto, da Casellone di monte Faeto a laghetto Tenise e ritorno, organizzata dal comune di Aiello Calabro per “Muoversi con gusto”, iniziativa arrivata alla terza edizione e finanziata dalla Regione Calabria con la legge 13/85. Quaranta i camminatori che si sono ritrovati nell’area picnic di Casellone per percorrere i 12 km, tra andata e ritorno, di questa passeggiata che si è snodata tra i comuni di Aiello Calabro e Grimaldi. Oltre all’aspetto naturalistico e sportivo, erano previsti dei momenti di approfondimento culturale sul patrimonio boschivo a cura di Giovanni Sicoli, esperto dell’Università della Calabria, e sulle caratteristiche geologiche del territorio a cura di Nino Osso, di Sigea Calabria e Arpacal. A guidare il gruppo Francesco La Carbonara, di Aigae, con il modesto supporto di Jamu a Caminare che quando si tratta di collaborare per organizzare escursioni in natura non si tira mai indietro. Tempi ben calcolati per evitare il previsto temporale che è iniziato intorno alle 15, giusto dopo la pausa pranzo effettuata a Casellone. Soddisfatto chi c’era e apprezzamenti per questo angolo di natura.
Riceviamo pure e postiamo una riflessione del giornalista Francesco Garofalo, tra i partecipanti all’escursione di domenica 20 agosto.
Candelabro di Natura: La Maestosità Rinvenuta tra gli Alberi di Aiello Calabro
Mi trovo dinanzi a un Abete bianco di straordinaria bellezza, eretto lungo il sentiero scelto con cura dagli organizzatori per l’escursione tra i monti di Aiello Calabro. Questo antico borgo ci accoglie, avvolgendoci nella sua storia, mentre ci immergiamo nei sentieri che si dipanano tra il bosco Faeto e il Monte Santa Lucerna. L’area boschiva che ci circonda è un caleidoscopio di forme e colori, una sinfonia di vita vegetale che, grazie al microclima peculiare di questo luogo, ha osato sfidare le avversità e si è adattata con sorprendente abilità. Queste piante, a prima vista fuori contesto in questo ambiente considerato inospitale, sono un vivido esempio dei miracoli che la natura è in grado di compiere. Qui, la fede nella vitalità della natura è palese: semi destinati all’oblio hanno invece germogliato in splendidi esemplari, un tributo alla sua incrollabile forza. E in questo scenario, lì di fronte a noi, emerge il protagonista incontestato: il Candelabro. Questo albero, che deve il suo nome alla sua sagoma che ricorda, appunto, un candelabro, evoca il fascino di tempi passati, quando la luce antica possedeva un incanto tutto suo e il progresso non aveva ancora varcato la soglia delle nostre case moderne. Dopo mezz’ora di cammino, lo incontriamo ai margini di una strada sterrata. Qui, fiero e maestoso, ci si offre in tutta la sua imponenza. Il suo tronco possente si ramifica in arti vigorosi che si frappongono tra gli altri alberi circostanti. Questi ultimi, rispettosi e modesti, sembrano quasi inchinarsi in riverenza di fronte alla magnificenza di questo albero straordinario. Le emozioni scaturite dall’incontro con il Sovrano del bosco di Aiello sono indescrivibili: esso si apre davanti a noi come un antico manoscritto, mentre il vento che danza tra i suoi rami rivela le sue pagine verdi, che il tempo non ha ancora sgualcito o imbiancate, come se volesse sfidare persino la sua denominazione di “abete bianco”. Gli occhi del gruppo si alzano verso l’alto, cercando di percepire l’apice, mentre il cielo azzurro, appena visibile tra le fronde, sembra un mare che ha concesso le sue onde di luce e calore a questa creatura che ci abbraccia. Le sue diramazioni si aprono come lezioni di vita scolpite nell’aria: ognuna rappresenta la forza, la determinazione e il coraggio di un essere vivente che ha sfidato le aspettative in un ambiente originariamente ritenuto ostile. Eppure, qui, in tutta la sua splendida realtà, ci regala un’’insegnamento prezioso: non esistono ambienti intrinsecamente ostili. E la sua storia diventa un esempio tangibile, una testimonianza di vita che risuona nel nostro spirito. Con un dolce saluto, lasciamo il Principe degli abeti, grati per la sua breve comparsa nella nostra avventura. Silenziosamente, proseguiamo il nostro cammino, accordando il nostro passo con la sinfonia silente che abbraccia ogni forma di vita in questo luogo magico.
Il Club alpino italiano invita i propri Soci e tutti gli amanti della montagnaa compiere azioni concrete per ridurre l’impatto delle attività umane sugli ecosistemi,a partire dal contenimento dell’inquinamento da plastica. Il tutto per sensibilizzare le Amministrazioni pubbliche sull’urgenzadi politiche di tutela dell’ambiente concretamente rivolte alle generazioni future.
Milano, 1 giugno 2023
Ogni anno il 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 15 dicembre 1972 con la Risoluzione 2994 e celebrata per la prima volta nel 1973. Sono trascorsi dunque 50 anni di impegno alla sensibilizzazione del pubblico di ogni latitudine. “Beat Plastic Pollution” (“Sconfiggi l’inquinamento da plastica”) è lo slogan dell’edizione 2023 della Giornata. «Mai come in questo momento in cui l’emergenza prodotta dai cambiamenti climatici è di tutta evidenza, la celebrazione di questo evento mondiale non dovrà ricadere nella banalità ripetitiva», afferma il presidente della Commissione centrale Tutela ambiente montano del Club alpino italiano Raffaele Marini.«Sotto il termine “ambiente” si racchiudono molti concetti connessi e interdipendenti per cui affrontare il tema proposto per il 2023 richiede un approccio metodologico, un forte contributo scientifico, la grande disponibilità dei Governanti ad ascoltare e l’impegno globale dei cittadini a modificare comportamenti e abitudini consolidate». L’inquinamento causato dalla plastica | Ogni anno l’Onu stima che 19-23 milioni di tonnellate di plastica vadano ad inquinare fiumi, laghi e mari. Ancor più grave e incidente è l’evolversi delle microplastiche, sulla cui diffusione anche nel cibo, nell’aria e nell’acqua, ci sono segnali molto preoccupanti e parallelamente disinteresse da parte di molti Governanti. Arrivando alla situazione sulle montagne, Marini si chiede: «quante bottiglie di plastica troviamo ancora lungo i nostri sentieri? Quanti recipienti di plastica rinveniamo alla base delle più frequentate salite alpinistiche? Quanti contenitori di plastica non vengono riciclati correttamente? Quante micro discariche ritroviamo ancora ai margini dei villaggi montani? Tutto questo compromette nel breve e ancor più nel lungo termine l’ambiente montano, deteriora gli ecosistemi che lo caratterizzano, modifica e riduce i servizi ecosistemici che questi ecosistemi generano a favore della collettività». Passare all’azione concreta | Per il Club alpino italiano questo è il momento di passare all’azione concreta, con l’impegno reale di tutti. «Il Cai per la sua capillare presenza sui territori può essere vettore di iniziative tangibili coerenti con il tema della Giornata mondiale 2023», evidenzia Marini. «Partendo dai comportamenti dei singoli Soci durante lo svolgimento delle proprie attività, alla scelta dei materiali tecnici, alla responsabilizzazione dei gestori dei rifugi sino ad una capillare sensibilizzazione delle Amministrazioni pubbliche, ad iniziare da quelle territoriali, che hanno in capo la responsabilità della gestione del ciclo dei rifiuti. La plastica, pur rappresentando un grande pericolo per la salubrità dell’ambiente, racchiude potenzialità molto elevate di stimolo all’economia circolare e alla cultura del riciclo e del non abbandono Nel momento in cui il tema della sostenibilità effettiva assume sempre maggiore centralità nelle politiche nazionali ed europee, gli abitanti della montagna, i cittadini tutti e, fra essi, i Soci del Cai non possono voltare la testa altrove». Gli articoli 9 e 41 della Costituzione, con l’inserimento della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i suoi principi fondamentali, rappresentano oltre a un valore sociale di alto profilo, anche e soprattutto un’indicazione forte per impostare, conclude Marini, «politiche di tutela dell’ambiente concretamente rivolte alle generazioni che verranno, per loro consegnare un ambiente almeno non peggiore di quello che oggi abbiamo sotto gli occhi. E le generazioni future bussano già con forza alle nostre porte per chiedere rispetto dei loro ideali e delle loro attese». La Presidenza generale del Cai, con il delegato al Coordinamento delle attività ambientali Mario Vaccarella, ribadisce «l’impegno costante del Sodalizio nelle tematiche ambientali, trasversali a tutto quanto viene svolto dalle nostre strutture tecniche, nel giusto equilibrio fra ambiente naturale ed esseri viventi. Opportuno quindi, richiamare l’articolo 1 del nostro Statuto, che, quando recita che fra gli scopi del Cai c’è “la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”, indica la strada, cercando di diffondere una visione inclusiva e rispettosa dei territori».
Rappresenta la forma più contemporanea dell’utilizzo della rete, con articoli giornalistici che cavalcano l’attualità, passando per la WebTV, i podcast, i diari di viaggio, le rubriche e le curiosità.
Milano, 30 maggio 2023
Dopo il rilancio del periodico cartaceo, il bimestrale “La Rivista del Club Alpino Italiano”, è il momento de “Lo Scarpone“, che diventa un vero e proprio portale online dedicato alla montagna. La “Rivista” punta sull’approfondimento con l’obiettivo di diventare un oggetto da collezione, “Lo Scarpone” rappresenta la forma più contemporanea dell’utilizzo della rete, con articoli giornalistici che cavalcano l’attualità, passando per la WebTV, i podcast, i diari di viaggio, le rubriche e le curiosità. Il direttore responsabile è Andrea Greci. Il curatore del portale delle pagine social correlate è Pietro Lacasella. La WebTv è curata da Nicoletta Favaron, i podcast sono a cura di Sofia Farina e gli itinerari di Luigi Dodi. Il progetto editoriale è di Marco Albino Ferrari, con Pietro Lacasella e Andrea Greci. “Si tratta di due mondi che comunicano con voci diverse, eppure nascono e si alimentano dalla stessa matrice culturale dello storico Sodalizio, come ci ricorda l’unità grafica che li contraddistingue, e che risulta evidente accostando le due testate”, commenta il Direttore editoriale e responsabile editoriale del Club alpino italiano Marco Albino Ferrari.
Nel dettaglio Oltre agli articoli giornalistici, la home page offre una serie di contenuti multimediali: A partire dai podcast. La loro presenza segna un passaggio importante, perché il Cai sta diventando produttore di serie inedite, come quella ideata con il MuSe di Trento sugli animali delle montagne italiane (in arrivo tra breve); e poi il Diario di viaggio, attraverso il quale verranno seguite giorno per giorno alcune spedizioni, dalle Alpi ai luoghi più lontani (c’è allo studio persino una “gita” al Polo). Anche la continua proposta di itinerari escursionistici e alpinistici caratterizzerà il nuovo corso del portale, che nasce con l’obiettivo di diventare anche un grande deposito di suggerimenti e vademecum con descrizioni targate Cai-Infomont. Senza dimenticare la pagina dedicata a “Conoscere la montagna”, un vero e proprio motore di ricerca (basato su tag potenziati) dedicato agli articoli arretrati, alla biblioteca e all’emeroteca, e al database degli Itinerari del Cai, realizzati anch’essi in collaborazione con Infomont (ogni settimana vengono proposti cinque itinerari, che andranno ad arricchire l’archivio). Infine, c’è la pagina dedicata al “Mondo Cai”, una grande bacheca che dà accesso alle iniziative del Sodalizio, dalle singole sezioni ai lavori della Sede Centrale. Ogni socio si potrà così sentire calato nell’universo multiforme del Club, rimanendo costantemente informato.