“Il Sacro in Calabria” dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino torna il 5 maggio su LaC Tv con un documentario su San Geniale

Promo lancio della nuova serie del Sacro in Calabria di G. Solferino (clicca per vedere il video).

Capolavori d’arte pittorica e scultorea, luoghi che conservano il fascino della sacralità, mete storiche di grandi personaggi, antichi simboli , tradizioni e costumi: riparte da qui il viaggio storico-religioso del “Sacro in Calabria” con il documentarista Gianfrancesco Solferino.

𝗜𝗹 𝗦𝗮𝗰𝗿𝗼 𝗶𝗻 𝗖𝗮𝗹𝗮𝗯𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝟱 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟭 𝘀𝘂 𝗟𝗮𝗖 𝗧𝘃, canale 11 del DTT, canale 411 di TivùSat, 820 di Sky. Il programma si potrà vedere anche scaricando l’app di LaC Play o visitando il sito www.lacplay.it.

Il documentario, registrato nei mesi scorsi ad Aiello Calabro, avrà come argomento principale San Geniale Martire, Patrono degli Aiellesi, ma anche l’arte e la storia dell’antico paesino in provincia di Cosenza.

A breve, il promo specifico della prima puntata.

San Geniale 2023, Patrono di Aiello Calabro. Il programma religioso e civile di domenica 7 maggio

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Pasqua nella tradizione cosentina. Una mostra all’Archivio di Stato di Cosenza dal 6 aprile 2023

L’Archivio di Stato di Cosenza in occasione delle celebrazioni della Santa Pasqua, ha organizzato una mostra documentaria dal titolo “Pasqua nella tradizione cosentina”. La documentazione esposta riguarda le manifestazioni religiose organizzate dalle congregazioni religiose della provincia di Cosenza dal XVIII al XX secolo, ed è arricchita da numerose cartoline di auguri pasquali tratte dal fondo della Prefettura di Cosenza.
La mostra documentaria sarà gratuita e aperta al pubblico dal 6 aprile al 14 aprile 2023, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 e martedì e giovedì dalle 15.00 alle 16.30.

Aiello Calabro, ecco la “farza” di Carnevale 2023

A farza ‘e Carnelevaru” (che si è svolta nel pomeriggio di sabato 18 febbraio 2023 in piazza Plebiscito), si portava per le campagne aiellesi, casa per casa, “in cambio” di un bicchiere di vino, soppressate o salsicce, pezze di formaggio e uova. Il gruppo era composto da diversi personaggi che andavano in giro in fila uno dietro l’altro. Capofila era Pulicinella. «Il suo compito, una volta che il gruppo arrivava nelle vicinanze dell’abitato – spiega Bruno Chiarello, che ha riproposto questa farsa di una volta -, era di staccarsi e correre, facendo suonare i campanacci che aveva legati alla cintura, fino ad arrivare in una casa e tentare di entrarvi per infilzare “cullu spitu” (punteruolo di ferro a forma di spada) la soppressata che di solito era appesa all’entrata, e ritornare, contento di aver trovato la porta aperta, al gruppo più volte, finché tutti non fossero arrivati». Poi, veniva Carnevale, il secondo della fila. Seguivano due gendarmi vestiti in divisa che fingevano di arrestare Pulicinella e Carnevale per gli scherzi che compivano. E poi la coppia di sposi, tallonata dal prete e dal sagrestano; una signorina ed un giovanotto che dovevano invitare a ballare le persone che incontravano; una donna incinta che aveva il compito di fingere di avere le doglie; il vecchio e la vecchia, che arrivavano ultimi e raccoglievano fasci di legna che trovavano nelle vicinanze dell’abitazione per portarli al focolare, dove finivano per cadere; quindi il dottore che li visitava insieme con l’infermiera; e quindi, il “porta sacco” che ammassava le offerte di cibo, e il suonatore di organetto. Alla fine del giro, si chiudeva la giornata con una grande tavolata, festeggiando fino a notte inoltrata. 
Una “farza” – spiega Gisa Guidoccio della “Compagnia Teatrale Aiellese che collabora con la Proloco nell'organizzazione – che altro non è che la «rievocazione delle fasi della vita in chiave carnascialesca. Il matrimonio (zitu e zita), il parto (fimmina prena), la giovinezza (giovanotto e signorina), il tramonto (u viecchjiu e la vecchjia), insieme agli imprevisti della vita (Carnevale e Pulicinella arrestati dai carabinieri)».

Vedi anche: ‘A Farsa de Carnelevaru 2023, appuntamento ad Aiello Calabro sabato 18 febbraio

Lago e Aiello Calabro protagonisti a Geo&Geo

Nella puntata di Geo&Geo di oggi, andata in onda su Rai Tre, all’interno di un interessante documentario sul rito del maiale in Calabria (di Giuseppe Iannelli e Concetta Fratto), due belle storie del nostro circondario: l’allevamento del maiale nero a Lago e i calzolai di Aiello di una volta, che utilizzavano spazzole realizzate con i peli del maiale e le ‘nzite (setole, peli più grossi sulla schiena del suino). “U scarparu, ppe cusere ‘e scarpe – ci ricorda il Piccolo vocabolario del dialetto aiellese -, allu capu d’u spacu cce mintìe ‘na ‘zita ‘e puorcu“.
Qui il link alla trasmissione – https://www.raiplay.it/video/2019/10/geo-il-rito-del-maiale-40daeaac-0d04-4e73-8916-a1bbd733f665.html

Restauro delle statue della Madonna delle Grazie e di San Francesco di Paola. La lettera del parroco di S. Maria Maggiore agli Emigrati Ajellesi

C’era una volta… “A Nuzziata” ad Aiello Calabro. Storia, arte e ricordi

«Annunciazione, annunciazione…». Iniziava così un celebre sketch de “La Smorfia” del compianto Massimo Troisi, un’espressione che evoca immediatamente un senso di attesa e rivelazione. E proprio il 25 marzo, giorno della festività religiosa dell’Annunciazione, ad Aiello Calabro (CS), il sacro si intreccia da sempre con le radici profonde delle ritualità pagane.
L’aspetto religioso è universalmente noto: l’Arcangelo Gabriele, dopo aver recato la lieta novella a Elisabetta, cugina di Maria, si presenta alla futura Madre di Gesù per annunciarle la Maternità divina che avrebbe trasformato il mondo. Un evento di tale portata ha, nel corso dei secoli, ispirato innumerevoli artisti, lasciando un’eredità culturale e spirituale inestimabile.
Ad Aiello Calabro, una testimonianza artistica di notevole pregio è custodita nella chiesa di San Francesco d’Assisi, dell’Ex Convento degli Osservanti. Qui si trovano tre altorilievi marmorei della fine del XV secolo, di scuola napoletana, originariamente parte della tomba monumentale di Francesco Siscar. Questi frammenti raffigurano l’Eterno Padre, la Vergine Annunziata e l’Arcangelo Gabriele, un trittico che cattura l’essenza di questo momento sacro con una delicatezza e maestria uniche.
Accanto alla devozione religiosa, la cittadina tirrenica ha sempre mantenuto vive le sue tradizioni. Sebbene non sia chiaro quando sia stata istituita, la fiera legata all’Annunciazione, chiamata in dialetto la fiera della “Nuzziata”, godeva di grande attenzione fino a pochi anni fa. Era consuetudine, in queste occasioni, acquistare i cosiddetti “rivuoti”, ovvero i porcellini destinati all’allevamento.

Aiello Calabro (Cs). Conclusa la due giorni dedicata alla Vergine delle Grazie 2010

AIELLO CALABRO (Cs) – La due giorni dedicata alla Madonna delle Grazie, per la comunità aiellese, rimane l’appuntamento più importante. Anno, dopo anno, da secoli (il culto ha origine alla fine del XV secolo, nda), per Aiello, l’uno ed il due luglio, come succede anche in altri paesi calabresi, la tradizione di fede che lega la popolazione locale alla Vergine si perpetua con rinnovata devozione.

La festa, appena consegnata ai ricordi, ed impressa in foto e video di appassionati e cultori, che hanno già fatto il giro del globo attraverso la Rete a beneficio dei tantissimi emigrati Aiellesi, si è svolta sul solco della consuetudine, secondo il programma religioso e civile, elaborato da una commissione di volontari cattolici che ha collaborato con il parroco di Santa Maria Maggiore, don Jean Paul Bamba.

Sempre bella e particolare, la processione notturna del primo luglio, con migliaia di fedeli, che ha accompagnato in paese la statua della Madonna, lungo il percorso illuminato che dalla cappella Cybo extra moenia porta al duomo cittadino. Una traslazione che rievoca l’antico desiderio degli Aiellesi di custodire la Madonna all’interno delle mura urbiche, nella chiesa Matrice. La processione notturna – quest’anno oltre al parroco Bamba e diversi sacerdoti del comprensorio, partecipata pure da don Pasquale Traulo, delegato vescovile e accompagnata dalla banda musicale – è certamente la parte della festa più commovente e per certi versi più spettacolare per gli addobbi artistici del carro, e per le luminarie che segnano il perimetro del vecchio castello medioevale.

Uno spettacolo pirotecnico, curato dalla ditta Argirò di Gioiosa Jonica (Rc), ed offerto dalla Amministrazione comunale, ha poi chiuso la serata.

Il 2 luglio, come da cartellone, nel paese in festa per la presenza della Vergine, si sono svolte le principali sante Messe mattutine, e la processione per le viuzze del Centro storico; mentre nel pomeriggio, il S. Rosario, e la Benedizione eucaristica ha preceduto la processione di accompagnamento della Madonna alla Cappella Cybo.

Il culto per la Madonna delle Grazie ad Aiello – lo ricordiamo – risale a diversi secoli fa, quando su richiesta di Francesco de Siscar, viceré di Calabria e Signore di Aiello e Petramala, viene concessa dal Papa Sisto IV licenza di edificare una chiesa dell’Ordine di San Francesco degli Osservanti, intitolata a Santa Maria delle Grazie. La lettera papale, datata Roma 8 aprile 1472, ed inserita nel documento del notaio aiellese Giovanni Angelo Inserra, fu letta alla presenza dei frati, quindi si procedette alla designazione ed alla concessione, da parte del Siscar, del territorio dove costruire la chiesa. Più tardi, nel 1597, la chiesa si arricchisce per volere della famiglia Cybo, con la costruzione della bella Cappella gentilizia che fu rimontata nel 1735 – dopo l’abbandono del Convento vecchio – assieme alle parti architettoniche del convento nel luogo dove si trova adesso. Il trasporto su un carro di buoi delle parti architettoniche e dell’affresco raffigurante la Madonna dal vecchio al nuovo convento è riportato dalla leggenda popolare come miracoloso. Si racconta infatti che un campo di grano irrimediabilmente rovinato dal passaggio del carro ricrebbe più alto e rigoglioso di prima.

Per quanto riguarda le iniziative esterne, ad intrattenere il pubblico a conclusione delle festa, nella serata del due luglio, è stata Stefania Orlando, la nota soubrette di Rai2, con l’atteso spettacolo “Show sotto la luna” seguito da un numeroso pubblico.

Celebrata la festa del Protettore San Geniale 2008

La Comunità Aiellese ha celebrato domenica scorsa la giornata di devozione dedicata a San Geniale Martire, Protettore principale della cittadina.
Quello di quest’anno, anche se nessuno lo ha ricordato, era un anniversario tondo. A parte i 340 anni del Culto che si perpetua da domenica 6 maggio 1668, ricorrevano pure due secoli esatti della permanenza della Statua e delle Reliquie all’interno della Chiesa Matrice. Come ci ricorda Scipione Solimena, sino agli inizi di maggio 1808 San Geniale aveva sede nella Cappella gentilizia dei Cybo fuori le mura. Poi, “mentre nella prima domenica di maggio si portava il Santo in processione ritornata questa davanti la Chiesa Madre, dalla bocca del popolo che la seguiva, s’incominciò a gridare: «Vogliamo che il nostro Santo resti in questa Chiesa!». E così, il desiderio del popolo venne subito esaudito, con il collocamento della Statua dapprima nella Cappella a destra della Chiesa Matrice, e poi dal 1883, nella nuova Cappella dedicata al Martire.
Di questa volontà popolare, oggi, a duecento anni di distanza, è rimasto ben poco. Salvo che in qualche occasione – come per l’importante celebrazione del 2004, anno della ricognizione canonica delle Reliquie e del restauro conservativo della statua lignea settecentesca; e poi per quella del 2005, quando di celebrò San Geniale nel ricordo del terribile sisma del settembre 1905 – la festa sembra sempre di più cadere nell’oblio e nell’indifferenza. Nella mattinata di domenica si sono registrate solo i riti religiosi alla presenza delle locali Autorità civili e militari, e lo svolgimento della processione per le vie del paese accompagnata dalla banda musicale con la Statua contenente le sacre Reliquie, arricchita da Palma e Corona d’argento, e dalle preziose chiavi urbiche anch’esse d’argento forgiate dall’orafo aiellese Pasquale Bruni. Non abbiamo visto, però, eccetto che in un caso, i numerosi damaschi e le pregiate coperte di seta da finestre e balconi che in passato salutavano il passaggio del Santo; non un tradizionale pallone aerostatico, non un fuoco pirotecnico, e nemmeno il tipico torneo pomeridiano “du casu”. Abbiamo visto solo una Statua su una base processionale ottocentesca malconcia e precaria che andrebbe subito subito restaurata. Perché non lanciare una bella sottoscrizione pubblica? Perché non ritornare a ridare importanza – con un piccolo quanto significativo gesto – alle cose che più contano per la verace identità culturale della cittadina?

San Geniale, a 340 anni dal Suo arrivo ad Aiello

Sono passati 340 anni da quando, nel luglio del 1667, le Reliquie del Santo bambino Geniale (morto da Martire nel 303-304 d.C., a circa 14 anni di età, sotto le persecuzioni di Diocleziano), giunsero ad Aiello Calabro, estratte nelle catacombe di S. Lorenzo a Roma, e concesse al popolo aiellese dal cardinale Alderano Cybo esponente di rilievo del Casato allora feudatario. E come ogni anno – a partire dal maggio del 1668, da quando cioè la Diocesi di Tropea, della quale la cittadina ha fatto parte sino ad alcuni decenni fa, non ha dato il via ufficiale al culto -, San Geniale è festeggiato la prima domenica di maggio (quest’anno il 6).

Oggi, però, rispetto al passato, tale devozione per il santo Protettore, come andiamo dicendo da qualche tempo, almeno per l’aspetto esterno dei festeggiamenti, si è affievolita. Non sono i tempi di una volta, come l’uomo comune potrebbe obiettare. Di quando, per esempio, “Cronaca di Calabria” del 15 maggio del 1924 (anno in cui nella Chiesa di Santa Maria viene consacrata la nuova Cappella dedicata a San Geniale), poteva scrivere che «anche quest’anno la festa del Protettore S. Geniale è stata celebrata con la massima solennità. Anzi possiamo dire – aggiungeva il cronista – che il tempo magnifico – cielo azzurro e gloria di sole – ha reso più attraente la processione; più facile il lancio dei palloni e l’accensione dei fuochi artificiali; più frequentati i concerti mattinali e serotini…». Ed ancora: «degne di nota sono riuscite la illuminazione nella Piazza della Chiesa Matrice e quella a cera a cura del meccanico Aloisio e dell’apparatore Plastina. Ma, sopra tutti, ha voluto recare, anche quest’anno – è scritto nell’articolo –, la sua parola ardente di amore e di fede, ai cittadini aiellesi, S.E. Mons. D. Felice Cribellati nostro amatissimo Vescovo, il quale è stato più giorni ospite graditissimo, col Cancelliere Vescovile Rever.mo can. D. Giuseppe Casaburi, del comm. Solimèna…».

Ora, invece, a parte una breve parentesi in cui negli anni passati l’Amministrazione comunale aveva preso a cuore il rilancio del Culto (non si scordi che in quegli anni fu effettuata da parte della Curia di Cosenza la Ricognizione delle Ossa (fine 2003); e restaurata la statua (aprile 2004) per volere della famiglia Solferino che ha finanziato l’operazione), non si lanciano più i palloni caratteristici, non si fa più il torneo del formaggio e, a parte qualche raro ambulante, non c’è più la fiera. Sono ancora rimaste, per fortuna, le iniziative prettamente religiose come il Novenario (iniziato lo scorso 27 aprile), la Processione il giorno della festa; e quella civile dell’offerta del cero da parte del comune. Ma null’altro. Sarà che non ci sono più le Procure o le Confraternite che curavano quanto riguardava tali solennità, sarà che ad Aiello non c’è una Pro Loco che funzioni a dovere. Eppure, solo pochi giorni fa, un gruppo di Massa Carrara di Italia Nostra (con la cui città condividiamo, assieme ad altri centri, una comune storia feudale, essendo domini della famiglia Cybo-Malaspina che aveva peraltro intercesso, com’è noto, mediante il Cardinale Alderano, con la Santa Sede per la concessione delle Sacre Reliquie del nostro Protettore) ha voluto visitare la cittadina e ricordarci che è importante «far conoscere il territorio e la sua storia perché è attraverso la cultura, l’arte e le tradizioni che la gente ritrova e rinnova il senso di identità e appartenenza».

Il programma religioso prevede, per domenica, le celebrazioni di due messe il mattino nella chiesa di Santa Maria Maggiore, officiate da padre Jean Paul Mujinga e dal Parroco Don Ortensio Amendola; e la Processione della Statua di San Geniale arricchita dalle preziose Chiavi argentee offerte nel 2006 dall’Orafo Pasquale Bruni, lungo le vie del paese con i balconi del centro storico addobbati da damaschi e da coperte di seta.