Stamattina, intorno alle 9 e mezza, mia moglie ed io, abbiamo inforcato le scarpe comode e cominciato l’anno camminando. 8 km ad anello: via dei Mille, via della Repubblica, ponte di Mancini e poi su verso la chiesa di San Giovanni Battista e il castello normanno-svevo. Qualche foto di rito e tuffo nel centro storico di Cosenza: le belle viuzze, la stupenda chiesa di San Francesco d’Assisi, a Ficuzza, corso Telesio e quindi la chiesa di San Domenico. Qui, padre Danilo degli Oblati- che ringraziamo per il tempo e le preziose informazioni – ci ha intrattenuto per più di un’ora mostrandoci tutto o quasi dell’edificio di culto. E quasi all’ora di pranzo, ritorno a casa da viale parco. Insomma, un bell’inizio d’anno. Auguri a tutti!
San Giuseppe, R. Aloisio, 1864, LaurignanoSan Giuseppe con Bambino, Lupi 1859, San Pietro in AmanteaStatua di San Giuseppe, S. Maria Maggiore, Aiello Calabro
In occasione del 19 marzo, data in cui si ricorda San Giuseppe, ci piace postare tre opere che ritraggono il padre putativo di Gesù. La prima è il San Giuseppe dell’aiellese Raffaele Aloisio, del 1864, e si trova nel Santuario della Madonna della Catena a Laurignano. La seconda è una pala d’altare di Francesco Antonio Lupi, datata 1859 e si trova nella chiesa della Madonna delle Grazie a San Pietro in Amantea; mentre la terza è la statua del santo custodita nella chiesa di S. Maria Maggiore in Aiello Calabro, pure attribuibile a Lupi. Seguono informazioni più dettagliate.
1 – “San Giuseppe con Gesù e S. Giovannino“. Olio su tela, misura 150 x 90, sagomato in alto (per la probabile destinazione ad un altare), con cornice barocca probabilmente coeva. Si trova nel Santuario della Madonna della Catena, in Laurignano (Cosenza). La tela reca, a sinistra in basso, sul gradino, la classica firma di Raffaele Aloisio [monogramma “A” e “R” intrecciate, P. (cioè pinse o pinxit) 1864], e proviene, come le altre, dal vecchio Santuario. È un’opera della maturità dell’artista e presenta una interessante ricchezza coloristica e compositiva — anche se da quest’ultimo punto di vista soffre di qualche lieve disarmonia. San Giuseppe è rappresentato seduto, reggente Gesù Bambino con la destra mentre nella mano sinistra tiene la verga fiorita. In basso a destra — per chi guarda — appare San Giovannino, che leva e congiunge le mani in preghiera, inginocchiato ai piedi di Gesù, che con la mano destra benedice. Dall’alto si affacciano alcuni putti alati. (Testo di Raffaele Borretti)
2 e 3 – La statua di San Giuseppe, secondo lo storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, è da attribuire a Francesco Antonio Lupi, pittore e scultore di San Pietro in Amantea, vissuto dal 1810 al 1894. Nella nota biografica curata dallo storico Ferruccio Policicchio, apprendiamo che Lupi studia a Napoli, “grazie ad una “borsa di studio” concessa dal re Ferdinando II, nell’Istituto delle Belle Arti”. Fu artista talentuoso – sebbene sconosciuto sino al 1997, anno in cui fu oggetto di una tesi di laurea all’Unical -, dal bel tratto, dalle “armoniose tinte che riescono a far vedere ed imitare l’antico, l’espressione dell’ideale umanistico, della bellezza, l’eleganza e le proporzioni dei modelli…”. Le sue opere si trovano in molte chiese calabresi.
Come si potrà notare confrontando la seconda e la terza immagine, c’è una straordinaria rassomiglianza e la mano non può che essere dello stesso artista sanpietrese.
Auguri a chi porta questo nome e auguri a tutti i papà!
Foto 1 | Etiopia, fine anni ’30. Foto di gruppo con nonno Bruno Pino (cerchiato, in alto);
Foto 2 | Etiopia, Amba Alagi, fine anni ’30. Il nonno Bruno Pino col suo amico Perri.
Foto 3 | Etiopia, cerimonia di sepoltura, da parte degli amici, di un italiano, di un Aiellese del quale non sappiamo le precise generalità. È stata scattata ad Asmara il 3 agosto 1939. Tra i presenti (in piedi, alla destra della foto), c’era anche il nonno dello scrivente, Bruno Pino (Aiello, 23 agosto 1894). Morirà anche lui in un agguato nei pressi di Amba Alagi (Etiopia) il 10 dicembre 1940. Le sue spoglie, dopo decenni, rientrarono nella sua Aiello il 6 ottobre, giorno di S. Bruno, del 1974.