A Rende, il 31 maggio, la presentazione del volume “Il PCI, la Calabria e il Mezzogiorno”

Il Pci nelle pagine di Verduci

101 anni fa, il #21gennaio1921, veniva fondato a Livorno il Partito Comunista d’Italia. Le paginette che seguono raccontano i ricordi di Peppe Verduci circa le attività svolte per il partito, da metà anni ’40 in poi, a livello locale e federale.

I 100 anni di Peppe Verduci

Peppe Verduci il 22 maggio di quest’anno avrebbe compiuto 100 anni. Un anno significativo perché ricorre il centenario della nascita del Partito Comunista, al quale aderisce a partire dal 1944.

Appena possibile, cercheremo di aggiungere alla sua militanza ulteriori informazioni, attingendo dagli archivi del PCI della Federazione di Cosenza, e dalla documentazione dell’Archivio di Stato di Cosenza.
Per ora, ricordiamo questa data, postando una brevissima nota biografica.
 
Nato a Lazzàro (Rc) il 22 maggio 1921, Verduci si trasferisce ad Aiello Calabro nel 1932 con la numerosa famiglia. Ancora giovane, dopo aver appreso il mestiere di falegname, apre una bottega. Nel 1943, assieme ad altri giovani, costituisce, ad Aiello, la prima sezione del Partito Comunista Italiano, di cui egli diviene dirigente, svolgendo una intensa attività politica. In seguito, farà parte del Comitato Federale di Cosenza. Dal 1956 al 1965, per due consiliature è stato sindaco di Lungro; poi presidente della Lega delle Cooperative; membro della Camera Confederale del Lavoro e dell’Alleanza dei Contadini. Sciolto il P.C.I., Verduci è rimasto comunista, militando nel partito di Rifondazione, e ricoprendo la carica di presidente dei probiviri nel circolo “Fausto Gullo” di Cosenza.
Ha pubblicato, nel 1999, il libro “Memorie di Lotta – Aiello Calabro 1943 – 1970” (edito dall’ICSAIC), in cui raccoglie le esperienze della sua militanza comunista e dove mette a fuoco le problematiche di una comunità che lo ha visto crescere e maturare, insieme ad una generazione di giovani dediti alla costruzione di una società improntata ai veri valori di una democrazia fattiva e concreta e non solo formale. Il libro – per il successo ottenuto – è stato poi rieditato da Pellegrini nel 2002. Sempre con la Casa Editrice Pellegrini, ha pubblicato nel 2003 “Poesie”; e nel 2004 “Aiello Calabro – Appunti sparsi”, Sono invece del 2005 “Stralci letterari” e “I miei dieci anni a Lungro”. Del 2006, invece, l’ultima fatica letteraria “Frammenti di storie e ricordi” (Pellegrini), in cui sono raccolte memorie e particolari avvenimenti che riguardano la storia politica e sociale di Aiello Calabro nell’immediato secondo dopoguerra.
Si è spento a Cosenza l’8 aprile del 2008. Riposa nel cimitero di Aiello Calabro, vicino alla cara moglie Peppinella.

Documenti e memoria storica. Online l'archivio del Pci di Nicastro, digitalizzato dall'ICSAIC in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica della Calabria

RENDE – Al termine del lavoro di digitalizzazione dell’Archivio PCI di Nicastro, che va dal 1944 al 1983, l‘ICSAIC mette online, a disposizione degli studiosi della storia politica della nostra regione, tutta la documentazione del Partito Comunista Italiano – Sezione di Nicastro, che consiste in 128 fascicoli, raccolti in 16 buste, e strutturato in 14 serie.


Un’operazione, questa, speriamo utile – è scritto in una nota dell’Istituto per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea che ha sede all’Unical – a chi vorrà indagare le vicende politico-amministrative della Calabria e in particolare di Nicastro e poi Lamezia Terme, resa possibile grazie a un finanziamento proveniente dalla Legge 205/2017 (Archivi movimenti politici e organismi di rappresentanza dei lavoratori)”.
Il progetto è stato seguito e monitorato dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria, guidata dalla dottoressa Ada Arillotta, che ha collaudato i lavori di digitalizzazione curati da Bruno Pino, dirigente ICSAIC, ed eseguiti nel corso di quest’anno conformemente ai dettami tecno-scientifici della medesima Soprintendenza.
Il fondo messo online – circa 14 mila immagini confluite in PDF -, oltre a consentire ad un vasto pubblico di utenti la fruizione dei documenti comodamente da casa, confluirà – fa sapere ancora l’ICSAIC – nel Portale SIUSA (Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche) e negli Archivi MiBACT “Per non dimenticare”.
Nella scheda presente sul sito (www.icsaicstoria.it) riguardante l’archivio PCI ci sono tutti i dettagli relativi al fondo, la sua storia archivistica, e quella della sezione del PCI. Nella stessa scheda sono elencati i collegamenti web che rimandano ai diversi fascicoli del fondo.

È doveroso ricordare – sottolinea Giuseppe Masi, presidente onorario dell’ICSAIC – la fattiva collaborazione del compianto Vittorino Fittante, storico esponente della sinistra lametina oltre che giovanissimo iscritto alla sezione del PCI nicastrese, nel reperire l’archivio e nel favorirne la donazione al Nostro Istituto da parte dell’associazione “Città” di Lamezia Terme, avvenuta nel 2009”.

ICSAIC, digitalizzato l’Archivio del PCI di Nicastro. Da oggi consultabile online