Grido di libertà. Mostra documentaria all’Archivio di Stato di Cosenza

Come da indicazione della DGA del MIC, l’Archivio di Stato di Cosenza ha annullato l’evento previsto, rimandando l’apertura della mostra al 28 Aprile.
𝗟’𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱ì 𝟮𝟰 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟳:𝟬𝟬 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲’ 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗹’𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗲’ 𝗿𝗶𝗻𝘃𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶’ 𝟮𝟴 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲.

Inaugurazione: 24 aprile 2025, ore 17:00
Visitabile fino al 20 maggio 2025
Archivio di Stato di Cosenza
Ingresso gratuito

Un viaggio nella storia tra il 1940 e il 1947, con documenti inediti su Resistenza, diritti civili e liberazione dal nazi-fascismo.
Commemorazione dei caduti partigiani nel Chiostro dell’Archivio.

Orari: Lun–Ven 9:00–13:00 | Lun e Mer 15:00–16:30
Info: www.archiviodistatocosenza.cultura.gov.it

AGGIORNAMENTO 25 APRILE 2025
L’Archivio di Stato di Cosenza è lieto di annunciare l’𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 documentaria “𝔾𝕣𝕚𝕕𝕠 𝕕𝕚 𝕃𝕚𝕓𝕖𝕣𝕥𝕒’”, che si terrà a partire da 𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱ì 𝟮𝟴 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱, con orario dalle 9:00 alle 13:00 e nel pomeriggio dalle 15:00 alle 16:30.

𝗠𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱ì 𝟯𝟬 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲, sono previste 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐞 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚𝐭𝐞 speciali durante le quali sarà possibile approfondire il contenuto dei documenti esposti. Per l’occasione, la mostra sarà allestita all’interno del suggestivo Chiostro dell’Archivio, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva tra storia, memoria e bellezza architettonica.

INGRESSO LIBERO

25 Aprile, una poesia di Pedatella per la Liberazione

Riceviamo dal prof. Franco Pedatella e postiamo un testo per la Festa della Liberazione, che sarà recitato durante la manifestazione ad Amantea ed a Rovito per la festa provinciale.

Per la Festa della Liberazione ad Amantea 25 Aprile 2023

All’alba, quando in cielo appare il sole,
noi siamo a terra pronte a lavorare;
andiam per l’ampie piane di Calabria,
olive raccogliendo fino a notte.

Guai se drizziam la schiena a respirare!
Curve sulle ginocchia ad una ad una
tutte le raccogliam. Così il padrone
sempre presente vuole, osserva e impone.

Ma una mattina udiamo aerei e scoppi
squarciare l’aria, giungerci vicini.
Gente scappar vediam dal mare ai monti,
parte impaurita, parte con l’armi in mano.

Capiamo allór: la guerra pría lontana,
per noi dogliosa sol perché figlioli
e sposi al fronte lottano cadendo,
ora è tra noi e l’invasore fugge

e semina, ove passa, fame e morte.
Perciò anche per noi or suona l’ora:
non piú padroni, ma moviam le gambe
i viveri a tagliare agli oppressori!

I prigionieri chiusi in Ferramonti,
che scappano, in casa nascondiamo!
I confinati, qui a scontar mandati
inesistenti colpe, aiutiamo!

Tu, che sei fragil, spia dove s’accampa
l’oste oppressor! Tu, che hai le gambe ratte,
corri ad avvisare i frati al monte!
Io forte son di braccia, l’arma prendo

e vo in montagna a unirmi ai combattenti
che voglion liberar la patria nostra
dal piè straniero, che la opprime e strozza
e toglie l’aria e il cibo ai figli infanti.

Sbarriam le vie, tagliam la ritirata
al vil fascista e al suo nazista amico!
Apriamo l’avanzata agli Alleati!
Andiamo ai monti e uniamci ai figli e sposi

che l’armi non depongon, ma le puntano
di contro agli oppressori e in corsa abbracciano
fraterni i partigiani che combattono
per far l’Italia una, sana e libera!

Franco Pedatella

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