Malito, 22 marzo 2025

Stamattina, sabato di primavera, 22 marzo, anno domini 2025, nessun imbarazzo di scelta. Eravamo per un impegno a Piano Lago e dunque la direzione Sud era bella e decisa. Pertanto, siccome LaVuretta non aveva girato ancora tra i vicoli della vicina e bella Malito, ci siamo diretti colà per questa escursione tra moglie e marito. Parcheggiamo e iniziamo il giretto dalla chiesa di Sant’Elia, che però era chiusa. Come chiuse anche la chiesa dell’Immacolata e quella di San Martino, i tre luoghi di culto del centro storico. Facciamo il periplo dell’abitato, qualche foto agli scorci caratteristici, ai bei portali e palazzi. Poi, sebbene il paese sia quasi deserto, riusciamo a fare una chiacchierata con un signore che lavora nelle scuole, che ci racconta un po’ di cose, anche divertenti. Come è solito, dopo gli occhi, anche il palato va soddisfatto e i due panini confezionati al negozio di alimentari all’entrata di Malito assolvono al compito (da notare nella foto la segnatura sulla carta con II e III che stanno a significare che il mio era con tre ingredienti: ovvero formaggio pecorino, schiacciata e olive, mentre era assente il salame in quello di LaVuretta). Peccato che a far ‘nducere i bocconi, da un po’ di tempo, ci debba pensare l’acqua e non la birricella, a cagion delle decisioni di Alberto da Giussano. Piacevole seconda chiacchierata a fine panino, nella villetta comunale, con una amica di Jamu a Caminare che non vedevamo da anni, la quale gentilmente ci ha offerto anche dei mandarini. Qualche altalenata di LaVuretta alla vùocula dell’area giochi e via, ritorno alla città bruzia, per cucinare alle femminili discendenze di casa.
Alla prossima e buone cose a tutti.
Vostri LaVuretta e Geniale

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Roggiano Gravina 8.03.2025

Solito dilemma. Nord o Sud? Ok. Roggiano Gravina. Mezz’ora o poco più e siamo nella cittadina dell’Esaro. Visita alla chiesa Madre di San Pietro, costruita negli anni ’70 del secolo scorso sui resti di altra chiesa, tappa a quella di Sant’Antonio da Padova a poca distanza, e alla torre dell’Orologio. Quindi giretto nel centro storico e nella vineddhra della Cannuccia dove c’è un caratteristico comignolo del 500. Subito dopo, seguiamo le indicazioni per la casa museo Guzzolino che è chiusa, ma come capita spesso, ecco presentarsi il proprietario, il signor Fernando, il quale ci apre il museo e ci spiega per circa un’ora tutto quello che c’è all’interno, raccolto dal suo compianto fratello Francesco, maestro d’arte, pittore, scultore e scrittore. Non solo ci dedica tempo, ma ci fa dono di un libro del fratello e come se non bastasse ci offre un aperitivo al bar. La casa museo è meta di visite da parte di scolaresche. Ne consigliamo la visita. Davvero interessante. Grazie! Passiamo davanti anche alla cappella Balsano, e salutiamo i busti che raffigurano Gian Vincenzo Gravina, letterato e giurista, fondatore dell’Accademia dell’Arcadia a Roma, e Ferdinando Balsano, sacerdote, parlamentare e preside di diverse scuole. Non c’è tempo per fare visita al santuario della Madonna della Strada fuori paese e alla villa romana di località Larderia nei pressi del lago Esaro, scoperta da Francesco Guzzolino. Sarà per la prossima volta. Prima di rincasare a Cosenza, ci fermiamo al panificio White Art di San Marco Argentano, per acquistare dei dolci e delle pinse arrotolate.
Alla prossima da LaVuretta e Geniale e viva sempre la Calabria e la Pace!

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Servizio di LaC

Acri, 22 febbraio 2025

Sabato 22 febbraio 2025, per escursioni tra moglie e marito, abbiamo chiuso il triangolo Acri, Bisignano e Luzzi, a cui si aggiunge in dialetto la chiosa “tri paisi ccu lli cazzi”.
Ad Acri non eravamo mai stati perché siccome è un paesone grande di 20 mila abitanti, pensavamo ci volesse il giusto tempo per visitarlo. Ma ci siamo detti, noi LaVuretta e Geniale, eh va be’ lo facciamo a tappe. Dunque, visita alla basilica di S. Angelo di Acri, a quella della Madonna delle Grazie, e poi alla chiesa dell’Annunziata. Dico a mia moglie: in questa chiesa (l’Annunziata) siamo tre Aiellesi. Sì, perché, spiego, oltre a te e me, lassù c’è Raffaele. Infatti, in alto, ecco gli affreschi dell’Aloisio. Una bella emozione!
Poco dopo, usciti a fare 4 passi per il centro, sento Bruno Bruno (peraltro, eravamo da poco usciti dal bar da Bruno). Vabbè siamo diventati famosi, penso. Invece era Domenico che mi chiamava, un amico di università, col quale abbiamo abitato dello stesso appartamento a Commenda. Qualche chiacchiera e i saluti e proseguiamo con la visita: chiesa di S. Maria Maggiore e torre civica. Dopo di che, niente panino, ma buccunotti e altri dolci tipici. Cosenza ci aspetta e torniamo a casa.
Alla prossima camminatella.
Vostri LaVuretta e Geniale

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Gesuiti e San Vincenzo La Costa, 8 febbraio 2025

Oggi, sabato 8 febbraio, per escursioni tra moglie e marito, tappa a Gesuiti e San Vincenzo La Costa. Venti minuti da Cosenza, passando per San Fili e Bucita.
Non siamo bene informati, ma sembra che Gesuiti si chiami così per via del monastero chiamato anche U Curtigliu, che domina il paese, ora ridotto in rudere. Al bar, il titolare ci ha detto che apparteneva ai suoi nonni ed ora ai parenti che abitano in Sicilia.
Da visitare nel borgo ai piedi di monte Luta anche la chiesa della Madonna del Carmine. Guarda caso, come spesso ci capita, mentre ne parliamo passa la signora Simona che si offre di aprirci la chiesa e ci annuncia che il prossimo 23 febbraio ci sarà la festa dedicata a San Francesco.
Dalla frazione ci spostiamo nel capoluogo San Vincenzo e da fuori, perché chiusa, ammiriamo la chiesa di San Vincenzo Martire. Si è fatta una certa e dunque è tempo del paninazzo, farcito con melanzane sottolio, caciocavallo e lacrimose felle di soppressata di produzione della macelleria del centro. Non sappiamo se a Sarbino sono fischiate le orecchie ma lo abbiamo ventumato e poi, giocoforza, abbiamo optato per una triste bottiglietta d’acqua in luogo della birricella desiderata. Panini mangiati in piazza, e peccato che non fosse una giornata di sole, ma va bene uguale, perché quando si girano i paesi di Calabria, il sole ce lo abbiamo dentro. San Sisto è l’altra frazione di San Vincenzo, ma non c’è tempo per andarci perché bisogna cucinare per le nostre gherle che oggi escono prima da scuola.
Alla prossima e buoni passi a tutti.
Vostri LaVuretta e Geniale

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Castiglione Marittimo e Falerna, 21 dicembre 2024

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Entro i 45/50 minuti da Cosenza, tra i paesi non visitati, ci sono per esempio, Malvito a nord e Falerna a sud. Decidiamo per il Sud e scegliamo il sole per questa escursione tra moglie e marito di sabato 21 dicembre, solstizio di inverno.
Facciamo tappa a Castiglione Marittimo, dove una volta c’era un castello normanno, che oltre a qualche muro si conserva anche nella toponomastica. Su uno scalino, fuori a prendere na spera e sule c’è il signor Valerio che ha piacere a chiacchierare e di farci vedere una cisterna del vecchio maniero dove peraltro c’è un camminamento sotto terra, ci racconta, che sbocca nei pressi della marina. Notiamo anche i preparativi per una Natività all’interno del fu castello e ci godiamo anche una bella affacciata a mare, che oggi è abbastanza agitato. Prima di spostarci a Falerna paese, è d’uopo salire alla chiesa intitolata a S. Antonio Abate (il Santo Patrono di Castiglione è però San Foca) che troviamo aperta e dove c’è in corso un incontro di catechismo per i bambini.
Falerna paese è più animata. C’è il mercato dove acquistiamo dei fichi secchi. Poi visita alle due chiese, aperte, di S. Tommaso d’Aquino Patrono del paese e della Madonna del Rosario.
Beh, è mezzogiorno passato ed è il momento di appagare stomaco e palato, si dicono LaVuretta e Geniale. E così vanno nella bottega di Pepè e si fanno preparare due paninazzi con provola e melanzane sott’olio che mangeranno sulla via del ritorno nello spazio dedicato al monumento dedicato ai morti falernesi sul lavoro. Ricorda Geniale mentre osserva la scultura le molte vittime tra gli emigrati del luogo nella tragedia di Monongah nel west Virginia, avvenuta il 6 dicembre del 1907. Per ndùcere i panini, non più le classiche birricelle, per via del demenziale nuovo codice stradale, ma acqua, gassata per Geniale e liscia per LaVuretta.
Prima di tornare a Cosenza, si fermano a salutare San Francesco nella chiesa omonima della Marina.

Per ora è tutto. Buone cose a tutti e alla prossima.
LaVuretta e Geniale

Conflenti e i presepi nel borgo, 15.12.2024

Quando è possibile c’è anche la versione domenicale di escursioni tra moglie e marito. Questa volta… piove non piove? Decidiamo di andare lo stesso a salutare la Madonna di Visora o della Quercia, che se vogliamo è anche la protettrice degli Adacquacerze e poi per Conflenti, da Cosenza, ci vuole solo mezz’ora.
Eccoli, LaVuretta e Geniale nel paese del Savuto che guarda le colline di Aiello (dal paese, a fine agosto si viene ancora a piedi per la festa della Madonna della Quercia). Qui si sentono a casa.
Prima tappa, il saluto alla Madonna all’interno della basilica-santuario. Poi, siccome guarda caso c’è in programma l’inaugurazione di Presepi nel borgo (sesta o settima edizione…), si trattengono e sfidando il freddo che si incanala dalla vallata, aspettano insieme a tanti convenuti l’avvio della sfilata che da piazza Visora sarà diretta alla chiesa di Loreto o du Ritu. Ma dove sarà mai questa chiesetta? Che nella altre peregrinazioni non l’abbiamo mai vista? È d’uopo confessare l’ignoranza dell’esistenza di Conflenti superiore!!! Vabbè, ci perdonerete. Tuttavia, Conflenti superiore è una sorpresa. Un altro paese, caratterizzato da vicoli e vicoli dove, all’entrata di case, o di magazzini, sono stati collocati i molti presepi esposti.
La sfilata, musicata da un gruppo molto bravo, ci ha condotti per tutto Conflenti verso il taglio del nastro avvenuto sotto la chiesa du Ritu, da dove inizia il percorso presepiale.
Nelle foto vedrete solo qualche presepe (abbiamo scelto quelli di Pasquale Floro, davvero un artista) e qualche immagini del paese di Butera, della chiesa di Visora e di Loreto.
Nemmeno questa escursione si è chiusa con paninA e birricella. Ma meglio… con deliziose grispelle a piazza Chjianiettu, offerteci dall’accogliente vice sindaco Gallo.
Buone cose da LaVuretta e Geniale
E giriamo/girate la Calabria che c’è sempre da imparare.

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Ad Aiello per la fiera di S. Lucia 2024

Potevamo, questo sabato 14 dicembre, per escursioni tra moglie e marito, non andare nella Patria di LaVuretta e Geniale, dove peraltro c’era la fiera di antiche origini dedicata a Santa Lucia?
La domanda è retorica ed altrettanto lo è la risposta.
E dunque, eccoli i due girandulieri, nell’Aiello caput mundi, dove oltre ai saluti alla Santa Martire esposta in chiesa, e ai familiari, hanno fatto provviste di miele comprato da un apicoltore locale (Geniale non vede l’ora di assaggiare quello di erica), e di fichi (crocette e ricoperte di cioccolato). Ma anche provviste di torroncini, dolci di mandorle e al pistacchio, acquistati alle bancarelle della fiera di S. Maria.
Oggi, non il classico panino, ma monacelle alla nduja e arancini al pistacchio, mangiati a tiempu a tiempu prima che arrivasse di nuovo la pioggia e via rientro a Cosenza.
Per ora è tutto dalla città dei Bruzi.
Buone cose e alla prossima
LaVuretta e Geniale

Cerzeto e S. Martino di Finita, 30 novembre 2024

La Chiesa Madre di S. Giacomo Apostolo di Cerzeto, intitolata anche ai SS. Pietro e Paolo

Album foto 30.11.2024
Album foto 13.04.2024

Questo sabato, 30 novembre 2024, per escursioni tra moglie e marito, i due raminghi LaVuretta e Geniale, dapprima dicono: “Andiamo a Sant’Andrea Apostolo! No no, è fuori mano. Scegliamo un paese più vicino”. “Andiamo a nord” si dicono. E a mezz’ora, tre quarti d’ora da Cosenza, tra le mete non ancora toccate, c’è Cerzeto. Giunti nel paese arbreshe, visitano la chiesa di San Giacomo apostolo, intitolata anche ai Santi Pietro e Paolo (e dunque Apostoli accontentati), sebbene il Patrono sia San Nicola (molto venerata anche la Madonna del Carmine). Arraggiunata con una signora che in chiesa sta allestendo per la prima domenica di Avvento, giretto, caffè al bar, qualche foto. E poi toccata breve a San Giacomo e panino a San Martino di Finita dove erano già stati.
Sulla strada del ritorno, tappa al panificio di Torano dove fanno il pane con doppia lievitazione, la cd scorza, ma non mancano di comprare qualche turdillo e qualche altro dolce natalizio.
Buone cose e alla prossima
LaVuretta & Geniale

Bisignano, 26 novembre 2024

Album foto 26 novembre 2024
Album foto 8 febbraio 2024
Album foto 20 maggio 2023
Album foto 29 ottobre 2017

Altomonte, 24 novembre 2024

Album foto 24.11.2024
Album foto 25.04.2018