Le poesie che seguono dedicate al castello di Aiello Calabro (peraltro già pubblicate nel blog a luglio 2025) sono state lette da Rosa Giardino nel corso della manifestazione relativa alla consegna ad Aiello della bandiera dei Borghi più Belli d’Italia.
di Franco Pedatella
Turrite mura e pietre al sol riarse tra le ondeggianti cime capolino fanno e al passegger di mille anni e più la storia narran della gente
che l’abitò e vinse e fu sovrana degli altri borghi intorno e d’invasori fu serva ed a tremuoti fu soggetta che il volto e il petto e il piè ne deturpâro.
Or te ne stai solingo, mio castello, sopra il costone donde le vallate d’Oliva, Guarna, del Maiuzzo e l’Onti
osservi da padrone e piú non odi gli strilli dei bambini sul tuo piano che giocano a pallone e gridan: “Goal”.
Roma, 15 dicembre 2013 Franco Pedatella
***
Ma l’anno nuovo ti restituisce l’aspetto antico e il muro già cadente ritorna maestoso pei lavori di bel restauro, che prepara anni
di nuovo tuo splendór, che qui attraente richiamerà visitatori e genti, che da te attratti e resi interessati decideràn di rimaner nel borgo.
Avranno casa, su trarràn famiglia e bimbi ripopoleràn le strade; risoneràn di grida lor festose piazze e vie tornate a nuova vita.
Allora nel ricordo torna in mente quello che vidi e vissi da bambino ed ebbe a riempir le mie giornate e in sogno prende corpo e si fa vero.
Odo allór da porte spalancate di sega il rauco fischio e di martello il batter ferro o scarpe e il picchiettare d’ago che cuce ratto stoffe nuove
e il richiamar d’antico bottegaio dall’uscio, suscitando l’attenzione di quei che passa ed esser può cliente che acquista merce nuova, buona e bella.
Odo il trottar di mulo o di cavallo o d’asino, cui zoccoli ha applicato il fabbro, da cui esce scalpitando, e rintronar fan zoccoli il selciato;
sparger dall’officina irregolari colpi un motore vecchio e un po’ sfasato, che grande mastro tenta di aggiustare per metter l’automobile su strada;
di donne il chiacchierar nel vicinato mentre si fila, cuce o si ricama; il gioco delle carte in bar chiassoso, “padrone e sotto” e un bel bicchier di vino
nelle cantine sparse per le vie; le strade pien di gente a passeggiare, il parapetto vivo a “criticare”, talór con piglio ardito e spudorato,
quello che passa, parla e poi scompare, specie s’è uomo in vista, che può fare, o donna bella incline ad ancheggiare con tacco alto e passo al suol battente;
dall’alta impalcatura il muratore tornare a fare il tetto od opra nuova incominciar, per fare nuovo alloggio per gente che ha deciso di restare,
mentre pressante in casa attigua batte telaio antico che a novelle spose prepara il corredo e annuncia nozze a giovinette cui il cuor batte e spera.
Sul fare della sera “focarelle” vedo e le donne intorno riunite a ricordar l’orrendo terremoto che il tetto tolse e i cari a chi è scampato
e l’otto di settembre di ogni anno tra le vicine viene ricordato e in conversar si fanno ancór piú stretti legami tra famiglie in vicinato.
Stagnare vedo al fuoco “ ‘u quadararu” pentole usate e farne ancóra nuove; portare da Borgile “ ‘u pignataru cúcume, pignate e cucumielli”;
venir dalle campagne i contadini a piedi o sull’asino a cavallo per vendere gli ortaggi freschi e sani, lieti cantando motivetti antichi.
Sotto il tuo sguardo torna amore e vita e Aiello tiene in braccio nuovi figli, che gioia spargeranno per le strade sotto il guardar di anziani compiaciuti.
“Il piatto è pronto” dir può sposa a sposo, quando è giunta l’ora di pranzare ed è normal sospender l’opra in corso e proseguire poi con cuor posato.
Insomma il paese qual già è stato torna a novella vita e l’aria antica, che un dí s’è respirata, a circolare torna e a ridare sangue, aria e amore.
Commento | Grazie per la bella giornata (domenica 16 novembre 2025), organizzata dal CAI di Cosenza con l’associazione Mistery Hunters. Abbiam fatto tappa ai castelli di Savuto e Cleto, con l’amico Gaetano Cuglietta che ci ha fatto da guida. Ad Aiello, accompagnati dallo scrivente, il gruppo dei partecipanti guidati dalla presidente CAI Maria Talarico, Annachiara Mele e Alfonso Morelli, dopo aver incontrato il sindaco Lepore e l’assessore Rocchetta ha consumato il pranzo a sacco e, subito dopo, è salito al castello di Aiello. La visita è terminata con un giro nel centro storico.
Da Franco Pedatella riceviamo e postiamo una poesia dedicata al castello di Ajello, che consta di due parti: la prima composta a dicembre 2013, e la seconda in occasione dell’inaugurazione del maniero lo scorso 16 luglio. Buona lettura
Il castello di Aiello
Turrite mura e pietre al sol riarse tra le ondeggianti cime capolino fanno e al passegger di mille anni e più la storia narran della gente
che l’abitò e vinse e fu sovrana degli altri borghi intorno e d’invasori fu serva ed a tremuoti fu soggetta che il volto e il petto e il piè ne deturpâro.
Or te ne stai solingo, mio castello, sopra il costone donde le vallate d’Oliva, Guarna, del Maiuzzo e l’Onti
osservi da padrone e piú non odi gli strilli dei bambini sul tuo piano che giocano a pallone e gridan: “Goal”.
Franco Pedatella, Roma, 15 dicembre 2013
***
Ma l’anno nuovo ti restituisce l’aspetto antico e il muro già cadente ritorna maestoso pei lavori di bel restauro, che prepara anni
di nuovo tuo splendór, che qui attraente richiamerà visitatori e genti, che da te attratti e resi interessati decideràn di rimaner nel borgo.
Avranno casa, su trarràn famiglia e bimbi ripopoleràn le strade; risoneràn di grida lor festose piazze e vie tornate a nuova vita.
Allora nel ricordo torna in mente quello che vidi e vissi da bambino ed ebbe a riempir le mie giornate e in sogno prende corpo e si fa vero.
Odo allór da porte spalancate di sega il rauco fischio e di martello il batter ferro o scarpe e il picchiettare d’ago che cuce ratto stoffe nuove e il richiamar d’antico bottegaio dall’uscio, suscitando l’attenzione di quei che passa ed esser può cliente che acquista merce nuova, buona e bella.
Odo il trottar di mulo o di cavallo o d’asino, cui zoccoli ha applicato il fabbro, da cui esce scalpitando, e rintronar fan zoccoli il selciato;
sparger dall’officina irregolari colpi un motore vecchio e un po’ sfasato, che grande mastro tenta di aggiustare per metter l’automobile su strada;
di donne il chiacchierar nel vicinato mentre si fila, cuce o si ricama; il gioco delle carte in bar chiassoso, “padrone e sotto” e un bel bicchier di vino
nelle cantine sparse per le vie; le strade pien di gente a passeggiare, il parapetto vivo a “criticare”, talór con piglio ardito e spudorato,
quello che passa, parla e poi scompare, specie s’è uomo in vista, che può fare, o donna bella incline ad ancheggiare con tacco alto e passo al suol battente;
dall’alta impalcatura il muratore tornare a fare il tetto od opra nuova incominciar, per fare nuovo alloggio per gente che ha deciso di restare,
mentre pressante in casa attigua batte telaio antico che a novelle spose prepara il corredo e annuncia nozze a giovinette cui il cuor batte e spera.
Sul fare della sera “focarelle” vedo e le donne intorno riunite a ricordar l’orrendo terremoto che il tetto tolse e i cari a chi è scampato
e l’otto di settembre di ogni anno tra le vicine viene ricordato
e in conversar si fanno ancór piú stretti legami tra famiglie in vicinato.
Stagnare vedo al fuoco “ ‘u quadararu” pentole usate e farne ancóra nuove; portare da Borgile “ ‘u pignataru cúcume, pignate e cucumielli”;
venir dalle campagne i contadini a piedi o sull’asino a cavallo per vendere gli ortaggi freschi e sani, lieti cantando motivetti antichi.
Sotto il tuo sguardo torna amore e vita e Aiello tiene in braccio nuovi figli, che gioia spargeranno per le strade sotto il guardar di anziani compiaciuti.
“Il piatto è pronto” dir può sposa a sposo, quando è giunta l’ora di pranzare ed è normal sospender l’opra in corso e proseguire poi con cuor posato.
Insomma il paese qual già è stato torna a novella vita e l’aria antica, che un dí s’è respirata, a circolare torna e a ridare sangue, aria e amore.
Inaugurazione del castello normanno Mercoledì 16 luglio
In questa data avrà luogo l’inaugurazione del Castello Normanno, che — a seguito di interventi di recupero su una parte della struttura — diventa finalmente fruibile al pubblico. Un’occasione per ammirare da vicino un bene storico di inestimabile valore e bellezza.
Cerimonia di inaugurazione Ore 17:00 – Teatro Comunale Si terrà un convegno di presentazione dei primi risultati conseguiti dagli interventi di restauro conservativo, con la partecipazione di illustri e stimati relatori. Sono previsti i saluti del Prefetto di Cosenza, S.E. Rosa Maria Padovano, e le conclusioni del Presidente della Regione Calabria, On. Roberto Occhiuto.
Taglio del nastro e visita al Castello A seguire, si svolgerà la cerimonia ufficiale con taglio del nastro e la visita guidata al Castello, arricchita da una breve rievocazione storica e da un’esibizione degli sbandieratori di Bisignano.
Serata conviviale La serata proseguirà con un momento conviviale allietato da uno spettacolo musicale.
Vi aspettiamo per condividere questo importante momento che scrive una nuova pagina nella valorizzazione del nostro patrimonio storico. Un evento che celebra l’identità di Aiello, centro nevralgico del passato, le cui testimonianze storiche giungono fino ai nostri giorni. Non mancate!
Il castello “…una delle prime fortezze del regno” (L. Alberti, 1525/26), è ubicato sul promontorio Tilesio. Secondo diversi documenti dovrebbe risalire al tempo di Francisco Siscar, viceré di Calabria sotto gli Aragonesi, ma ingloba strutture precedenti di epoca normanna. Il castello, da cui si poteva controllare una bretella della Via consolare romana Annia che sboccava al mare, fu di fondamentale importanza militare. Composto da: cinque porte ferrate e ponte levatoio, torri (il Mastio a base quadrata, la torre dell’Orologio e diverse torri d’avvistamento), cappelle, cisterne per i bisogni della cittadella, cinta muraria e cunicoli per le fughe, è andato in rovina a seguito dei terremoti del 1638, del 1783 e del 1905, oltre che per l’incuria dell’uomo. Tuttavia, restano eloquenti vestigia, quali: mura perimetrali, torri angolari speronate, cisterne, ed alcune stanze sotto le torri. Al castello si giunge attraverso una suggestiva via d’accesso, scavata nella roccia tufacea.
Il castello di Aiello Calabro sarà inaugurato il prossimo (LA DATA DEL 20 GIUGNO è STATA ANNULLATA)… . Lo ha annunciato il sindaco Luca Lepore. “Dopo attenti interventi di restauro, di una parte – riferisce Lepore -, diventa fruibile al pubblico che potrà ammirare un bene di inestimabile valore e bellezza“. Attendiamo la nuova data.
Il castello “…una delle prime fortezze del regno” (L. Alberti, 1525/26), è ubicato sul promontorio Tilesio. Secondo diversi documenti dovrebbe risalire al tempo di Francisco Siscar, viceré di Calabria sotto gli Aragonesi, ma ingloba strutture precedenti di epoca normanna. Il castello, da cui si poteva controllare una bretella della Via consolare romana Annia che sboccava al mare, fu di fondamentale importanza militare. Composto da: cinque porte ferrate e ponte levatoio, torri (il Mastio a base quadrata, la torre dell’Orologio e diverse torri d’avvistamento), cappelle, cisterne per i bisogni della cittadella, cinta muraria e cunicoli per le fughe, è andato in rovina a seguito dei terremoti del 1638, del 1783 e del 1905, oltre che per l’incuria dell’uomo. Tuttavia, restano eloquenti vestigia, quali: mura perimetrali, torri angolari speronate, cisterne, ed alcune stanze sotto le torri. Al castello si giunge attraverso una suggestiva via d’accesso, scavata nella roccia tufacea.
Il castello di Ayello (ritaglio) Disegno Serie Cybo – Archivio di Stato di Massa
Sabato 11 e domenica 12 maggio si svolgeranno a Vibo Valentia le Giornate Nazionali dei Castelli con visite al Castello di Vibo Valentia e un convegno su studi, restauri e valorizzazione dei castelli. Rappresentanti delle Istituzioni, ricercatori, amministratori, operatori del settore, esperti di valorizzazione discuteranno dell’argomento portando la loro esperienza e riflettendo sulle buone pratiche di gestione di beni così particolari come i castelli. Tra le relazioni, quella sul castello di Ajello, peraltro anche sulla locandina con il disegno dell’Orlandi del 1770.
A breve, il restauro del castello di Aiello Calabro sarà terminato e così, ci sentiamo di proporre (altre idee verranno magari anche dopo), l’installazione di un pannello da collocare nei pressi della Timpa della Calandia, in occasione della futura riapertura. Come i più “anziani” sapranno, dalla Calandia molti anni fa (non so nemmeno quando) cadde un uomo – mio lontano parente – per recuperare una pecorella. U zu ‘Ntoni ‘u Picciune (il soprannome è dovuto al fatto che volò da sopra la rocca del castello nella sottostante Aricella, morendo). Peppe Verduci ne aveva dipinto le figure di marito e moglie, ‘u zu ‘Ntoni e lla za Rusaria ‘a Bombara, nella poesia che segue.