“Fuori Campo 6 – Il Cinema e il Tempo Ritrovato” ad Altomonte e Cleto

Rete Cinema Calabria annuncia il ritorno della sua attesa rassegna itinerante, giunta quest’anno alla sua sesta edizione. “Fuori Campo 6 – Il Cinema e il Tempo Ritrovato” è pronta ad attraversare luoghi, comunità e territori della Calabria, trasformando la visione collettiva in un’autentica occasione di incontro, confronto e condivisione culturale.

La manifestazione, ideata per riportare il grande cinema nei territori e valorizzarli attraverso l’arte visiva, si articola in appuntamenti imperdibili che uniscono incontri, workshop e proiezioni in location di straordinario fascino storico e paesaggistico.

Il calendario degli eventi svelato dalla locandina ufficiale prevede le prime date nel mese di ottobre: 17 e 18 ottobre: Castello Serragiumenta (Altomonte); 30 e 31 ottobre: Castello Angioino di Savuto (Cleto).

Realizzato con il sostegno della Calabria Film Commission nell’ambito del programma #bellacomeilcinema 2026, il progetto vede la preziosa collaborazione di una rete di partner istituzionali e culturali d’eccellenza, tra cui il Castello di Serragiumenta, il Comune di Cleto, Confartigianato Imprese Calabria, Cinema e Audiovisivo, la Delegazione FAI – Cosenza e la Cineteca della Calabria.

Con questa sesta edizione, Rete Cinema Calabria rinnova con forza il proprio impegno per la promozione della cultura cinematografica, puntando alla costruzione di una comunità sempre più ampia, partecipe e viva intorno al cinema.

Fisioterapisti, Laghi: «Graduatoria dell’ASP di Cosenza in scadenza a dicembre, a rischio circa 150 idonei»

Il consigliere regionale e segretario questore ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Presidente della Giunta sul fabbisogno di fisioterapisti nel Servizio sanitario regionale e sull’utilizzo della graduatoria del 2022, che a dicembre decade, senza una proroga.

«A dicembre scade la graduatoria dell’Asp di Cosenza e circa 150 professionisti idonei attendono da quattro anni di essere chiamati: nel 2026 sono state effettuate solo due assunzioni, mentre la rete pubblica di riabilitazione resta priva del personale necessario». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.

«La graduatoria del 2022 – prosegue il consigliere – conta 209 professionisti tra vincitori e idonei, 16 dei quali vincitori di concorso. Ho presentato un’interrogazione – evidenzia Laghi – facendomi portavoce della segnalazione del Comitato Fisioterapisti Idonei ASP Cosenza, che riferisce di avere chiesto più volte un incontro ai vertici dell’Azienda e della Regione senza ottenere risposta. Il Comitato segnala che lo scorrimento si è fermato alla posizione 63. Un utilizzo così limitato, lontano dal bacino di idonei disponibili e dal fabbisogno del territorio, rischia di compromettere la continuità e il potenziamento dei servizi riabilitativi pubblici».

«Chiedo alla Giunta – afferma ancora il consigliere regionale – di rendere noto il fabbisogno effettivo di fisioterapisti dell’Asp di Cosenza, delle altre Aziende sanitarie provinciali e delle Aziende ospedaliere. Ma anche quante siano le nuove assunzioni effettuate con la graduatoria del 2022 e quanti fisioterapisti siano stati assegnati alle Case della Comunità e agli Ospedali di Comunità, chiarendo quante le nuove immissioni in ruolo e quante le riallocazioni di personale già in servizio».

«La graduatoria in essere, prorogata, potrebbe essere messa a disposizione di tutte le Aziende del Servizio sanitario regionale – rimarca il consigliere regionale – e risponderebbe alle carenze di organico diffuse sul territorio, limitando il travaso dei pazienti verso il privato, che sui trattamenti riabilitativi ha costruito un punto di forza. Per questo chiedo anche se la Giunta intenda promuovere una proroga prima della scadenza di dicembre».

«Una graduatoria già esistente, frutto di una procedura pubblica – conclude Ferdinando Laghi – va utilizzata fino in fondo prima di lasciarla decadere. Eviteremmo così spreco di risorse pubbliche e impiegheremmo chi è già ritenuto idoneo dopo un concorso pubblico».

Al via la seconda edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Racconto Breve intitolato ad Arturo Pucci

L’associazione “INSIEME PER… O.D.V.” di Amantea (CS) promuove la seconda edizione del premio letterario dedicato alla figura di Arturo Pucci, figura costante di impegno civile, autodidatta e appassionato di cultura.

Amantea (CS) – È ufficialmente aperto il bando per la seconda edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Racconto Breve dedicato ad Arturo Pucci, promosso dall’associazione INSIEME PER… O.D.V. di Amantea.

Il concorso nasce per ricordare Arturo Pucci, la cui vita è stata un punto di riferimento per l’impegno civile dell’associazione: un meridionale partito ed emigrato che ha mantenuto intatto il legame con le proprie radici. Proprio da questo vissuto di partenza e ritorno trae ispirazione il tema scelto per questa edizione: “PARTIRE PER RITORNARE”.

Modalità di partecipazione e regolamento: La partecipazione è aperta a tutti, senza limiti di età. È possibile concorrere con:
Poesie: di lunghezza non superiore ai 60 versi.
Racconti brevi: di massimo 7.000 caratteri (spazi inclusi).
La forma metrica e stilistica è libera ed è ammessa la partecipazione con testi già editi, purché frutto dell’ingegno dell’autore.

Premi:
1° classificato Sezione Racconti Brevi: € 100,00
1° classificato Sezione Poesia: € 100,00
1° classificato Sezione Classi del Polo Scolastico di Amantea: € 100,00
Per i secondi e terzi classificati è prevista l’assegnazione di una coppa o di un trofeo.

Scadenze e invio degli elaborati: La quota di iscrizione è fissata a € 5,00 e deve essere versata sul conto intestato a insieme per…o.d.v. (IBAN: IT43C0538780600000004116791).

Gli elaborati in formato digitale (.docx) dovranno essere inviati entro le ore 12:00 del 31 ottobre 2026 all’indirizzo email: associazioneinsiemex@gmail.com, specificando la richiesta di conferma di lettura. Per gli studenti del Polo Scolastico di Amantea, il termine di scadenza è prorogato al 15 novembre 2026.

Il bando integrale può essere scaricato dal sito web ufficiale https://www.concorsiletterari.net/bandi/2-concorsonazionale-di-poesia-e-racconto-breve-delicato-ad-arturo-pucci/ o richiesto direttamente all’indirizzo mail dell’associazione.

Contatti:
Associazione INSIEME PER… O.D.V.
Via della Libertà, Palazzo GEFA – Amantea (CS)
E-mail: associazioneinsiemex@gmail.com

Curiosità. Le reliquie di San Pacifico ad Aiello Calabro (Cs) e il documento di donazione

Oggi è il 24 settembre e la Chiesa ricorda San Pacifico Martire. Ma quanti Santi o beati di nome Pacifico esistono? Nel martirologio cattolico ci sono diverse figure di rilievo che portano questo nome: San Pacifico da San Severino (al secolo Carlo Antonio Divini, 1653-1721), sacerdote francescano osservante, le cui memorie e festività liturgica ricorrono proprio il 24 settembre; Beato Pacifico Ramati da Cerano (†1482), francescano e celebre predicatore (celebrato il 4 giugno); Beato Pacifico (†1234), compagno di San Francesco d’Assisi (celebrato il 10 luglio); Beato Pacifico da Valencia (†1936), religioso cappuccino e martire (celebrato il 12 ottobre).

Ad Aiello Calabro (Cs) esisteva una reliquia di San Pacifico, donata alla famiglia Giannuzzi nel 1739. L’atto di donazione venne trovato e poi consegnato diversi anni fa, all’Archivio di Stato di Cosenza, dal prof. Rocco Liberti. Il cranio con due capelli era custodito nella cappella di S. Francesco di Paola, ad Aiello. Non è dato sapere se esista ancora e dove sia.

Pubblichiamo, di seguito, il documento, assieme alla trascrizione in latino e con la traduzione in italiano.

Trascrizione del documento (Autentica di Reliquia)
Il documento è un tipico attestato di autenticità di sacre reliquie (in formato latino ecclesiastico) emesso dal Vicariato di Roma nel XVIII secolo.

Fr. JO: ANTONIVS tit. S. Martini in Montibus S. R. E. Presbyter Card. Guadagni, SS. D. N. Papæ Vicarius Generalis, Romanæque Curiae, eiusque Districtus Judex Ordinarius &c.
Universis, & singulis praefentes nostras litteras inspecturis fidem facimus, & atteftamur, quod Nos ad maiorem Omnipotentis Dei gloriam suorumque Sanctorum venerationem dono dedimus D. Nicolao Giannuzzi, Tropeien. Dioec. Sacrae Canium [Cranium] Sancti Christi Martyris Pacifici, unà cum duobus Cuniculis [globulis/particulis] ex Sanctis D. N. Papæ ex Coemeterio Cyriaci extractis, quæ in capsula seu theca Reliquiaria crystallina affabrè elaborata benè clausa, & funiculo ferico coloris rubej colligata, ac sigillo nostro signata supradicto D. Nicolao Giannuzzi concessimus, eidemque ut praedicta Sacrae Reliquiae apud se retinere, alijs donare, extra Urbem tranfmittere, & in quacunque Ecclesia, Oratorio, aut Cappella publicæ fidelium venerationi, exponere, & collocare valeat in Domino facultatem concessimus, absque tamen Officio, & Missa ad formam Decreti S. Congreg. Rituum edit. die 11. Augusti 1691. In quorum fidem has litteras testimoniales manu nostra subscriptas, nostroque figillo firmatas per infrascriptum Sacrar. Reliquiarum Custodem, expediri mandavimus. Romae ex Aedibus nostris die 28. mensis January Anno 1739.

(Firma del Cardinale e del Custode delle Reliquie).

Traduzione in italiano
Fra [Frate] GIOVANNI ANTONIO, del titolo di San Martino ai Monti, Presbitero Cardinale Guadagni, Vicario Generale di Nostro Signore il Papa, Giudice Ordinario della Curia Romana e del suo Distretto, ecc.
A tutti e singoli coloro che esamineranno le nostre presenti lettere diamo fede e attestiamo che Noi, a maggiore gloria di Dio Onnipotente e venerazione dei suoi Santi, abbiamo donato al Signor Nicola Giannuzzi, della diocesi di Tropea, le Sacre Reliquie del Cranio del Santo Martire di Cristo Pacifico, insieme a due particelle estratte dal cimitero di San Ciriaco [di proprietà] dei Santi Nostri Signori Papi, le quali [reliquie] abbiamo racchiuso in una capsula ovvero teca reliquiaria di cristallo finemente lavorata, ben chiusa, legata con un filo di seta di colore rosso e sigillata con il nostro sigillo sopra menzionato, e le abbiamo concesse al suddetto Signor Nicola Giannuzzi.
E nello stesso tempo abbiamo concesso nel Signore la facoltà affinché possa trattenere presso di sé le predette Sacre Reliquie, donarle ad altri, trasmetterle fuori dall’Urbe [fuori Roma] ed esporre e collocare in qualsiasi Chiesa, Oratorio o Cappella pubblica per la venerazione dei fedeli, senza tuttavia l’Ufficio e la Messa, secondo la forma del Decreto della Sacra Congregazione dei Riti emesso il giorno 11 agosto 1691.
In fede di ciò abbiamo ordinato che queste lettere testimoniali, sottoscritte di nostra mano e confermate con il nostro sigillo, siano spedite per tramite del sottoscritto Custode delle Sacre Reliquie.
Roma, dalla nostra residenza, il 28 gennaio dell’anno 1739.

“Materia del tempo. Cinque secoli di pergamene”, all’Archivio di Stato di Cosenza per le Giornate Europee del Patrimonio 2026

Pergamene antiche, un tempo considerate prive di valore giuridico e riutilizzate per proteggere i volumi notarili, diventano oggi preziose testimonianze di cinque secoli di storia. È questo il tema della mostra “Materia del tempo. Cinque secoli di pergamene”, che sarà inaugurata sabato 26 settembre 2026 all’Archivio di Stato di Cosenza, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, e resterà aperta al pubblico fino al 30 ottobre 2026.

La maggior parte delle pergamene esposte proviene dal fondo notarile dell’Archivio di Stato di Cosenza. Nel corso dei secoli, questi documenti sono stati reimpiegati come fogli di guardia e coperte per proteggere i protocolli notarili.

Quella che per i notai era una comune pratica di riuso — riciclare pergamene più antiche, divenute ormai prive di valore giuridico, come coperte per i loro volumi — si rivela oggi per noi un fortunato atto di conservazione.

Il percorso espositivo propone un significativo repertorio della diplomatica occidentale, attraverso bolle pontificie, lettere patenti, privilegi, atti di compravendita e concessioni.

La mostra racconta la storia materiale e documentaria delle pergamene: lavorazione, uso e riutilizzo. Un vero “palinsesto di storia, scrittura e potere”, attraverso cui leggere cinque secoli di storia del territorio.

L’inaugurazione si svolgerà nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), in programma sabato 26 e domenica 27 settembre 2026, con il tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, sotto il coordinamento del Ministero della Cultura.

In occasione dell’iniziativa l’Archivio di Stato di Cosenza sarà aperto straordinariamente al pubblico nelle due giornate.


Invito alle scuole

Particolare attenzione è rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, invitate a organizzare visite didattiche e percorsi educativi dedicati.
La mostra offre agli studenti un’esperienza concreta di educazione alla storia e alle fonti, permettendo di avvicinarsi al lavoro dell’archivista e alla scoperta dei documenti come strumenti di conoscenza critica.

Sono disponibili visite guidate su prenotazione pensate per favorire l’apprendimento attivo e la partecipazione degli studenti.

Al via il 6° Ritrovo Aiellese: il 18 ottobre a Sesto San Giovanni la grande festa della comunità

SESTO SAN GIOVANNI (MI) – Torna l’appuntamento più atteso da compaesani, amici e simpatizzanti dell’amato paese di Aiello Calabro. Domenica 18 ottobre 2026, a partire dalle ore 12:30, si terrà la sesta edizione del “Ritrovo Aiellese”, un momento di festa nato per celebrare le radici, le tradizioni e il forte senso di appartenenza che unisce la comunità.

Come recita lo motto dell’iniziativa, “Quando trovi un Aiellese… tutto il mondo è paese”: la giornata sarà un’occasione speciale per ritrovarsi, rivedere volti amici, condividere storie, ricordi e nuove emozioni all’insegna della convivialità e dell’allegria.

“Una giornata di incontri, amicizia, musica, divertimento, condita dalla meravigliosa cucina di Gennaro. Una giornata che si ripete da 5 anni“. Così scrivono gli organizzatori. “Simu d’Aiellu, ognunu e nui ha jocatu allu stirillu. Sappiamo stare assieme, comunicare, ridere e danzare. Amiamo soprattutto mangiare. Portiamo avanti le nostre tradizioni, la nostra storia, la nostra cultura, e i nostri valori. Siamo legati alle nostre radici… E quando incontriamo un Aiellese tutto il mondo ci sembra paese. Divertiamoci come sempre … simpaticamente“.

La memoria, la parola, la scuola

di Carmelina Sicari

Certo, è indubbio ormai: la regressione della scuola è divenuta evidente, luogo di fattacci violenti, di aggressione ai docenti, di zuffe e così via. È come se si fosse perduta la memoria dei dibattiti, del sentimento dell’onore di cui parlava Attisani, come se tutto fosse andato alla deriva.

Soprattutto la memoria.

La breve favola di Rodari sulla memoria è particolarmente significativa: la volpe escogita il trucco sempre uguale di fingersi morta, e le galline, senza memoria, le si accalcano intorno, e lei le divora tutte. Senza memoria.

Non basta la storia per coltivare la memoria della lenta e onerosa conquista della civiltà. No, non bastano le date, il contesto: occorre interpretare, comprendere lo spirito del tempo.

E poi c’è la parola. La parola vince la violenza, ma bisogna coltivarla a lungo e sapientemente. Vir bonus dicendi peritus è l’ideale formativo del mondo classico.

Nella Pro Roscio Amerino, Cicerone ottiene una paradossale assoluzione in un caso estremo proprio appellandosi a questi due elementi: tradizione e parola. Roscio Amerino viene trovato con il cadavere del padre, ucciso in una camera chiusa dall’interno, ma viene assolto. Nessuno, dice Cicerone, potrebbe avallare un simile delitto, che è delitto innanzitutto contro la memoria della nostra storia. La sua perorazione è così forte che non può che vincere.

Dobbiamo tornare, nelle scuole, non ad abilità spicciole, ma a queste supreme capacità.

Aiello Calabro, 20.09.2026

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Distaccamento Vigili del fuoco nell’Alto Ionio, Laghi: «L’iter rimane sospeso mentre i pompieri arrivano dopo un’ora e 65 km percorsi»

Il consigliere regionale e segretario questore chiede alla Giunta di sollecitare il Ministero per il l’attivazione del distaccamento permanente di Trebisacce dei VVF, richiesta con la mozione approvata all’unanimità a gennaio.

«Nell’Alto Ionio cosentino il soccorso urgente si misura prima in chilometri e soltanto dopo in minuti: sessantacinque chilometri di statale e di curve separano Mormanno da Trebisacce, ed è da lì che mercoledì pomeriggio è dovuta arrivare la squadra chiamata a spegnere il fuoco sviluppatosi sul tetto di un’abitazione. Più di un’ora di attesa, senza feriti per fortuna. E così i diciotto comuni, una fascia costiera che d’estate moltiplica i residenti e una viabilità che allunga ogni percorso, continuano a dipendere da presidi dei vigili del fuoco anche molto lontani». Lo dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.

«Il 27 gennaio il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità, con la sottoscrizione di tutti i capigruppo, la mozione che avevo presentato per la trasformazione del distaccamento volontario di Trebisacce in presidio permanente – ricorda Laghi –. Quel voto impegnava la Giunta e il Presidente della Regione ad attivarsi presso il Governo con l’obiettivo di reperire le risorse e gli organici e a sollecitarne la trasformazione. Il distaccamento volontario è stato chiuso a luglio 2024, nonostante il Comune avesse già messo a disposizione a titolo gratuito un immobile ristrutturato e idoneo, mentre il Comando provinciale di Cosenza aveva definito il passaggio al presidio permanente non più procrastinabile».

«Il 10 giugno, nel corso di una visita ufficiale di esponenti del Governo – rammenta ancora il consigliere regionale – è stata annunciata la firma del decreto da parte del ministro Piantedosi: trentatré unità destinate a Trebisacce, quattro turni di servizio, apertura promessa entro la fine dell’anno dopo il passaggio alla Corte dei conti. Sono trascorsi tre mesi e senza alcuna novità. Nel frattempo, il 12 settembre, è stato sospeso anche il servizio antincendio boschivo che nel corso dell’estate aveva garantito almeno una copertura diurna. Quattro giorni dopo, quel tetto ha atteso i soccorsi per oltre sessanta minuti».

«Quali azioni sono state intraprese in attuazione della mozione e quali interlocuzioni sono state avviate con il Ministero dopo la firma del decreto? E lo stato di registrazione del provvedimento presso la Corte dei conti, i tempi di assegnazione del personale previsto e la data di attivazione del presidio, a che punto sono? – conclude Ferdinando Laghi –. I fatti accaduti, inoltre, ulteriormente dimostrano, semmai ce ne fosse bisogno, come, nelle more dell’apertura, vada comunque ripristinata una copertura operativa sul posto, perché nessuna comunità può restare senza soccorso tecnico urgente nell’attesa che un atto già firmato produca i suoi effetti. Personalmente, continuerò, con la dovuta determinazione, nel mio impegno per la tutela del territorio calabrese e i diritti della sua popolazione».

Oriana Fallaci, vent’anni dopo: la memoria che resiste all’apocalisse

di Carmelina Sicari

Alla notizia della possibile estinzione del genere umano a causa del clima impazzito e del caldo straordinario e intollerabile, ci si sarebbe aspettata una qualche reazione, e non una tranquilla indifferenza come è stato di fatto.

L’anno Mille era stato ben diverso: Carducci ne commenta l’avvento come una profonda liberazione. Il terrore panico aveva dominato in conseguenza della profezia. “Mille, non più mille”: l’alba dell’anno successivo al Mille segnò la fine di un incubo.

Qui, ora, siamo al netto opposto. “La terra può finire”, diceva Carlo Cassola. Ma resta la memoria, e l’arte.

Un testimone particolarmente attendibile in questi tempi apocalittici è Oriana Fallaci, che è stata testimone di un’altra apocalisse, quella dell’11 settembre, e ce ne ha lasciato memoria ne La rabbia e l’orgoglio, un testo straordinario, testimonianza della civiltà occidentale e della sua storia.

A vent’anni dalla sua morte, Oriana Fallaci è più che mai attuale.

Commemorare Oriana Fallaci sembrerebbe un’operazione inutile di coccodrillaggio, e basta — ma c’è un episodio che mi piace ricordare.

Gita scolastica in Grecia. Gli alunni mi chiedono con insistenza di visitare il cimitero. Ad Atene.

“Ma perché?”

Li accontento.

E lì, giunti, si precipitano dietro indicazioni dettagliate su una tomba: quella di Panagulis.

Avevano letto Un uomo, appunto, della Fallaci, e ne avevano tratto un’impressione imperitura e drammatica.

Un uomo, insieme a La rabbia e l’orgoglio, sono i segni del genio di Oriana, che merita di essere ricordata con gratitudine.