Mostra fotografica su Petro Barbalonga messanense all’Archivio di Stato di Cosenza per la “Notte degli Archivi” dal 5 giugno sino alla prima decade di luglio 2026

“Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura. Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro”.

– Organizzazione mostra fotografica – Comune di Aiello Calabro (Cs) in collaborazione con Archivio di Stato di Cosenza, a cura di Gianfrancesco Solferino;

Archivio di Stato di Cosenza – 5 giugno/tutto luglio 2026

Grazie a tutta l’Amministrazione Comune di Aiello Calabro, al sindaco Luca Lepore, a tutta la Giunta e in particolar modo alla vice sindaca Olga Terranova. Grazie ai dipendenti del Comune e grazie all’Archivio di Stato che ospita l’esposizione. All’Archivio, oltre alla mostra fotografica, si può visitare anche la mostra documentaria degli atti notarili dell’epoca che riguardano l’artista peloritano, Petro Barbalonga, morto ad Ajello il 23 aprile 1626.

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Link video dell’iniziativa sulla Pagina FB dell’Archivio di Stato di Cosenza

Calabria Straordinaria. “Tour tra i borghi più belli d’Italia in Calabria”

Vedi anche “Alla scoperta del borgo di Aiello Calabro

Giornata nazionale “Dimore storiche” 2026. Il palazzo cd Cybo Malaspina di Aiello Calabro (Cs) apre le porte il 24 maggio

Domenica 24 maggio 2026 Aiello Calabro (CS) – recentemente entrato nel circuito de “I Borghi più belli d’Italia” – si prepara ad accogliere la XVI Giornata Nazionale dell’ADSI, l’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS, Sezione Calabria. Protagonista della giornata sarà il Palazzo conosciuto come Cybo Malaspina, uno dei più significativi esempi di architettura storica civile della Calabria, che per un giorno spalancherà al pubblico le proprie porte in occasione di questa importante ricorrenza culturale nazionale.

L’iniziativa, promossa dall’ADSI Sezione Calabria con il patrocinio del Comune di Aiello Calabro, si inserisce nel più ampio quadro delle Giornate Nazionali organizzate ogni anno in tutta Italia per valorizzare il patrimonio delle dimore storiche private. Grazie a questa apertura, residenti e visitatori potranno scoprire gli spazi del piano terreno del palazzo, ammirando l’eleganza di un luogo che custodisce secoli di storia calabrese.

Oltre alla visita guidata ai locali al piano terreno del palazzo, la giornata propone un programma articolato. Gli appassionati di storia dell’arte e del motorismo d’epoca potranno ammirare una esposizione di auto storiche a cura della Scuderia Brutia, che animerà gli spazi esterni del palazzo con veicoli d’epoca di particolare pregio.

Fiore all’occhiello della manifestazione sarà la mostra fotografica dedicata a Pietro Barbalonga, ospitata negli stessi spazi del palazzo e curata dallo storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, nell’ambito del festival “Sentieri d’Arte” organizzato dal Comune di Aiello Calabro.

La mostra fotografica “Pietro Barbalonga, architetto e scultore michelangiolesco. Da Messina alla Calabria” rappresenta uno dei momenti più significativi delle celebrazioni per il IV centenario della morte dello scultore e architetto messinese, deceduto ad Aiello il 23 aprile 1626.

Pietro Barbalonga – scalpellino e architetto di origine messinese – giunse per la prima volta ad Aiello nel 1596, chiamato dal governatore Alfonso Cybo per edificare un altare in pietra verde, pietra nera e marmo di Carrara per la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Quello che doveva essere un incarico temporaneo si trasformò in un legame indissolubile: Barbalonga trascorse gli ultimi trent’anni della sua vita nel piccolo feudo calabrese, sposandosi, acquistando case e possessioni, e lasciando un’impronta artistica straordinaria, non solo ad Ajello ma in altri luoghi di Calabria.

Le ricerche d’archivio condotte negli ultimi anni hanno portato alla luce una serie di contratti inediti che testimoniano un’attività frenetica e poliedrica: dalla progettazione di cappelle nelle chiese di Aiello, Tropea e Amantea, alla direzione di cantieri complessi come quello del convento di clausura di Santa Chiara in Aiello, fino alla fondazione di una vera e propria scuola che formò numerosi allievi del territorio. Barbalonga non era dunque un semplice esecutore manuale: i documenti lo ritraggono come progettista e direttore dei lavori, capace di fornire disegni e modelli per le opere commissionategli, con un ruolo da vero e proprio architetto.

Tra i capolavori che si conservano ad Aiello, la Cappella Cybo (a breve sarà restituita alla fruizione pubblica dopo il restauro) e le decorazioni scultoree di Palazzo Cybo.

Le celebrazioni per il IV centenario hanno dato vita a un ampio percorso di valorizzazione. Oltre alla mostra fotografica ospitata momentaneamente a Palazzo Cybo Malaspina (sarà spostata prima all’Archivio di Stato di Cosenza e poi nell’ex Convento degli Osservanti ad Aiello, nelle prossime settimane), le iniziative si arricchiscono anche di una mostra documentaria – autonoma ma complementare – organizzata dall’Archivio di Stato di Cosenza (“Segni di Pietra, Memorie d’Archivio: Pietro Barbalonga Grande Maestro”). E di un documentario dedicato all’artista, incontri di approfondimento storico-artistico in altri centri della regione, dove Barbalonga ha operato – tra cui quello recente di San Francesco di Paola – e altre iniziative già effettuate nelle scuole del territorio.

La giornata del 24 maggio rappresenta dunque una ottima occasione: attraverso le immagini della mostra fotografica allestita negli spazi storici del palazzo che Barbalonga stesso contribuì a decorare, il pubblico potrà ripercorrere la parabola di un grande artista del passato, troppo a lungo dimenticato e oggi finalmente restituito alla memoria collettiva.

Informazioni
Evento: XVI Giornata Nazionale ADSI – Sezione Calabria
Data: Domenica 24 maggio 2026
Orari: 10:00–13:00 e 16:00–19:30
Luogo: Palazzo Cybo Malaspina, Aiello Calabro(CS)
Ingresso: Libero e gratuito
In programma: Visita ai locali al piano terreno – Mostra fotografica su Pietro Barbalonga (Comune di Aiello Calabro) – Esposizione auto storiche (Scuderia Brutia)

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Al Santuario di San Francesco a Paola, nel segno di Pietro Barbalonga | Il Video dell’incontro 11.05.2026


Lunedì 11 maggio il Santuario di San Francesco di Paola ha ospitato un importante momento di approfondimento storico-artistico, una tappa significativa delle celebrazioni in corso ad Aiello Calabro (Cs) per il quarto centenario della morte dell’artista Pietro Barbalonga.

La mattinata si è aperta con i saluti del rappresentante dei Minimi del Santuario di Paola e con l’introduzione di Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore della mostra inaugurata ad Aiello lo scorso 2 maggio, ed è entrata nel vivo con la relazione scientifica della prof.ssa Francesca Paolino, già docente presso l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria.

L’incontro si è concluso con i saluti del sindaco di Paola, Roberto Perrotta, e del primo cittadino di Aiello Calabro, Luca Lepore.

Ad assistere, una classe del Liceo Classico di Paola, ed una rappresentanza della comunità di Aiello Calabro.

Al centro del dibattito, la Cappella Spinelli, nota anche come Cappella delle Reliquie di San Francesco, un capolavoro realizzato nel 1595 con pregiati marmi locali: una ricca profusione di serpentino — dalle sfumature nero-verdi maculate — accostato al candore del marmo di Carrara.

Profilo sintetico dell’artista | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo, insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizzò la cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Stabilitosi definitivamente nel feudo calabrese, dove nel 1609 sposò Isabella Giannuzzi, divenne una figura di primo piano nella vita artistica locale. Nel corso degli anni ricevette prestigiose commissioni per cappelle, monumenti funebri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del convento di Santa Chiara ad Aiello. Barbalonga non si limitò all’attività manuale, ma assunse il ruolo di architetto, progettista e direttore di cantiere, fondando una propria bottega e formando numerosi apprendisti. Il suo stile segna la transizione tra Rinascimento e Barocco, fondendo influenze della scuola siciliana e romana. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella Chiesa Matrice, segno del ragguardevole prestigio sociale conquistato nella sua comunità d’adozione.

Uno sguardo ai “Santuari” di Paola. La Cappella delle reliquie di San Francesco

Lunedì 11 maggio, a partire dalle 10, il Santuario di San Francesco di Paola ospiterà un importante momento di approfondimento storico-artistico. L’evento si configura come una tappa significativa delle celebrazioni in corso ad Aiello Calabro (Cs) per il quarto centenario della morte dell’artista Pietro Barbalonga.

La mattinata si aprirà con i saluti di un rappresentante dell’Ordine dei Minimi, del sindaco di Paola, Roberto Perrotta, e del primo cittadino di Aiello Calabro, Luca Lepore. La relazione scientifica sarà affidata alla prof.ssa Francesca Paolino, già docente presso l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, mentre i lavori saranno introdotti e moderati da Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore della mostra inaugurata ad Aiello lo scorso 2 maggio.

Al centro del dibattito si pone la Cappella Spinelli, nota anche come Cappella delle Reliquie di San Francesco, un capolavoro realizzato nel 1595 con pregiati marmi locali: una ricca profusione di serpentino — dalle sfumature nero-verdi maculate — accostato al candore del marmo di Carrara. «Sebbene allo stato attuale non vi siano prove documentali definitive sulla paternità del disegno e dell’esecuzione del sacello marchesale», scrive Solferino in uno dei pannelli della mostra, «da tempo la critica ne attribuisce a Pietro Barbalonga e alla sua bottega l’ideazione del rivestimento decorativo e la sua esecuzione materiale».

Francesca Paolino, pur mantenendo una posizione più cauta su tale ipotesi attributiva, riconosce nella cappella un nodo cruciale della cultura figurativa del Seicento calabrese. L’elemento più alto dell’intera opera rimane la maestosa sepoltura: «Essa è stata certamente progettata da un architetto di grandi capacità», osserva la studiosa sul suo blog “Arte in Calabria”, sottolineando come la qualità esecutiva di questa sezione sia decisamente superiore rispetto ad altre parti del complesso.

Profilo sintetico dell’artista | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo, insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizzò la cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Stabilitosi definitivamente nel feudo calabrese, dove nel 1609 sposò Isabella Giannuzzi, divenne una figura di primo piano nella vita artistica locale. Nel corso degli anni ricevette prestigiose commissioni per cappelle, monumenti funebri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del convento di Santa Chiara ad Aiello.

Barbalonga non si limitò all’attività manuale, ma assunse il ruolo di architetto, progettista e direttore di cantiere, fondando una propria bottega e formando numerosi apprendisti. Il suo stile segna la transizione tra Rinascimento e Barocco, fondendo influenze della scuola siciliana e romana. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella Chiesa Matrice, segno del ragguardevole prestigio sociale conquistato nella sua comunità d’adozione.

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Cosenza, San Francesco di Paola e Barbalonga, 4.05.2026

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La mattinata di oggi ha avuto un sapore particolare, una di quelle date in cui il calendario sembra intrecciare i fili del tempo in modo perfetto. Il 4 maggio non è un giorno qualunque: è l’anniversario della canonizzazione di San Francesco di Paola, avvenuta nel lontano 1519.

Un omaggio al Nostro Protettore
Il mio percorso è iniziato con un doveroso saluto al Protettore della Calabria, visitando la Chiesa di San Francesco di Paola a Cosenza. Un momento di raccoglimento necessario per onorare una figura che rappresenta l’anima stessa della nostra terra.

Sulle tracce di Pietro Barbalonga
Subito dopo, la mattinata è proseguita nel contiguo Archivio di Stato di Cosenza. Ho avuto il privilegio di essere i primissimi visitatori della mostra documentaria allestita per celebrare i 400 anni della morte di Pietro Barbalonga.

L’iniziativa si lega idealmente a quanto sta accadendo ad Aiello Calabro, cittadina che accolse l’artista peloritano e dove egli scelse di vivere, lavorare e metter su famiglia, fino alla sua scomparsa il 23 aprile 1626.

Pietro Barbalonga è un nome cardine per l’arte calabrese: è lui l’autore, tra le tante opere, della splendida Cappella Spinelli nel Santuario di Paola, il luogo sacro che custodisce le Reliquie di San Francesco.


San Geniale 3 maggio 2026 | Una foto di repertorio

San Geniale Martire Patrono di Aiello Calabro

Oggi, prima domenica di maggio, ad Aiello Calabro si festeggia il Patrono, San Geniale Martire. Per impegni vari, non siamo andati in paese e pertanto non possiamo postare la consueta rassegna fotografica e/o video. Riproponiamo un’immagine del Martire, di qualche anno fa. Viva sempre San Geniale!

Aiello Calabro (Cs), 2 maggio 2026. Inaugurata la mostra su Pietro Barbalonga

Documentario “Pietro Barbalonga, da Messina ad Aiello Calabro”, proiettato a fine conferenza
“Taglio del nastro” dell’esposizione allestita per il 2 e 3 maggio a palazzo cd Cybo (poi da giugno sarà all’ex Convento degli Osservanti)
Conferenza inaugurale della mostra su Pietro Barbalonga, del 2 maggio 2026 (biblioteca comunale)

“Il Castello di Aiello”, due poesie di Franco Pedatella

Le poesie che seguono dedicate al castello di Aiello Calabro (peraltro già pubblicate nel blog a luglio 2025) sono state lette da Rosa Giardino nel corso della manifestazione relativa alla consegna ad Aiello della bandiera dei Borghi più Belli d’Italia.

di Franco Pedatella

Turrite mura e pietre al sol riarse
tra le ondeggianti cime capolino
fanno e al passegger di mille anni
e più la storia narran della gente

che l’abitò e vinse e fu sovrana
degli altri borghi intorno e d’invasori
fu serva ed a tremuoti fu soggetta
che il volto e il petto e il piè ne deturpâro.

Or te ne stai solingo, mio castello,
sopra il costone donde le vallate
d’Oliva, Guarna, del Maiuzzo e l’Onti

osservi da padrone e piú non odi
gli strilli dei bambini sul tuo piano
che giocano a pallone e gridan: “Goal”.

Roma, 15 dicembre 2013 Franco Pedatella

***

Ma l’anno nuovo ti restituisce
l’aspetto antico e il muro già cadente
ritorna maestoso pei lavori
di bel restauro, che prepara anni

di nuovo tuo splendór, che qui attraente
richiamerà visitatori e genti,
che da te attratti e resi interessati
decideràn di rimaner nel borgo.

Avranno casa, su trarràn famiglia
e bimbi ripopoleràn le strade;
risoneràn di grida lor festose
piazze e vie tornate a nuova vita.

Allora nel ricordo torna in mente
quello che vidi e vissi da bambino
ed ebbe a riempir le mie giornate
e in sogno prende corpo e si fa vero.

Odo allór da porte spalancate
di sega il rauco fischio e di martello
il batter ferro o scarpe e il picchiettare
d’ago che cuce ratto stoffe nuove

e il richiamar d’antico bottegaio
dall’uscio, suscitando l’attenzione
di quei che passa ed esser può cliente
che acquista merce nuova, buona e bella.

Odo il trottar di mulo o di cavallo
o d’asino, cui zoccoli ha applicato
il fabbro, da cui esce scalpitando,
e rintronar fan zoccoli il selciato;

sparger dall’officina irregolari
colpi un motore vecchio e un po’ sfasato,
che grande mastro tenta di aggiustare
per metter l’automobile su strada;

di donne il chiacchierar nel vicinato
mentre si fila, cuce o si ricama;
il gioco delle carte in bar chiassoso,
“padrone e sotto” e un bel bicchier di vino

nelle cantine sparse per le vie;
le strade pien di gente a passeggiare,
il parapetto vivo a “criticare”,
talór con piglio ardito e spudorato,

quello che passa, parla e poi scompare,
specie s’è uomo in vista, che può fare,
o donna bella incline ad ancheggiare
con tacco alto e passo al suol battente;

dall’alta impalcatura il muratore
tornare a fare il tetto od opra nuova
incominciar, per fare nuovo alloggio
per gente che ha deciso di restare,

mentre pressante in casa attigua batte
telaio antico che a novelle spose
prepara il corredo e annuncia nozze
a giovinette cui il cuor batte e spera.

Sul fare della sera “focarelle”
vedo e le donne intorno riunite
a ricordar l’orrendo terremoto
che il tetto tolse e i cari a chi è scampato

e l’otto di settembre di ogni anno
tra le vicine viene ricordato
e in conversar si fanno ancór piú stretti
legami tra famiglie in vicinato.

Stagnare vedo al fuoco “ ‘u quadararu”
pentole usate e farne ancóra nuove;
portare da Borgile “ ‘u pignataru
cúcume, pignate e cucumielli”;

venir dalle campagne i contadini
a piedi o sull’asino a cavallo
per vendere gli ortaggi freschi e sani,
lieti cantando motivetti antichi.

Sotto il tuo sguardo torna amore e vita
e Aiello tiene in braccio nuovi figli,
che gioia spargeranno per le strade
sotto il guardar di anziani compiaciuti.

“Il piatto è pronto” dir può sposa a sposo,
quando è giunta l’ora di pranzare
ed è normal sospender l’opra in corso
e proseguire poi con cuor posato.

Insomma il paese qual già è stato
torna a novella vita e l’aria antica,
che un dí s’è respirata, a circolare
torna e a ridare sangue, aria e amore.

Aiello Calabro, 16 luglio 2025

Segni di Pietra, Memorie d’Archivio: L’Archivio di Stato di Cosenza celebra il quarto centenario di Pietro Barbalonga

COSENZA – In occasione del quarto centenario della morte di Pietro Barbalonga (1626–2026), l’Archivio di Stato di Cosenza rende omaggio a una delle figure più significative del panorama artistico e architettonico tra Rinascimento e Barocco.

Dal 4 maggio al 19 giugno, l’Istituto ospita la mostra documentaria gratuita dal titolo “Segni di Pietra, Memorie d’Archivio: Pietro Barbalonga Grande Maestro”, un’esposizione dedicata interamente all’attività calabrese del maestro scalpellino e architetto messinese.


L’Archivio come Custode della Memoria Artistica

L’iniziativa sottolinea il ruolo cruciale degli Archivi di Stato non solo come depositi di atti amministrativi, ma come laboratori attivi di valorizzazione della memoria storica. Attraverso un percorso studiato tra i documenti d’epoca, la mostra permette di ricostruire l’opera e la vita di Barbalonga, restituendo voce a “fogli” che testimoniano la maestria di chi ha plasmato il volto architettonico della regione.

Un Omaggio nel Quarto Centenario

A 400 anni dalla sua scomparsa, la figura di Barbalonga emerge come ponte tra epoche e stili. La mostra di Cosenza si pone come:

  • Percorso documentario: Un’analisi dettagliata dei documenti che raccontano l’opera e la memoria dell’artista.
  • Iniziativa di rete: Un progetto autonomo ma strettamente complementare alla mostra allestita ad Aiello Calabro, creando così un itinerario condiviso di riscoperta territoriale.

Dettagli per la visita

La mostra sarà aperta al pubblico presso la sede dell’Archivio di Stato di Cosenza in Via Gian Vincenzo Gravina n. 12.

  • Periodo: Dal 4 maggio al 19 giugno.
  • Orari di apertura:
    • Dal lunedì al venerdì: 9:00 – 13:00.
    • Lunedì e mercoledì (pomeriggio): 15:00 – 16:30.
  • Ingresso: Gratuito.

“La storia vive nei documenti, vieni a scoprirla.”


Contatti per la stampa e informazioni: Archivio di Stato di Cosenza Telefono: (+39) 0984 791790 E-mail: as-cs@cultura.gov.it

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Cosenza | Inaugurazione mostra documentaria | “Segni di pietra, memorie d’Archivio: Pietro Barbalonga grande maestro”

04 maggio 2026

Dal sito della Direzione generale Archivi

Una mostra documentaria che valorizza le fonti notarili per ricostruire il profilo umano e professionale di Pietro Barbalonga e il suo impatto sul territorio calabrese. Un percorso che intreccia ricerca, divulgazione e didattica, rafforzando il ruolo dell’Archivio come luogo di memoria e partecipazione culturale

In occasione delle celebrazioni per il quarto centenario della morte di Pietro Barbalonga (1626–2026), l’Archivio di Stato di Cosenza inaugura la mostra documentaria “Segni di pietra, memorie d’Archivio: Pietro Barbalonga grande maestro”, dedicata all’attività del maestro scalpellino e architetto messinese e alla sua presenza artistica nel territorio calabrese.

L’esposizione, visitabile dal 4 maggio al 19 giugno 2026, presenta una selezione di documenti provenienti dal Fondo archivistico notarile, offrendo al pubblico uno sguardo diretto e autentico sulle tracce lasciate da Barbalonga attraverso atti, testimonianze e fonti storiche originali. Il percorso espositivo consente di ricostruire il profilo umano e professionale dell’artista, protagonista di una stagione culturale di passaggio tra Rinascimento e Barocco, evidenziandone il ruolo nella trasformazione del paesaggio architettonico locale.

La mostra documentaria si configura come iniziativa autonoma ma complementare rispetto all’esposizione allestita nel borgo di Aiello Calabro, che sarà presentata il 2 maggio presso la biblioteca comunale, in occasione della conferenza inaugurale.

Durante l’incontro interverrà la direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza, Maria Spadafora, che illustrerà il contributo dell’Istituto nel percorso di valorizzazione dedicato a Barbalonga e approfondirà la figura del maestro, oggetto dei suoi studi e di una specifica ricerca scientifica.

L’Archivio di Stato di Cosenza invita a riscoprire, attraverso i documenti, la storia del territorio e dei suoi protagonisti. Visitare un Archivio significa entrare in contatto diretto con la memoria collettiva: un’occasione per conoscere, comprendere e riconoscersi nella storia condivisa della comunità. La partecipazione del pubblico rappresenta un elemento fondamentale per trasformare l’Archivio in uno spazio vivo di incontro, conoscenza e dialogo tra passato e presente.

Particolare attenzione è rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, invitate a organizzare visite didattiche e percorsi educativi dedicati. La mostra offre agli studenti un’esperienza concreta di educazione alla storia e alle fonti, permettendo di avvicinarsi al lavoro dell’archivista e alla scoperta dei documenti come strumenti di conoscenza critica.

Sono disponibili visite guidate su prenotazione pensate per favorire l’apprendimento attivo e la partecipazione degli studenti.