Muoversi con gusto IV edizione 2024. Escursione da Petrone a Timpone delle Vurghe

Per “Muoversi con gusto” IV edizione 2024 (progetto del Comune di Aiello Calabro finanziato dalla L.R. 13/85 della Regione Calabria), domenica 13 ottobre, si è svolta l’escursione da Petrone a S. Caterina e Timpone delle Vurghe (come viene chiamato Cozzo Pellegrino nella mappa del regio Tavolario Nicola Schioppa del 1771).
Una camminata bella tosta di più di 11 km, 600 metri di dislivello in salita e quasi 6 ore di cammino, incluse le soste programmate che erano finalizzate ad ammirare il paesaggio e ad ascoltare le spiegazioni delle guide (Francesco La Carbonara, Aigae, Gaetano Osso, Sigea Calabria, Bruno Pino, cultore di storia locale e Bruno Chiarello conoscitore dei luoghi).
Presente l’assessore Olga Terranova che ha promosso l’iniziativa e il sindaco Luca Lepore che ha accolto i partecipanti alla conclusione della camminata.
Dal luogo di ritrovo, nei pressi de Il Bianchetto, gli escursionisti si sono inerpicati sulla collina del Petrone, dove è presente un antico casino di campagna, adibito negli anni scorsi a struttura ricettiva dell’agriturismo stesso. Tra alberi di sugheri, filari di viti e alberi da frutta (particolarmente graditi i corbezzoli o cacumbare, come si chiamano in dialetto), si è costeggiata Timpa Finuocchju per dirigersi verso S. Caterina, antica frazione di Aiello, probabilmente sorta dopo le incursioni saracene, come altre località del territorio intitolate a Santi.
Dall’alto delle colline, i tanti trekker hanno potuto godere dello splendido panorama della costa tirrenica. Arrivati nei pressi di Timpone delle Vurghe, caratterizzato da rocce di arenaria rossa (uno dei toponimi del luogo è Petramune), il punto di osservazione mozzafiato ha offerto, da un lato la vista degli Scogli di Isca, parco marino regionale tra Amantea e Belmonte Calabro, e dall’altro, Monte Cocuzzo, Santa Lucerna, monte Faeto, la vallata dell’Oliva, e in alto posta su una collina, l’antica cittadina di Aiello Calabro con il castello da poco restaurato, e monte Sant’Angelo.
Lungo il percorso, gli appassionati delle camminate e della natura, hanno incontrato tanti vecchi casolari ormai abbandonati e, nella discesa a valle, vicino al fiume Oliva, anche alcune antiche fornaci, le cosiddette “carcàre”, che servivano per cuocere la calce.
Il territorio oggetto dell’escursione (che fa parte del comune di Aiello Calabro, ai confini con San Pietro in Amantea), a fine ‘700 era un fondo indicato come “Valle della castagna”, compreso più o meno tra l’attuale Cozzo Pellegrino e il Petrone. Nel 1870, il fondo, il cui proprietario era don Carlo Sesti di Amantea, venne venduto a diversi compratori, i cui cognomi sono quelli che popolano ora la frazione.
In questo periodo, nella zona vicino al fiume Oliva verranno costruite delle carcare per la produzione della calce. La prima, come ci ricorda Turillo Guzzo Bonifacio, fu quella di contrada “Spinoso”, realizzata a fine ‘800. In tutta l’area ne esistevano diverse, alcune ancora ben conservate, altre ormai distrutte.
Nel corso della passeggiata è stata ricordata anche la scuola rurale di S. Caterina, che assieme ad altre nelle frazioni più popolose del comune, accoglieva gli studenti del luogo. Quella di S. Caterina, voluta dall’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia di Giuseppe Isnardi, iniziò la sua attività nell’autunno del 1923, con il maestro Rosario Naccarato che insegnò ai ragazzi della frazione di Giani e di Santa Caterina.
Terminata l’escursione ad anello, il “muoversi” si è coniugato con il “gusto” e così, i camminatori (una trentina circa, provenienti non solo da Aiello ma anche da altri paesi vicini) hanno potuto degustare le tipicità culinarie della zona preparati dall’agriturismo Il Bianchetto.

Statistiche
Distanza 11,63 km
Dislivello positivo 611 m
Difficoltà tecnica Medio
Dislivello negativo 611 m
Altitudine massima 594 m
Altitudine minima 128 m
Tipo di percorso Anello
Tempo in movimento 3 ore 30 minuti
Tempo totale 5 ore 41 minuti

Album foto

Percorso Wikiloc

Ancora proposte di legge di Riserve Naturali Regionali. Laghi: “Solo Castrovillari deve rimanere al palo?”

Continua ad aumentare il numero di proposte di legge per l’istituzione di nuove Riserve Naturali Regionali. Oggi è stata la volta di ben altre due, a firma entrambe di esponenti del centro-destra, una delle quali a prima firma del Presidente del Consiglio Regionale.
“Queste proposte di nuove Riserve Naturali Regionali, quasi tutte presentate da Consiglieri dei partiti di maggioranza – esordisce il Capogruppo di “De Magistris Presidente”, Ferdinando Laghi – mi vedono del tutto d’accordo. Il mio parere favorevole sarà ribadito in Aula di Consiglio.
Certo – continua Laghi – è del tutto evidente che i Consiglieri proponenti non sono spinti solo da spirito ambientalista, seppure la biodiversità della Calabria ne avrà indubbi vantaggi. Infatti è ormai ben chiaro a tutti lo sviluppo economico e occupazionale, nonché i vantaggi sociali e di riqualificazione territoriale che le aree protette comportano, grazie agli ingenti finanziamenti previsti, sia a livello regionale che comunitario.
Voglio sperare – argomenta ancora Laghi – che chi si oppone alla Riserva naturale di Castrovillari, già per altro approvata all’unanimità in Commissione Ambiente, si renda finalmente conto delle imperdibili opportunità che essa offre: bonifica di siti come la Ricigom – con le sue 20.000 tonnellate di pneumatici esausti – e come la vecchia discarica comunale – entrambi da troppo tempo a minacciare e danneggiare la salute di tutti i Castrovillaresi.
Ma anche opportunità di sviluppo agricolo e turistico, anche grazie ai siti archeologici e alle rarità floro-faunistiche presenti nell’area e, infine, ma non certo da ultimo, la promozione sociale per le persone con disabilità che in un’area facilmente raggiungibile potrebbero svolgere tutta una serie di attività, anche ludiche, compatibili con le loro condizioni di salute.
All’opposto, l’approvazione, ormai definitiva, nella stessa area, di un insediamento agri-fotovoltaico – conclude il Consigliere Laghi -, rischia di aprire la strada ad altri insediamenti speculativi di produzione energetica, per centinaia di ettari che determinerebbero effetti irreversibilmente negativi per tutta la Comunità, compresi per coloro i quali si oppongono oggi alla Riserva”.

Ufficio stampa

Muoversi con gusto IV edizione 2024. Ad Aiello Calabro, escursione da Petrone a S. Caterina e Timpa delle Vurghe, in programma per domenica 13 ottobre

Petrone – S. Caterina – Timpa delle Vurghe (Cozzo Pellegrino) -Petrone (Aiello Calabro) – Domenica 13 ottobre 2024

Domenica 13 ottobre 2024 andremo in escursione sulle colline di Petrone e S. Caterina. Una camminata impegnativa (11 km metà dei quali in salita) in un territorio comunale forse poco conosciuto.
Vi aspettiamo oltre che per camminare insieme anche per parlare di Aiello; per socializzare, e anche (alla fine dell’escursione) per mangiare e bere.
Jaaa che ci scialiamo!

Dati tecnici
• Escursione ad anello km 11
• Durata con soste 5.30 circa
• Altitudine di partenza 178 m. slm
• Altitudine massima 686 m. slm
• Dislivello positivo 630 m.
• Dislivello negativo 630 m.
Difficoltà escursionistica

RADUNO ORE 8.30 (OTTO E TRENTA) PRESSO AGRITURISMO IL BIANCHETTO.
SI RACCOMANDA LA PUNTUALITÀ.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO LE ORE 12 DI SABATO 12 OTTOBRE 2024 PER ATTIVARE LA COPERTURA ASSICURATIVA.
LA PARTECIPAZIONE ALL’ESCURSIONE È SENZA COSTI POICHÈ NELL’AMBITO DEL PROGETTO DEL COMUNE DI AIELLO CALABRO FINANZIATO DALLA L.R. 13/85 DELLA REGIONE CALABRIA .

FARE RIFERIMENTO AI NUMERI IN LOCANDINA.
LEGGERE BENE LE INFORMAZIONI.

RACCOMANDAZIONI
• PORTARE ALMENO 1 LITRO O MEGLIO UN LITRO E MEZZO DI ACQUA;
• SONO PREFERIBILI ANZI RACCOMANDATE LE SCARPE DA TREKKING!

IN CASO DI MALTEMPO L’ESCURSIONE VERRÀ RINVIATA.

• PER LA PRENOTAZIONE DEL PRANZO (FACOLTATIVO) PRESSO L’AGRITURISMO IL BIANCHETTO SI COMUNICA CHE IL COSTO È DI EURO 25 A PERSONA. LA QUOTA COMPRENDE: ANTIPASTO DELLA CASA CON RUSTICI E AFFETTATI E FORMAGGI; PRIMO PIATTO DI LASAGNE CON ZUCCA SALAMINO E PROVOLA AFFUMICATA; DOLCE DELLA CASA, AMARO E CAFFÈ, BIBITE ACQUA NATURIZZATA E VINO DELLA CASA.

L’ESCURSIONE È DI LIVELLO ESCURSIONISTICO OVVERO IMPEGNATIVA!

BUONI PASSI A TUTTI
MUOVERSI CON GUSTO IV EDIZIONE 2024

Descrizione
Il luogo di ritrovo è al parcheggio dell’agriturismo Il Bianchetto.
Da qui, si sale su Petrone, dove c’è un antico casino, adibito a struttura ricettiva dell’agriturismo. Tra sugheri e filari di viti e alberi da frutta, si costeggia Timpa Finuocchju e ci si incammina verso Moschicella e quindi S. Caterina, quest’ultima antica frazione di Aiello, probabilmente sorta dopo le incursioni saracene, una delle diverse località del territorio intitolate a Santi.
Dall’alto delle colline si gode uno splendido panorama della costa tirrenica, Campora S. Giovanni, ma anche Serra Aiello, oltre che Aiello con la sua rocca del castello che domina tutta la vallata dell’Olivo. Arrivati su Timpa delle Vurghe (toponimo che leggiamo sulla mappa settecentesca del regio tavolario Nicola Schioppa), che ora si chiama Cozzo Pellegrino, il punto di osservazione mozzafiato ci offre da un lato la vista degli Scogli di Isca, parco marino regionale tra Amantea e Belmonte Calabro, e dall’altro, Monte Cocuzzo, Santa Lucerna, monte Faeto e S. Angelo.
Il sito di Timpa delle Vurghe presenta delle rocce particolari a strapiombo.
Lungo il percorso si incontrano vecchi casolari e, nella discesa a valle, nelle vicinanze del fiume Olivo, anche antiche fornaci, in dialetto “carcàre”, che servivano per cuocere la calce, o cuocere “ceramili”, “pignate” e “ cucume”.
L’escursione si snoda tra natura e testimonianze della civiltà contadina e artigianale.
In ultimo, dal momento che il cammino parte e arriva all’agriturismo Il Bianchetto, il premio di tanti passi sarà la degustazione di sapori locali annaffiati da buon vino casereccio.
Partecipano all’escursione, guidata da Francesco La Carbonara, guida AIGAE, il geologo Gaetano Osso, Presidente di Sigea Calabria e Bruno Pino, cultore di storia locale.

Ferdinando Laghi riconfermato Vice Presidente della Commissione Ambiente e nominato Vice Presidente della Commissione Sanità

Un impegno continuo e qualificato per l’Ambiente e la Sanità riconosciuto anche nelle Commissioni Consiliari della Calabria.

Riconferme e novità per Ferdinando Laghi, capogruppo di De Magistris Presidente in Consiglio Regionale nell’ambito del rinnovo degli uffici di presidenza delle Commissioni Consiliari.
Laghi è stato riconfermato alla vice presidenza della Commissione Ambiente e nominato vice presidente della Commissione Sanità.
Grande compiacimento per questo nuovo assetto, in merito al quale ha dichiarato: “Sono estremamente soddisfatto per queste nomine. Si tratta di commissioni che trattano argomenti dei quali mi occupo quotidianamente e sui quali ho maturato competenze ed esperienza da decenni. Questo riconoscimento mi motiva ulteriormente a continuare il mio impegno con dedizione e passione in coerenza con il mandato affidatomi da chi mi ha eletto in Consiglio Regionale”.
Laghi, medico specializzato in Medicina Interna ed Ematologia, ha dedicato gran parte della sua carriera professionale e politica alla tutela della salute pubblica e alla protezione dell’ambiente. La sua esperienza e competenza in questi settori sono state riconosciute a livello nazionale e internazionale – è stato, tra l’altro, Presidente internazionale dell’ISDE- associazione riconosciuta dalle Nazioni Unite e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – rendendolo una figura di riferimento anche nelle relative commissioni regionali.
La risposta al PD
In merito, poi, alle recenti dichiarazioni del PD che lo hanno riguardato, il Consigliere Laghi si è detto stupito per quanto riportato dalle agenzie. “Pensavo che il PD mi ringraziasse per aver consentito, con la mia astensione, ai colleghi Iacucci e Bruni di conservare la vice Presidenza delle Commissioni Riforme e Anti ‘ndrangheta, che avrei potuto ugualmente ricoprire, fatto per cui ho avuto, in aula, l’esplicito gradimento di entrambi. Evidentemente, è subentrato, in un secondo tempo, la delusione di chi dimostra di ragionare in un’ottica bulimica di occupazione di ogni carica possibile e che ha portato a delle scomposte dichiarazioni.
Auspico che i Colleghi del PD mostrino maggiore, realistica serenità, abbandonando atteggiamenti un po’ beceri e certamente divisivi e lavorando invece, tutti insieme, con impegno e serietà, per il bene dei calabresi”.
Ufficio stampa

Presentata la proposta di legge contro lo spreco dei farmaci. Laghi: vantaggi per sanità e ambiente

Discussa in Commissione Sanità, la pl presentata dal Consigliere Regionale Ferdinando Laghi punta al recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di farmaci ad uso umano e veterinario.

La spesa farmaceutica in Italia raggiunge ogni anno l’astronomica cifra di 29 miliardi di euro. Di questi, 8 miliardi finiscono tra i rifiuti insieme ai farmaci inutilizzati che vengono per di più smaltiti spesso con modalità sbagliate. Ciò provoca non soltanto spreco di ingenti risorse economiche, ma anche un impatto assai negativo sull’ambiente e dunque sulla salute di tutti.
“La mia proposta di legge sul riutilizzo dei farmaci ad uso umano e veterinario – esordisce Laghi, capogruppo in Consiglio Regionale per “De Magistris Presidente”- ha lo scopo di far risparmiare preziose risorse economiche in sanità, a vantaggio soprattutto delle fasce deboli della popolazione ed anche dei pazienti affetti da patologie rare – come ad esempio quelli con anemia mediterranea – per le quali con troppa frequenza i farmaci specifici sono di difficile reperimento.”
Ma, secondo Laghi, i vantaggi non si fermano qui: “Il riutilizzo di farmaci destinati allo smaltimento è anche fondamentale come opera di prevenzione nei confronti dell’inquinamento ambientale che di per sé rappresenta un rischio per la salute di tutti. Paradossalmente, sostanze create per curare, diventano, se mal utilizzate, pericolose proprio per quella salute che dovrebbero difendere”.
“Spero – conclude il Consigliere Laghi- che questa mia proposta possa completare celermente il suo iter e diventare quanto prima legge regionale, anche in considerazione del fatto che la Regione Calabria ha una spesa pro capite per farmaci tra le più elevate a livello nazionale, sia a carico del SSR che del singolo cittadino”.

Ufficio stampa

Legge sul Verde Urbano, Laghi ne sottolinea l’importanza e la condivide con tutti i comuni calabresi

«La Calabria, prima in Italia, si è dotata di una legge regionale, la numero 7 del 2024, in materia di valorizzazione delle aree verdi e delle formazioni vegetali in ambito urbano». Così il Capogruppo in Consiglio Regionale di “De Magistris Presidente”, Ferdinando Laghi, accende i riflettori sulla legge sul Verde Urbano, da lui proposta, che dona alla Calabria uno strumento fondamentale in tema di tutela ambientale. Infatti, questa legge fornisce agli enti locali indirizzi per riqualificare, progettare, gestire, tutelare, fruire e manutenere, secondo criteri di sostenibilità ambientale, il capitale naturale nel contesto urbano. Tutto ciò con l’obiettivo di incentivare l’adozione più ampia possibile degli strumenti di pianificazione del verde da parte dei Comuni, ivi compresa l’implementazione di approcci gestionali corretti finalizzati a contrastare i cambiamenti climatici, migliorare la qualità ambientale e la salute dei cittadini.
«Questa legge -spiega il consigliere Laghi-, oltre che alle amministrazioni, fornisce anche una importante possibilità di intervento per i cittadini, le associazioni, i comitati che possono ora disporre di uno strumento di cui si sentiva grande necessità, in primo luogo per contrastare la mala pratica della capitozzatura che tanti gravi danni continua ad arrecare al Bene Comune rappresentato dal verde urbano.
Abbiamo lavorato -sottolinea Laghi- per offrire ai comuni uno strumento che possa difendere le aree verdi, tutelando la qualità ambientale attraverso prescrizioni da rispettare, quali il preservare dal danneggiamento e dall’abbattimento la vegetazione arborea cittadina; incrementare all’interno dei propri territori le alberature nelle strade e nei luoghi pubblici in genere; censire, pianificare e progettare l’implementazione di reti ecologiche cittadine. E, allo stesso tempo, abbiamo previsto alcuni divieti come quello di capitozzare, abbattere, eradicare, danneggiare alberi e siepi; danneggiare le reti ecologiche cittadine; intervenire nei periodi di nidificazione sulla vegetazione ospitante l’avifauna; asfaltare, pavimentare o cementificare le aree verdi. I comuni potranno richiedere gratuitamente piante a Calabria Verde, e a quelli che rispetteranno le norme contenute nella legge saranno riconosciute anche delle premialità».
Il 21 marzo 2024 il testo della legge è stato inviato via pec a tutti i comuni calabresi per poter essere conosciuto tempestivamente e applicato al meglio.

Ufficio Stampa

Taglio di lerici a Cortina, un bosco in meno!

La “Commissione centrale tutela ambiente montano” (CCTAM), per tramite del proprio gruppo di lavoro “Boschi e Foreste”, ha espresso la propria posizione in merito all’inizio dei lavori per la costruzione della nuova pista da bob. La visione della CCTAM è sposata in pieno dal Club alpino italiano.

Milano, 8 marzo 2024
Un danno grave per quanto riguarda la perdita dei servizi ecosistemici forestali. La “Commissione centrale tutela ambiente montano” ha espresso la sua posizione sull’inizio dei lavori per la costruzione della nuova pista da bob a Cortina d’Ampezzo, cominciati con il taglio di 500 larici.
La visione della CCTAM è sposata in pieno dal Club alpino italiano, che dopo il punto di vista del Comitato scientifico centrale, fa sue anche le parole del Gruppo “Boschi e Foreste” in un documento sul tema. “Il danno reale dell’intervento in corso è dato dal cambio d’uso della superficie che, da bosco con valenze prevalente di protezione dell’abitato, viene trasformato in area semi costruita. Vengono pertanto persi tutti servizi ecosistemici legati alla tipologia forestale presente negli ultimi secoli”.
Il taglio dei larici è stato oggetto anche di una denuncia presentata al Nucleo biodiversità dei Carabinieri di Belluno. L’ipotesi tracciata nell’esposto riguarda il “reato di distruzione di beni paesaggistici e danno ambientale”.
“In sostanza, al di là di ogni valutazione emotiva e morale dell’intervento, va precisato che si sta realizzando una cementificazione che porterà alla sparizione de facto di una area boscata di 2-4 ettari in un contesto sensibile di prossimità di un’area urbana. La scomparsa dei relativi servizi ecosistemici non è immediatamente valutabile ma è facilmente immaginabile che nell’attuale situazione di cambiamento climatico non sia la stessa cosa avere su una pendice di protezione un bosco o una pista da bob”, continuano nel documento.
Al di fuori della pianificazione
Il taglio stravolge la precedente pianificazione forestale confermando che la salvaguardia dell’area boscata non è una priorità. Di conseguenza, è probabile che l’eliminazione di superficie forestale risulti alla fine più estesa di quanto preventivato. Allo stesso tempo, la successiva piantagione di 6.000 alberi non appare realmente compensatoria in quanto non viene specificato né dove verrà fatta né qual è l’obiettivo finale di questa attività.
“Aggressione all’ambiente, cementificazione, attacco a boschi secolari, come in questo caso – in virtù di uno sbandierato sviluppo delle Comunità di montagna – dichiara il delegato all’ambiente del Cai nazionale Mario Vaccarella – non soddisfa i veri standard di sostenibilità ed economia reale dei territori. Località dove occorrono servizi veri e concreti, non opere costose e poco utili (anche per la gestione futura, più volte dichiarata insostenibile), ma investimenti per migliorare la vivibilità dei residenti e delle giovani generazioni, che scelgono di vivere nelle aree montane, anche se in aree ad alta densità turistica ed elitaria. Il Cai si schiera nettamente contrario a queste opere e alle “modalità aggressive” per ottenerle, rimanendo vigile e monitorando i processi, anche con i suoi organi tecnici e insieme ad altre realtà associative attive, con la speranza che si possa prendere piena consapevolezza, a partire dagli uomini e dalle donne di quei territori, con una opposizione democratica più forte e incisiva, chiedendo la giusta trasparenza degli atti e delle azioni”.

Eolico a Serra Crista di Acri. Parere negativo in Conferenza di Servizi

«Sono particolarmente soddisfatto della importante decisione assunta dalla Conferenza di Servizi che ha bocciato la proposta di realizzazione dell’impianto eolico di Serra Crista di Acri». Così il capogruppo in consiglio regionale di “De Magistris Presidente”, Ferdinando Laghi, a margine del parere negativo sull’eolico a Serra Cristina di Acri dato nella Conferenza di Servizi.

«Non vi è dubbio -continua Laghi- che, se realizzato, tale mastodontico insediamento avrebbe alterato e sfigurato il paesaggio – aspetto tutelato espressamente dalla nostra Costituzione -, danneggiato una zona di particolare pregio ambientale del Comune di Acri e distrutto una rilevantissima quota di patrimonio forestale; procurando, di conseguenza, nocumento non solo all’ambiente e allo sviluppo dell’economia sostenibile di quel territorio, ma anche potenziali rischi per la salute dei residenti.

In tempi di rapida progressione dei cambiamenti climatici -aggiunge Laghi-, il taglio indiscriminato di alberi, non va dimenticato, procura l’eliminazione della principale e più efficiente forma di assorbimento della CO2 atmosferica che la natura ci abbia dato.

Come rappresentante di ISDE Italia – Medici per l’Ambiente, sulla produzione di energia rinnovabile ho tenuto di recente, proprio ad Acri, una relazione ad una partecipata e ben riuscita iniziativa organizzata da associazioni e comitati locali. In quell’occasione ho segnalato la necessità che tali fonti non entrino in contrasto con la tutela di interessi primari dei cittadini, tenendo anche conto del fatto che la nostra Regione ha una produzione energetica circa tre volte maggiore di quella utilizzata.

Come Consigliere regionale, plaudo pertanto alle risultanze della Conferenza di Servizi, ma ritengo nel contempo necessario che l’impegno dei comitati e dei movimenti ambientalisti continui ancora con determinazione, principalmente attraverso attività di informazione e di allargamento della partecipazione democratica. È necessario mettere in atto tutte le iniziative virtuose possibili per creare consapevolezza diffusa, conciliando la transizione energetica con la preservazione dei beni comuni e dell’ambiente. Così come è ugualmente auspicabile -conclude- che le amministrazioni locali antepongano sempre gli interessi e i diritti delle popolazioni amministrate a considerazioni di ogni altro tipo».

Ufficio Stampa

Verde urbano, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Calabria la legge proposta da Ferdinando Laghi

Passa all’unanimità la legge che vede come primo firmatario il vice presidente della Commissione Ambiente, che regolamenta il Verde Urbano in tutti i comuni calabresi.

I comuni calabresi, adesso, sono chiamati a valorizzare e tutelare al meglio il verde in ambito urbano, elemento fondamentale per il benessere dell’uomo e non solo.
È passata all’unanimità in Consiglio Regionale la proposta presentata dal capogruppo di De Magistris Presidente, Ferdinando Laghi, che ha lo scopo di incentivare l’adozione generalizzata di strumenti di pianificazione del verde urbano da parte dei Comuni ed implementare corretti approcci di gestione per preservare il capitale naturale.
A questo scopo, la nuova legge individua degli strumenti da adottare da parte dei comuni: il censimento, il regolamento ed il piano comunale del verde, necessari per regolamentare e garantire l’effettiva valorizzazione ed il corretto utilizzo del verde urbano.
“Una legge che pone la nostra regione, la Calabria, all’avanguardia, in questo ambito, nel panorama nazionale – ha dichiarato Laghi – fornendo un prezioso strumento di intervento nella promozione e nella salvaguardia di un bene comune così importante come il verde urbano, non soltanto ai comuni, ma anche alle associazioni, comitati e semplici cittadini che in tal modo potranno concretamente intervenire nei casi in cui il patrimonio verde di un comune non venga opportunamente tutelato o addirittura aggredito e distrutto, come troppo frequentemente avviene nella nostra come in altre regioni. Ma la Calabria adesso ha questa legge a cui i cittadini potranno appellarsi. Sono certo che la nostra legge servirà da stimolo ed esempio per le altre Regioni.
“Gli aspetti importanti e qualificanti della legge sono molti – continua Laghi- ma voglio ricordarne almeno due: il primo è il divieto assoluto di capitozzatura, pratica tanto inaccettabile quanto diffusa, spacciata falsamente per tecnica di potatura. Il secondo, le misure della grandezza dell’aiuola dove un albero viene piantato. Ciò limiterà drasticamente eventuali danni ai marciapiedi e alle sedi stradali determinati dalle radici che, quando sono soffocate dal cemento o dall’asfalto, emergono progressivamente per “respirare”.
“Ringrazio tutti quelli che hanno fattivamente lavorato a questa legge – conclude il vice presidente della Quarta Commissione Consiliare – Il mio staff, i Dipartimenti interessati, gli Uffici regionali, i Colleghi, di maggioranza e minoranza che hanno voluto con me condividere questa legge e che l’hanno votata unanimemente in Consiglio”.

Ufficio stampa

Giornata Internazionale della Montagna 2023

#GiornataInternazionaleDellaMontagna #11dicembre2023

“La vita è come una montagna. Prima si sale e poi si scende. Sperando di non attroppicare”.

Cit. Geniale Adacquacerze