Il Comites di Buenos Aires ha celebrato il 63esimo anniversario della Repubblica. Onorificenza all’Aiellese Italo Aloisio

FONTE ITALIANNETWORK 

“Domenica 31 Maggio scorso si sono svolte le celebrazioni per il 63º  Anniversario  della Repubblica Italiana e la Giornata dell’Immigrante Italiano in Argentina.  Il nutrito programma di attività, organizzato dal Consolato Generale d’Italia  e  che ha contato con l’adesione della FACIA e del Com.It.Es. di Buenos Aires, è iniziato in mattinata con l’omaggio presso il monumento a Manuel Belgrano,  patriota argentino figlio di italiani e, successivamente, è stata celebrata la  Santa Messa nel Santuario Madonna degli Emigranti nel quartiere di La Boca.”

E’ l’incipit della nota del Comites di Buenos Aires sulle manifestazioni promosse in vista della ricorrenza del 2 giugno, festa della Repubblica italiana.

“Nel pomeriggio, prosegue la nota, si è svolto l’evento centrale della giornata presso il Teatro  Coliseo, contando con un’affluenza massiccia di connazionali (secondo le  stime,  un pubblico di oltre 3000 persone) che ogni anno attendono con molta  aspettativa  quest’occasione d’incontro. Tra le autorità italiane presenti, avviando la cerimonia, hanno rivolto un caldo saluto a tutti i presenti l’Ambasciatore  d’Italia in Argentina, Dott. Stefano Ronca; la Presidente del locale Comites,  Cav. Graciela Laino, il Senatore Esteban Caselli e il Console Generale  d’Italia a Buenos Aires, Dott. Giancarlo M. Curcio, vivamente complimentato per  l’organizzazione  dell’evento; oltre alle numerose autorità della collettività italiana in Argentina di Associazioni e Federazioni.

Sul palcoscenico si sono succeduti per rivolgere i discorsi di rito,  l’ambasciatore  d’Italia in Argentina Stefano Ronca, il presidente del Comites di Buenos Aires  Graciela Laino, il senatore Esteban Caselli e il console generale d’Italia a Buenos Aires Giancarlo Maria Curcio.

L’Amb. Ronca, nel suo saluto, ha ricordato la forza di volonta degli italiani nella ricostruzione del dopoguerra, 63 anni fà, ed il loro spirito  democratico;  nonché il grande sacrificio degli emigranti italiani che con il loro lavoro  all’estero hanno contribuito anche a risollevare il Paese. Ha proseguito ricordando a  tutti i presenti i forti legami socio-culturali esistenti tra l’Italia e l’Argentina  ed illustrando sinteticamente le numerose iniziative di cooperazione tra i due  paesi, nonché ribadendo l’importante compito delle istituzioni nel promuovere  tali rapporti mediante proposte concrete e progetti di lavoro congiunto sia in  campo scientifico, tecnologico, che culturale, sottolinendo l’importanza delle  numerose imprese presenti in Argentina fondate da italiani qui residenti, di  prima seconda o terza generazione, che rendono l’Argentina un partner  pienamente  complementare dell’Italia. Infine, si è congratulato con il Cons. Gen. Curcio  per l’organizzazione dell’evento e per il lavoro che ogni giorno svolge in  favore della collettività italiana”.

Al suo turno, la Presidente del Comites di Buenos Aires, Cav. Graciela Laino,  ha  ricordato che gli italiani all’estero si sono controddistinti per lo spirito  di superamento che gli hanno sempre animati, i forti dei valori di unità,  libertà, e di rispetto della Costituzione, per la costruzione di una società senza  esclusi nè privilegiati, considerando la collettività come fonte di sviluppo.  In seguito  ha illustrato l’impegno del Comites nel  promuovere la partecipazione dei giovani, artefici dello sviluppo della nostra  collettività ed il lavoro che sta svolgendo insieme al Consolato, per trovare  soluzioni agli anziani in situazione più disagiata. Concludendo, Laino ha  ringraziato  il Console generale Curcio per la  collaborazione che dà al Comites.

La presidente ha rivolto il suo saluto anche al Sen. Caselli, dedicando un minuto di  silenzio alle vittime del terremoto in Abruzzo ed ha proseguito ricordando l’epopea  degli immigranti italiani che, con il loro lavoro, hanno contribuito allo sviluppo dell’Argentina.

Quindi, il Cons. Gen. Curcio si è rivolto a tutti i presenti, ringraziando  in primo luogo i saluti pervenuteli dagli On. Giai, Angeli e Merlo che, non  potendo essere presenti, hanno opportunamente trasmesso il loro messaggio di  adesione. Ha proseguito illustrando il lavoro che il Consolato sta svolgendo  e,  in particolare, il raggiungimento dell’obiettivo che si era fissato riguardo  l’attenzione  ai connazionali e l’aggiornamento delle pratiche di cittadinanza, ricordando  il  lavoro svolta dal suo personale. Inoltre, ha reso nota la continuità degli  interventi in materia socio-assistenziale mediante i sussidi erogati ai  connazionali bisognosi ed il contratto con la Swiss Medical, nel quale è stato  incluso l’Ospedale Italiano. Per venire incontro alle necessità dei  connazionali, ha informato che è stata aperta la sede del nuovo Vice consolato  d’Italia a San Isidro e che è quasi pronta l’operazione per aggiungere i comuni  di San Martin e di San Miguel alla circoscrizione del Vice consolato di Tres  de  Febrero.

Ha inoltre dichiarato di condividere la visione della presidente del  Comites sull’importanza della partecipazione dei giovani nella collettività.  E,  concludendo, ha invitato a salire sullo scenario dirigenti e giocatori  presenti  dello Sportivo Italiano, recentemente Campioni di calcio della serie B  Metropolitana, e il presidente dello Sportivo Salvador D’Antonio ha alzato la  coppa vinta e ringraziato il Console generale e ha dato l’avvio allo  spettacolo  artistico.

Quest’anno, è stato offerto a tutti i presenti un concerto musicale a carico  dei  cantanti Antonello Rondi e Paolo Martini, napoletano ed italo-argentino  rispettivamente, seguiti con molto entusiasmo ed emozione da tutti i presenti.

L’occasione è stata opportuna per effettuare la consegna di onorificenze a un  gruppo di esponenti della collettività per il lavoro che da anni svolgono a  favore della nostra comunità. tra cui due Consiglieri del Comites di Buenos  Aires: Antonio Turtora, ex dirigente della Fiat, attuale presidente della  Mutualità Italiana Ex Combattenti, VicePresidente del Comites di Buenos Aires  e  attivo dirigente della collettività nella zona di Tres de Febrero; Marcelo  Pacifico, Presidente dell’Associazione Nazionale Italiana e consigliere del  Comites di Buenos Aires; Italo Aloisio, già dirigente dell’AIMI e fondatore e presidente dell’Associazione Calabria Unita; il dott. Mario Surballe  consulente  legale in materia civile del Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires;  Héctor  Dattoli, Vice Console d’Italia a Tres de Febrero; l’avv. Roberto Mauro,  VicePresidente del Circolo Italiano di Buenos Aires; José Tucci, responsabile  del Patronato Ital in Argentina e direttore del periodico La Comunità.

La Presidente del Comites di Buenos Aires, Cav. Graciela Laino, ha dichiarato “da anni non vedevo un pubblico così nutrito al Teatro Coliseo” e che  quest’anno  “la celebrazione del 2 Giugno è stata una vera festa della comunità italiana in Argentina, assolutamente partecipativa” e che “mi riempe di orgoglio e  soddisfazione vedere l’afetto che, con la loro presenza, ci esprimono i nostri  connazionali. Questa è una vera espressione di gratitudine che  ci incoraggia a proseguire con il nostro lavoro e ci da le forze per esigerci  sempre a fare di più per tutta la collettività” ed ha concluso dedicando un  particolare  sentito ringraziamento e vivo complimento al Console Generale Curcio per l’eccezionale organizzazione di tutto l’evento e la qualità dello spettacolo”.

Le elezioni americane, Obama e la famiglia Pagnotta

Gli Italiani degli Stati Uniti hanno votato, secondo alcune fonti, per un buon 65% il neo presidente Obama che si insedierà alla guida degli Stati Uniti d’America il prossimo 20 gennaio. Abbiamo chiesto a Matthew Murtagh, giovane studente italoamericano di New York, di raccogliere per il blog le impressioni e le aspettative dei calabresi, e degli aiellesi in particolare che vivono negli States.
Qui di seguito una sorta di intervista ad una numerosa famiglia originaria di Aiello Calabro (Cs), i cui membri di prima seconda e terza generazione vivono tra Brooklyn e il New Jersey.
Le elezioni americane, Obama e la famiglia Pagnotta di Matthew Murtagh

4 novembre. La vittoria annunciata arriva intorno a mezzanotte. Giovani nelle strade per celebrare.  Nei quartieri popolari, feste mai viste per una causa politica americana. Davanti alla Casa Bianca, una manifestazione spontanea, con studenti, operai, e politici, di ogni razza e religione, insieme.  La canzone, “Sha na na na, hey hey hey, goodbye!,” cantata a Bush.  
A New York e nel New Jersey, la famiglia Pagnotta, d’origine aiellese, guarda ai risultati con grande attenzione, come tutti gli americani.  E, come la maggioranza dell’elettorato, i Pagnotta hanno risposto alla vittoria di Obama con gioia, speranza, ed orgoglio, per l’America, e per il mondo. 
“Penso che sarà un buon presidente,” ha detto Rose Marie Murtagh, nata a Brooklyn nel 1950. 
“Credo che ci sarà un cambiamento,” ha aggiunto la figlia degli aiellesi Rico Pagnotta e Anna Pucci.
Suo figlio Kevin, 17enne, è d’accordo. “È un buon cambiamento”. 
Per Marco Pagnotta, 54enne, fratello di Rose Marie, l’elezione di Obama rappresenta la vittoria dell’intelligenza contro l’ignoranza. “Non ha paura di dire quello che pensa,” ha detto Marco. “È un intellettuale, e ascolta intellettuali ed esperti. Bush non ha mai fatto così.”  
L’elezione rappresenta anche la vittoria di una nuova visione del mondo, Marco ha aggiunto, vista nella figura di Obama stesso, un nero, cresciuto in parte in un paese musulmano, adesso capo della repubblica americana. 
Mentre c’è molta gioia per il risultato, nessuno nella famiglia Pagnotta pensa che sarà facile per il nuovo presidente. I Pagnotta pensano a economia, educazione, e assicurazione sanitaria come i principali problemi da risolvere per il presidente eletto. 
“L’economia è la cosa più importante,” ha detto Francine Fuerst, sorella di Rose Marie, nata nel 1955. “Devono esserci più regole. I broker ed i banchieri guadagnano troppi soldi e non fanno niente per nessuno. Molti lavoratori hanno perso le loro pensioni, i loro risparmi.” 
“È tragica,” ha aggiunto Francine. “Non deve essere così.” Francine ha anche parlato delle scuole americane, specialmente delle università, che costano fino a 50mila dollari all’anno. “Non capisco perché costa così tanto. Il prezzo è fuori controllo. Non c’è senso.” 
Per Marco, la crisi sanitaria è centrale per la presidenza di Obama. Ha criticato il sistema privato in America come “dispendioso e controproducente.” Quando Obama farà il suo piano d’assicurazione universale, “sarà il suo Social Security,” ha detto, citando il famoso programma di Franklin Roosevelt per i pensionati. Secondo Rose Marie, Obama deve fare qualcosa per i ceti medi e gli studenti, e fermare le guerre. “Voglio vedere tagli delle tasse per i ceti medi, tagli nel costo dell’educazione per gli studenti, e la fine delle guerre,” ha detto Rose Marie. “Spero di vedere più soldi nelle mani di quelli che lavorano.” Ugo Pagnotta, però, nato ad Aiello nel 1925 e zio di Rose Marie, Marco, e Francine, non è così ottimista.  “Obama deve fermare le guerre.  Può fare questo.  Deve ridurre le armi.  Deve salvare il Medicare (l’assicurazione per i pensionati nda) e gli ospedali.  Può fare anche questo.  Ma c’è molto di più da fare.  Lui è in una posizione terribile, povero uomo,” ha detto. Ugo ha anche parlato della necessità di mantenere una sinistra forte, per lottare per il popolo nella nuova amministrazione.  Ha citato l’Italia come l’esempio di quello che può succedere senza una sinistra militante. “In Italia i comunisti sono scomparsi completamente,” ha detto.  Senza la sinistra, c’è solo Berlusconi, che “ha tutte le facce che volete.  Per fortuna, ha detto Ugo, non abbiamo un Berlusconi americano come presidente in questo momento di crisi.

Emigrazione. Aiello Calabro protagonista di “Formato famiglia”, il talk show di Sat 2000

AIELLO CALABRO Cs – L’emigrazione italiana, con particolare riferimento a quella meridionale, è stato l’argomento affrontato dalla trasmissione “Formato famiglia. Le sfide e le speranze di oggi” andata in onda ieri (mercoledì 5 novembre) su Sat 2000, il Network dei Cattolici Italiani.

Come avevamo già annunciato, durante il talk show condotto in studio da Antonio Soviero è stata ospitata una minifiction sul tema ambientata ad Aiello Calabro (Cs), un paesino dal quale nel corso degli anni sono partiti tantissimi emigranti in cerca di lavoro all’estero. Tanto per fare un esempio, nella sola Sault Saint Marie, città dell’Ontario (Canada) di quasi 80 mila abitanti, si contano oggi intorno a duemila abitanti di origine aiellese. Non è un caso che proprio in questi giorni, un assessore del comune di Aiello si trovi proprio lì per partecipare ad alcune manifestazioni per celebrare il 25° anno di fondazione del club calabrese di quella città.

Tra gli ospiti in studio, a testimoniare la propria esperienza di emigrato, anche il senatore calabrese Basilio Giordano, eletto ad aprile scorso nella circoscrizione del Nord e Centro America. Giordano, nativo di Frascineto, si era stabilito a Montreal negli anni ‘70, divenendo poi sindaco di San Leonard vicino Montreal e direttore del giornale in lingua italiana “Il Cittadino Canadese”.

My Family’s Story – di Barbara Bernardo Ward – Salt Lake City Utah U.S.A.

Pubblichiamo la testimonianza originale in inglese di Barbara Bernardo Ward – che ringraziamo di cuore – relativa alla storia della sua famiglia emigrata da Aiello Calabro negli States i principi del Novecento.
Rinnoviamo l’invito a tutti gli Aiellesi nel Mondo di mandarci le proprie storie che saremo lieti di inserire in questo Blog dedicato a tutti gli Emigrati.


My name is Barbara Bernardi (Bernardo) Ward. My father’s family is from Aiello Calabro and immigrated to America in the early 1900’s. They came to America because life was very difficult for them in Aiello. They were peasants or contadino/a and could not make enough money to live because there were hardships in Aiello. I understand there was an earthquake in Aiello in about 1902 that caused much damage, and many people left Aiello because of that damage.

The following members of my family came to small mining town name Sunnyside in Carbon County, Utah, USA to work. They came there because there was work. They came through Ellis Island in New York City and traveled by train to Utah. Utah is a long way from New York City.

My Family Members Who Came From Italy to America:
Francesco Pino — Arrival date May 31, 1902, he returned to Italy in 1906 and came to America again 1910;
Anna Guadagnuolo Pino – First arrival date January 14, 1906, returned to Italy in 1907, and came to America again on November 7, 1910 with her children: Maria (Mary) Pino Bernardo (Bernardi) with her son, Geniale Bernardo (Jay Bernardi), Gianibattista (John) Pino, Giussepina (Josephine) Pino Falsetti (born in the U.S.) and John Joseph Chido (Chiodo) – Unoffically adopted son (born in the U.S.);
Pietro Pino – January 14, 1906 (Francesco’s brother);
Giulio Bernardo (Julius Bernardi) – Arrival date February 16, 1909;
Antonio Bernardo (Tony Bernardi) – Arrival date February 16, 1909;
Two other Bernardo (Bernardi) brothers Frank and Joe arrived in America later.

The family lived in Sunnyside, Utah from about 1910 to 1924 when they moved in Bingham Canyon, Utah to work in the huge open pit copper mine. Work in the coal mines in Sunnyside was very hard and very dangerous, so they decided to leave because Francesco Pino and Pietro Pino were both killed in coal mine accidents. Pietro in 1924 and Francesco in 1928. Anna Guadagnuolo Pino was killed in 1922 when she was kicked by a horse. These were very sad times for the family. These family members are buried in the Mountain View Cemetery in Helper, Utah.

The family dreamed of owning their own farm and after five years of hard work at the copper mine in Bingham Canyon, Utah, they had saved enough money to buy a beautiful fruit farm in Grandview, Provo, Utah. They grew tomatoes, berries, and planted orchards of cherry trees, peach trees, and apple trees. They were famous for their apples. The farm flourished with beautiful fruit for many years, but they sold much of the farm in the 1960’s and retired. The family continued to live on part of the farm, and some of the younger family members still have homes there.

There were other families who came from Aiello Calabro and settled here in the Salt Lake City, Utah area. My father’s sisters married into families that were from Aiello. They are the Francesco Rino family and the Salvatore Pino family. A family named Colosimo also came to Salt Lake. They own a very popular sausage making business. They make sausage the way their ancestors made it in Aiello Calabro.

All of the family members who originally came from Italy are now deceased. They are buried in cemeteries in Provo, Utah, Salt Lake City, Utah and some in California. The descendents of Francesco Pino and Anna Guadagnuolo Pino still live in Utah. It is now a very large family. Their children, grandchildren, and great-grandchildren are all enjoying life and are successful individuals. We gather often as a family for weddings, funerals, and holiday occasions. Utah is a beautiful place to live, and the family loves living here. Because of the family’s wonderful history, I recently wrote a book about their lives. I sent my daughter, Mary Ann, to Aiello Calabro in June of 2006. She took many beautiful photographs and hopes to return someday. I had hoped to come to Aiello, but my health does not permit me to travel very far.

I send my best of the citizens of Aiello Calabro. Salute!

Nando Aloisio

Quando Nando Aloisio muore è il 12 novembre del 1975. «In Argentina – come ci racconta il figlio Alfredito, docente di psicologia all’Università di Barcellona in Spagna che alla morte del padre aveva 18 anni, militante nella Gioventù del Partito Comunista -, si stava imponendo l’idea, mediante l’azione dei mezzi di comunicazione di massa, che il caos si stava avvicinando, e che mancava una condotta patriottica per far ritornare il paese alla “civilizzazione”. Era questa – aggiunge – un’epoca molto movimentata. Da un lato, i militari che ancora non si erano decisi a prendere il governo (lo avrebbero fatto poi l’anno seguente), si dichiaravano, con l’appoggio del parlamento, in guerra contro i gruppi guerriglieri. Dall’altro, era cresciuta una parte fascista che si incaricava di minacciare e ammazzare persone vicine alla sinistra».

Fernando Aloisio, era emigrato in Sudamerica nel 1948. Era nato ad Aiello Calabro (Cs) il 28 aprile 1923. Diplomatosi come perito agrario, aveva ricoperto dal 1944 al 1946 la carica di presidente dell’Ucsea (ufficio comunale statistico economico dell’agricoltura). Aveva organizzato la Camera del Lavoro di Aiello e la sezione locale del Partito Comunista e partecipato attivamente nel 1946 alla campagna in favore della Repubblica per il Referendum che diede all’Italia le sue attuali Istituzioni democratiche; e nel 1947-48 alla lotta dei contadini della sua regione con l’occupazione delle terre.

Poi, chiuso per ordine governativo l’ufficio dell’Ucsea che non aveva più ragione di esistere, Nando si ritrovò senza lavoro e venne il momento di partire, come ci ricorda il poeta comunista Peppe Verduci nel suo libro di Memorie di Lotta. In Argentina, assume la direzione di una importante Impresa nella provincia del Rìo Negro e si sposa con una ragazza del suo paese a Buenos Aires il 21 settembre 1950.
Ritornerà in Italia nel 1953, dedicandosi nuovamente all’azione sindacale in favore dei contadini. Ma nel 1954, si trasferisce, questa volta definitivamente, a Buenos Aires prendendo parte attiva alla vita della collettività italiana, sempre con lo sguardo ai suoi ideali politici e sindacali. Partecipa alla costituzione dell’Associazione Calabrese unificando il “Corum Bonum” e il circolo Calabrese; è membro dell’esecutivo della Azione Italiana Garibaldi, associazione antifascista degli emigrati italiani. Fa parte della Commissione Direttiva dell’AIMI (Unione e Benevolenza) e di Feditalia (Federazione delle Società Italiane in Argentina), essendo anche membro attivo del Gruppo Permanente del Lavoro e del Comitato di Coordinamento delle attività assistenziali del Consolato Generale d’Italia. Diventa presidente della Commissione Nazionale del Patronato INCA-CGIL e fa parte come esperto del Comitato Consultivo degli Italiani all’Estero con sede a Roma. Lavora pure diversi anni come impiegato del Banco de Italia y Rio de la Plata.

La situazione in cui agisce Aloisio, com’è quella argentina, un paese in grave crisi economica e politica e di terrorismo, è fortemente pericolosa, specialmente per coloro i quali militavano a sinistra. «Ricordo ancora – riferisce Alfredito Aloisio – le tante volte che mio padre fu minacciato dalle bande fasciste. Entravano nell’ufficio di notte, rompevano tutto e lasciavano carte intimidatorie».

Nell’ultimo dei viaggi a Roma per i suoi impegni legati all’attività sindacale e politica, Nando Aloisio disse che al ritorno in Argentina avrebbe dovuto sottoporsi alla consueta operazione al cuore per la sostituzione della valvola mitralica. Non volle dare ascolto all’amico compagno di partito Giancarlo Pajetta che lo pregò di farsi operare in Italia.

Il Quotidiano della Calabria 1 aprile 2006

Vedasi nota biografica su Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea dell’ICSAIC

Racconti di vite oltreoceano, in un libro di Gabriele Niccoli

“NON dimenticherò mai quel primo Natale canadese. Lo passai solo come un cane. L’unica cosa che mi faceva andare avanti era il ricordo della famiglia e delle tradizioni che allietavano la mia gente e le mie terre in quel periodo. In quella cameretta scura che era ormai diventata sia il mio porto che la mia cella io rivissi il Natale della mia terra calabra”.

Il brano appena citato fa parte di un libro, pubblicato qualche tempo fa, che racconta le esperienze migratorie di italiani in Canada, si pone come interessante documento della storia degli italo-canadesi. D’altronde, è di corrente attualità, l’interscambio ed il confronto – rafforzati anche ultimamente tra l’Unical e le Università canadesi con il “progetto Canada” – sulle comuni radici culturali delle comunità di emigrati calabresi all’estero.

L’autore, o meglio, il curatore della pubblicazione è Gabriele Niccoli, direttore del Dipartimento di Italianistica e Francesistica dell’Università di Saint Jerome’s, originario di Grimaldi (Cs) e presidente della “Valle del Savuto Social-Cultural Club” di Toronto, uno dei più convinti sostenitori di questo progetto, presente a Cosenza qualche giorno fa all’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università della Calabria.

I racconti di vite oltreoceano raccolti nel libro “Ricordi”, pubblicato da Éditions Soleil Publishing Inc. con il contributo del Governo canadese, del Consolato Generale d’Italia a Toronto, dell’Istituto di Cultura di Toronto e del Centro Scuola e Cultura Italiana, non sono che testimonianze dirette e personali “dello sradicamento dalla propria terra”, come avverte Niccoli, di “gioie e dolori della loro diaspora”, che ci dicono delle difficoltà dell’adattamento degli emigrati nel nuovo mondo.

Sebbene il libro sia una ri-scrittura del curatore che tuttavia dichiara di “aver conservato al testo, o ai testi, buona parte della loro voce e vivacità”, si struttura in diversi ricordi, a tema unico (l’esperienza migratoria), che gli stessi protagonisti italo-canadesi ci raccontano. Molte storie – scritte in italiano, altre in inglese – “si snodano – scrive nella prefazione Sergio Maria Gilardino, professore della McGill University di Montréal -, le une dopo le altre, portandoci di fronte la stessa vicenda: uomini e donne che lasciano una terra natia tanto amata, ma indigente, per cercare lavoro oltreoceano”. “Ne escono – scrive ancora Gilardino – confessioni che sono tanto vibranti nella loro urgente espressiva e, direi, lirica, quanto istruttive nella loro icastica proiezione del maledetto trapianto. Le soluzioni narrative – continua – variano: dai versi in dialetto, rimuginati dal fondo di dolci-dolorose memorie, alla ricostruzione di una vita incentrando il racconto su un dettaglio, un momento, un arrivo, una partenza”.

“Possa quest’opera – si augura il professore della McGill University – in un clima di sempre maggiore sensibilità da parte delle autorità italiane ai destini dell’italianità all’estero (al recupero delle competenze linguistiche e del patrimonio ancestrale) e di sempre maggiore interesse da parte dei giovani italo-canadesi, nati a valle del doloroso percorso degli antenati, portare quell’impulso e quei lumi che ancora mancavano per sanare con la lettura, l’intesa, gli scambi culturali e la comprensione il divario d’un secolo e d’un oceano”.

RICORDI
Racconti di vite oltreoceano
a cura di Gabriele NICCOLI
Éditions SOLEIL Publishing Inc. – Canada