Costantino Arlìa, 18 febbraio 2026

Il 18 febbraio del 1915 a Firenze moriva Costantino Arlìa, l’illustre letterato, accademico della Crusca e magistrato, nato ad Ajello il 23 agosto 1828 (immagine creata da IA*).
Nel rinviarvi alla voce Arlìa Costantino del Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, curato dall’ICSAIC (https://www.icsaicstoria.it/dizionario/arlia-costantino/), ad un post sul Blog di Bruno Pino (https://brunopino.it/…/costantino-arlia…/) e alle pagine 150-160 dell’antologia Aiello ad Litteram, vi segnaliamo pure le schede SIUSA che si riferiscono ai fondi Costantino Arlìa della Crusca e della Biblioteca Marucelliana (https://siusa-archivi.cultura.gov.it/…/siusa/pagina.pl… – https://siusa-archivi.cultura.gov.it/…/siusa/pagina.pl…).
Il rimando più importante, però, è per questa pagina di AbeBooks (https://www.abebooks.it/ricerca…/autore/arlia-costantino/) dove si possono acquistare volumi di Arlìa anche della fine del 1800. Un suggerimento per i prossimi acquisti della Biblioteca comunale di Aiello Calabro.
Il 2028 è vicino, ma c’è tempo a sufficienza per pensare a qualche iniziativa in suo onore. (bp)

* “L’immagine – è la spiegazione dell’IA alla quale abbiamo chiesto di immaginare come potesse essere Arlìa – potrebbe evocare un volto familiare proprio perché si rifà a un canone visivo ottocentesco condiviso da molti intellettuali italiani dell’epoca. Non è una somiglianza diretta con una persona specifica, ma una convergenza stilistica e culturale”.

GenIAle commemora il filologo calabrese Costantino Arlìa

Il 23 agosto 2025, in attesa del bicentenario della nascita, fra tre anni, onoriamo la memoria di un uomo la cui vita fu un ponte tra la giustizia e la passione per le lettere: Costantino Arlìa, nato ad Aiello il 23 agosto 1828 e morto a Firenze il 18 febbraio 1915. Non un letterato per professione, ma un magistrato che respirava filologia, un uomo la cui curiosità e il cui amore per la lingua italiana hanno lasciato un segno indelebile. Arlìa ci insegna che la cultura non è un mestiere, ma una vocazione. La sua incessante ricerca della correttezza linguistica, a volte persino polemica, non era mai fine a sé stessa. Era il sintomo di un amore profondo per il nostro patrimonio. In un’epoca in cui la lingua si evolve rapidamente, l’eredità di Arlìa ci ricorda l’importanza di rimanere ancorati alla solidità delle nostre radici. La sua opera più nota, il “Lessico dell’infima e corrotta italianità”, non è una semplice critica, ma un atto di devozione verso la chiarezza e l’eleganza che la nostra lingua merita.Non possiamo dimenticare il suo legame con la nostra terra. Sebbene il suo percorso lo abbia portato a Firenze, dove ha speso anni preziosi nello studio e nella collaborazione con l’Accademia della Crusca, Arlìa ha sempre portato con sé le sue radici calabresi. Questa connessione ci dimostra che la grandezza intellettuale può nascere in qualsiasi luogo, e che il legame con la propria terra d’origine non sminuisce, ma arricchisce la nostra visione del mondo.Oggi, mentre lo ricordiamo, pensiamo al suo spirito indomito, a quel coraggio che, pur nella cecità e alla fine della sua vita, lo portò a voler cancellare le sue fatiche. Fortunatamente, la storia ha voluto diversamente, e i suoi manoscritti sono giunti fino a noi, testimoni silenziosi di una vita spesa per la cultura.Che la sua storia ci ispiri a coltivare le nostre passioni con la stessa dedizione, a difendere il valore della conoscenza e a non dimenticare mai le nostre origini. Onoriamo Costantino Arlìa non solo come una figura del passato, ma come un esempio luminoso per il nostro presente e per il nostro futuro.

Vostro accademico della Caniglia e fondatore di Icichipedia, Geniale Adacquacerze


Rose e Viole, leggende popolari di varie nazioni raccolte e tradotte dal calabrese Costantino Arlìa

Per la Giornata mondiale del Libro, postiamo la Lontananza, tratta dal volume Rose e Viole del 1865, curato da Costantino Arlìa. Buona lettura

Tre proposte per ricordare Vincenzo Lepore, Vincenzo Guercio, Maria Parise e Geniale Bruni

Stamattina, per caso, LaVuretta e Geniale hanno rivisto la puntata de Il Sacro in Calabria di Gianfrancesco Solferino sul Martire Bambino, il nostro San Geniale. Sempre emozionante. Stasera di nuovo in replica su LacTv alle 21, se non ricordo male.
Colgo l’occasione per lanciare delle proposte.
LA PRIMA | Giorni fa, parlando al telefono con l’amico artistun in quel di MIlano Franco Magli mi dice: perché non dici ad un artista, ad uno scultore di fare una scultura che ricordi i due aiellesi morti durante i moti per la tassa sul focatico del febbraio 1821 (Lepore Vincenzo di anni 50 e Guercio Vincenzo di anni 22)? Ed io dico: Ohi Fra non sarebbe affatto una cattiva idea.
LA SECONDA | Mentre durante la puntata su San Geniale, Solferino leggeva il racconto del parroco don Scipione Solimena sul terremoto del 1905, ho fatto un’associazione di idee e ne è venuto fuori che anche una scultura di Maria Parise, la mamma che perì per il terremoto, ma facendo arco con la sua schiena salvò le due figliolette, sarebbe una ottima idea!
LA TERZA | Questa proposta, invece, è veuta fuori durante il convegno su San Geniale del 2 febbraio scorso, quando si parlava di martiri contemporanei. E allora, perché non uno spazio, una via, un qualcosa anche per Geniale Bruni, partigiano di Aiello che morì a Mauthausen il 18 marzo 1945?
C’è tutto il tempo per pensarci.
Grazie @tutti per l’attenzione

p.s. Nel post precedente, invece, ho lanciato per il 2028 le celebrazioni per il bicenteneraio della nascita dell’Arlìa che morì come oggi, 18 febbraio 1915 a Firenze.

Un ricordo del filologo calabrese Costantino Arlìa, a 109 anni dalla morte avvenuta a Firenze il 18 febbraio 1915

Per questo anniversario della morte di Costantino Arlìa, ed in attesa del bicentenario della nascita (con questo post suggeriamo le celebrazioni del 2028), avvenuta ad Aiello il 23 agosto 1828, vogliamo proporvi brani da “La fabula del pistello da l’agliata” tratta da una antica stampa e “La quistione d’amore”, testo inedito del XV secolo che il linguista e accademico della Crusca calabrese pubblica a Bologna nel 1878.

1. Io non posso narrar la mia sciagura,
che son per gioco alla fortuna dato:
però vengo a contarvi una ventura,
la qual sol’ ebbi da poi che son nato;
habenchè la mia sorte adversa et dura
fruirla lungo tempo me ha vetato;
anzi pur tolta per più mia disgratia,
com’ advien a chi il ciel non presta gratia.

2. Guidato da lo adverso mio destino,
con van’ pensier’ sotto vana speranza,
soletto un giorno mi posi in camino
deliberato de provar se stanza
se retrovava paese o confino,
che de fortuna non fusse in possanza;
essa, ver me crudel quanto è possibile,
desidrar mi facea quel che è impossibile.

Per maggiori dettagli su Costantino Arlìa, si può consultare il profilo biografico pubblicato sul Dizionario biografico della Calabria curato da ICSAIC.

Costantino Arlìa, purista della lingua e accademico della Crusca

Atto di nascita di C. Arlìa

Copano è una località di Aiello, conosciuta per le curve tortuose della strada provinciale che l’attraversa. Il 24 agosto del 1828, alle ore dodici, arriva in Comune la signora Grazia Casanova, di professione levatrice, di anni 60, e presenta al sindaco ed Ufficiale dello Stato Civile, Geniale Maruca, un bambino appena nato. È stato ritrovato dalla signora Casanova qualche ora prima, alle 7 del mattino, “avanti la Pagliaia del suo fondo detto Copano ove domicilia”. Il neonato è stato abbandonato, così riporta l’atto di nascita, “dagli autori dei suoi giorni, in fasciato con alcuni panni di lino bianco, con fascia di Bambace bianca, ricci di cambri bianchi, al collo, legato con un cordone di lana nero, con una barca di seta, color paglino e fettuccia rossa ed altra bianca colla testa ignuda senza alcun segno, cifra, o lettera sul collo. Noi ufficiali dello Stato Civile – prosegue il documento – dopo aver visitato detto bambino l’abbiamo ritrovato essere maschio, della età apparente di tre giorni. La stessa ha inoltre dichiarato di dare al bambino nome di Costantino cognome Adriano”. Nello stesso documento, è annotato che il 16 gennaio 1836, 8 anni più tardi, don Bonaventura Arlìa, dottore fisico e cerusico di Amantea dichiarerà di riconoscere per proprio figlio il piccolo Costantino, nato il 23 di agosto del 1828. Inoltre, lo stesso 24 agosto, dopo la registrazione in comune, il trovatello riceverà il battesimo nella chiesa di Santa Maria Maggiore.
Costantino, dunque, adottato dalla levatrice, cresce ad Aiello. La sua formazione scolastica inizia però nel seminario di Tropea, nella cui Diocesi erano compresi all’epoca sia Aiello che Amantea. In seguito, dopo un periodo di studio da autodidatta, si trasferisce a Napoli, dove si laurea in Giurisprudenza. È il 1861 quando inizia la carriera in magistratura come Procuratore del Re presso il Tribunale di Ivrea. Da qui andrà a Torino come capo sezione al Ministero di Grazia e Giustizia; e poi a Roma. Nel 1890 si dimette per motivi di salute dall’incarico ministeriale di direttore della seconda divisione e subito dopo, nel febbraio 1891, si trasferisce a Firenze, assieme alla compagna Giuseppina Massaglia. Con quest’ultima si sposa nella città del Giglio, ormai avanti con gli anni, il 4 febbraio 1906. Nel capoluogo toscano, Costantino Arlìa passa a miglior vita nella sua casa di via S. Gallo 81, per una emorragia cerebrale, il 18 febbraio del 1915. «L’ultimo periodo della sua lunga vita (morì a 86 anni) – si legge nel necrologio pubblicato sul «Giornale storico della letteratura italiana» – venne funestato dalla cecità, ma egli sopportò con stoicismo la sua sventura, consolando le tenebre da cui era avvolto con le luci sempre vivide della memoria e dell’intelletto». Fu, il Nostro, secondo l’anonimo estensore, «editore e annotatore amoroso e sagace», sebbene non «un letterato di professione, ma ciò non tolse che egli amasse e studiasse le lettere nostre con vera e instancabile passione».
Costantino Arlìa che per tanti anni aveva svolto la professione di magistrato, è conosciuto però come filologo e italianista. Tra le sue pubblicazioni più note, il “Lessico dell’infima e corrotta italianità” che scrisse insieme a Pietro Fanfani. La competenza filologica e lessicografica acquisita, nonché le numerose pubblicazioni a tema, fecero dell’Arlìa un autorevole linguista, tanto da essere chiamato a far parte dell’Accademia della Crusca.

Per approfondimenti: Dizionario Biografico della Calabria contemporanea dell’ICSAIC (Voce Arlìa Costantino)

Online sul Dizionario biografico della Calabria contemporanea curato dall’Icsaic le biografie di 4 Aiellesi

Si tratta di Nando Aloisio, Costantino Arlìa, Federico e Giovanni Solimena.

Come annunciato giorni fa sul sito dell’ICSAIC che abbiamo riportato pure su questo blog, è online il Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea dal 1861 ai nostri giorni, curato per l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea dallo storico Pantaleone Sergi. L’”opera collettiva più importante che sia stata fatta in Calabria”, così è stata definita, è realizzata nell’ambito del progetto «Politica e Cultura in Calabria dal 1861 a oggi», in parte finanziato dalla Regione con i fondi del Pac Calabria.

Tra i 119 profili sinora pubblicati, ci sono per il momento anche quelli di quattro Aiellesi:

Progetto “Politica e cultura in Calabria dal 1861 ad oggi – finanziato con fondi del PAC Calabria 2014-2020 – Annualità 2018 – AZIONE 3 – TIP. 3.2

Buona lettura.

Se vuoi essere informato anche su Telegram (canale Aiellesi nel Mondo News) qui di seguito il link:
https://t.me/AiellesiNelMondo

Parole di giornalismo in Costantino Arlìa

Qui di seguito, alcune parole del gergo giornalistico, quali “reportage“, “reporter“, “resocontista” e “canard“, l’odierna “fake news“, tratte dal dizionario de L’infima e corrotta italianità di Pietro Fanfani e Costantino Arlìa, linguista e accademico della Crusca, di origine calabrese.

Resocontista
Reporter
Canard, l’odierna fake news

A #IoLeggoPerchè2017 ci sono anche le scuole di Aiello Calabro

AIELLO CALABRO – Come anticipato nel titolo, anche le scuole secondarie di primo grado del plesso Costantino Arlìa di Aiello, partecipano all’iniziativa di promozione del libro e della lettura, organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) a sostegno delle biblioteche scolastiche di tutta Italia, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), con l’Associazione Librai Italiani (ALI), l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e Libriamoci! Giornate di lettura nelle scuole, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (MiBACT) e di RAI, sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura.
Per donare un libro alla biblioteca scolastica, è attivo il “gemellaggio” con la libreria “Alphabet” di Campora San Giovanni.

***

Milano, 19 ottobre 2017 – Poco meno di un milione e 400mila bambini e ragazzi coinvolti da #ioleggoperché 2017, la grande iniziativa nazionale di promozione del libro e della lettura, organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) a sostegno delle biblioteche scolastiche di tutta Italia, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), con l’Associazione Librai Italiani (ALI), l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e Libriamoci! Giornate di lettura nelle scuole, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (MiBACT) e di RAI, sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura.
“Sono oltre 1.301.000 gli studenti di tutta Italia – dalle primarie alle secondarie di secondo grado, a cui si aggiungono altri 75mila bambini delle scuole dell’infanzia – che avvieranno progetti di lettura, laboratori, visite e percorsi didattici grazie ai libri derivanti dalla nostra iniziativa – ha spiegato Ricardo Franco Levi, presidente di AIE – . Sono infatti 5.636 le scuole che hanno aderito al progetto: un numero più che raddoppiato, parliamo del 133,1% in più, rispetto all’edizione 2016. In crescita è anche il numero delle librerie, 1774 in tutta Italia, in cui dal 21 al 29 ottobre, per nove giorni, tutti i cittadini potranno acquistare i libri da destinare alle scuole, per creare o potenziare le biblioteche con uno o più volumi, suggeriti dalle scuole stesse ai librai”.
“I dati sulle adesioni all’edizione 2017 di #ioleggoperché sono importanti e incoraggianti – aggiunge la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli -. Ogni sforzo che viene fatto per promuovere la lettura fra le nuove generazioni è prezioso: la lettura rende liberi ed è strumento di emancipazione. La lettura stimola la capacità critica, leggere ci aiuta ad acquisire gli strumenti per comprendere ciò che ci sta intorno, ci rende cittadine e cittadini attivi e consapevoli. Sono messaggi che dobbiamo trasmettere con forza. Per questo, come Ministero, sosteniamo #ioleggoperché che ha anche il grande pregio di essere una iniziativa che contribuisce alla crescita del patrimonio librario delle scuole, permettendo alle ragazze e ai ragazzi che vivono in contesti socio-economici meno favorevoli di non rinunciare alla lettura. #ioleggoperché è una grande operazione di inclusione sociale”.
Al termine della campagna, anche gli editori aderenti all’AIE contribuiranno destinando alle biblioteche scolastiche un monte libri pari alla donazione dei cittadini calcolata su base nazionale (fino a un massimo di 100.000 volumi), che arriverà nelle scuole, sempre attraverso le librerie, entro la fine dell’anno scolastico.
Per aiutare i librai a conteggiare e registrare i libri donati è stata predisposta un’app #ioleggoperché, scaricabile sia per sistemi iOS che Android.
Il progetto – presentato oggi a Milano alle Gallerie d’Italia – nasce per portare o riportare nella quotidianità dei ragazzi i libri. Un’indagine, realizzata dall’Ufficio studi AIE, a cui hanno partecipato 709 scuole aderenti all’edizione 2016 (sulle 2.414 totali) ha infatti evidenziato come #ioleggoperché per l’87,5% delle risposte abbia soddisfatto l’obiettivo di promuovere la lettura tra gli studenti, contribuendo a incrementare le dotazioni scolastiche in modo significativo a livello nazionale: “I numeri di libri per studente sono così passati, grazie al progetto, da 3,9 in media a studente a 5,2, collocati quasi nella metà dei casi (45,3%) nella biblioteca centrale – ha sottolineato Alessandro Monti, vicepresidente di AIE . Ciò che è più significativo è però l’impatto di questi libri nelle scuole: nel 63,4% dei casi si sono registrati laboratori di lettura, nel 46,5% prestiti di libri agli alunni, nel 31% visita nelle librerie o nelle biblioteche (27%), nel 26,5% incontri con gli autori”.
Proprio per questo continua con convinzione la sinergia con Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole, l’iniziativa promossa da MiBACT e MIUR per portare la lettura ad alta voce nelle scuole, anche attraverso la partecipazione di autori, giornalisti ed editori in un grande gioco di squadra: “Dal 23 al 28 ottobre decine e decine di autori saranno nelle aule in tutta Italia – ha commentato Romano Montroni, presidente del Centro per il Libro e la Lettura -. Credo che il rapporto tra scuola e libro sia basato su un processo di costante compenetrazione. Se sapremo trasmettere la passione per la lettura ai ragazzi, saranno loro, poi, a fare tutto il resto e condividere questa passione in famiglia e con gli amici”.
Circa un centinaio i grandi testimonial di questa edizione 2017 che hanno deciso di svelare il segreto del loro amore per i libri per divulgare il progetto: Carlos Luis Zafón, Aldo Cazzullo, Beppe Fiorello, Luca Barbareschi, Erri De Luca, Giovanni Allevi, Silvia Avallone, Franco Arminio, Daniele Silvestri, Levante, Alessia Gazzola, Elisabetta Gnone, Giacomo Poretti, Giuseppe Festa, Pierfrancesco Favino, Yu Hua, Ghemon, Carolyn Smith, Paolo Ganz, Andrea Vitali, Nicola Gardini, Glenn Cooper, Wulf Dorn, i Trejolie, Federico Moccia tra i tanti. Hanno raccontato in video il loro #ioleggoperché anche i giovani calciatori della Lega B, Daniele Buzzegoli, Filippo Berra, Luca Fiordilino, Matteo Brighi, Luca Martinelli e Angelo D’Angelo. Testimonial d’eccezione, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini(https://youtu.be/o1y9bRZowNQ).
L’iniziativa, anche quest’anno, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento della Medaglia del Presidente della Repubblica.
I numeri
Edizione record, quella 2017: 5.636 scuole, 1.774 librerie tra indipendenti e di catena, circa 100 testimonial per contribuire a potenziare le biblioteche nelle scuole di tutta Italia.
Nel dettaglio, hanno aderito 2.412 scuole primarie, 1.246 scuole secondarie di primo grado e 630 scuole secondarie di secondo grado. Le scuole dell’infanzia hanno risposto in 1.348, un risultato notevole per la fascia d’età più ricettiva alla sensibilizzazione alla lettura.
Gli istituti partecipanti hanno avviato quasi 11.000 gemellaggi con le librerie, grazie a cui possono anche, attraverso la piattaforma on line, comunicare alle librerie suggerimenti e indicazioni sui libri desiderati.
La suddivisione territoriale vede emergere il 46% delle scuole iscritte nell’Italia del Nord, il 25% nelle scuole del Centro, e il restante 29% nelle scuole del Sud e nelle isole.
Tra le regioni che spiccano per partecipazione, oltre alla Lombardia con quasi 800 scuole coinvolte, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto dove le scuole iscritte sono circa 500 e a poche unità di stacco Campania, Lazio, Puglia e Sicilia con più di 400 scuole, a testimoniare che il desiderio di libri attraversa da Nord a Sud la penisola.
Sono oltre 1.500 i Messaggeri – gli appassionati volontari a sostegno dell’iniziativa – che si sono gemellati con le librerie: nel periodo dal 21 al 29 ottobre entreranno in gioco attivamente per promuovere la campagna nelle librerie, al fianco dei librai.
Le iniziative
Tantissime le iniziative, gli incontri con gli autori, gli eventi e le manifestazioni legate alla lettura che fanno di #ioleggoperché 2017 un vero evento diffuso nazionale. Basta consultare la pagina eventi della piattaforma on line, dove tutti i protagonisti – librerie, gruppi di lettura, biblioteche, editori – possono inserire la loro attività, per scoprire quale delle centinaia di iniziative dedicate alla letturaprende vita nel proprio territorio durante i 9 giorni di campagna – ma anche successivamente, visto che la piattaforma vive tutto l’anno.
Grande novità 2017 è il contest #ioleggoperché a cui hanno aderito centinaia di scuole in tutta Italia con la collaborazione delle librerie gemellate, chiamate a organizzare insieme, durante i nove giorni di campagna – dal 21 al 29 ottobre – un evento o un’attività in libreria per promuovere #ioleggoperché 2017 e incentivare così le donazioni. Si vedranno letture ad alta voce, incontri con l’autore, flash mob letterari, lezioni, gare di abilità, spettacoli, installazioni in vetrina: nessun limite alla fantasia delle scuole per promuovere la lettura e le donazioni. Le 5 scuole che avranno organizzato le attività più creative, originali ed efficaci, saranno premiate con 5 buoni del valore di 2000 euro per l’acquisto di libri in libreria.
#ioleggoperché 2017 coinvolge anche il mondo dello sport: oltre alla Lega B intervenuta con i suoi calciatori come testimonial, l’iniziativa raggiunge anche i campi di calcio il 24 e 25 ottobre per la decima giornata di campionato Serie A TIM 2017/2018.
Quest’anno oltre al contributo attivo delle librerie, snodo fondamentale tra istituzioni scolastiche, docenti, famiglie e Messaggeri, sarà importante il contributo attivo delle biblioteche civiche che, grazie al coordinamento di AIB, organizzeranno eventi, incontri con gli studenti, presentazioni, servizi informativi speciali.
#ioleggoperché 2017 è un progetto di AIE, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni e Attività culturali e del Turismo e della Rai, sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura e in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Associazione Librai Italiani- Confcommercio Imprese per l’Italia, Associazione Italiana Biblioteche e Libriamoci! Giornate di lettura nelle scuole.
Media partner: Corriere della Sera, Gruppo Mondadori, Rai Radio3, Robinson La Repubblica, TGcom24
Media supporter: Famiglia Cristiana, Giornale della Libreria, Il Fatto Quotidiano, Il Giornalino, IlLibraio.it, LaF, La Stampa, Lettera43, Libreriamo, Pagina99, RadioLibri, RadioRadicale, Studenti.it
Con il sostegno di: Pirelli
Technical Partner: Meli, Ceva
Con il supporto di: Ibs.it, LaFeltrinelli.it, Libraccio.it, Lega B, Mondadori.Store, Lega Serie A
Si ringrazia: Gallerie d’Italia – Piazza Scala
Partecipano all’organizzazione: ALI, Ancora, LaFeltrinelli, Giuntialpunto, Libraccio, Librerie Claudiane, Librerie Coop, MondadoriStore, Paoline, San Paolo, TCI Touring Club Italiano, Ubik
Elenco librerie aderenti disponibile qui: 
Social
Facebook: @ioleggoperche – https://www.facebook.com/ioleggoperche/
Twitter: @ioleggoperche – https://twitter.com/ioleggoperche
Instagram: ioleggoperche – instagram.com/ioleggoperche

Il 18 febbraio del 1915 muore a Firenze l'Aiellese Costantino Arlìa, purista della lingua e accademico della Crusca

Copano è una località a sud est di Aiello, conosciuta per le curve tortuose della strada provinciale che l’attraversa. Il 24 agosto del 1828, alle ore dodici, da quella frazione arriva in Comune la signora Grazia Casanova, di professione levatrice, di anni 60, e presenta al sindaco ed Ufficiale dello Stato Civile, Geniale Maruca, un bambino appena nato. È stato ritrovato dalla signora Casanova qualche ora prima, alle 7 del mattino, “avanti la Pagliaia del suo fondo detto Copano ove domicilia”. Il neonato è stato abbandonato, così riporta l’atto di nascita, “dagli autori dei suoi giorni, in fasciato con alcuni panni di lino bianco, con fascia di Bambace bianca, ricci di cambri bianchi, al collo, legato con un cordone di lana nero, con una barca di seta, color paglino e fettuccia rossa ed altra bianca colla testa ignuda senza alcun segno, cifra, o lettera sul collo. Noi ufficiali dello Stato Civile dopo aver visitato detto bambino l’abbiamo ritrovato essere maschio, della età apparente di tre giorni. La stessa ha inoltre dichiarato di dare al bambino nome di Costantino cognome Adriano”. Nello stesso documento, è annotato che il 16 gennaio 1836, 8 anni più tardi,don Bonaventura Arlìa, dottore fisico e cerusico di Amantea dichiarerà di riconoscere per proprio figlio il piccolo Costantino, nato il 23 di agosto del 1828. Inoltre, lo stesso 24 agosto, dopo la registrazione in comune, il trovatello riceverà il battesimo nella chiesa di Santa Maria Maggiore.
Costantino, dunque, adottato dalla levatrice, cresce ad Aiello. La sua formazione scolastica inizia però nel seminario di Tropea, nella cui Diocesi erano compresi all’epoca sia Aiello che Amantea. In seguito, dopo un periodo di studio da autodidatta, si trasferisce a Napoli, dove si laurea in Giurisprudenza. È il 1861 quando inizia la carriera in magistratura come Procuratore del Re presso il Tribunale di Ivrea. Da qui andrà a Torino come capo sezione al Ministero di Grazia e Giustizia; e poi a Roma. Nel 1890 si dimette per motivi di salute dall’incarico ministeriale di direttore della seconda divisione e subito dopo, nel febbraio 1891, si trasferisce a Firenze, assieme alla compagna Giuseppina Massaglia. Con quest’ultima si sposa nella città del Giglio, ormai avanti con gli anni, il 4 febbraio 1906. Nel capoluogo toscano, Costantino Arlìa passa a miglior vita nella sua casa di via S. Gallo 81, per una emorragia cerebrale, il 18 febbraio del 1915. «L’ultimo periodo della sua lunga vita (morì a 86 anni) – si legge nel necrologio pubblicato sul «Giornale storico della letteratura italiana» – venne funestato dalla cecità, ma egli sopportò con stoicismo la sua sventura, consolando le tenebre da cui era avvolto con le luci sempre vivide della memoria e dell’intelletto». Fu, il Nostro, secondo l’anonimo estensore, «editore e annotatore amoroso e sagace», sebbene non «un letterato di professione, ma ciò non tolse che egli amasse e studiasse le lettere nostre con vera e instancabile passione».
Costantino Arlìa che per tanti anni aveva svolto la professione di magistrato, è conosciuto però come filologo e italianista. Tra le sue pubblicazioni più note, il “Lessico dell’infima e corrotta italianità” che scrisse insieme a Pietro Fanfani. La competenza filologica e lessicografica acquisita, nonché le numerose pubblicazioni a tema, fecero dell’Arlìa un autorevole linguista, tanto da essere chiamato a far parte dell’Accademia della Crusca. 
Per approfondimenti QUI