Salario minimo negli appalti, Laghi: «Primo passo in commissione sanità. La proposta di legge presenta anche un valore etico»

Il consigliere regionale e segretario questore lancia la proposta sulla retribuzione minima garantita e rimarca: «Il nostro modello richiama quello pugliese non bloccato dalla Consulta».

«La proposta di legge sulla tutela della retribuzione minima salariale nei contratti pubblici della Regione Calabria ha affrontato il primo passaggio in commissione Sanità. È il provvedimento che introduce, per la prima volta nell’ordinamento regionale, una soglia retributiva minima tabellare di nove euro lordi l’ora per il personale impiegato negli appalti e nelle concessioni della Regione, delle aziende del sistema sanitario, delle agenzie e di tutti gli enti strumentali regionali». Lo dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.

«La soglia dei nove euro opera come un livello minimo di garanzia – evidenzia Laghi –: si applica ai trattamenti oggi più bassi, mentre i contratti collettivi che già assicurano retribuzioni superiori restano pienamente salvaguardati. È, praticamente, un pavimento sotto il quale nessuno può scendere».

«Il meccanismo – prosegue il consigliere regionale – è ancorato all’articolo 11 del Codice dei contratti pubblici, il decreto legislativo 36 del 2023: le stazioni appaltanti indicano il contratto collettivo più pertinente all’attività oggetto dell’appalto e verificano che preveda la soglia dei nove euro l’ora».

«Il nostro modello è quello salvato dalla Consulta – sottolinea Laghi –. Il senso della norma è di natura retributiva ed etica, e per questo non incide sui criteri di valutazione e aggiudicazione delle offerte, riservati alla competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza. È esattamente il punto su cui la Corte costituzionale, con la sentenza 60 del 2026, ha bocciato la legge della Regione Toscana, costruita sul punteggio premiale in gara. La Puglia, che ha scelto la stessa tecnica normativa che proponiamo per la Calabria, ovvero una soglia retributiva non derogabile, senza incidenza sui criteri di gara, ha visto il ricorso del Governo dichiarato inammissibile dalla Consulta con la sentenza 188 del 2025».

«La proposta di legge, su mia richiesta, verrà approfondita anche in la collaborazione con l’area giuridica e con i dipartimenti regionali competenti – conclude Ferdinando Laghi – ed ho altresì proposto l’audizione di Tecnici qualificati per ulteriori valutazioni di cui la materia, articolata e complessa, si può giovare, affinchè i prossimi passaggi istituzionali possano alla fine portare a decisioni condivise, finalizzate a condizioni di lavoro sempre più rispettose dei diritti dei lavoratori e della loro dignità».

Lorenzo Calogero: Il Poeta del Cosmo e l’Erede Novecentesco di Leopardi

di Carmelina Sicari

A Melicuccà si tiene il Festival della Poesia (dal 6 all’11 agosto 2026), un evento incentrato sulla memoria del grande poeta Lorenzo Calogero. Nato nel 1910 e scomparso nel 1961, Calogero si può definire a tutti gli effetti l’erede novecentesco di Giacomo Leopardi.

Non a caso, un volume a lui recentemente dedicato definisce “infiniti” i temi calogeriani. Analizziamo, ad esempio, questi celebri versi: “La non amante, amata che m’ama ancora“.

È la morte quella sul cui “virgineo senso” aspira ad addormentarsi il poeta di Recanati. Ma questo non basta a definire la vorticosa produzione di Calogero. Il testo di Luigi Tassoni, a cui accennavamo sopra, s’intitola proprio: “Gli infiniti di Lorenzo Calogero“.

Un titolo scelto per esprimere la parentela spirituale con l’Infinito dell’ermo colle. La poesia di Calogero, tuttavia, non fa riferimento a un sistema filosofico rigido e strutturato: vive di pura vibrazione e di suoni.

La Lingua Poetica e la Critica
Un “poco suono / anzi” raggiunge il poeta, vero e proprio figlio del cosmo. La sua scrittura vibra nell’energia dei singoli fonemi, muovendosi quasi “perpendicolarmente al vuoto”.

La poesia di Calogero è infinita nella dimensione di un linguaggio poetico che allude e cattura musicalmente, sia nella sua brevità sia nella sua drammatica intensità. Pochi critici hanno compreso appieno la grandezza di questo autore — tra questi spicca Andrea Zanzotto, che ne ha colto la vera essenza: un erede di Leopardi dal linguaggio spezzato e musicalmente tragico.

Il peso delle parole: da umili a ultimi, la metamorfosi del riscatto sociale

di Carmelina Sicari

Odo nelle cronache di questi giorni parole certo non nuove, ma che assumono un particolare valore, come un potente richiamo.

L’illusione dell’uguaglianza e i mille volti degli ultimi. Ultimi. Il Papa degli ultimi, e folle grandiose si mobilitano al richiamo che infine riconoscono come cardine dell’umanità. Non dovrebbero esserci ultimi nella scala sociale: è uno dei moniti — rimasto disatteso — della Rivoluzione Francese: Égalité, l’uguaglianza. Ma il termine ultimo è stato nella letteratura edulcorato e travestito con termini più accettabili: umili, vinti, o come i malheureux (gli sventurati, gli infelici).

Le categorie letterarie e sociali | Gli Umili (Manzoni): di umili si parla per Alessandro Manzoni. C’è un saggio di Angelandrea Zottoli intitolato proprio “Umili e potenti”. In effetti, nel romanzo manzoniano si contrappongono i potenti, alla cui balia vengono abbandonati gli umili: il peso della responsabilità e il giudizio della storia gravano su di loro. Ma gli umili non sono gli ultimi; umile è una categoria religiosa oltre che sociale, che allude a una virtù specifica: l’umiltà.

I Vinti (Verga): E poi ci sono i vinti. Qui non c’è alcuna aura religiosa. Su di loro — I Malavoglia verghiani, Mastro-don Gesualdo — pende la sorte, il fato. L’ombra del mondo classico si addensa inesorabile e cancella ogni loro sforzo, obbligandoli a una condizione di perenne emarginazione.

I Malheureux: I malheureux sono invece i protagonisti di una categoria politica, legati alla necessità di un riscatto sociale. «Sont la puissance de la terre» (Sono la potenza della terra). Si può amministrare il potere in loro nome, possono fornire la delega del potere, coprire il vuoto dei poteri tradizionali e legittimare i mutamenti.

Il ritorno del termine “Ultimi” | Gli ultimi prolungano questo elemento e varcano la soglia della modernità: ci raggiungono. La parola diviene nuova, si rinnova, acquista un nuovo vigore. È capace di emozionare, di interferire con la realtà e di muovere le folle.

Lago (CS): il 12 agosto il convegno “Turismo delle Radici: 10 anni di accoglienza”

Le radici non appartengono al passato. Sono il filo che ci unisce al futuro.

C’è un richiamo che attraversa il tempo e le distanze: è quello della terra d’origine, dei racconti di famiglia, delle tradizioni che continuano a vivere nel cuore di chi è partito e di chi custodisce la memoria delle proprie comunità.

Per celebrare questo legame nasce il convegno “Turismo delle Radici: 10 anni di Accoglienza”, un momento di incontro e riflessione dedicato a un percorso che, da dieci anni, promuove il ritorno alle origini come occasione di scoperta, appartenenza e sviluppo del territorio.

L’iniziativa – in programma a Lago il 12 agosto 2026, alle ore 19 nei locali dell’Auditorium Comunale – è promossa dall’Associazione Laghitani nel Mondo, da sempre impegnata nel rafforzare il legame tra la comunità locale e i suoi figli nel mondo.

Con il patrocinio dei Comuni di Aiello Calabro, Lago, Cleto, San Pietro in Amantea e Serra D’Aiello e dell’Associazione Nazionale Genealogia, Turismo delle Radici e Rurale, il convegno sarà un’occasione per condividere esperienze, valorizzare la memoria collettiva e guardare insieme alle opportunità che il Turismo delle Radici offre ai nostri territori.

Il Programma dell’Incontro | L’evento sarà moderato dalla Dott.ssa Elvira Sacco, esperta in Turismo delle Radici. A seguire i saluti Istituzionali di Enzo Scanga, sindaco del Comune di Lago (CS). Interverranno: Giuseppe Cino, presidente dell’Associazione Laghitani nel Mondo, Danilo Verta di Vita Calabria Tours e i sindaci del Comprensorio con testimonianze sulle opportunità del turismo delle radici per il rilancio dei territori locali. Le conclusioni sono affidate a Orlandino Greco, consigliere Regionale della Calabria e delegato per i rapporti con i Calabresi nel Mondo.

A conclusione della serata, gli ospiti saranno invitati a un percorso di degustazione dei prodotti tipici laghitani, un viaggio nei sapori autentici della tradizione locale, curato con passione da: Macelleria Ferdinando Sacco, Panetteria-Pasticceria Iuliano Paolo, Enoteca Ermogesto Piluso, Azienda Agricola Settimio Mazzotta.

Perché ritrovare le proprie radici significa anche riscoprire i profumi, i sapori e l’ospitalità che rendono unica la nostra terra.

L’Associazione Laghitani nel Mondo vi aspetta per celebrare insieme dieci anni di accoglienza, identità e futuro.

Trasporto pubblico locale, Laghi: «Subito un tavolo regionale sulla vertenza Amaco, a rischio 108 posti di lavoro»

Il consigliere regionale presenta un’interrogazione urgente alla Giunta regionale sulle vicende legate all’azienda di tpl di Cosenza, dopo l’appello dei sindacati lanciato il 28 luglio in Piazza dei Bruzi.

«La vertenza Amaco si trascina ormai da troppi anni e oggi mette a rischio il trasporto pubblico locale nell’area urbana di Cosenza, e non solo, e i 108 posti di lavoro degli attuali dipendenti dell’azienda. Parliamo di un servizio che rappresenta un diritto essenziale per migliaia di cittadini, studenti e lavoratori pendolari, ma anche persone la cui salute è collegata anche alla mobilità loro consentita e assicurata. E di 108 famiglie il cui reddito dipende dalla tenuta dell’azienda. La gestione in esercizio provvisorio garantisce la prosecuzione del servizio, ma non offre alcuna garanzia sugli asset strategici né sul rischio di apertura di una procedura di licenziamento collettivo». Lo dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.

«Il 28 luglio scorso, in Piazza dei Bruzi, Cgil, Filt-Cgil Calabria e altre organizzazioni sindacali hanno lanciato un appello chiaro: sospendere i licenziamenti e garantire il diritto alla mobilità dei cittadini cosentini – evidenzia Laghi –. Una richiesta che la Regione Calabria deve impegnarsi a raccogliere, trattandosi di un servizio pubblico fondamentale che rientra tra le sue competenze dirette e che non può restare senza risposta».

«Per questo ho presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta al presidente della Giunta regionale, per chiedere la convocazione immediata di un tavolo istituzionale con Regione, Comune di Cosenza, curatela e organizzazioni sindacali – afferma ancora il consigliere regionale –. Ho chiesto inoltre quali iniziative la Regione intenda assumere per garantire la continuità del servizio, quali azioni intenda porre in essere per scongiurare qualsiasi procedura di licenziamento, per salvaguardare gli attuali 108 posti di lavoro, e se intenda intervenire per preservare gli asset strategici dell’azienda, indispensabili per qualsiasi prospettiva industriale futura».

«Chiedo, infine, alla Giunta regionale – conclude Ferdinando Laghi – una risposta tempestiva a queste mie domande. Su questa vertenza non è possibile perdere altro tempo, perché in gioco ci sono 108 posti di lavoro e la funzione basilare che il trasporto pubblico locale svolge per l’intera area di Cosenza».

“L’amico Geniale” in Sila Piccola. Il racconto ciclosofico di una pedalata nei boschi, di Pierluigi Pedretti

Postiamo un articolo di Pierluigi Pedretti che racconta una uscita in bici nella Sila Piccola, dove per caso incontra “Geniale”. “Sulu munti e munti ‘un se ‘ncontrenu”, il mio commento, mentre informo l’autore del pezzo, che l’amico Geniale lo conosco da un paio di anni. Geniale è un signore di Pentone e il nome Geniale è – meglio dire era – diffuso prevalentemente ad Aiello Calabro e dintorni. Dunque, come può una persona di un paesino in provincia di Catanzaro chiamarsi come il Santo Patrono di Aiello? La spiegazione c’è, e secondo lo scrivente, è verosimilmente questa: dal momento che anche il nonno del nostro si chiamava Geniale, e chissà forse anche il nonno del nonno (del nonno ecc.), potrebbe trattarsi di quel mastro ferraio che viene citato dal manoscritto di Geniale Maruca del 1763, come si può leggere dal ritaglio allegato. Buona lettura

I frutti scientifici del Centenario barbalonghiano: conferme, scoperte, riflessioni critiche. Appuntamento ad Aiello il 31 luglio

Aiello Calabro (CS) – Le celebrazioni dedicate a Pietro Barbalonga — scalpellino, architetto e artista siciliano che tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento operò in Calabria lasciando ad Aiello Calabro (da poco entrato nei “I Borghi più belli d’Italia”) un’impronta ancora oggi visibile nel patrimonio monumentale — ritornano ad Aiello per tracciare un primo consuntivo, dopo i diversi appuntamenti tenutisi in altri luoghi della regione (Paola, Cosenza, Scigliano).

L’appuntamento è in programma per venerdì 31 luglio 2026, alle ore 22.00, in Piazza Plebiscito, con l’incontro pubblico dal titolo “I frutti scientifici del Centenario barbalonghiano: conferme, scoperte, riflessioni critiche”. Dopo i saluti del Sindaco Luca Lepore e dell’Assessore alla Cultura Olga Terranova, interverranno il Can. Don Salvatore Fuscaldo, Direttore del Museo Diocesano di Cosenza, e Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore scientifico delle Giornate di studio e della mostra su Pietro Barbalonga, per tracciare un bilancio dei risultati scientifici e delle scoperte emerse nel corso delle iniziative.

Le celebrazioni per il quarto centenario della morte di Pietro Barbalonga (1626-2026) si inseriscono nel più ampio progetto culturale “Sentieri d’Arte”, dedicato alla storia dell’arte rinascimentale in Calabria e finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito dell’avviso “Attività Culturali – Annualità 2025”, con risorse POC 2014/2020 – Az. 6.8.3.

Il programma si era aperto il 23 aprile 2026 — data simbolica dell’anniversario della morte dell’artista — con una conferenza di apertura presso la Biblioteca Civica di Aiello Calabro. All’incontro, introdotto dal Sindaco Luca Lepore, hanno preso parte studiosi ed esperti chiamati ad approfondire il profilo umano e professionale di Barbalonga e il suo ruolo nella tradizione artistica locale. Nella stessa giornata è stato inoltre proiettato il documentario “Pietro Barbalonga da Messina ad Aiello Calabro”.

Il percorso è poi proseguito il 2 e 3 maggio 2026 con l’inaugurazione, presso Palazzo Giannuzzi (meglio conosciuto come Palazzo Cybo Malaspina) ad Aiello Calabro, della mostra fotografica “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura: Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro”. Dal 5 giugno al 22 luglio, l’esposizione si è trasferita a Cosenza presso l’Archivio di Stato, a testimonianza della sinergia tra il Comune di Aiello Calabro e le istituzioni culturali del territorio.

L’incontro del 31 luglio rappresenta un fondamentale momento di sintesi, offrendo l’occasione per fare il punto sulle conferme storiografiche, sulle nuove scoperte documentarie e sulle riflessioni critiche maturate grazie al lavoro degli studiosi e delle istituzioni coinvolte.

L’iniziativa gode del patrocinio e della collaborazione di numerosi enti e istituzioni: l’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, l’Archivio Storico Diocesano, il Museo Diocesano di Cosenza, la Concattedrale Maria SS. di Romania di Tropea, il Ministero della Cultura, l’Archivio di Stato di Cosenza, la Basilica Santuario di San Francesco di Paola, il Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, l’Istituto Italiano dei Castelli (sez. Calabria) e l’Istituto Comprensivo Amantea-Campora-Aiello Calabro.

Ulteriori iniziative in programma per l’anno barbalonghiano si svolgeranno nelle prossime settimane.

Profilo sintetico dell’artista Pietro Barbalonga | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto per la prima volta ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizzò la Cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Stabilitosi definitivamente nel feudo calabrese, nel 1609 sposò Isabella Giannuzzi, divenendo una figura di primo piano nella vita artistica locale.
Nel corso degli anni ricevette numerose committenze per cappelle, sepolcri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del Convento di Santa Chiara ad Aiello. Oltre all’attività scultorea, rivestì un ruolo centrale come architetto, progettista e direttore di cantiere, fondando una vera e propria bottega per formare numerosi apprendisti nell’arte dello scalpello e del disegno. Il suo stile si colloca nella transizione tra Rinascimento e Barocco, con influenze della scuola messinese e romana. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella chiesa Matrice, a testimonianza del prestigio sociale raggiunto nella comunità d’adozione.

Contatti
Ufficio stampa & social media | tillesino@gmail.com | 349 5767435
Per maggiori informazioni: https://pietrobarbalonga2026.wordpress.com/

Il Cammino di Tarquinia. Comunicazioni del 22 luglio 2026

IL CAMMINO DI TARQUINIA

Nei mesi scorsi avevamo lanciato la proposta di svolgere il cammino il 26 luglio 2026, giorno dei Santi Anna e Gioacchino (genitori di Gesù). Si tratta di una data fortemente simbolica, che richiama il 26 luglio 1667, quando Tarquinia Ferrise portò le reliquie di San Geniale da Amantea ad Aiello. In alternativa, si era ipotizzato il 25 luglio (San Giacomo). Entrambe le date, cadendo di sabato e domenica, avrebbero garantito una maggiore disponibilità di partecipazione.
Tuttavia, le temperature estive attuali sconsigliano vivamente di intraprendere a luglio un percorso di oltre 20 km.
Nel 1667, secondo i dati storici e climatologici, le temperature erano decisamente più fresche: tra il 1645 e il 1715 si verificò infatti il cosiddetto Minimo di Maunder all’interno della Piccola Età Glaciale, un periodo di ridotta attività solare che garantiva estati meno torride di quelle odierne. Il tragitto affrontato dagli Aiellesi dell’epoca fu quindi percorso con un clima molto più sopportabile.
A ciò si aggiunge che ad Aiello, per il 25 e il 26 luglio, sono già previste diverse manifestazioni ed è opportuno evitare sovrapposizioni.
Per questi motivi è necessario individuare una data più “chilla via”, sperando che siate in tanti a voler prendere parte a questo pellegrinaggio. Lo scrivente e l’amico Pedretti hanno già collaudato il percorso due volte questo inverno, testando due tracciati differenti, e a breve effettueranno una terza perlustrazione, in preparazione dell’anniversario n° 360, IL 26 luglio 2027, dell’ARRIVO AD AIELLO DI SAN GENIALE MARTIRE!

San Geniale e l’arrivo ad Aiello
La storia di Tarquinia Licci (vedova Ferrise) è una delle narrazioni devozionali più affascinanti e radicate della tradizione popolare calabrese, sospesa tra fede, miracolo e orgoglio identitario. Al centro di questo racconto c’è il legame indissolubile tra Aiello e il suo santo patrono, San Geniale Martire.

Il viaggio di San Geniale da Roma alla Calabria
San Geniale, un giovane martire cristiano del III secolo, riposava nelle catacombe di San Lorenzo a Roma. Nel 1656, per concessione di papa Alessandro VII e grazie all’intercessione del potente cardinale Alderano Cybo (la cui famiglia era feudataria del ducato di Aiello), le sacre reliquie del Martire vennero donate alla comunità aiellese.
La preziosa cassetta quadrata, contenente le ossa del Santo e un’ampolla con il suo sangue, partì da Roma alla volta di Napoli e da lì fu imbarcata su una nave diretta in Calabria. La nave approdò sulla spiaggia di Amantea il 26 luglio 1667.

Il miracolo sulla spiaggia di Amantea
Quando la cassa con le reliquie venne depositata sulla costa, l’entusiasmo e il valore del carico attirarono subito l’attenzione di alcuni abitanti di Amantea, che decisero di appropriarsi del corpo del Santo.
È qui che entra in scena Tarquinia Licci, una donna di Aiello. La tradizione narra che Tarquinia non fosse solo una vedova devota, ma che fosse anche tormentata dal demonio. Di fronte al tentativo degli Amanteani di sottrarre il Santo, si verificò un duplice evento prodigioso:
• Il prodigio del peso: quando gli uomini di Amantea tentarono di sollevare la cassa di legno per portarla via, questa divenne improvvisamente pesantissima, quasi fosse di piombo, rendendo impossibile qualsiasi spostamento.
• La liberazione di Tarquinia: solo Tarquinia, tra lo stupore generale, si avvicinò alla cassa e riuscì a sollevarla con estrema facilità, come se fosse leggera come una piuma. Nel momento esatto in cui prese tra le mani le reliquie del martire bambino, la donna venne istantaneamente e miracolosamente liberata dal demonio che la possedeva.
Forte del miracolo appena compiuto, Tarquinia si caricò la cassa sulle spalle e si incamminò risalendo la costa e i fitti boschi dell’entroterra, portando in salvo le spoglie del Santo fin dentro le mura protette del ducato di Aiello.

L’eredità storica e “Il Cammino di Tarquinia”
Pochi mesi dopo quell’epico viaggio, il 6 maggio 1668, San Geniale venne ufficialmente acclamato e proclamato Patrono di Aiello Calabro.

Ancora oggi, a distanza di secoli, la memoria di questo evento è più viva che mai. Per rievocare lo storico cammino compiuto dall’eroica donna aiellese, è stato recentemente tracciato il “Cammino di Tarquinia”: un affascinante percorso naturalistico e spirituale che si snoda da Amantea fino ad Aiello Calabro, ricalcando proprio i passi compiuti da Tarquinia con le Reliquie di San Geniale sulle spalle.

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Il comune di Lago e l’Università di Malta per cercare la tomba di Fra Bernardo

Lago sarà al centro di un importante progetto di ricerca internazionale.

Venerdì 24 luglio inizierà la missione scientifica che punta a individuare il luogo di sepoltura del Beato Fra Bernardo dello Spirito Santo, attraverso l’impiego del georadar (GPR), tecnologia non invasiva che permette di “leggere” il sottosuolo senza scavare.

Le indagini si svolgeranno nell’antico complesso di Santa Maria degli Angeli, dove si dice che sia collocata la sepoltura del fondatore del convento degli Agostiniani Scalzi.

Un progetto di grande valore storico e culturale in cui il Comune di Lago e il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Malta lavoreranno insieme a un qualificato gruppo di studiosi e ricercatori.

Un sentito ringraziamento al dott. Francesco De Pascale, per l’impegno e la passione con cui ha promosso e seguito questa iniziativa, favorendo il dialogo con l’Università di Malta. Un progetto che contribuisce a valorizzare la storia, l’identità e il patrimonio della nostra comunità.

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Vinitaly, turismo e slogan: Rifondazione smonta la narrazione della “Calabria Straordinaria”

In questi giorni si è tenuto a Sibari l’evento Vinitaly and the City, la versione fuori salone del mega evento veronese sul mondo del vitivinicolo. Al netto dei seri dubbi, già avanzati da operatori del settore, rispetto alle effettive ricadute economiche per i piccoli produttori locali ingenerate da questa logica aggressiva e ecologicamente impattante dei grandi eventi, assistiamo a quella che ci sembra sia l’ennesima passerella da parte del Presidente.

Occhiuto questa volta è in ottima compagnia: nella serata di apertura dell’evento erano presenti, oltre all’assessore Gallo, i ministri Giuli e Lollobrigida.

Una fantasiosa “Calabria Straordinaria” è oggetto delle dichiarazioni dei ministri e del Presidente, che ci raccontano di una regione che cresce più di tutte le altre. Lo stesso rapporto Bankitalia, spesso citato dagli esponenti del centro-destra, ci restituisce però una fotografia della Calabria molto diversa da quella raccontata dal nostro Presidente: i livelli occupazionali sono inferiori rispetto alla media italiana, la retribuzione è in calo e i fondi sono non strutturati e quindi inefficienti sul lungo periodo. La crescita dell’economia, inoltre, è strettamente legata al lavoro stagionale il quale nasconde, non troppo velatamente, retribuzioni misere e precarietà diffusa, oltre che turni di lavoro estenuanti.

Nonostante ciò, il Presidente della regione afferma nelle sue dichiarazioni che è il momento di sfruttare la massiccia presenza di turisti, senza però che i calabresi si aspettino ulteriori aiuti regionali: bisogna “svegliarsi e fare impresa”!

Si tratta di dichiarazioni che promuovono un neoliberismo spicciolo, ideologicamente contrario all’intervento statale, sempre derubricato come assistenzialismo e contrapposto alle capacità individuali di “fare impresa” e al merito.

Il progresso della regione si misura ancora una volta tramite la lente del profitto, della capacità di “creare nuove opportunità economiche”, come ha affermato il ministro Lollobrigida a Lamezia ospite di Confagricoltura nella stessa giornata di ieri. Non c’è riferimento alcuno a questioni di primaria importanza che stanno interessando concretamente la vita dei calabresi e delle calabresi, come la sanità, il trasporto pubblico e la tutela del territorio.

Rifondazione Comunista rifiuta l’immagine completamente distorta che emerge da eventi di questo tipo. Ci sembra infatti inaccettabile che, nella narrazione ormai dominante, si antepongano alle esigenze vive dei calabresi e delle calabresi le necessità del turista stagionale.

In definitiva ci sembra che quella “Straordinaria” non sia affatto la regione che il 99% dei calabresi e delle calabresi vivono quotidianamente, bensì quella che è evidentemente immaginata da una giunta e da un gruppo ristretto di clienti e privilegiati, tutti completamente slegati da un contatto reale con la quotidianità.

Rifondazione Comunista Calabria