Manifesto dei giornalisti per la Costituzione

Riceviamo e postiamo il manifesto dei giornalisti per la Costituzione.

«Un giornalista libero non dispera e lotta per ciò che crede vero come se la sua azione potesse influire sul corso degli eventi. Non pubblica niente che possa istigare all'odio o provocare la disperazione. Ora, per poco che si conosca il meccanismo dell'informazione, è facile accertarsi dell'autenticità di una notizia. Ed è a questo che un giornalista libero deve prestare tutta la sua attenzione». (Albert Camus)
Fatti. Verità. Libertà. Sono i pilastri della professione del giornalista che trovano il proprio fondamento nell'articolo 21 della Costituzione italiana: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». La tutela della libertà di pensiero ha come base il pluralismo ideologico, fondamentale per offrire al lettore la “verità sostanziale dei fatti”, attraverso la quale poter formare la propria libera idea e a cui il giornalista deve sempre tendere.
Nel periodo in cui stiamo vivendo, segnato dalla pandemia, dove la paura si è impadronita degli individui e il bisogno di sicurezza spinge ad accettare acriticamente qualsiasi notizia, spesso fake news, si avverte ancora di più la necessità di giornalisti indipendenti, imparziali, slegati da partiti e ideologie politiche, da idee religiose e anche dalle nuove discriminanti categorie pro vax/no vax.
I Giornalisti per la Costituzione sono liberi, imparziali, riportano i fatti, verificano le notizie, non istigano all'odio, ripudiano la propaganda, si pongono al servizio della collettività, rifuggendo la menzogna e perseguendo la verità anche attraverso l’esercizio del dubbio e del diritto di critica.
I Giornalisti per la Costituzione si riconoscono nei valori sanciti dalla Carta costituzionale, imperniata sul rispetto della Persona, e si impegnano a difendere i diritti di libertà, uguaglianza e pari dignità sociale riconosciuti a tutti i cittadini, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali.
Il periodo in cui viviamo ha messo a dura prova le democrazie occidentali. La paura diffusa e la difficoltà di far fronte a una pandemia che ha provocato milioni di vittime hanno spinto i Governi ad attuare misure di emergenza spesso poco razionali, anche concentrando nelle proprie mani il potere legislativo costituzionalmente affidato al Parlamento. Le affermazioni contraddittorie e le manifestazioni pubbliche di politici, conduttori tv, giornalisti e personaggi noti, che sui social e sui mezzi di comunicazione attaccano da mesi una parte minoritaria della popolazione, fomentando odio e divisione sociale, hanno aperto la strada a norme discriminatorie e lesive dei diritti costituzionalmente garantiti a ogni cittadino italiano, con i rischi e i pericoli che questo comporta.
In uno Stato democratico i giornalisti dovrebbero essere i “cani da guardia del potere”, i garanti della democrazia che passa necessariamente per la pluralità di opinioni. Un ruolo al quale, per molteplici cause (precarietà della professione, mancanza di indipendenza della testata di appartenenza e così via), molti giornalisti sembrano avere abdicato e che noi vogliamo riaffermare in tutta la sua pienezza.
I Giornalisti per la Costituzione si pongono come la voce libera e democratica che raccoglie l'impegno di tanti professionisti dell'informazione, pronti a lottare contro ogni deriva o tentazione autoritaria di qualsiasi Governo presente o futuro dell'Italia.
I Giornalisti per la Costituzione vegliano anche sul depauperamento di organi come il Garante per la protezione dei dati personali, fondamentale per tutelare il cittadino nella società odierna, in cui la tecnologia e l'Intelligenza artificiale sono sempre più pervasive e rischiano di trasformare il potere in “panopticon”, un edificio istituzionale di controllo dove ogni libertà di pensiero potrebbe finire per non esistere più.

I giornalisti che intendono aderire possono scrivere a:
giornalistiperlacostituzione@gmail.com 
Sito web https://www.giornalistiperlacostituzione.com/
Pagina Facebook https://www.facebook.com/Giornalisti-per-la-Costituzione-103036198979283

Dublino, il 2022 all’insegna dell’Ulisse di Joyce

Con i festeggiamenti per celebrare il centenario dell’Ulisse, capolavoro di James Joyce, quest’anno, la capitale irlandese sarà ancora di più il luogo perfetto per tutti gli amanti della letteratura o per chi desidera scoprirla partendo, perché no, da uno dei “suoi” libri più famosi. E parlando di libri, prima di passare in rassegna i moltissimi eventi joyciani, va ricordato che il 2022 sarà anche il 125° anniversario di “Dracula”, scritto da un altro scrittore Dubliner DOC quale Bram Stoker.

Grazie a un fitto calendario di eventi, l’omaggio al centesimo compleanno di una delle opere più iconiche in lingua inglese trasformerà Dublino in un gioioso salotto letterario diffuso.

A partire da oggi, 2 febbraio, giorno dell’anno in cui nel 1922 uscì ufficialmente il libro che mise Dublino per sempre in evidenza su tutte le mappe letterarie, il luogo di nascita del suo autore sarà l’epicentro di tutte le celebrazioni e la Città della Letteratura dell’UNESCO si animerà con un programma di letture, conferenze, commissioni artistiche, momenti legati al gusto, tour a piedi, mostre, musica, teatro e molto altro.

Un intero romanzo in un giorno solo… per un anno di eventi!

Gli eventi del MoLI: Museum of Literature Ireland – www.moli.ie

Nell’Ulisse, la storia si svolge a Dublino, giovedì 16 giugno 1904 e nel gioco di numeri legati al centenario, oltre al palindromo numerico 2.2.22, coincidenza vuole che il 16 giugno di quest’anno cada proprio di giovedì. Va ricordato inoltre, che Joyce era molto superstizioso riguardo al 2 febbraio, anche perché la prima pubblicazione del suo romanzo sperimentale coincise con il suo 40° compleanno. E le celebrazioni joyciane di Dublino toccheranno uno dei loro momenti più intensi proprio 16 giugno, giorno tradizionalmente noto come “Bloomsday”, in onore del personaggio centrale del romanzo, Leopold Bloom.

In primo piano tra le attrazioni letterarie che segnano il centenario, c’è il Museum of Literature Ireland (MoLI), situato in una delle più belle dimore storiche di Dublino. Chiamato MoLI in omaggio a Molly Bloom, l’eroina di Joyce nell’Ulisse, è il punto focale delle celebrazioni: detiene la preziosa prima copia ufficiale del romanzo e nel corso di tutto l’anno, infatti, ospiterà una serie di interessanti appuntamenti, coinvolgendo artisti, scrittori, accademici e artisti per celebrare l’Ulisse e la sua capacità di continuare a influenzare trasversalmente la creatività.

L’avvio ufficiale è proprio oggi con il lancio di “Love, Says Bloom”, una nuova esplorazione visiva del nucleo familiare e amorosi di Joyce attraverso film, immagini, narrazioni e canzoni contemporanee. L’installazione, disponibile al MoLI fino al 3 luglio, è stata curata dalla stimata scrittrice e poetessa irlandese Nuala O’Connor.

Le sorprese non finiscono qua e oggi il MoLI annuncerà anche la line-up completa di artisti coinvolti per “Ulysses 2.2”, collaborazione tra il museo, l’innovativa compagnia di teatro, arte visiva e danza ANU, e Landmark Productions, uno dei principali produttori teatrali irlandesi: “Ulysses 2.2” vedrà la creazione di 18 nuove opere d’arte ispirate ai 18 capitoli del romanzo e prevede la collaborazione di importanti artisti irlandesi di tutte le discipline, tra cui figurano la scrittrice Anne Enright, nata a Dublino, l’editorialista e scrittore Fintan O’Toole, Poetry Irelanda, nonché la Irish National Opera con Marina Carr ed Evangelia Rigaki.

Inaugurazione di Ulysses 2.2 Episode 1: avrà luogo il 15 febbraio e sarà caratterizzata da una nuova installazione teatrale che utilizza un software di eye-tracking che illumina come le persone leggono l’Ulisse. Altre date saranno confermate nel corso del progetto.

In collaborazione con il Governo irlandese, il MoLI ha anche lanciato “Ulysses100”, una nuova piattaforma digitale e una guida agli eventi irlandesi e internazionali relativi al centenario. Il sito funzionerà come un centro di raccolta virtuale per registrare queste e altre attività anche per lo studio e la ricerca futuri. https://ulysses100.ie

“Ulysses100” mette in evidenza importanti eventi internazionali del centenario, tra cui “Ulysses Journey 2022”: sei nuovi film e lavori musicali di compositori irlandesi, che sono ispirati da, riflettono su, e/o rispondono idealmente all’Ulisse. “Ulysses Journey 2022” (https://ulysses100.ie/posts/ulysses-journey-2022) inizia a Dublino e a Parigi il 2 febbraio e andrà avanti fino a tutto il mese di aprile, viaggiando verso a Belfast e poi di nuovo verso Dublino, prima di traslocare a Budapest per il Bloomsday 2022 e concludendosi a Parigi il 18 giugno 2022.

Last but non least, il 28° simposio Internazionale di James Joyce, che si terrà dal 12 al 18 giugno, grazie alla collaborazione tra il Trinity College Dublin e l’University College Dublin (https://ulysses100.ie/posts/xxviii-international-james-joyce-symposium).

Gli eventi del James Joyce Centre con i suoi tour anche gastronomici, il Bloomsday Festival e un… francobollo!

Il MoLI non sarà naturalmente l’unico punto in cui si festeggerà Joyce e i suoi fan sono doppiamente invitati a visitare la città perché dal 2 febbraio anche il dublinese James Joyce Centre darà il via alle celebrazioni per il centenario. Ospitato da una splendida dimora georgiana menzionata nel romanzo ha inevitabilmente molti legami con Joyce e le sue opere, tra cui la porta originale del numero 7 di Eccles Street, l’indirizzo di Leopold Bloom nell’Ulisse, che custodisce nelle sue sale. www.jamesjoyce.ie

Gli eventi chiave includeranno una mostra di dipinti di Aidan Hickey, che si rifarà ai 18 episodi di Ulisse. Inoltre, il centro, sempre a partire da febbraio, organizzerà una serie di tour a piedi, che, oltre a toccare molti luoghi presenti nel romanzo, includerà performance e momenti legati al gusto.

Gli appassionati di letteratura potranno anche prenotare l’annuale Bloomsday Festival, gestito dal James Joyce Centre. È un evento davvero interessante e ogni amante dei libri dovrebbe partecipare almeno una volta nella vita, per la sua natura di importante festa letteraria, che riunisce a Dublino migliaia di persone: guai a immaginarselo serioso; il divertimento è grande ed è fatto di letture, concerti musicali, pub crawls e altri eventi che rendono omaggio a un romanzo saldamente radicato nella cultura irlandese. www.bloomsdayfestival.ie

Quest’anno si svolgerà naturalmente durante il Bloomsday, il 16 giugno, e offrirà una miriade di occasioni e spunti per connettersi con Ulisse, attraverso musica, tour, teatro e conferenze in luoghi storici del romanzo.

Molti altri luoghi ed eventi segneranno il 100° anniversario della pubblicazione dell’Ulisse a Dublino, compresi la James Joyce Tower a Sandycove, nella baia di Dublino, e il pub di Davy Byrnes, immortalato nel romanzo.

E alla luce dell’importanza per Dublino, l’Irlanda e il mondo, dell’Ulisse, il servizio postale irlandese An Post ha creato due nuovi francobolli Ulysses100. Progettati dai designer irlandesi The Stone Twins, i francobolli sono intenzionalmente non ortodossi, sorprendenti e inaspettati, oltre che modernisti. Esattamente ciò che ci si aspetta da una lettura di Ulisse!

100 anni di Ulisse in Italia e nel mondo

Nel corso della Irish Week che avrà luogo a Milano nella settimana di San Patrizio (17 marzo), Turismo Irlandese organizzerà alcuni appuntamenti dedicati allo scrittore, coinvolgendo anglisti di fama mondiale e alcuni licei milanesi.

Immancabile Trieste, città in cui Joyce visse tra il 1904 e il 1915: si potranno seguire visite guidate in programma ogni sabato e in occasione del Bloomsday andranno in scena 4 giorni di appuntamenti interessanti e divertenti. Indirizzo da non mancare il Joyce Museum.

Parte di “Ulysses 100”, a Parigi il Centre Culturel Irlandais presenterà “A Nation Under the Influence: Ireland at 100”, annunciato come “un’onesta riflessione sulla maturazione di una nazione, sulla falsariga del candido ritratto di Dublino dipinto dall’Ulisse di Joyce” (https://ulysses100.ie/posts/a-nation-under-the-influence-ireland-at-100).

Sempre legato a “Ulysses 100”, negli Stati Uniti, gli eventi del centenario includeranno Women and the Making of Joyce’s Ulysses, che avrà luogo all’Harry Ransom Center di Austin, Texas. Curata da Clare Hutton della Loughborough University, la mostra, inaugurata il 29 gennaio, proseguirà fino al 17 luglio e racconterà la storia del ruolo formativo dei membri della famiglia di Joyce e, in particolare, di quattro donne che furono associate all’innovativa sperimentazione letteraria di quel periodo (https://ulysses100.ie/posts/women-and-the-making-of-joyce-s-ulysses).

www.irlanda.com

La Cattedrale di Cosenza compie 800 anni

Ottavo centenario della Dedicazione della Cattedrale 30 gennaio 1222 – 30 gennaio 2022
Scampanio solenne a mezzogiorno delle campane del Duomo di Cosenza che annunciano l’apertura dell’anno giubilare diocesano
Il Duomo di Cosenza nel primo pomeriggio del 30 gennaio 2022
La Cappella della Madonna del Pilerio, Patrona di Cosenza
Preghiera del Giubileo Diocesano

FONTE Cattedrale di Cosenza – MESSAGGIO DEL SANTO PADRE, PAPA FRANCESCO, PER IL GIUBILEO DIOCESANO NELL VIII CENTENARIO DELLA DEDICAZIONE DELLA CATTEDRALE DI COSENZA

Al Caro Fratello Monsignor FRANCESCANTONIO NOLÈ Arcivescovo Metropolita di Cosenza – Bisignano

In occasione dell’VIII Centenario della fondazione di codesta Cattedrale, desidero unirmi spiritualmente alla comunità diocesana di Cosenza – Bisignano, che rende grazie al Signore per gli innumerevoli benefici ricevuti nel corso della sua lunga storia di fede. Un deferente pensiero rivolgo alle Autorità e a quanti prendono parte alle iniziative evocative di un evento così significativo per la Città. Fiera del tesoro d’arte e di storia che possiede nella sua antica Cattedrale, Cosenza rende grazie a Dio per il bene che dal Tempio si è irradiato nel corso dei secoli e si sente al tempo stesso incoraggiata a rinnovare, a partire dal centro propulsore della vita diocesana, il desiderio della missione e della testimonianza di Gesù all’uomo di oggi, in ogni ambiente in cui vive, con un’attenzione particolare per le periferie esistenziali. In questa prospettiva, auspico che sempre più numerosi giovani si pongano al servizio del Vangelo, per offrire a tanti l’opportunità di scoprire in Cristo le risposte a cui anela il loro cuore. «Ci sazieremo dei beni della tua casa, della santità del tuo tempio» (cfr Sal 65,5). Questa frase del salmista evidenzia il sentimento che affiora nella comunità cristiana quando si raduna per celebrare i misteri del Signore, corroborando, attraverso la lode e la fraternità, la propria identità di famiglia di Dio. Le strutture esteriori servono a far rivivere la memoria e la comunione, e a manifestare lo splendore di quell’edificio spirituale innalzato sopra il fondamento degli Apostoli e dei Profeti, che ha come «pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù», nel quale «tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore» (Ef 2,20-21). Per questo lungo i secoli il popolo santo di Dio si è sempre impegnato a far risplendere di magnificenza il luogo dell’incontro con il suo Signore, abbellendolo di opere d’arte ed arricchendolo di ornamenti preziosi: esso, infatti, deve manifestare agli uomini le insondabili ricchezze della Misericordia Divina e le meraviglie che Egli continua a operare tra gli uomini. È quanto emerge anche dalla storia di codesta Cattedrale, le cui origini risalgono alla metà dell’XI secolo. Tuttavia, il 9 giugno 1184 un disastroso terremoto che colpì Cosenza e la sua provincia, provocò il crollo della chiesa, sotto le cui macerie finirono l’arcivescovo Ruffo e numerosi fedeli. La ricostruzione fu lenta e nel 1222, alla presenza dell’Imperatore Federico II, il Duomo venne solennemente consacrato. Il nuovo edificio sacro conobbe successivi interventi, suggeriti via via da esigenze diverse, anche a carattere liturgico o devozionale, fino alla fine del XIX secolo, quando furono portate alla luce le strutture della primitiva chiesa. Auspico che la straordinaria sintesi di fede e di vita che traspare dalla storia e dalla bellezza dell’edificio, ravvivi in quanti lo frequentano e lo visitano il desiderio di Dio, il legame con le proprie radici e la coesione tra i membri della comunità. Le varie iniziative liturgiche, caritative e culturali realizzate in vista delle celebrazioni giubilari sono proprio volte a favorire un cammino di crescita nella condivisione, predisponendo a vivere l’evento del 30 gennaio 2022 come occasione propizia per rendere grazie al Signore dei doni di cui l’Arcidiocesi è stata arricchita nel corso dei secoli. Possiate tutti insieme, Vescovo, sacerdoti, consacrati e fedeli laici, sentirvi incoraggiati nell’impegno di diffondere nella società, con mitezza e audacia, il fermento dell’annuncio evangelico. In questa prospettiva, considerando che Cosenza è sede di un importante Ateneo, invito anche a prendere sempre più coscienza del valore della pastorale universitaria e della necessaria alleanza tra evangelizzazione e cultura, affinché da tale sinergia scaturiscano itinerari educativi che favoriscano il bene comune, la promozione della giustizia sociale e della legalità, a dignità della persona umana. Vi accompagni nel cammino la Vergine Maria Assunta in Cielo, a cui è dedicata la Cattedrale. Seguendola fedelmente ed imitandone l’esempio, potrete diventare tessere splendenti del mosaico d’amore del Padre, testimoniando la bellezza di vivere il Vangelo. Con tali sentimenti, imparto la mia Benedizione, a tutti chiedendo di pregare per me.

Roma, San Giovanni in Laterano, 21 dicembre 2021.

Francesco

Pillole di storia locale. Il Partigiano Geniale Bruni

Un video di due minuti ciascuno per ricordare tutti i Partigiani della Provincia di Cosenza. Una iniziativa del direttivo ANPI Provinciale di Cosenza “Paolo Cappello” per celebrare il 25 Aprile, nel settantacinquesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo.
Il progetto “Pillole di Partigiani Cosentini” curato da Matteo Dalena (testi e voce), Maria Pina Iannuzzi (voce) e Rodolfo Capoderosa (musiche e montaggio), in collaborazione con l’ICSAIC  (Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea) presieduto da Paolo Palma, mira a creare un archivio della memoria del nostro partigianato.
Ai videodoc già realizzati, che potrete rivedere sul sito ANPI di Cosenza, oggi si aggiungono quelli dedicati a Walkiria Vetere di Rogliano e a Geniale Americo Bruni di Aiello Calabro che vi riproponiamo.
Qui il POST sul Blog di Anpi Cosenza che ringraziamo.

Storia locale. L'influenza Spagnola ad Aiello Calabro nel 1918

La situazione pandemica attuale dovuta al coronavirus, che sta interessando anche l’Italia, in maniera più grave di quanto ci si aspettasse, somiglia molto ad un’altra pandemia – la Spagnola – che un secolo fa, sul finire della Prima Guerra Mondiale, tra il 1917 ed il 1920*, cagionò decine di milioni di morti in tutto il mondo ed in Italia circa 600 mila.
Su questo aspetto, da tempo, avremmo voluto fare una ricerca per sapere cosa successe ad Aiello, quanti furono i morti; come si affrontò la malattia. Bisognerà per questo cercare documentazione dell’epoca.
Nel frattempo, però, grazie alla signora Maria Luisa Cicero che ci ha fornito dei ritagli di giornale, apprendiamo che le vittime Aiellesi per il morbo furono circa un centinaio.
Abbiamo trascritto uno degli articoli di Cronaca di Calabria del 3 novembre 1918, che fotografa abbastanza chiaramente la situazione e ve lo proponiamo.
Buona lettura.
 
 
Situazione Sanitaria grave
(x.y.) – La pandemia d’influenza, apparsa qui, in forma vaga e lieve, negli ultimi di settembre, si è andata man mano accentuando e aggravando.
Nel primo periodo, quando forse era possibile infrenare e debellare il morbo, di botto si restò senza medico e senza ufficiale sanitario e non fu eseguita disinfezione alcuna. Quando arrivò il dott. Luigi Florio d’Amantea, che moltiplicò le sue cento virtù di mente e di cuore, il morbo avea già assunto proporzioni serie e si andava generalizzando. Molti infermi l’egregio Sanitario di Amantea ebbe a strappare alla morte. Quindi venne il sottotenente medico dott. Pasquale Pignataro, nostro conterraneo anche lui giovane valoroso instancabile, dall’animo trasparente al più sconfinato altruismo. È sempre su e giù in giro per l’abitato, per le frazioni; corre per le campagne, visita dì e notte gl’infermi, che superano i duemila. Molti sono stati da lui salvati. Molti nondimeno i decessi**, moltissimi i moribondi. Occorre un altro Sanitario data l’estensione del territorio. Occorrono aiuti adeguati. C’è famiglie intere colpite e languenti, prive di qualsiasi soccorso.
Urge l’invio di un plotone di soldati per far le veci della gente laboriosa, volenterosa, e pietosa, che manca, urge una squadra di disinfezione, urgono medicinali.
Il Comitato locale di salute pubblica, fa del suo meglio, ma fa ben poco, sprovvisto com’è di mezzi adeguati.
Si è avuto un po’ di medicinali dalla Croce Rossa d’America; qualche cassetta di latte condensato dal chiaro Comm. Berardelli e dall’illustre Prefetto e lire trecento, per gli ammalati poveri, dal Comitato Sanitario provinciale.
Il Sindaco Cav. Attilio Solimena ed il presidente della Congregazione di carità, Cav. Luigi Malta, fra le molte cose utili che fanno pensano di istituire una cucina economica pei poveri.
Il presidente del Comitato Sanitario, avv. Cav. Giovanni Solimena, incurante dei pericoli, per sé e e per la numerosa famiglia, ha aperto si può dire la sua casa a tutti: in sua casa si prepara e si distribuisce il latte, il chinino, la tintura di jodio, i sussidi pei poveri.
L’egregio uomo, nella qualità di commissario intercomunale per l’assistenza civile e la propaganda interna, è l’attività e la fattività fatte persone: scrive, telegrafa, provvede, dispone, chiede, prega, ottiene. Molto fa; ma non può però fare quanto la gravissima situazione richiede. Lo stesso cav. Avv. Nicola Viola deputato provinciale, in Cosenza, moltiplica il suo buon volere e le sue molte energie a profitto del suo paese natio; le autorità provinciali lo ascoltano e ne esaudiscono le preci; ma ripeto, occorrono provvidenze energiche adeguate e pronte; ché Aiello corre un’assai funesto autunno.
Chi sa dove andremo a finire…
 
*Il virus si diffuse in tre diverse ondate: primavera 1918, autunno 1918 e gennaio 1919. 
** Nel numero 92 di Cronaca di Calabria del 21 novembre 1918, si accenna a circa cento persone decedute sino a quel momento.
 
 

Anniversari. Il 18 aprile 1948, le prime elezioni politiche dopo l'entrata in vigore della Costituzione

Dal libro di Peppe Verduci, Frammenti di storia e ricordi, Pellegrini 2006, pag. 49.
Il più delle volte era la Democrazia Cristiana a fare festa, scavalcandoci nella conta dei voti che ad essi risultavano sempre di più; come ad esempio avvenne nelle politiche del 1948, quel 18 aprile, quando ne uscimmo sconfitti in maniera eclatante, con le ossa rotte, con solo 8 milioni di voti contro i 12 della Democrazia Cristiana, con l’aggravante di aver tutta la sinistra in un solo gruppo per non far disperdere voti, inventando il famoso “Fronte Popolare” e scegliendo come simbolo la testa di Garibaldi. La Democrazia Cristiana quell’anno ha dilagato, conquistando in Parlamento la maggioranza assoluta dei voti con 307 Deputati, ma, ricordo, imbarcò poi nel Governo il Partito Repubblicano che contava solo 5 Deputati, allo scopo, certo, di non farsi accusare di regime assoluto, ma per dimostrare che l’Italia aveva un Governo di coalizione. Quella travolgente affermazione fu ottenuta sulla base di una campagna elettorale, a dir poco, sconsiderata, nella quale si buttarono a capofitto tutte le forze antipopolari, con in testa la Confindustria, la Confagricoltura, la Confcommercio, facendo scendere in campo direttamente tutti i padroni delle aziende di produzione, promettendo mari e monti, proprio in quei momenti in cui l’Italia era investita da una crisi profonda, con una disoccupazione galoppante, indicando agli operai e ai contadini la via dell’emigrazione, avendo coniato il famoso detto: “Prendi la valigia e vai all’estero”.

Vedi anche:
https://brunopino.it/2008/04/18/le-elezioni-del-18-aprile-1948-quando-il-fronte-popolare-perse-e-vinse-la-dc/

https://brunopino.it/2007/03/12/nuovo-libro-del-compagno-peppe-verduci/

Quadri da un terremoto

di Carmelina Sicari

Primo quadro. L’emozione è forte, fortissima.Tremenda. A Reggio si rivive l’atmosfera ormai dei ricordi lontani, tramandati ma reali, quelli di un’alba atroce del 1908. Non c’è famiglia che non abbia racconti, episodi precisi della violenza della natura che si traducono in quadri. Quello dello Stretto reso arido dal mare che si ritira tanto che una nave all’ancora resta all’asciutto. Il maremoto seguito al terremoto. Poi il mare gigantesco, vero leviatano, si abbatte con un’onda altissima per chilometri sulla spiaggia, sul lungomare per chilometri fino ad inghiottire tutto. Scena biblica del passaggio del mar rosso. Il vero coraggio non è stato quello di costruire la città nello stesso luogo ma le case vicino al mare. I più bei palazzi sulla Via marina, le famiglie bene di Reggio fecero a gara per abbellirli. Stile floreale secondo il gusto dell’epoca.

Secondo quadro. Dalle rovine emergono pezzi della città greca e romana, necropoli, statue. Una sorta di resurrezione. Risorge la Reggio dei greci, quella romana e di nuovo nella ricostruzione si disputò a lungo se farne un sito archeologico come Pompei o ricoprire il tutto. Questa fu la soluzione che prevalse.

Terzo quadro. I centomila morti tra Reggio e Messina suscitano come ora una tale commozione che l’Italia migliore desidera andare giù. Lo desidera Clemente Rebora, il poeta della Voce, che ha una seconda via, un’altra uscita di sicurezza, farsi prete ed opta per quest’ultima. Lo desidera don Orione che prete lo è e che scende giù e lascia di sé memoria imperitura per l’altezza della sua carità. Dorme dopo un viaggio avventuroso in un casolare accanto ad un muto compagno. All’alba si accorge che è morto poiché i morti tardono ad essere sepolti per mancanza di soccorritori e per l’enorme quantità della strage. E poi raccoglie gli orfani tra ostacoli di ogni genere suscitati dall’invidia su una nave per poi fondare quella che fu chiamata l’opera della Divina Provvidenza o anche la collina degli angeli. Le case costruite a ridosso di tale tragedia resistono ancora certo di più di quelle di epoche più recenti.

La lezione non è stata appresa. Non c’è nessuna opera di prevenzione, nessun serio piano ed invano i geologi specie in occasione del centenario, hanno ricordato l’estremo pericolo. Tutto si ripete. La città emerse nell’immediato bella del suo liberty ma presto dimenticò l’immane tragedia e si abbandonò agli scempi del paesaggio e della storia. La virtù ritrovata e subito perduta.

Che questo non accada agli amici della nuova tragedia e che per loro la vigilanza duri a lungo. È l’augurio più solidale che possiamo fare.

C’era una volta… il Primo Maggio ad Aiello

Immagini epoca del Primo Maggio ad Aiello Calabro

La piazza del Primo maggio 2014. Poesia di Franco Pedatella

Primo Maggio 2011. Il pensiero dell'artista Magli