Navi mute, un libro già edito lo scorso anno e poco conosciuto per l’anniversario della morte del Capitano Natale De Grazia

Profilo del Comandante Natale De Grazia (Catona, 19 dicembre 1956 – Nocera Inferiore, 12 dicembre 1995)

Online la Rivista di Storia del 900 (1-2021)

Online il primo numero del 2021 della Rivista calabrese di storia del ”900, diretta da Vittorio Cappelli. (Fonte sito ICSAIC)

A seguire, l’indice e relativi link.

I fatti luttuosi di Ajello del 20 febbraio 1921

Il manoscritto di A. Civitelli sui fatti del 20 febbraio ’21

Ciò che successe quel 20 febbraio 1921 passò alla cronaca ed alla storia come i Fatti luttuosi di Ajello in Calabria, ed ebbero una rilevanza nazionale oltre che locale.

Sono circa le dieci del mattino, quando centinaia di contadini iscritti alla sezione della Lega del lavoro di Stragolera e Cannavali (due frazioni del comune, nda) si riversano in paese per protestare contro la tassa sul focatico. Una imposta diretta comunale di origine medioevale, poi abolita nel 1931, applicata solo alle famiglie benestanti, che l’Amministrazione di Aiello aveva deciso di estendere a tutti, senza distinzione di reddito. Una simile reazione delle classi più povere si era registrata già nel luglio 1919, ad Aiello come in altri centri calabresi, per il rincaro del costo della vita.

Il 20 febbraio 1921, però, la situazione precipita. «Due morti (Lepore Vincenzo di anni 50 e Guercio Vincenzo di anni 22) e cinque feriti si sono avuti in una dimostrazione compiuta da contadini contro il Municipio di Aiello Calabro, per protestare contro l’annuncio della tassa sul focatico. La folla inveendo contro i carabinieri aveva ferito il brigadiere e un milite: il carabiniere superstite per evitare di essere sopraffatto, fece fuoco ripetutamente e i dimostranti si diedero alla fuga lasciando al suolo due morti e tre feriti leggeri». Così fu riportata la notizia dal “Corriere della Sera” del 24 febbraio. In questi termini era stata riferita anche dal “Giornale di Calabria” il giorno successivo agli eventi.

Palazzo Cybo, all’epoca sede del Municipio e dei Real Carabinieri

Ma è controversa la dinamica di quanto avvenne. Il “Giornale di Calabria” (del 21.02.1921), nella ricostruzione dei fatti, riassumendo, parla di invasione da parte della folla del Municipio e della caserma dei Real Carabinieri (allocati nello stesso palazzo Cybo-Malaspina, nda); di aggressione ai militi, e di alcuni colpi di rivoltella, uno dei quali ferì un carabiniere in modo lieve. «I carabinieri allora – è scritto nell’articolo – vistisi ridotti a mal partito fecero uso delle armi furono esplosi cinque colpi che uccisero due dimostranti (…) e ne ferirono lievemente altri tre».

Per quei fatti furono arrestati 16 contadini ed emesso mandato di cattura per Adolfo Civitelli, insegnante “borghese” ed ex sindaco della cittadina sul finire del 1800, che fu ritenuto istigatore della rivolta. La “Sezione di Accusa” presso la Corte di Appello di Catanzaro, prosciolse i Reali Carabinieri “per legittima difesa” e rinviò a giudizio: Raffaele Bernardo Ciddio «per reato di lesione» in persona del carabiniere Barbuto e altre 13 persone (tre furono prosciolte), compreso Civitelli, «per oltraggio con violenza e resistenza, di violenza privata e di lesioni lievissime».

La terza Sezione del Tribunale, presieduta dal cav. Russo, nel marzo 1922, (collegio di difesa composto dagli avvocati: Caratelli, Virno, D’Andrea, De Chiara, Tocci, Gullo, e Corigliano) emetterà sentenza di condanna per Bernardo Raffaele (un anno, un mese e 8 giorni); e per gli altri a due mesi e 27 giorni di reclusione, «pena completamente condonata»; mentre assolverà, per insufficienza di prove, altri sette contadini.

A. Civitelli con familiari

«È evidente che la ricostruzione dei fatti fornita inizialmente dal “Giornale di Calabria” – scrive Rocco Civitelli, autore del liber amicorum “Cronaca e storia ad Aiello Calabro nel primo Novecento, Libreria Dante e Descartes – Napoli 2003”, dove sono contenuti gli appunti di Adolfo Civitelli che «inviò dalla latitanza alla famiglia per organizzare la difesa processuale» – non resse né all’istruttoria né al dibattimento. L’accusa di tentato omicidio non fu neppure portata in aula. Ma la sentenza – evidenzia l’autore, già docente ed ex militante nella Cgil Nazionale – appare comunque sproporzionata e non rispondente ai fatti».

Anche l’organo provinciale socialista cosentino nel numero 3 del 1° aprile 1922 – come riporta ancora l’autore da Misefari (1972) – bolla il pronunciamento della corte come una «incredibile e feroce sentenza di classe» e parla di «persecuzione giudiziaria contro l’insegnante Adolfo Civitelli, dipinto come istigatore, e 16 poveri contadini …».

In altre parole, per Civitelli i moti contadini del ’21 non furono strumentalizzati dalle ambizioni personali di un borghese “dissidente” dalla classe di appartenenza, né una manifestazione “spontanea”, ma furono solo legittime battaglie contro le forze conservatrici per una giustizia sociale.

* Riproponiamo in occasione dei 100 anni dei Fatti di Ajello, un vecchio articolo pubblicato sulla stampa e poi postato sul blog, diversi anni fa.

Il paese scomparso di Laghitello in un romanzo

Romanzo Inedito

Laghitello tra i romanzi del Premio Letterario il Borgo Italiano

1 Jun 2019

Laghitello partecipa al Premio Letterario il Borgo Italiano attraverso la sezione Romanzo Inedito grazie a un’opera di Giosina Bifano dal titolo “Io sono Laghitello”.

Laghitello è un paese scomparso che nel corso degli anni è stato accorpato a Lago, comune italiano di 2563 abitanti circa della provincia di Cosenza, in Calabria.

Il piccolo agglomerato nel 1811, venne accorpato alla vicinissima Lago. Fu travolto nel corso del tempo da un segnato destino geologico che agli inizi degli anni ‘50 lo svuota del tutto. È il 1952-3 quando, racconta uno dei due testimoni intervistati per il documentario “Il paese scomparso” del regista Massimo De Pascale, gli ultimi abitanti rimasti si trasferiscono a Lago, nelle case popolari appena costruite.

Il cortometraggio, ideato da Sergio ChiattoGaetano Osso e Francesco Mazzotta, in occasione del bicentenario dell’accorpamento, racconta attraverso le testimonianze di Nicola De Luca e Francesco Piluso, con immagini attuali e frame del passato, la vita che vi si svolgeva. Il mulino, gli orti, le coltivazioni di grano e “grandiano” (granoturco), le processioni votive in onore della Madonna delle Grazie custodita nella piccola chiesetta, il ponte di legno, a vucata delle donne, i suoni della forgia, lo zampillare delle uniche due fontane pubbliche dove prendere l’acqua per bere e per i bisogni, le partite tra ragazzi col pallone di pezza, le goliardate, la fame, la solidarietà tra i vicini.

Sito web del Comune di Lago: www.comune.lago.cs.it

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Lago_(Italia), http://aiellocalabro.blogspot.com/2011/12/storie-di-frane-e-paesi-scomparsi-la.html

Foto: https://lnx.laghitaninelmondo.com/wp/storia/avvenimenti-storici-importanti/storia_clip_image002/

Il terribile sisma del 27 marzo 1638 che distrusse Aiello, nella poesia di Giuseppe Di Valle

“(…) Il 27 marzo del 1638un terribile moto tellurico  – scrive Rocco Liberti in Storia dello Stato di Aiello in Calabria – aveva ridotto in macerie gran parte delle città calabre e aveva prostrato a tal punto la stessa Aiello, che da quell’epoca non riuscì più a risollevarsi completamente ed a ritornare agli antichi splendori. Ecco come il parroco del tempo descrisse il triste avvenimento sul registro dei morti: “ (…) Aiello, che nell’occasione venne quasi distrutta, dovette lamentare la perdita di ben 239 vite umane e il crollo parziale del castello, con abbattimento delle mura e delle torri”.
Qui di seguito, riportiamo la poesia di Giuseppe Di Valle, tradotta dal latino dallo stesso Liberti.

Fermati
o viandante
non ti farò indugiare.
Ohimè ohimè, ora son irti
e
squarciati
ruderi
quei bastioni che
la Magna Grecia edificò
saldi contro il tempo
sicuri contro il nemico
lusingando
Flora, Pomona, e Cerere.
E si abbattè insospettato
il terremoto
nelle soavissime delizie.
Ohimè quanti morti
ohimè quanti morti
quanti dirupi ohimè
nonché vita fluente
in cruento e frettoloso sepolcro.
Va’ ora e impara la sorte della Terra
dal destino sfavorevole.
Impara la lealtà della Terra.

1638
Giuseppe di Valle
superstite inconsapevole
e piangente della distrutta Patria.

Si veda anche: Aiello ad Litteram, pp. 148-149

Parole di giornalismo in Costantino Arlìa

Qui di seguito, alcune parole del gergo giornalistico, quali “reportage“, “reporter“, “resocontista” e “canard“, l’odierna “fake news“, tratte dal dizionario de L’infima e corrotta italianità di Pietro Fanfani e Costantino Arlìa, linguista e accademico della Crusca, di origine calabrese.

Resocontista
Reporter
Canard, l’odierna fake news

Giulio di Malta presenta il suo ultimo libro di poesie

Presentazione libro G. di Malta

Anniversari. Il 18 aprile 1948, le prime elezioni politiche dopo l'entrata in vigore della Costituzione

Dal libro di Peppe Verduci, Frammenti di storia e ricordi, Pellegrini 2006, pag. 49.
Il più delle volte era la Democrazia Cristiana a fare festa, scavalcandoci nella conta dei voti che ad essi risultavano sempre di più; come ad esempio avvenne nelle politiche del 1948, quel 18 aprile, quando ne uscimmo sconfitti in maniera eclatante, con le ossa rotte, con solo 8 milioni di voti contro i 12 della Democrazia Cristiana, con l’aggravante di aver tutta la sinistra in un solo gruppo per non far disperdere voti, inventando il famoso “Fronte Popolare” e scegliendo come simbolo la testa di Garibaldi. La Democrazia Cristiana quell’anno ha dilagato, conquistando in Parlamento la maggioranza assoluta dei voti con 307 Deputati, ma, ricordo, imbarcò poi nel Governo il Partito Repubblicano che contava solo 5 Deputati, allo scopo, certo, di non farsi accusare di regime assoluto, ma per dimostrare che l’Italia aveva un Governo di coalizione. Quella travolgente affermazione fu ottenuta sulla base di una campagna elettorale, a dir poco, sconsiderata, nella quale si buttarono a capofitto tutte le forze antipopolari, con in testa la Confindustria, la Confagricoltura, la Confcommercio, facendo scendere in campo direttamente tutti i padroni delle aziende di produzione, promettendo mari e monti, proprio in quei momenti in cui l’Italia era investita da una crisi profonda, con una disoccupazione galoppante, indicando agli operai e ai contadini la via dell’emigrazione, avendo coniato il famoso detto: “Prendi la valigia e vai all’estero”.

Vedi anche:
https://brunopino.it/2008/04/18/le-elezioni-del-18-aprile-1948-quando-il-fronte-popolare-perse-e-vinse-la-dc/

https://brunopino.it/2007/03/12/nuovo-libro-del-compagno-peppe-verduci/

Aiello, Colombo e papa Cybo. Scoperte e vecchie certezze

Il Quotidiano della Calabria 29 agosto 2011, pag. 52

Colombo, il Christo Ferens e i Cybo. Conversazione ad Aiello il 21 agosto prossimo

AIELLO CALABRO, CS (12 agosto 2011) – Chi era veramente Cristoforo Colombo? Era davvero figlio di papa Innocenzo VIII Cybo? E che ruolo ebbe, lo stesso pontefice, nella spedizione verso le Americhe? Fu una “scoperta” quella del Christo Ferens, del portatore di Cristo, o solo una “rivelazione”? E che rapporti aveva, l’Ammiraglio, con San Francesco di Paola?

Su questi ed altri interrogativi, che ruotano tutti attorno alla figura di Colombo, “l’eroe che dovrebbe essere santo” (il cui processo di beatificazione fu avviato ed interrotto per due volte), converseranno domenica 21 agosto 2011, ad Aiello Calabro, antico borgo del cosentino che fu feudo dei Cybo, il colombista Ruggero Marino, autore del libro “L’Uomo che superò i confini del mondo” (Sperling & Kupfer 2010), lo storico Fausto Cozzetto, docente di storia moderna all’Unical, Giuseppe Pisano, studioso di Calabrès e Manetti, padre Rocco Benvenuto dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, e Mario Caligiuri, assessore alla cultura della regione Calabria. Ospiti del rendez-vouz ideato dal “Blog degli Aiellesi nel Mondo” animato da Bruno Pino, i sindaci Francesco Iacucci e Francesco Tonnara delle Comunità di Aiello e di Amantea.Le tesi di Marino, giornalista che ha lavorato per più di 30 anni a Il Tempo, esposte anche nei precedenti volumi: Cristoforo Colombo e il papa tradito (Newton Compton, 1991 e Edizioni RTM 1997), e Cristoforo Colombo, l’ultimo dei Templari (Sperling & Kupfer 2005), sono certamente “rivoluzionarie”. L’autore, che fa parte pure della Commissione scientifica per le annuali celebrazioni del 12 ottobre in onore di Colombo, nell’ultimo libro «smonta uno ad uno i “miti” costruiti sulla figura dell’Ammiraglio». Colombo non sbarcherà in America per errore, nel tentativo di raggiungere l’Oriente, ma invece, «è perfettamente consapevole del suo obiettivo ed è molto più di un semplice e fortunato uomo di mare. Si muove sulla base di antiche mappe con la decisione di un missionario, di un soldato di Cristo, con lo stesso afflato religioso che caratterizza gli ordini cavallereschi e, in particolare, quello più misterioso della Storia: i Templari».L’incontro culturale, che si svolgerà, proprio nella piazza che ospita lo storico palazzo che fu dei feudatari Cybo, che tanta parte ebbero nella vicenda colombiana, sarà anche un primo passo verso ulteriori e più approfondite indagini sulla figura e sul ruolo di papa Giovanni Battista Cybo nel più importante avvenimento della storia dell’umanità, dopo la nascita di Cristo; e naturalmente, sui marinai Anton Calabrès di Amantea e Angelo Manetti di Ajello, il quale secondo l’Orlandi è tra i partecipanti alla spedizione di Vasco da Gama che lo porterà a Calcutta nel 1497, e «compagno di Cristoforo Colombo – come scrive lo storico Rocco Liberti – in uno dei suoi viaggi verso le Americhe».

Per saperne di più sull’argomento:

http://www.scribd.com/doc/60565137/Sunto-delle-Tesi-di-Ruggero-Marino

http://www.scribd.com/doc/62660764/La-meridionalita-di-Colombo

http://www.scribd.com/doc/62660768/San-Francesco-Di-Paola-e-Cristoforo-Colombo-g-Pisano-Art-Pubblicato-Su-Calabria-Letter-Aria