Fuori campo, il cinema come dimora | Aiello Calabro 30.11.2025

𝗙𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼 𝟱, 𝗶𝗹 𝗖𝗶𝗻𝗲𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗗𝗶𝗺𝗼𝗿𝗮
𝐋𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨, il video realizzato per la tappa di Palazzo Cybo Malaspina, realizzato da Cristiano Videographer, all’anagrafe Francesco Cristiano.
Un ritratto intimo di Aiello Calabro costruito attorno a tre soggetti. Due figure che raccontano la storia e la memoria, con i proprietari del Palazzo che invece raccontano i loro ricordi.
Il corto documentaristico, intreccia ricerca, testimonianze orali e immagini del paese per restituire storia, bellezza e la tenace continuità tra passato e presente.
Intimo, contemplativo, sensoriale.

Album foto

Fuori Campo 5 chiude ad Aiello Calabro un’edizione dedicata al legame tra cinema e dimore storiche

Con l’appuntamento ad Aiello Calabro si è conclusa la quinta edizione di Fuori Campo, il progetto itinerante ideato da Rete Cinema Calabria e dedicato alla valorizzazione del cinema italiano d’autore e delle dimore storiche regionali. Tema di quest’anno, “Il Cinema come Dimora”, ha inteso esplorare il legame profondo fra gli spazi filmici e la narrazione cinematografica, offrendo un percorso di riscoperta delle principali Dimore Storiche della Calabria riconosciute dal Ministero nei percorsi nazionali del patrimonio italiano.
Un itinerario iniziato il 7 novembre a Cosenza, a Palazzo Grisolia, proseguito il 22 novembre ad Acconia di Curinga, nella splendida Villa Cefaly Pandolphi, e conclusosi il 30 novembre ad Aiello Calabro, presso il suggestivo Palazzo Cybo Malaspina. Qui, la giornata finale si è aperta con una visita guidata del borgo condotta dal giornalista Bruno Pino, seguita dall’accoglienza della vice sindaca Olga Terranova e di Anna Tasselli, rappresentante della famiglia proprietaria della dimora, che hanno sottolineato il valore culturale e sociale di questi luoghi come depositi di memoria collettiva.
Tra architettura, arte e riflessioni cinematografiche
Durante l’incontro è stato proiettato in anteprima il video-racconto “Le Stanze del tempo” di Francesco Cristiano, un cortometraggio che intreccia ricerca, testimonianze e immagini per restituire il ritratto di un borgo che vive sospeso tra passato e presente. L’opera ha rappresentato una sintesi poetica della filosofia del progetto: dare voce ai luoghi e alle persone che custodiscono la memoria viva del territorio.
A seguire, l’intervento della storica dell’arte Giuseppina De Marco, docente all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, ha offerto un originale parallelismo tra architettura e cinema, con la relazione “Trame diegetiche tra Architettura e Cinema”, in cui ha messo in luce la bellezza e la genialità che accomunano due linguaggi artistici differenti ma complementari.
Con la stessa intensità, Carlo Fanelli, docente di Discipline dello Spettacolo all’Università della Calabria, ha presentato il volume “Pasolini e la Calabria”, raccogliendo episodi, riflessioni e testimonianze sul rapporto del poeta con la regione: dalla sua partecipazione al Premio Crotone negli anni ’50 alle descrizioni del territorio nel reportage “La lunga strada di sabbia”, fino ai ricordi legati alle riprese de “Il Vangelo secondo Matteo”.
Cinema al femminile e nuove narrazioni calabresi
La tappa conclusiva ha ospitato anche la giornalista Paola Abenavoli e l’attrice Agnese Ricchi, interprete e produttrice del documentario “Kalavrìa” (2024), diretto da Cristina Mantis, vincitore del Vesuvio Award – Nuovo Cinema Italia al Napoli Film Festival. Girato interamente in Calabria, il film racconta un viaggio tra mito e realtà, attraverso lo sguardo di un moderno Ulisse – interpretato da Ivan Franek – che riscopre una terra sospesa tra leggenda e quotidianità.
La regista, intervenuta in collegamento video dall’estero, ha spiegato di aver voluto rappresentare “l’altra Calabria, quella del mito, della storia e delle radici profonde”, ispirandosi agli studi di Armin Wolf sul legame tra Ulisse e il territorio calabrese.
La sala, gremita e partecipe, ha seguito con attenzione l’intero evento moderato da Ernesto Orrico, con il supporto tecnico di Antonio Giocondo e Antonio Cuda, e la presenza di Ivana Russo, presidente di Rete Cinema Calabria.
Nel suo intervento finale, Russo ha espresso gratitudine verso i proprietari delle dimore storiche e lo staff, sottolineando come “ogni tappa abbia permesso di scoprire luoghi straordinari e rafforzare il legame con la nostra regione”.
Sostenuta dalla Calabria Film Commission, dalla Fondazione Carical e da BCC Mediocrati, la rassegna “Fuori Campo 5” si conferma così un appuntamento di rilievo per il cinema d’autore e per la promozione del patrimonio culturale e paesaggistico della Calabria.

Fuori Campo 5 ad Aiello Calabro (CS). Il cinema come dimora

Il programma dell’iniziativa del 30 novembre 2025

Terzo appuntamento di Fuori Campo 5, il Cinema come Dimora, che vede come sede di realizzazione dell’iniziativa a cura di Rete Cinema Calabria, Palazzo Cybo Malaspina ad Aiello Calabro (Cs). L’edificio, che risale al ‘500 e campeggia nella piazza principale del centro storico di Aiello Calabro, suscita tutt’oggi l’interesse tra gli studiosi, insieme anche alla Cappella Cybo, frutto di rinomate maestranze meridionali.

Programma della Giornata
Si potrà conoscere la storia del paese nel primo appuntamento della giornata alle 15:00, con la visita guidata Aiello Calabro: tra pietre, fede e memoria, a cura di Bruno Pino.
Sin dalle origini, il Cinema ha avuto un forte legame con le città, con l’architettura, fornendo quelle ambientazioni necessarie per rappresentare in modo realistico un racconto filmico, ma anche funzionale alla narrazione, in cui determinati Palazzi Storici o Architetture moderne, diventano “spazi filmici” reinventati, pur utilizzando architetture riconoscibili.
In questa tappa in particolare, si indagherà in modo più approfondito, il rapporto che intercorre tra Architettura, ambienti filmici e narrazione cinematografica, attraverso la relazione Trame diegetiche tra Architettura e Cinema a cura di Giuseppina De Marco, Storica dell’Arte, prevista alle 17.00.
Infine, le attività accenderanno un vero e proprio Focus sulla Calabria, ma dal respiro universale, con:
– il video racconto a cura di CristianoVideographer, Le stanze del Tempo – tra pietra e memoria, realizzato appositamente per la tappa e proiettato in apertura della rassegna;
– la presentazione del libro Pasolini e la Calabria a cura di Carlo Fanelli, Docente di discipline dello spettacolo – Unical;
– l’appuntamento con la nostra ospite cinema Agnese Ricchi, produttrice e attrice dell’originale docufilm Kalavria della regista Cristina Mantis, in dialogo con Paola Abenavoli, giornalista.
L’iniziativa è fruibile gratuitamente.

Pietro Barbalonga, scultore. Finanziato il progetto del comune di Aiello per iniziative turistico-culturali

Apprediamo dal post del sindaco di Aiello Calabro, Luca Lepore, dell’avvenuto finanziamento del progetto “Sentieri d’Arte: Pietro Barbalonga architetto e scultore michelangiolesco, da Messina alla Calabria“, iniziativa che si prefigge di valorizzare la figura e le opere dello scultore Pietro Barbalonga. Proprio il prossimo 23 aprile 2026 saranno esattamente i 400 anni della morte dello scultore siculo-aiellese, autore, per esempio, della Cappella Cybo in Aiello, di quella dedicata a San Francesco di Paola (cappella Spinelli) presso il Santuario a Paola. E ancora: sue opere sono a Tropea, Amantea, ecc. Ad Aiello, inoltre, ha firmato, oltre alla Cappella Cybo, gli apparati decorativi scultorei del palazzo cd Cybo, di quelli della cappella del Carmine in San Giuliano (sarebbe d’uopo che le istituzioni sovracomunali, regionali e nazionali, finanziassero il restauro della chiesa, chiusa da oltre un ventennio)… Pensate che le teste barbute sui portali di Aiello sono sue creature o della sua scuola.
Dunque, ottima notizia! E buon prossimo compleanno Petrù!

Dal profilo Facebook del sindaco di Aiello Calabro (22.11.2025)
OTTENUTO UN FINANZIAMENTO DI 23.915,56 € PER INIZIATIVE DI SOSTEGNO E PROMOZIONE TURISTICA E CULTURALE
La proposta progettuale presentata dal nostro comune, a valere sull’avviso pubblico della Regione Calabria “SOSTEGNO E PROMOZIONE TURISTICA E CULTURALE”, è stata ammessa a finanziamento con un contributo pari ad Euro 23.915,56.
Le risorse ottenute consentiranno di realizzare il progetto: “Sentieri d’Arte: Pietro Barbalonga architetto e scultore michelangiolesco, da Messina alla Calabria”. Il progetto permetterà di far scoprire, conoscere e valorizzare un frammento importante della nostra storia, del quale permangono ampie e visibili testimonianze.
Questo rappresenta un altro obiettivo raggiunto che ci permette di rafforzare il percorso di crescita e arricchimento culturale che da tempo abbiamo intrapreso e stiamo portando avanti, fortemente convinti che la valorizzazione della cultura locale sia una risorsa fondamentale in chiave di sviluppo e crescita del territorio e del suo tessuto sociale.

Aiello Calabro, Natale nel borgo 2025-26

De Cardona Day dal 17 al 21 novembre 2025

Da lunedì 17 a venerdì 21 novembre 2025
DE CARDONA DAY
per un autentico sviluppo sociale dei piccoli comuni della Calabria

Il 17 novembre 1907 a San Pietro in Guarano (CS) veniva inaugurato il mulino elettrico a opera della Lega del lavoro e della Cassa rurale cattolica di San Pietro in Guarano, due delle organizzazioni nate dal carisma di don Carlo De cardona, che attuò nel cosentino gli insegnamenti della Rerum novarum, l’enciclica sociale di papa Leone XIII. Quella data è importante perché i contadini di De Cardona ruppero con la loro iniziativa il feudalesimo dei baroni, che volevano ancora tenere sotto il loro gioco uomini e cose. Quei “temerari” costruirono un canale idrico di oltre un chilometro e mezzo per far giungere l’acqua nella condotta forzata sul fiume Arente per avere l’energia elettrica; San Pietro ebbe la luce nel 1907, la città di Cosenza solo nel 1914.
In un bellissimo articolo pubblicato sul giornale “il Lavoro” (23 novembre 1907) così scrive don Carlo De cardona: «E ricordino i contadini che il cristianesimo non solo salva l’anima, ma fa riacquistare all’uomo il dominio sulle cose, sulle forze della natura, sugli animali, su tutto. Nel cristianesimo, sinceramente professato, nello spirito di concordia fraterna, di pazienza, di amore, di coraggio, che deriva dal Vangelo di Cristo, si compiono le opere più grandi, si trasportano le montagne…». Sei anni dopo dopo l’inaugurazione della prima centrale idroelettrica, nel 1913 un secondo e più potente impianto venne costruito sul fiume Arente con lo scopo di fornire l’energia elettrica ai Comuni di: San Pietro in Guarano, Lappano, Rovito, Celico e Spezzano Sila. De Cardona esaltò quest’impresa perché era una manifestazione di quel risveglio calabrese che egli avrebbe voluto produrre in tutta la regione.

L’Universitas Vivariensis, con il patrocinio e il sostegno della BCC “Mediocrati” hanno organizzato il De Cardona day per far memoria di quella data che “accendeva” il futuro, ma anche per avviare una pubblica discussione su come rivitalizzare le zone interne del nostro territorio. Hanno dato il loro patrocinio all’iniziativa i Comuni di: San Pietro in Guarano, Morano Calabro, Rose, Bisignano, Rovito, Castiglione Cosentino e Lappano. Alcune associazioni del territorio figurano come partner del De Cardona day: I giovani soci della BCC “Mediocrati”, Il Cisom gruppo di Cosenza dell’Ordine di Malta, l’Uciim, Sguardi ecologici, Ars Enotria, Aiparc Cosenza, Anteas Cosenza, Unpli Calabria, la Pro loco di San Pietro in Guarano, il Movimento Cristiano Lavoratori (MCL), il Convegno di cultura Maria Cristina di Savoia della Pre Sila, l’associazione UniterpreSila e il settimanale diocesano Parola di vita.

Tra le tante iniziative che si terranno da lunedì 17 a venerdì 21 novembre 2025, in vari centri, c’è anche la consegna di ceramiche artistiche che come “le pietre d’inciampo”, vogliono mantenere viva la memoria individuale e collettiva sulla Shoah, creando un “inciampo” emotivo e simbolico, il De Cardona day, con le sue ceramiche artistiche (realizzate dall’azienda Scuro di Bisignano) installate in luoghi decardoniani di ieri e di oggi, desidera tener desto un passato sempre vivo, per continuare a coltivare le idee di un autentico protagonista del Novecento.


P R O G R A M M A

Lunedì 17 novembre 2025
SAN PIETRO IN GUARANO – Palazzo De Cardona
ore 9.30 Comunità della memoria. Un passato sempre vivo. Scoprimento e benedizione della ceramica artistica su don Carlo De Cardona. Intervengono: don Enzo Gabrieli, postulatore della causa di canonizzazione di don Carlo De Cardona; Francesco Acri, sindaco di San Pietro in Guarano; Nicola Paldino, presidente BCC “Mediocrati”; Vincenzo Settino, portavoce “De Cardona day”.

Istituto comprensivo “San Pietro in Guarano-Rose” plesso “Luigi Settino”
ore 10.30 Inaugurazione mostra dei disegni degli alunni su don Carlo De Cardona, curati dalla prof.ssa Eugenia Giordano, e degli elaborati letterari, a cura della prof.ssa Chiara Marra. Intervengono: Emilia Imbrogno, dirigente scolastico; don Enzo Gabrieli, postulatore; Salvatore Magarò, sindaco di Castiglione Cosentino; Luigi Zaccaro e Agnese Cozza, nipoti dei primi aderenti di San Pietro in Guarano al movimento decardoniano.

COSENZA – Città 2000 – Cappella Mollo
ore 18.00 Presentazione del quaderno n. 10 di “Studi e ricerche su don Carlo De Cardona e il Movimento cattolico in Calabria”. Intervengono: don Andrea Piccolo, parroco di San Giuseppe sposo di Maria; Maria Locanto vicesindaco di Cosenza; don Enzo Gabrieli, postulatore; Lorenzo Coscarella, storico; Demetrio Guzzardi, editore.

Martedì 18 novembre 2025
BISIGNANO – Biblioteca comunale
ore 11.30 Mostra: De Cardona nei ritagli della stampa
Visita guidata con gli studenti. Introduce Rino Giovinco, direttore della Biblioteca, interviene il curatore della mostra Demetrio Guzzardi.

ROSE – Palazzo municipale
ore 18.00 Il canale della centrale idroelettrica sul fiume Arente, costruita dai contadini di don Carlo De Cardona, volano per un “turismo della memoria”. Introduce: Salvatore Liguori, assessore; intervengono: Roberto Barbieri, sindaco di Rose; Franco Alimena, presidente Circolo anziani Rose; Federico Bria, segretario generale BCC “Mediocrati”; Pierluigi Serravalle, borsista al Dibest dell’Unical (Analisi della comunità faunistica del fiume Arente e valutazione della qualità ambientale); Salvatore Bruno, giornalista La C; Vincenzo Settino, portavoce “De Cardona day”. Consegna della ceramica artistica su don Carlo De Cardona a Luigi Fiorita, consigliere comunale di Rose, per apporla nei pressi della struttura della centrale.

Mercoledì 19 novembre 2025
RENDE – Via Alfieri – BCC “Mediocrati”, Sala De Cardona
ore 10.30 Oltre il profitto: don Carlo De Cardona e l’imprenditorialità che “libera”. Intervengono: Nicola Paldino, presidente BCC “Mediocrati”, Maria Carmela Passarelli, docente di Innovazione imprenditorialità all’Unical; Maria Ferretti, presidente Giovani soci BCC “Mediocrati”; Pietro Tarasi, imprenditore, Alessandro Brunori, titolare Baco srl; Francesco De Rosa, co-fondatore di Energy Tech Innovation srl; Leonardo De Marco, presidente regionale MCL; don Nicola Rotundo, cultore di Economia e gestione delle imprese. Partecipano i Giovani soci della BCC “Mediocrati”. Consegna della ceramica artistica su don Carlo De Cardona al sindaco di Castiglione Cosentino.

ROSSANO – Biblioteca diocesana “Santi Nilo e Bartolomeo”
ore 18.00 La Rerum novarum: don Carlo De Cardona e l’episcopato cariatese e rossanese di mons. Giovanni Scotti (1911-1930). Intervengono: don Pino Straface, vicario generale dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati; don Gaetano Federico, direttore della Biblioteca diocesana e l’editore Demetrio Guzzardi. Coordina Tina Morello, presidente Associazione Idee in movimento.

Giovedì 20 novembre 2025
COSENZA – Liceo scientifico “Fermi” (Polo tecnico Brutium)
ore 11.30 La Rerum novarum a Cosenza Conversazione con gli studenti maturandi. Introduce Rosita Paradiso, dirigente scolastico; interviene l’editore Demetrio Guzzardi.
Consegna della ceramica artistica su don Carlo De Cardona a: Massimiliano Ianni, segretario generale CGIL Cosenza.

SPEZZANO SILA – Convento San Francesco di Paola – Salone di rappresentanza
ore 18.00 Don Carlo De Cardona pioniere e apostolo sociale dei contadini calabresi. Incontro all’UniterpreSila aps – Università terza età “Ilde Turco Dodaro”.
Introduce Stefania Martucci, vicepresidente UniterpreSila; saluti: Luigia Granata, presidente Convegno di cultura Maria Cristina di Savoia della Pre Sila. Intervengono: Vincenzo Settino, portavoce “De Cardona day” e Demetrio Guzzardi.

Venerdì 21 novembre 2025
RENDE – Liceo classico “Gioacchino da Fiore”
ore 11.30 La Rerum novarum a Cosenza. Conversazione con gli studenti maturandi. Introduce la docente Ada Giorno, interviene l’editore Demetrio Guzzardi.

SAN PIETRO IN GUARANO – Cine teatro “don Salvatore Loria”
ore 18.00 Nel nome di De Cardona. Mostra dei disegni e degli elaborati realizzati degli alunni dell’Istituto comprensivo “San Pietro in Guarano-Rose” su don Carlo De Cardona.
Incontro con: la regista Allison Gallicchio che ci parla del suo prossimo spettacolo teatrale “Don Carlo De Cardona”; Rita Fiordalisi, già direttrice della Biblioteca nazionale di Cosenza, che ci fa conoscere la figura di Paolina Ritacco, la leader del movimento femminile decardoniano; Romilio Iusi che ci presenta il suo testo ”La bandiera”; Ada Giorno e Claudia Marchese, che in anteprima ci illustrano il calendario decardoniano 2026, realizzato dall’AIPARC Cosenza.

Omaggio musicale a don Carlo De Cardona con l’esecuzione di alcuni brani del maestro Gennarino Bruno.
L’editore Demetrio Guzzardi consegna ai responsabili del gruppo “Spigolettura” il cofanetto con i primi 10 quaderni di “Studi e ricerche”.

La trasmissione di RAI 3 Calabria “Buongiorno Regione” ad Aiello Calabro 16.10.2025

Per rivedere la puntata => LINK

“Buongiorno Regione” su Rai 3 Calabria, giovedì 16 ottobre 2025 ha fatto tappa ad Aiello Calabro con dirette dalla Casa Comunale.
Durante la trasmissione, condotta dalla giornalista Ilaria Raffaele, sono intervenuti il sindaco Luca Lepore, la vice sindaca Olga Terranova e il direttore dei lavori del restaurato castello, arch. Giuseppe Massara. Si è parlato di rinascita del paese e di spopolamento, focalizzandosi su progetti come gli interventi sull’antico castello (che dovranno essere completati), su attività culturali della biblioteca comunale e sulla promozione del turismo sostenibile.
Una opportunità di visibilità nazionale per Aiello Calabro (Cs), piccolo centro dell’entroterra cosentino

La chiesa di Latta

di Carmelina Sicari
Come Orazio fece con la fonte Bandusia, si licet comparare magna cum parvis, anch’io vorrei render celebre la chiesa di Latta (l’autrice non lo dice, ma verosimilmente dovrebbe essere a Messina, ndr). Detta così perché il tetto sprofondato al tempo delle bombe, era stato sostituito da uno di latta. Sorgeva nel cuore dei trabocchetti, rioni perpendicolari circondati da alti muraglioni sorti dopo il tremendo terremoto del 1908 in collina, sorta di suburra con gli alloggi addossati gli uni agli altri, con viuzze che ricordavano quelli dove nel Medioevo si distribuivano colpi di misericordia, dove ci si poteva anche perdere perché erano davvero trabocchetti. Era detta anche chiesa dei Pepi, non si capisce perché, se per via dell’odore insistente di peperoni della cucina povera del luogo. Non aveva molti fedeli la chiesa di latta se non quelli del circondario finché non giunse un giovane domenicano, Padre Carlo, che prese a suonare le campane così di frequente e così insistentemente che la gente finì con l’ascoltare, finché la chiesa non trovò il suo riscatto con una gigantesca, inopinabile metamorfosi. Padre Carlo rinvenne tra detriti, e trucioli un’icona preziosa, autentica, una Madonna, e la chiesa divenne la chiesa dei poveri, basiliana, nientemeno. Una chiesa che diveniva nobile come il brutto anatroccolo divenuto cigno. E questo per dire che c’è sempre speranza.

Le Giornate FAI d’Autunno a Scigliano (Cs), 11 e 12 ottobre 2025

Dalla Delegazione FAI di Cosenza | In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, che si svolgeranno l’11 e il 12 ottobre prossimi, vi accompagneremo alla scoperta di Scigliano, nella Valle del Savuto: un paese che, in epoca medievale, vantava il titolo di “Università” del Regno di Napoli e che, per ben tre volte, si riscattò dal dominio feudale, diventando Città Regia.
Il territorio di Scigliano è vasto e articolato, suddiviso in 9 frazioni (Quartieri) e ricco di storia, con circa 20 chiese e numerosi palazzi antichi.
Saremo guidati dall’Associazione culturale “La via Popilia” e dalla Pro Loco di Scigliano lungo i seguenti itinerari:
1. Ponte di Annibale (o “di Sant’Angelo”)
Inizieremo con la visita di questo ponte romano risalente al 130 a.C., un manufatto di rara bellezza architettonica e paesaggistica. Si raggiunge a piedi attraverso un sentiero piuttosto impervio: consigliamo questa tappa solo a persone abituate al trekking e in buona forma fisica, poiché il percorso, seppur breve, è in forte discesa all’andata e in salita al ritorno.
2. Centro di Scigliano (frazione Calvise)
Una volta giunti a Calvise, vi invitiamo a lasciare l’auto nel parcheggio pubblico adiacente alla piazza principale. Da lì potrete usufruire delle navette messe cortesemente a disposizione dall’Amministrazione Comunale. Con l’accompagnamento dei volontari FAI, visiteremo:
La Chiesa di San Nicola
Il Santuario di Monserrato, con la guida dello studioso Gabriele Emilio Chiodo
3. Quartiere di Diano
Sempre a bordo della navetta, attraverseremo l’antico quartiere di Diano e faremo tappa al Palazzo Talarico Serena, aperto grazie alla gentile disponibilità della famiglia Talarico.
Proseguiremo poi a piedi tra i vicoli storici fino alla Chiesa di San Giuseppe o dell’Assunzione, principale edificio di culto del paese.
Qui saremo guidati dal Prof. Dott. Gianfrancesco Solferino, e, grazie alla collaborazione del Sindaco e del parroco Don Giuseppe, sarà possibile ammirare preziosi paramenti sacri di epoche diverse e, eccezionalmente, un ostensorio d’argento del ’700, capolavoro napoletano di proprietà della Curia di Scigliano, solitamente custodito nel Museo Diocesano di Cosenza.
4. Convento delle Clarisse
Concluderemo la visita presso il convento di clausura delle Sorelle Povere, dove, in via del tutto straordinaria, ci sarà concesso l’accesso alla piccola Chiesa di Santa Maria delle Grazie, annessa al convento.

Informazioni utili:
Luoghi e orari delle visite:
– Ponte di Annibale: Sabato e domenica in 3 turni: ore 10–11, 11–12, 12–13
– Chiesa di S. Maria delle Grazie: Sabato e domenica ore 15–17
– Palazzo Talarico Serena: Sabato e domenica ore 10–13 e 15–17
– Tutti gli altri luoghi: Tranne che per il Ponte di Annibale, le visite saranno continue ed a rotazione dalle ore 10 alle ore 17 (ultimo turno), partendo dalla piazza principale con gruppi organizzati a bordo delle navette
Pausa pranzo:
Sabato e domenica, dalle 13:30 alle 15:00, sarà possibile degustare un menù a base di prodotti tipici locali, offerto dai produttori del territorio, al costo di €10. Il punto ristoro si troverà nella piazza principale.

Consigli utili:
La visita sarà ricca e articolata: vi suggeriamo di dedicarle l’intera giornata, di indossare scarpe comode, abbigliamento a strati e adatto a muoversi tra i vicoli acciottolati.
Partecipare alle Giornate FAI d’Autunno non è solo un’occasione per conoscere e valorizzare il patrimonio culturale che ci circonda, ma anche un modo concreto per contribuire alla sua tutela.
Vi invitiamo a sostenere attivamente queste iniziative con un contributo volontario consigliato di almeno € 3.
Le GFA sono aperte a tutti, iscritti e non iscritti FAI. Sarà possibile iscriversi in loco e rinnovare le iscrizioni scadute. Chi si iscriverà per la prima volta godrà della riduzione di €10 su ogni tipologia di quota indicata sul sito www.fondoambiente.it

L’eroe dai mille volti

di Carmelina Sicari

L’eroe è al centro della società greca della polis. È al centro della paideia, del sistema educativo dei giovani, della loro formazione. È al centro del mito. Nel mito l’eroe ha mille volti e mille nomi, ma è sempre lo stesso, quello che lotta contro i mostri per liberare la polis. Il mito, la paideia, la polis sono profondamente legati e l’eroe è al centro di ognuna e di tutto. L’eroe è per eccellenza chi lotta per gli altri e libera la sua gente dai mali che l’affliggono. L’eroe è Perseo, che uccide la Medusa che fa di marmo chiunque la guardi. Per ucciderla deve guardare l’immagine di lei riflessa in uno specchio. È eroe Teseo che uccide il Minotauro rintanato nel Labirinto costruito appositamente per proteggerlo. Eroe è Edipo che affronta il suo tragico destino per liberare la città dalla peste. E così via. Deve essere imitato, deve suscitare altri eroi simili a lui e per questo è un modello. Deve entrare nella paideia, nella formazione giovanile, deve suscitare l’aretè, la virtù. Deve avere imbracciato la dicaiosune, la giustizia. La connessione paideia-politeia diviene evidente e strettissima, la paideia deve fornire modelli, il mito, la statuaria, l’arte in genere devono servire non come erudizione ma come esempio di azione. Leonida e i Trecento Spartani che muoiono alle Termopili ne sono un esempio efficace. Il nemico, il Persiano deve essere fermato ed i trecento non esitano a sacrificarsi. Tutti con ferite al petto vengono ritrovati. Nessuno di loro ha provato a voltare le spalle, a cedere il campo. Paideia e politeia sono l’essenza della polis. I due bronzi riassumono le virtù esemplari, sono elementi profondamente connessi con la paideia e con la polis. Potrebbero essere Temistocle l’eroe di Salamina e Pericle, costruttori della più antica e famosa democrazia, collegati ad essa in tutta l’oratoria e nella storiografia. Riccardo Partinico ne è profondamente convinto e ha trovato prove convincenti. Secondo Platone lo stato di giustizia è prattein ta eautou fare ciò che si è capaci. Pericle è l’uomo di stato e Temistocle il guerriero, eccelsi nella loro azione, come dimostra il saggio di Partinico. Il pregio della ricerca di Partinico consiste nell’analisi del linguaggio del corpo. È un metodo indubbiamente innovativo. Non solo fonti filologiche, testi, bensì proprio l’analisi di elementi fisici. L’aretè, infatti è armonia tra mente e corpo, possanza fisica oltre che mentale. Il linguaggio del corpo dice chiaramente chi sia il guerriero con la kinè e la testa allungata. Sono le caratteristiche di Pericle. Le fonti letterarie lo dicono con chiarezza, Pericle era nato con questa caratteristica. D’altro canto, la Kinè è il segno del comandante quale era appunto Pericle figlio d Crisippo. E c’è un terzo elemento. La singolare somiglianza con il busto di Pericle al museo Vaticano, altro elemento di concordanza. Il discorso agli Ateniesi riportato da Partinico coincide con il monito di Platone nella Repubblica che al centro della politeia debba esserci prattein tà eaoutou. Fare ciò che sappiamo fare, che ci piace che è gradito. Come un refrain nel discorso si ripete a noi Ateniesi piace così. Che sembrerebbe un’affermazione presuntuosa se non avesse il corrispettivo nella frase platonica. Il tema della democrazia rappresentata da Pericle e Temistocle è quello dell’unità Unità politeia-paideia – mente-corpo, filosofia e medicina. Il grande dibattito che si svolge è tra l’arcaicità della formula della democrazia rappresentata dal binomio Pericle-Temistocle e formule più recenti. Platone vede superata la democrazia periclea, la cui aretè è fondamentalmente retorica. Ma Isocrate la difende. La definizione di Aspasia sembra essere la più giusta e solenne. Quello di Pericle il governo del migliore approvato dal popolo. I grandi della letteratura tra cui Senofonte che condivise il comando con Pericle condividono questo giudizio. L’aretè è soprattutto costruita sull’oratoria.

GenIAle commemora il filologo calabrese Costantino Arlìa

Il 23 agosto 2025, in attesa del bicentenario della nascita, fra tre anni, onoriamo la memoria di un uomo la cui vita fu un ponte tra la giustizia e la passione per le lettere: Costantino Arlìa, nato ad Aiello il 23 agosto 1828 e morto a Firenze il 18 febbraio 1915. Non un letterato per professione, ma un magistrato che respirava filologia, un uomo la cui curiosità e il cui amore per la lingua italiana hanno lasciato un segno indelebile. Arlìa ci insegna che la cultura non è un mestiere, ma una vocazione. La sua incessante ricerca della correttezza linguistica, a volte persino polemica, non era mai fine a sé stessa. Era il sintomo di un amore profondo per il nostro patrimonio. In un’epoca in cui la lingua si evolve rapidamente, l’eredità di Arlìa ci ricorda l’importanza di rimanere ancorati alla solidità delle nostre radici. La sua opera più nota, il “Lessico dell’infima e corrotta italianità”, non è una semplice critica, ma un atto di devozione verso la chiarezza e l’eleganza che la nostra lingua merita.Non possiamo dimenticare il suo legame con la nostra terra. Sebbene il suo percorso lo abbia portato a Firenze, dove ha speso anni preziosi nello studio e nella collaborazione con l’Accademia della Crusca, Arlìa ha sempre portato con sé le sue radici calabresi. Questa connessione ci dimostra che la grandezza intellettuale può nascere in qualsiasi luogo, e che il legame con la propria terra d’origine non sminuisce, ma arricchisce la nostra visione del mondo.Oggi, mentre lo ricordiamo, pensiamo al suo spirito indomito, a quel coraggio che, pur nella cecità e alla fine della sua vita, lo portò a voler cancellare le sue fatiche. Fortunatamente, la storia ha voluto diversamente, e i suoi manoscritti sono giunti fino a noi, testimoni silenziosi di una vita spesa per la cultura.Che la sua storia ci ispiri a coltivare le nostre passioni con la stessa dedizione, a difendere il valore della conoscenza e a non dimenticare mai le nostre origini. Onoriamo Costantino Arlìa non solo come una figura del passato, ma come un esempio luminoso per il nostro presente e per il nostro futuro.

Vostro accademico della Caniglia e fondatore di Icichipedia, Geniale Adacquacerze